La ministra Lamorgese lancia l’allarme sul rischio tensioni sociali in autunno come “esito di questo periodo di grave crisi economica” perché, chiarisce la ministra, “vediamo negozi chiusi, cittadini che non hanno nemmeno la possibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani”. Per evitare tensioni diciamo alla ministra e al governo c'è necessità di misure che impediscano il prodursi del disagio sociale. Innanzitutto va garantito un reddito a tutte/i per tutte le persone prive di forme di sostentamento adeguate a una vita dignitosa. E misure per affrontare la crisi che mettano al primo posto i diritti delle persone:

- un piano nazionale del lavoro da realizzare nella riconversione ambientale dell’economia, nella ricostruzione della sanità e della scuola pubbliche, nella salvaguardia e messa in sicurezza del territorio.
- la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario
- un salario minimo per legge in tutti i settori economici e produttivi.

Abbiamo la sensazione che senza protesta sociale il governo non avrà il coraggio di una svolta. Davanti a disoccupazione, povertà e perdita di diritti tifare rivolta è un rivolta. Come insegnano Francia agli Usa chi sta in basso per farsi ascoltare deve lottare per i propri diritti.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile lavoro
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Le rappresentanze sindacali in CNHI hanno dichiarato lo stato d’agitazione contro il rischio chiusura degli stabilimenti di Brescia, 2000 dipendenti e Lecce 700 dipendenti annunciato dalle dirigenze aziendali, rimangiandosi gli accordi sottoscritti appena 3 mesi fa, in un incontro tenutosi ieri. Consideriamo una vera e propria provocazione che la minaccia arrivi proprio nella giornata in cui i #metalmeccanici delle aziende in crisi sono in piazza per protestare contro lo smantellamento del sistema produttivo italiano.

E’ inoltre gravissimo che i vertici aziendali facciano trapelare la possibilità di spostare le produzioni in Germania pronta ad accoglierli con sussidi e agevolazioni statali ben più consistenti di quelli italiani. Alla faccia dei richiami all’unità e alla coesione nazionale. Valgono solo per richiamare i lavoratori ai sacrifici.

CNHI è una società del gruppo Exor, sede in Olanda, controllata dalla famiglia Agnelli che ha appena ricevuto per Fca, altra società del gruppo, 6,2 miliardi di prestiti con garanzia del governo, nonostante si appresti a distribuire la bellezza di 5,2 miliardi di dividendi ai soci.

Queste sono le logiche del capitale e del profitto, quelle a cui governi asserviti agli industriali e alla finanza, lasciano da anni le scelte economiche e produttive del paese, limitandosi a foraggiarli con soldi pubblici all’occorrenza.

E’ necessario impedire le scelte disastrose con cui anche questo governo i appresta ad affidare agli stessi soggetti e alle stesse logiche il furo del paese.

Per questo oggi siamo con i metalmeccanici in lotta, perché vogliamo una Repubblica fondata sul lavoro, non sul capitale.

Maurizio Acerbo - segretario nazionale
Antonello Patta - responsabile nazionale lavoro

Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Oggi le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie si rendono visibili manifestando nelle piazze di 60 città italiane per rivendicare il diritto al lavoro e al reddito in occasione della mobilitazione indetta da Filcams, Fisascat e Uiltruc.

Vite precarie e dimenticate, le loro, in tempi normali, ora pagano ancor più di altri lavoratori le inadempienze e i ritardi di governo, Inps e regioni nell’erogazione delle risorse loro destinate.

Un fatto gravissimo se si tiene presente che stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori in grande maggioranza a part time che non percepiranno nulla per altri tre mesi in quanto e lasciati a casa ogni anno senza retribuzione e senza contributi pensionistici per tutto il periodo estivo.

E’ intollerabile e vergognoso che questa, come altre categorie e soggetti sociali più deboli siano quelli più colpiti da governi, altrimenti sensibili nei confronti delle grandi lobbies economiche e finanziarie. Piove sempre sul bagnato, governo ladro! Viene istintivamente da dire.

Le richieste avanzate a istituzioni finora sorde e arroganti al punto da rifiutare gli incontri sono le minime appena sufficienti per garantire reddito, sicurezza del lavoro e sul lavoro, rispetto e dignità. È indispensabile garantire reddito per tutte/i e reinternalizzare i servizi garantendo stabilità e diritti.

