UN PROGRAMMA PER GOVERNARE L’ITALIA
Vogliamo realizzare una rivoluzione civile per attuare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana. 
Vogliamo realizzare un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il governo Monti. 

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di Antonio Ingroia

Abbiamo rotto il dialogo con il Pd. Ci vediamo in Parlamento dove il primo provvedimento da esaminare dovrà essere quello sul conflitto di interessi, visto che Bersani non ha mai trovato il tempo per approvarlo negli ultimi 20 anni. Il Pd porta con sé la responsabilità politica del disastro del governo Monti che ha scaricato la crisi sui ceti medi e bassi. Sono un uomo del dialogo e nonostante i gravissimi errori politici dei democratici, ho fatto due appelli al dialogo senza che sia arrivata nessuna risposta. Diciamo no alla desistenza.

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di Daniela Preziosi

«La pazienza è finita. La porta che Rivoluzione civile ha lasciato aperta troppo a lungo da questo momento si chiude, ci rivedremo in parlamento». Antonio Ingroia a Roma presenta le liste rosso-arancioni e dichiara esaurita la fase del dialogo con Bersani. E chi - nel centrosinistra - sperava almeno in un gentlemen's agreement, resta deluso. Ieri i due si sono pizzicati per tutto il pomeriggio. «Abbiamo ricevuto proposte dietro le quinte, ma non possiamo accettare accordi: Monti è stato in continuità con Berlusconi e non possiamo dimenticare che il Pd ha appoggiato Monti e i provvedimenti che hanno colpito la gente», spiega Ingroia.

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di Raffaele K Salinari

I tamburi di guerra in Mali rischiano di cancellare una straordinaria storia di partecipazione e di mobilitazione civile che, qualche anno or sono, aveva posto le condizioni per una soluzione radicalmente diversa della questione Tuareg e, dunque, di una parte importante dei problemi che oggi affronta il Sahel. Una storia che ancora esiste e che va sostenuta proprio in questo periodo in cui il solo rumore è quello delle armi. Mi riferisco a ciò che si creò intorno al Forum Sociale Mondiale di Bamako, nel lontanissimo 2006.

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di Mario Pianta

La Banca d’Italia vede un 2013 di recessione e corregge l’ottimismo passato, teme la disoccupazione e ammette che l’austerità peggiora la finanza pubblica. Tre notizie importanti per la campagna elettorale

Meno uno percento. La notizia è che per Banca d’Italia l’economia del paese sarà in recessione anche nel 2013, in un’eurozona senza ripresa, col prodotto in calo anche negli ultimi tre mesi. In Italia la disoccupazione – ora all’11,1% – salirà al 12%. Il rapporto debito/Pil – ora al 126% – continuerà a peggiorare nel 2013 e potrà ridursi solo dal 2014. Ma le vere notizie, dietro questi dati sono altre.

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