Prosegue con solerzia degna di miglior causa l’attività repressiva verso lavoratori della Tnt e sindacalisti del SiCobas colpevoli di aver disturbato i tentativi della multinazionale di riportare indietro le condizioni dei lavoratori eliminando tutele e diritti conquistati con la lotta.

Duri i nuovi provvedimenti repressivi: 5 divieti di dimora, almeno 6 avvisi di revoca dei permessi di soggiorno, 21 indagati con possibili misure di sorveglianza speciale, sequestro dei pc, 13.200 euro complessivi di multa, 2 attivisti del SiCobas agli arresti domiciliari.

Se qualcuno pensava che il blitz del 10 marzo fosse casuale deve ricredersi. Quanto accade segnala pienamente l’intenzione del governo Draghi di proseguire sulla strada di quelle politiche liberiste che per difendere la libertà incondizionata dei capitali e delle imprese da 30 anni attaccano i salari, i diritti e il potere contrattuale dei lavoratori.

E l’applicazione dura delle norme liberticide dei decreti Salvini, non a caso non abolite dal Conte 2, mostra proprio l’intenzione di procedere con la linea della tolleranza zero contro tutte le lotte in grado di difendere realmente i diritti delle lavoratrici e lavoratori piegando l’arroganza delle imprese

A sostegno dei lavoratori in lotta e per l’immediato ritiro dei provvedimenti repressivi attuati aderiamo alla manifestazione promossa dal SiCobas per oggi pomeriggio a Piacenza, alle ore 14.30 in piazzale Genova.

No alla criminalizzazione delle lotte!

Antonello Patta responsabile nazioinale lavoro
Stefano Lugli segretario regionale Emilia Romagna
Partito della Rifondazione Comunista/SE

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