Il governo faccia meno passerelle con i potenti e ascolti di più il mondo del lavoro!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile lavoro

Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Fim, Fiom e Uilm manifestano insieme a sostegno delle proposte sindacali per la risoluzione di 100 vertenze aperte di aziende metalmeccaniche nella crisi prodotta dalla pandemia. Anche questa emergenza ha mostrato il fallimento di un modello sociale costruito sulla centralità dell'impresa e del profitto. E' ora di rivendicare la centralità del lavoro e dei suoi diritti.

Rifondazione Comunista sostiene questa mobilitazione nella consapevolezza che rappresenta solo l’inizio di un percorso di lotta necessario perché non siano i lavoratori a pagare le gravi ricadute produttive e occupazionali.

Lo “spettacolo mediatico” degli Stati Generali non riescono ad occultare il fatto che, rispetto alle risorse, le diverse ipotesi governative non forniscono risposte adeguate alla gravità della crisi.

Quella del PD per l’accesso immediato ai fondi MES, gonfia il debito pubblico e prepara sacrifici futuri che pagheranno i lavoratori non certo Confindustria che non a caso la sostiene con forza. Quella adagiata sull’attesa dei fondi europei del cosiddetto “Recovery Fund“ nasconde il fatto che arriveranno in ritardo quando molti danni produttivi ed occupazionali saranno già fatti.

Bisogna chiedere che la Banca Centrale Europea intervenga subito creando, tramite l’emissione di nuova moneta, un grande fondo a disposizione degli Stati per affrontare la crisi, così come richiesto da molti economisti. Questa opzione viene scartata dalle classi dirigenti europee e italiane per ragioni politiche: mantenere al guinzaglio le nostre società.

La destinazione degli investimenti conferma la sudditanza politica del governo alle imprese e ai mercati. Occorre dire con forza che la salvaguardia delle produzioni strategiche e dell’occupazione e la riconversione ambientale si possono realizzare solo con una forte ripresa della programmazione e di un ruolo pubblico, anche diretto, nell’economia a partire dalla nazionalizzazione di aziende strategiche.

Vanno respinte con nettezza le pretese di Confindustria di precarizzare ulteriormente il lavoro a cui si è accodato come al solito il PD.

Gli obiettivi della manifestazione, dal blocco dei licenziamenti alla necessità di investimenti legati all’occupazione, dalla sicurezza nei luoghi di lavoro alla contrattazione collettiva dello "smart working", vanno nella giusta direzione.

La mobilitazione del 25 può e deve essere l’inizio di una ripresa di una stagione di lotte unitarie per:

- ripristino dell’art.18 e azzeramento del jobs act e di tutte le leggi che hanno precarizzato il mondo del lavoro

- introduzione di un salario minimo legale di 9 euro l’ora netti da migliorare con i contratti e di un reddito minimo garantito senza condizioni per chiunque ne sia privo attraverso estensione e modifica della legge in vigore.

- riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario

- abolizione della legge Fornero

Se così non sarà, ancora una volta i padroni avranno facile gioco a prendersi i soldi e scaricare la crisi sui lavoratori e sulle lavoratrici.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.
Antonello Patta, Responsabile lavoro PRC-S.E.

Ai/le componenti il CPN Prc-Se
Ai/le componenti la Segreteria PRC-SE

Care compagne e cari compagni,

vi inviamo una nuova versione del documento sul "lavoro agile" integrato sulla base di un contributo sull'impatto del lavoro agile sulle donne, giunto dalle compagne Giovanna Capelli e Cadigia Perini.

Vi ricordiamo, inoltre, la riunione del gruppo lavoro nazionale che si terrà domani, martedì 16 giugno alle ore 21.00 via webex.
Chiediamo a chi intende partecipare, di inviare richiesta a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lavoro agile

Un caro saluto

Antonello Patta
Responsabile nazionale Lavoro PRC-SE

Care compagne e cari compagni,

Come sapete il governo in ossequio a tutto il mondo capitalistico/industriale ha avviato la cosiddetta fase 2 senza che spesso sussistano le condizioni minime per salvaguardare lavoratrici e lavoratori e col rischio di una ripresa dei contagi.

Mancano il personale e le strutture sanitarie a livello territoriale, il trasporto pubblico è totalmente impreparato tanto che si fa affidamento sull’uso dei mezzi privati, la gestione della salute e della sicurezza delle fabbriche è lasciata alla buona volontà degli imprenditori senza controlli preventivi e strutture che possano effettuarli nel tempo.

