Quasi un milione di famiglie è senza reddito da lavoro. I dati Istati sul 2012 sono l’ennesimo campanello di allarme per l’occupazione e fotografano un Paese sempre più povero. Nel dettaglio, i dati dell’Istituto di statistica mostrano che le famiglie in cui tutti i membri appartenenti alle forze lavoro sono in cerca di occupazione sono 995mila, in rialzo del 32,3 per cento sul 2011.

 

In un solo anno le famiglie “senza lavoro” sono aumentate di 233mila.

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di Claudio Gnesutta -

Mario Draghi continua con la sua politica – denaro facile alle banche e tagli di spesa – che fa cadere la domanda e restringe il credito alle imprese. Si tratta di un errore economico e di un pericolo politico (…). Il governatore ribadisce che non vi è spazio per alcuna alternativa all’attuale coordinamento tra politica monetaria e politica fiscale. A una gestione della politica monetaria non restrittiva (i tassi d’interesse sono mantenuti a livelli bassi) si associa un severo patto fiscale la cui logica è di contenere la spesa per consumi, soprattutto di quelli pubblici, con l’effetto di breve periodo di ampliare lo spazio per i risparmi e quello di più lungo periodo di contenere il peso (interpretato come inefficienza) dello Stato.

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di rassegna.it
Oltre sedici milioni e mezzo di pensionati, la metà dei quali percepisce meno di mille euro al mese. Ma oltre il 13% è addirittura sotto i 500. E’ questa la fotografia del sistema pensionistico italiano scattata oggi (17 aprile) dall’Istat.
Secondo l’Istituto di statistica, i pensionati nel 2011 erano 16,7 milioni, circa 38 mila in meno rispetto al 2010. sottolineando che in media ognuno di essi percepiva (tenuto conto che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può contare anche su più di una pensione) 15.957 euro all’anno, 486 euro in più del 2010.

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di Globalist.it -
Allarme povertà tra le famiglie italiane. Circa il 17% dei nuclei familiari italiani, 4,2 milioni, non arrivano a fine mese. Il loro reddito non è sufficiente a coprire tutte le spese. Lo certifica l’ultima indagine del Censis e di Confcommercio.

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di Antonio Sciotto -
Quasi un pensionato su due vive percepisce un assegno sotto i mille euro al mese: si tratta del 44% del totale, ovvero 7,4 milioni di persone, secondo il rapporto (relativo al 2011) diffuso ieri dall’Istat. Per 2,2 milioni di pensionati (il 13,3%) la vita è ancora più dura, perché per loro le prestazioni non superano i 500 euro. Ma un altro dato è uscito ieri, non collegato a quello che riguarda i pensionati, ma che sicuramente dà, a sua volta, un ritratto della crisi che stiamo attraversando: sono – o meglio sarebbero (sul tema è sempre meglio essere cauti) – già 32 in Italia i suicidi per ragioni economiche da inizio 2013: lo studio è stato realizzato da «Link Lab», laboratorio di ricerca socio-economica della «Link Campus University».

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di Roberto Ciccarelli -
Notizie dal fronte della «ripresina», da tutti attesa come il Godot dei nostri tempi austeri. Dopo l’Fmi, ieri anche Bankitalia è tornata su un’auspicio infondato che è diventato un luogo letterario. Nel bollettino economico diffuso da Palazzo Koch si registra un lieve rallentamento della recessione, ma molte ombre sulla ripresa. Di segnali di questo tipo proprio non se ne vede l’ombra.

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di Rassegna.it -
Nel quarto trimestre 2012 il tasso di occupazione dell’area Ocse è sceso al 65,1%, l’Italia si attesta al 56,5%. Nel nostro paese il calo è stato dello 0,3%. Crescono gli occupati in Usa e Canada, scendono nell’area euro.

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di Andrea Baranes -
Spesso sembra che le politiche di austerità siano prerogative dell’Unione Europea. È vero che Bruxelles e la Troika (Commissione, Bce e Fmi) si sono contraddistinte per una visione a senso unico della crisi e soprattutto di come uscirne: diversi Paesi europei sono “indisciplinati”, hanno speso troppo per lo stato sociale e devono ora rimettere a posto i propri conti pubblici, pena la condanna dei mercati. È però altrettanto vero che la situazione non è certo limitata all’Europa.
Di fatto molte delle misure più dure sono state approvate nei Paesi del Sud del mondo.

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di Giulio Marcon, Mario Pianta -
Giovedi 18 aprile è in libreria “Sbilanciamo l’economia. Una via d’uscita dalla crisi”, di Giulio Marcon e Mario Pianta (Laterza, 2013, 190 pp., 12 euro). Presentiamo qui un’anticipazione sul nuovo modello di sviluppo dal secondo capitolo “Sette strade per uscire dalla crisi”.

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Questa mattina, il comitato promotore "Reddito minimo per tutte e tutti" ha consegnato alla Presidenza della Camera dei Deupati le 50.000 firme necessarie per validare la proposta di legge popolare per isitutire anche in Italia il reddito minimo garantito di 600 euro al mese per disoccupati, inoccupati e precariamente occupati con reddito inferiore a 8000 euro annui.

Alla grande campagna di raccolta firme hanno partecipato 170 tra associazioni, sindacati e partiti. Una delegazione di promotori, composta da Antonio Ferraro (Prc), Eleonora Forenza (Forum Donne), Anna Belligero (Gc), Sandro Gobetti e Luca Santini (Bin Italia), Marco Furfaro (Sel), Mapi Pizzolante (Tilt), Valentina Greco (PrecariaMente), ha incontrato la presidente della Camera, Laura Boldrini, chiedendo l’avvio immediato di un iter parlamentare per l’approvazione della legge. La Boldrini ha mostrato tutta la sua sensibilità verso il tema e la sua disponibilità a sostenere l'iniziativa sia formalmente che informalmente. La proposta del reddito minimo garantito è stata "una di quelle che ho portato avanti con più convinzione durante la campagna elettorale. Il vostro sforzo va nella direzione di trovare una soluzione per chi è disperato". Ha affermato la presidente della Camera, che ha aggiunto: "Capisco e condivido il senso di questa iniziativa".

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Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, e Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Lavoro di Rifondazione comunista, dichiarano:

 

«Basta con la politica chiusa nelle alchimie di palazzo mentre il paese va a rotoli. Bisogna istituire subito il reddito minimo: 600 euro al mese per disoccupati, inoccupati e precariamente occupati, con reddito annuo inferiore agli 8mila euro. Lo chiediamo nell’ambito della grande campagna nazionale di raccolta firme - oltre 50mila - sulla proposta legislativa di iniziativa popolare per il reddito minimo garantito, alla quale Rifondazione comunista ha partecipato attivamente. È una misura di civiltà non più procrastinabile per garantire ai disoccupati la possibilità di arrivare alla fine del mese e contrastare la disperazione crescente di tante persone. Le risorse ci sono, sono quelle che si ricaverebbero ad esempio da una tassa sui grandi patrimoni. Per questo, per chiedere un procedimento urgente affinché la proposta di legge sia al più presto discussa, lunedì 15 aprile alle 11 porteremo sotto Montecitorio, insieme con la larga delegazione di tutti i promotori della campagna, le 50mila firme raccolte».

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