Nando Mainardi
120304bolognaGrande partecipazione ieri pomeriggio a Bologna all’assemblea regionale della Federazione della Sinistra. Potremmo dire che si è data appuntamento, parafrasando una nota canzone, “l’Emilia-Romagna che resiste”: lavoratori, attivisti di comitati, militanti di forze sociali e politiche della sinistra si sono confrontati per quattro ore sulla crisi e sulla necessità di costruire l’opposizione al governo Monti. Matteo Gaddi ha introdotto spiegando che l’unico modo per uscire dalla crisi è ricostruire politiche economiche e industriali pubbliche dopo decenni di liberismo e di privatizzazioni.

“Ci raccontano che il peggio è passato perché sono diminuite le ore di cassa integrazione – ha detto – ma sono aumentati i lavoratori in mobilità”. Gaddi ha inoltre rilanciato la proposta di una legge nazionale contro le delocalizzazioni.

Carmine Rotatore - per cinquanta giorni sulla torre faro del binario 21 della Stazione Centrale di Milano - ha descritto la lotta dei lavoratori dei treni “della notte”, da un giorno all’altro lasciati a casa dalle Fs di Moretti. Matteo Parlati, operaio della Ferrari, si è soffermato sul clima di repressione che si respira anche in Emilia-Romagna. Matteo non è più, dal 1 gennaio, Rsu “grazie” all’espulsione della Fiom dalle fabbriche del gruppo Fiat voluta da Marchionne. Ma la repressione non è solo in fabbrica: Parlati è stato chiamato a rispondere dalla magistratura modenese per aver partecipato ad una manifestazione contro un convegno della Fiamma Tricolore. Il segretario regionale della Fiom Scaltriti ha ovviamente ricordato l’appuntamento importantissimo dello sciopero generale dei metalmeccanici di venerdì prossimo. Lavoratori della Cft di Parma, dell’Ogr di Bologna, della Cnh di Imola, della Bonfiglioli di Bologna, della scuola hanno completato un quadro fatto di licenziamenti, precarietà, assenza del pubblico, arroganza padronale. Interventi anche da parte del Comitato No Pacchetto Sicurezza di Reggio Emilia, del Comitato regionale contro la Cispadana, dei ragazzi delle “ripetizioni popolari” alla Casa della Sinistra di Imola. Contributi infine di Massimo Betti, coordinatore regionale Usb; Cesare Melloni a nome della Cgil emiliano-romagnola; Gianguido Naldi di Sel. A Massimo Rossi, portavoce nazionale della Fds, il compito di trarre le conclusione dell’assemblea, dopo ben 24 interventi: “Diritti dei lavoratori, difesa del territorio, un altro modello di sviluppo: noi partiamo da qui per costruire l’opposizione al governo Monti. La Fds è nata per unire la sinistra e le opposizioni democratiche: per questo ho chiesto a Di Pietro e a Vendola di portare avanti insieme una campagna a difesa dell’articolo 18. A noi interessa unire però anche le lotte, i conflitti e le vertenze. Il percorso della Fds è stato a tratti complicato, ma le assemblee che stiamo facendo nei territori dicono di un ritorno di credibilità e di un’ottima partecipazione”.  Prossimi appuntamenti: lo sciopero della Fiom di venerdì e la raccolta firme a difesa dell’articolo 18.

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