Noi abbiamo denunciato come irresponsabili queste scelte e il tentativo in atto su tutti i media di attribuire tutte le responsabilità di una possibile ripresa dei contagi ai cittadini indisciplinati.

Ma ora occorre che esercitiamo tutta la vigilanza possibile per documentare e denunciare tutti i casi nei quali cittadini e lavoratori, su mezzi di trasporto affollati o in luoghi di lavoro privi delle condizioni di sicurezza, vedono messa a rischio la propria salute.

Nel concreto chiediamo a regionali e federazioni di attivare circoli, iscritte/i e simpatizzanti per documentare tempestivamente con foto e video tutte le situazioni in cui palesemente non sono rispettate le regole di distanziamento e di prevenzione della diffusione del contagio.

Foto e video possono essere oggetto di comunicati sui media locali e nazionali ma anche di esposti e denunce.

Organizziamo la vigilanza dal basso sulla fase 2 dando voce a lavoratori e cittadini.

Buon lavoro

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
Antonello Patta, responsabile nazionale Lavoro PRC-SE

Ai/le segretari/e regionali e provinciali Prc-Se
Loro sedi

Care compagne e cari compagni,

passate le elezioni, i problemi del paese restano. Ci pensa l’Istat a riportare tutti alla realtà: disoccupazione giovanile al 28,9%, calano gli occupati complessivi e crollano i posti fissi mentre aumentano lavoratrici e lavoratori a temine, nuovo massimo storico per i precari che arrivano a 3 milioni e 123 mila.

Mantiene intatta, dunque, tutta la sua importanza la nostra campagna sociale che indica alcuni contenuti necessari per una vera svolta del paese che restituisca lavoro, reddito e diritti a milioni di lavoratori, pensionati, giovani, donne colpiti dalle politiche neoliberiste che il Pd non intende finora rimettere in discussione limitandosi a generiche dichiarazioni d’intenti sul tema delle disuguaglianze.

E’ per noi centrale in questa fase la necessità di collegarci alla lotta in corso delle lavoratrici e lavoratori francesi che oggi sono la punta avanzata dell’opposizione alle “riforme” strutturali che l’UE e i governi di centrosinistra e centrodestra impone in tutta Europa.

Senza la ricostruzione della fiducia nell’azione collettiva e nel conflitto sociale come motore del cambiamento risulta difficilissimo ricostruire una sinistra degna di questo nome nel nostro paese. Sul senso della parola d’ordine “Facciamo come in Francia!” rimandiamo al documento della Direzione nazionale: http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=40749

E’ chiaro che TUTTO il partito deve sentirsi impegnato, tenendo anche presente che progressivamente toccheremo tutti i temi del nostro programma.

Di seguito un vademecum su tempi e modi della campagna

1) 200 iniziative Federazioni e circoli organizzino ovunque possibile iniziative in queste giornate (volantinaggi, comizi volanti, gazebo, inizative politiche di presentazione delle nostre proposte)
I segretari regionali coordinino e raccolgano luoghi e date iniziative. L'obiettivo dovrebbe essere quello di individuare almeno 200 luoghi in tutta Italia dove saremo presenti (ma già nella prima tornato sono state di più) con banchetti, presidi, volantinaggi e speakeraggi.

2) Iniziative dei circoli, federazioni e regionali vanno comunicate all’indirizzo mail di Patta ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) e Rinaldi ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) entro il 4 febbraio per pubblicazione sul sito e sui social

3) sabato 8 febbraio, comunicato stampa e conferenza stampa nazionale a Roma durante il presidio di lancio della seconda fase della campagna sarà essenziale poter dichiarare che faremo iniziative ovunque in Italia comunicando un lungo elenco di iniziative da tenersi

4) sabato 8 febbraio, conferenze stampa e presidi a livello regionale e/o provinciale.
In ogni regione nella stessa giornata individuare un luogo dove fare una cosa significativa invitando stampa e tv locali.

5) sabato 8 – domenica 16 febbraio iniziative diffuse sul territorio

6) inviare foto volantinaggi e iniziative per diffusione social via WhatsApp o mail al compagno Galieni ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ); la concentrazione di un grande numero di post con video e foto nei giorni stabiliti è importantissima per la visibilità nazionale dell’iniziativa
INFORMAZIONE: Abbiamo enormi problemi di visibilità sui media nazionali ma una presenza coordinata e diffusa a livello locale può raggiungere milioni di persone. Per questo vi abbiamo chiesto già a luglio di predisporre censimento e indirizzari di tutte le redazioni giornali, radio, tv, siti d'informazione del vostro territorio e di mandarli al responsabile comunicazione Galieni.
Chi non lo ha ancora fatto proceda. Serve al livello nazionale ma anche a regionali e federazioni.

