di Fulvio Sarzana -

Un cartone animato francese uscito nelle sale italiane a novembre del 2012, rischia di divenire una delle più grandi pietre di scandalo della storia recente di internet. Almeno in Italia. Il cartone animato in questione si chiama Un mostro a Parigi (Un monstre à Paris) ed è  un film d’animazione del 12 ottobre 2011, uscito in Italia  il 22 novembre 2012.

Un cartoon come tanti altri, forse più bello degli altri. Fatto sta che il 27 febbraio (più di due mesi dunque dall’uscita nelle sale) di quest’anno la società italiana di distribuzione italiana del film ha deciso di denunciare alla Procura della Repubblica di Roma le violazioni del copyright che aveva riscontrato sulla rete.

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di Loris Mazzetti -

 

Qualche tempo fa in Internet ho letto una notizia molto inquietante: a Lugano esiste una società che scheda ogni italiano il cui nome appare su un giornale o in un atto pubblico. Facendo una ricerca dettagliata scopro che in Europa vi sono diverse società che di nascosto lavorano sui dati di siti considerati socialmente utili. L’americana Fbi lo sta facendo da anni, ha superato i 150 milioni di persone schedate, da tempo sta immettendo nella banca dati oltre alle impronte digitali anche le foto delle persone.

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di Daniele Pitteri -

Sono almeno 20 anni che si discute sulla democraticità o meno di Internet e più in generale delle nuove tecnologie. Diciamo soltanto che fra i due estremi, quello di una visione che dà origine a scenari iperpartecipativi di democrazia diretta e quello in stile orwelliano di un grande fratello controllore assoluto, esistono una varietà di posizioni, visioni, prospettive e scenari tanto complessi e articolati da essere difficilmente riassumibili in poche righe. Ma diciamo anche che qualche riflessione in questi giorni bisogna pur farla, perché l’avvento sulla scena del M5S sta obiettivamente portando, con grande afflato e con grande enfasi, il web e le tematiche ad esso legate al centro del dibattito e anche della relazione fra cittadini e politica. Emergono alcune questioni: ma davvero la rete è il luogo iperdemocratico che molti descrivono? Davvero è lo spazio dove uno vale uno e dove non esistono condizionamenti di alcun genere? Davvero il web è un luogo di assoluta libertà, senza controllo alcuno, di dibattito libero e di flussi fluidi di comunicazione fra gli individui? Dico subito una cosa, per fugare ogni dubbio: non appartengo a quelli che propendono per una visione del web in stile grande fratello, ma neppure a quelli che lo ritengono democratico in sé. Penso che sia un luogo ad altissimo potenziale democratico, che tuttavia necessita di una serie di regole condivise a garanzia delle libertà e dei diritti individuali e collettivi.

 

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1noalacta

ROMA - Succederà attorno a mezzogiorno. Dopo anni di discussioni, proteste di piazza, trucchi, sgambetti e pesanti azioni di lobbying, mercoledì 4 luglio il Parlamento europeo voterà su Acta, l’accordo anticontraffazione. Stavolta é il voto decisivo. E’ assai probabile che Acta venga rigettato grazie al lavoro di convincimento fatto dalle associazioni per le libertà e i diritti digitali, gli internet provider, medici, ricercatori e Ong, sulle cinque commissioni che se ne sono occupate a livello europeo, nessuna delle quali si è espressa a favore dell’accordo. Sulla decisione finale pesa infatti la decisione della commissione per il Commercio interno (INTA) che si è dichiaratamente espressa contro Acta. Lo stesso vale per le altre commissioni e in particolare per quella sulle Libertà civili. E tutto questo nonostante - o forse proprio a causa di - molti tentativi della lobby pro-copyright di influenzare il comportamento degli onorevoli europei come denunciato da Edri.

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120610raidi Claudio Grassi
Dopo le nomine fatte dal Parlamento per i membri dell'’AgCom e Privacy, si attendeva con un certo interesse la “contromossa” del governo in tema Rai. Fra l’altro era stata anche una delle prime confessioni-progetto di Monti, ovvero quel “vedrete” a metà fra il sornione e lo speranzoso offerto in risposta a chi chiedeva lumi sul futuro della televisione pubblica e, più in generale, sul che fare dei vecchi vizi di intromissione dei vari interessi particolari a discapito della collettività.
La nomina del presidente della Rai proposta ieri ha invece confermato che di nuovo non c’è proprio niente. Monti ha scelto fra persone fedeli al mondo comune delle banche, alla faccia delle affermazioni sulla perdita di consenso dei poteri forti. E il criterio della selezione è stato chiaro: solidità di gestione, non qualità del servizio pagato con il canone.
Nessuna differenza con chi nei giorni scorsi ha nominato i propri affini in Parlamento e nessuna attenzione verso chi aveva provato ad innescare, finalmente, un dibattito pubblico sulle nomine improntato alla trasparenza e alla effettiva partecipazione della collettività alle scelte.

