su Delega Ambientale Il nuovo Codice ambientale, il dlgs n.152 del 3 aprile 2006, che nella sua prima stesura era stato respinto dal Capo dello stato, su Delega Ambientale Il nuovo Codice ambientale, il dlgs n.152 del 3 aprile 2006, che nella sua prima stesura era stato respinto dal Capo dello stato, è uno dei provvedimenti più devastanti emanati dal governo Berlusconi. Il Codice ambientale (così come il codice degli appalti, di cui a gran voce nell’Unione si chiede a Prodi la sospensione urgente) è una di quelle disposizioni adottate negli scampoli disperati dell’ultima legislatura. Il Codice ambientale intacca profondamente la via, permettendo ai cementieri una libertà di azione spropositata, che minaccia la tenuta idrogeologica del territorio e lo scempio paesaggistico. Il Codice ambientale interviene sul ciclo dei rifiuti ed impedisce la gestione pubblica del servizio dei rifiuti. Il Codice ambientale ostacola la possibilità della gestione pubblica del Servizio Idrico, anzi mette fuori legge alcune delle poche gestioni pubbliche locali esistenti, tra l’altro vanificando uno dei punti qualificanti dell’Unione, in relazione ad un ritorno verso la gestione pubblica dell’acqua. Infine, il Codice ambientale umilia le competenze delle autonomie locali e regionali e stabilisce lo stravolgimento/revisione della legislazione in materia di difesa del suolo. A fronte di questo pesantissimo quadro il Cpn del Prc impegna tutto il partito, le istanze locali e i parlamentari nelle Camere e nel Parlamento Europeo per tutte le azioni che siano volte all’“affossamento” del provvedimento, in particolare per la sospensione urgente del Codice e comunque per l’impugnazione del Codice alla Corte Costituzionale da parte delle autonomie locali. I membri del Cpn: Giovanni Maraia Alberto de Ambrogio Bruno Steri Walter De Cesaris Italo Di Sabato Patrizia Sentinelli Approvato all’unanimità