7) MATERIALI i volantini sono già in consegna. Verificate che il corriere trovi all’indirizzo previsto per la consegna le persone indicate.

8) il costo dei volantini è di 7 euro per mille. Fate il bonifico della cifra corrispondente al vostro ordine.

Questa prima settimana di iniziative non esaurisce la campagna che va intesa come permanente impegno del partito e si svilupperà attraverso giornate tematiche di mobilitazione.
Ritorniamo tra le classi popolari con le nostre parole d'ordine per una sinistra di classe e antiliberista.

Buon lavoro!

Maurizio Acerbo
Segretario nazionale PRC-SE

Antonello Patta
Responsabile nazionale Lavoro PRC-SE

Rosa Rinaldi
Responsabile nazionale Organizzazione PRC-SE

Alle Segretarie e ai Segretari regionali
Alle Segretarie e ai Segretari delle città capoluogo

Loro sedi

Care compagne e cari compagni,

è convocata per lunedì 13 gennaio alle ore 19.00 la riunione delle compagne e dei compagni che stanno coordinando la Campagna sociale e per il Lavoro del partito.
La riunione si terrà mediante collegamento alla piattaforma cisco webmail.

Si chiede la massima partecipazione per definire insieme le fasi successive del nostro comune lavoro.

Rosa Rinaldi
Responsabile nazionale Organizzazione PRC-SE

Antonello Patta
Responsabile nazionale Lavoro PRC-SE

Care compagne e cari compagni,

come sapete abbiamo deciso in direzione di dare il via a una campagna nazionale incentrata sui temi sociali che indichi i contenuti della svolta di cui avrebbe bisogno il nostro paese e che il governo - e tantomeno l'opposizione di destra - non intende perseguire a causa del persistere di un impianto programmatico neoliberista che continua a caratterizzare il PD.

Pensiamo a una campagna coordinata a livello nazionale che impegni il partito nel rimettere al centro le questioni sociali e i diritti di lavoratrici e lavoratori.

A tal fine abbiamo tenuto lunedì 19 novembre una riunione con i segretari regionali e delle grandi federazioni.

La campagna va strutturata come recupero della dimensione del lavoro di massa del partito su scala nazionale con predisposizione materiali, stampa e iniziative in tutto il paese.

Non è una campagna che riguardi solo il dipartimento lavoro ma TUTTO il partito in quanto progressivamente toccheremo tutti i temi del nostro programma.

Di seguito le indicazioni relative alla prima settimana di iniziativa da sabato 30 novembre a domenica 8 dicembre:

1) 500 iniziative

Regionali, federazioni e circoli organizzino ovunque possibile iniziative in queste giornate (volantinaggi, comizi volanti, gazebo, iniziative politiche di presentazione delle nostre proposte). Dal semplice volantinaggio al gazebo all’iniziativa più strutturata: l’importante è moltiplicare occasioni di presenza e visibilità.

I segretari regionali coordinino e raccolgano luoghi e date iniziative. L'obiettivo dovrebbe essere di 500 luoghi dove saremo presenti in tutta Italia ma se fossero molti di più sarebbe meglio.

Iniziative da circoli, federazioni e regionali vanno comunicate alla mail della compagna Rosa Rinaldi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   entro mercoledì 27 novembre per pubblicazione sul sito e su social;

2) comunicato stampa e conferenza stampa nazionale a Roma per annunciare la campagna (essenziale poter dichiarare che faremo iniziative ovunque in Italia con un lungo elenco) da tenersi il 29 o il 30 novembre;

3) Conferenze stampa a livello regionale e/o provinciale per presentare campagna

in ogni regione nella giornata individuare un luogo dove fare una cosa significativa invitando stampa e tv locali.

4) 5 dicembre in concomitanza con lo sciopero generale in Francia a difesa di diritto ad andare in pensione a 62 anni per tutti

presidi - conferenza stampa almeno uno per regione: come è evidente dobbiamo rilanciare parola d'ordine dell'abolizione della Fornero e dire che come in Francia va garantito a tutte/i diritto di andare in pensione a 62 anni.