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120609grilloNel pomeriggio era circolata la voce secondo cui Anonymous avrebbe bloccato il blog di Beppe Grillo, inagibile da oggi pomeriggio. Ma in serata è stato il comico stesso a lanciare il suo ‘sos’ via Facebook e Twitter, precisando che “l’attacco non è opera di Anonymous”. Per questo, ha proseguito il blogger, “chiedo aiuto alla Rete, e ovviamente anche ad Anonymous, per identificare il gruppo che ha bloccato il sito”. Nel pomeriggio però sul blog ufficiale di Anonymous Italia si leggeva che l’attacco sarebbe durato fino a “stasera”. “Anonymous oggi ha deciso di regalarti un po’ della sua attenzione – avevano scritto gli hacker nel post, rivolgendosi a Grillo -.

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bimbi-computerdi Manlio Galliolo
“Noi non usiamo internet, viviamo su internet e ci muoviamo con lei. Siamo la generazione digitale”.

Lo scrive Piotr Czerski, scrittore e poeta polacco, per The Atlantic. Siamo cresciuti con internet e viviamo con lei. We, the web kids: ”La nostra idea della struttura sociale è diversa: la società è una rete, non una gerarchia”. (La traduzione di Internazionale, Cresciuti con la rete).

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sceriffoda il fattoquotidiano.it

L’On. Fava (Lega Nord), non demorde ed appare ogni giorno più deciso a cambiare – da solo o quasi – la disciplina italiana in materia di responsabilità online, a costo di rischiare – in modo irresponsabile – di imporre, nel nostro Paese, un regime liberticida che minaccia di assestate un duro colpo alla libertà di comunicazione attraverso il web.
Non è bastata la pioggia di bocciature bipartisan riservate a tutte le precedenti analoghe iniziative dell’Onorevole padano e non sono bastate le centinaia di migliaia di critiche raccolte online.

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Cofanetto in cartoncino rigido (cm. 24x17) contenente n: 40 riproduzioni su carta lucida di manifesti significativi di 20 anni della nostra storia.
Il costo è di euro 7,50. Per poter ammortizzare i costi di spedizione, dovranno essere richieste almeno 20 copie inoltrando una mail alla compagna Licia
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Responsabile Claudio Grassi

Blog Claudio Grassi

  • Negli ultimi tempi si stanno moltiplicando le riflessioni “a commento” di ciò che accade in Siria: certamente un segno della drammaticità della situazione sul campo e, prima ancora, della difficoltà degli osservatori di decifrare ciò che accade nel nostro Vicino Oriente. Una realtà che peraltro, proprio nel corso delle ultime settimane, si è venuta incancrenendo, [...]

  • 1) La crisi economica che investe il nostro Paese, l’Europa e gli Stati Uniti si configura come crisi strutturale, di sistema e tende ad aggravarsi. Milioni di persone che non trovano il lavoro, centinaia di migliaia in cassa integrazione, una intera generazione che nella migliore delle ipotesi trova una occupazione precaria, aziende che ogni giorno [...]

  • La Direzione Nazionale del Prc ha affrontato una discussione importante al termine della quale sono stati presentati e messi in votazione tre documenti distinti. Il primo è stato presentato da Paolo Ferrero e dalla maggioranza della segreteria e ha raccolto 15 voti, il secondo da Irene Bregola, Mimmo Caporusso e dal sottoscritto (9 voti) e [...]

  • L’enormità della sconfitta che abbiamo subito nelle ultime elezioni politiche ci obbliga ad un atteggiamento diverso dal passato e ad assumerci responsabilità guardando in faccia le cose per come sono. Non è una sconfitta tra tante, è una disfatta che riguarda tutta la sinistra, sia quella riformista sia quella di alternativa e radicale. Una disfatta [...]

  • Sul dato elettorale, per questioni di tempo, non mi dilungo. Il dato più clamoroso è la vittoria del Movimento Cinque Stelle. Non perde neppure Berlusconi, per molti versi sorprendentemente, mentre perde il Pd e anche la coalizione centrista di Monti. Siccome perde chi avrebbe dovuto vincere (un’alleanza praticamente già pronta tra Bersani e Monti) la [...]

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