(Manderemo nei prossimi giorni file per stampare striscione di carta dal costo di 20-30 euro da esporre il 5)

5) inviare foto volantinaggi e iniziative per diffusione social via WhatsApp o mail al compagno Stefano Galieni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

6)  INFORMAZIONE: Abbiamo enormi problemi di visibilità sui media nazionali ma una presenza coordinata e diffusa a livello locale può raggiungere milioni di persone. Per questo vi abbiamo chiesto già a luglio di predisporre censimento e indirizzari di tutte le redazioni giornali, radio, tv, siti d'informazione del vostro territorio e di mandarli al responsabile comunicazione Stefano Galieni. Chi non lo ha ancora fatto proceda. Serve al livello nazionale ma anche a regionali e federazioni.

7) MATERIALI come sapete non possiamo da anni procedere centralmente alla stampa di grandi quantitativi di materiale di propaganda. Per la campagna abbiamo concordato un prezzo assolutamente di favore con una tipografia che provvederà anche alle consegne a livello locale se raggiungiamo un certo numero di pezzi.

FONDAMENTALE: federazioni, circoli, regionali devono comunicare al compagno Patta ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 335 8277755) il numero di volantini che intendono ordinare ENTRO la sera di giovedì 21 novembre e inviare bonifico alla direzione nazionale per il loro corrispettivo.

Il costo è di 9 euro x 1000 volantini a colori. Riceveranno i volantini direttamente dalla tipografia. L'obiettivo è la stampa di almeno 200.000 volantini a livello nazionale.

Bisogna fare bonifico a direzione nazionale corrispondente al proprio ordinativo:

IBAN Banca Etica
IT74 E050 1803 2000 0001 1715 208
conto corrente postale n. 39326004
intestati al Partito della Rifondazione Comunista

Fraterni saluti

Maurizio Acerbo
Segretario nazionale PRC-SE

Rosa Rinaldi
Responsabile nazionale Organizzazione PRC-SE

Antonello Patta
Responsabile nazionale Lavoro PRC-SE

pensionati16Oggi I pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato a Roma per protestare contro il governo che si è rifiutato di prendere in considerazione le pur moderate richieste avanzate sulla rivalutazione delle pensioni e sulla non autosufficienza: “Siamo invisibili, ignorati, inascoltati. Come se non esistessimo”.

Per la legge di Bilancio del governo Conte 2 in Italia non esiste un problema pensionati e la partita rivalutazioni è stata chiusa con la mancia insultante di 6 centesimi di aumenti. Gli alleati della maggioranza litigano su tutto, ma sulle pensioni sono tutti tacitamente d’accordo: il problema non si pone.

L’esatto contrario di ciò che dice l’osservatorio sulle pensioni dell’Inps da cui risulta che nonostante il numero delle pensioni continui a calare negli anni, i pensionati italiani sono sempre più poveri: la pensione di vecchiaia media non arriva a 1200 euro, con le donne che prendono la metà degli uomini, 12,6 milioni di pensioni non arrivano a mille euro, 10 milioni di pensioni sono sotto i 750, 6 milioni di pensionati prendono così poco da aver bisogno di integrazioni assistenziali.

E pur in queste difficoltà i pensionati sono costretti, come emerge da una ricerca della fondazione Di Vittorio, a surrogare un welfare pubblico in via di progressivo smantellamento e gravemente inadempiente verso giovani, donne lavoratori e famiglie sempre più in difficoltà a causa di lavori precari, bassi salari e disoccupazione diffusa.
Sono ben 10 i miliardi con cui I pensionati, quelli che vivrebbero allegramente alle spalle dei giovani contribuiscono ogni anno al sostentamento di figli e nipoti permettendogli di arrivare a fine mese.
Il sostegno a questa lotta è parte dell’impegno del Prc per costruire una grande mobilitazione sociale che unisca tutte le soggettività sociali, sindacali e politiche in difesa dei salari, dell’occupazione e per pensioni di oggi e di domani dignitose nel rispetto del dettato costituzionale.

Lottiamo per il Diritto alla pensione per tutte/i con 40 anni di contributi indipendentemente dall’età; pensione di vecchiaia a 62 anni per tutti con l’introduzione di annualità di vantaggio per le donne in relazione al lavoro di cura svolto nel corso della vita, pensione di garanzia per i giovani.

Se si vuole i soldi ci sono! Basta volerli prendere Introducendo una patrimoniale sulle grandi ricchezze e un deciso aumento della progressività delle imposte, il taglio di privilegi fiscali, delle spese militari e per grandi opere inutili e dannose.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Rifondazione Comunista è al fianco dei lavoratori dell’Arcelor Mittal mobilitati in tutti gli stabilimenti del gruppo per lo sciopero di 24 0re indetto da Fiom, Fim e Uilm contro le “condizioni provocatorie e inaccettabili poste dall’azienda”.
Arcelor Mittal nell’incontro con il governo ha infatti esplicitato i suoi veri obiettivi: il drastico ridimensionamento della produzione a quattro milioni di tonnellate, il licenziamento di 5 mila dipendenti ora in produzione e la messa in discussione del ritorno in fabbrica dei 2 mila attualmente in amministrazione straordinaria, la modifica del piano ambientale.
La pretesa è di fatto una completa riscrittura dell’accordo sottoscritto solo un anno fa e realizzare un piano totalmente diverso da quello originario.
L’obiettivo, appare di fatto la chiusura dell’area a caldo e quindi la fine del grande stabilimento siderurgico di Taranto dove resterebbe solo una fabbrica di dimensioni ridotte per le sole lavorazioni finali, destinata ad un’avvenire molto incerto anche perché sarebbe un doppione di Genova.
La nazionalizzazione è l’unico strumento adeguato per impedire la fine della siderurgia italiana e allontanare lo spettro che Taranto si ritrovi con fabbrica chiusa e niente risanamento ambientale.
Il governo respinga seccamente tutte le richieste dell’azienda e proceda con l’intervento pubblico diretto!

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Rifondazione Comunista

di Antonello Patta*

Nell’anniversario della morte di Di Vittorio ringraziamo Marta Fana per aver ricordato la proposta di legge presentata il 14 maggio 1954 da Giuseppe di Vittorio, Teresa Noce, Vittorio Foa e tanti altri parlamentari comunisti e socialisti per la “fissazione di un minimo garantito per tutti i lavoratori”.

Una proposta che parla di noi e del nostro tempo quando nella relazione afferma che  “trova essenzialmente il suo fondamento nelle gravissime condizioni in cui versano centinaia di migliaia di lavoratori che pur sono regolarmente occupati”; e quando dopo aver  citato l’articolo 36 della Costituzione denuncia salari “che per la loro avvilente irrisorieta’ acquistano tutte le caratteristiche di veri e propri salari schiavisti” e che si hanno “situazioni di questa natura nonostante l’esistenza di contratti collettivi di lavoro e degli accordi interconfederali”. Oggi circa il 30% dei lavoratori è al di sotto dei 9 euro con salari da fame.

E’  al meglio di quella  grande tradizione operaia e sindacale e alla Costituzione che ci richiamiamo con alcune delle nostre proposte in difesa dei redditi e dei diritti dei lavoratori:

-Istituzione per legge di un salario minimo orario di nove euro per tutti i lavoratori,

-eliminazione del jobs act e di tutte le norme che producono precarietà, reintroduzione dell’articolo 18.

Il governo se vuole dare segni di cambiamento reale approvi leggi a favore di lavoratrici e lavoratori.

 *responsabile nazionale lavoro Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Giuseppe Di Vittorio, il comunista, il sindacalista, il rivoluzionario (video convegno)

vari testi su Di Vittorio nella nostra biblioteca on line

pdldivit

partecipateIl PRC sostiene la lotta delle aziende partecipate dal Comune di Roma che domani vedrà in sciopero praticamente tutte le organizzazioni sindacali, confederali e di base.
L’iniziativa nasce in risposta all’insostenibile situazione delle aziende partecipate del comune dove sono in discussione i livelli occupazionali, la garanzia dei servizi ai cittadini e l’esistenza stessa delle aziende.
Aziende che potrebbero essere il fiore all’occhiello della città e fornire servizi di qualità insieme a buona occupazione sono lasciate a se stesse, private di direttive e risorse con l’intenzione di procedere a processi di privatizzazione a vantaggio dei poteri economici in attesa di spartirsi le spoglie.
L’amministrazione capitolina, oltre a fare accordi che poi non rispetta, è stata ripetutamente inadempiente e, quando è intervenuta, ha prodotto danni anteponendo alle norme di una buona amministrazione la ricerca disperata di un recupero d’immagine ormai impossibile
Ai lavoratori in lotta la Giunta risponde inviando la polizia a sfondare con la forza i picchetti pacifici.
Il Prc è per il rilancio di una idea di municipalismo profondamente innovata in cui la partecipazione e il controllo democratico dei cittadini organizzati e dei lavoratori costituiscano la base per un rilancio di servizi pubblici di qualità sottratti alle logiche dei poteri e dei mercati.
Con questi intendimenti il Prc aderisce allo sciopero del 25 ottobre e sostiene le giuste rivendicazioni dei lavoratori delle partecipate.

Antonello Patta, Responsabile nazionale Lavoro PRC-SE
Vito Meloni, Segretario Federazione di Roma PRC-SE

whirl-44022 210x210La vicenda Whirlpool racconta la storia di un paese, l’Italia, e della devastazione del suo apparato produttivo per l’opera congiunta di politiche liberiste, Privatizzazioni delle industrie base del sistema italiano, ristrutturazioni e delocalizzazioni dentro le logiche di una globalizzazione in cui ha prevalso in tutto il mondo il modello “Export-Oriented”

E’ noto che il settore del “bianco” (lavatrici, frigoriferi) è stato tra gli artefici del boom industriale nei lontani anni ’50 e ’60 e tra i fattori trainanti del tentativo di industrializzazione al Sud.

C’era, però, un diverso modello di sviluppo, in cui il mercato interno aveva un suo peso, e l’Italia aveva un sistema ad economia mista con un rilevante settore pubblico dell’economia.
Il declino di questo settore ha cause in parte simili a quello di altri pezzi del nostro apparato industriale e, in parte, specifici.
Fino agli anni ’90 il nostro Paese nel campo dei “beni di consumo durevoli” aveva una posizione leader, giungendo a produrre il 45% degli elettrodomestici europei e ancora nel 2002 si producevano 30 milioni di pezzi. Oggi sono scesi al di sotto dei 10 milioni, pari a meno del 10% (per i dati citati si veda il SOLE-24 ORE del 9/10/2019).
Insomma, la crisi dello stabilimento napoletano non è un fulmine a ciel sereno, così come non lo è il fatto che le multinazionali chiudano anche stabilimenti attivi, perché con le delocalizzazioni cercano nuovi siti in zone dove possono ulteriormente massimizzare i propri profitti. Il quadro è aggravato dal fatto che le leadership politiche liberiste, ancora convinte della bontà delle dinamiche spontanee del mercato e dei profitti, volutamente rinunciano a politiche industriali che non siano i meri incentivi, rinunciando a un intervento pubblico diretto, l’unico nel contesto attuale in grado di invertire il trend della spoliazione dell’industria del Paese.
L’Italia è non solo è al di sotto della media – già bassa – dell’ Eurozona per gli investimenti pubblici ( il 2,2% del PIL contro il 2,7% europeo), ma diversamente da altri paesi non fa quanto necessario per difendere il proprio patrimoni industriale.
Pertanto, nel confermare la doverosa solidarietà ai lavoratori della Whirlpool e dell’indotto, è ancora una volta importante porre al centro una diversa politica economica che non porti alla desertificazione di interi territori ormai non soltanto meridionali.
Il Governo deve decidere finalmente di fare politiche industriali alla luce di un’idea di paese, e di società che mettano al primo posto l’ambiente e il territorio e la buona occupazione e su questa base intervenire per fermare la desertificazione produttiva che sta colpendo interi territori mettendo a rischi centinaia di migliaia di posti di lavoro. Le istituzioni locali e regionali debbono fare la loro parte: la Città Metropolitana di Napoli, ad esempio, ha precise competenze nel campo dello sviluppo economico. In altri territori (si vedano le Città Metropolitana di Bologna e Firenze) sono stati costituiti Tavoli metropolitani di salvaguardia del patrimonio produttivo o “unità di crisi” e, in tal senso, si sta muovendo la nostra Consigliera Metropolitana, Elena Coccia, con passi formali verso il Sindaco Metropolitano.
Infatti la gravità sociale della situazione richiede che tutte le Istituzioni evitino polemiche e teatrini: in ballo c’è il futuro produttivo della terza città d’Italia.

Le proposte in campo, a pochi giorni dalla chiusura del sito napoletano, sono ancora molto fumose, in realtà il Governo oscilla tra misteriose “azioni unilaterali” nei confronti della multinazionale e la prosecuzione, col decreto imprese, della strada degli incentivi, la Regione ha offerto una disponibilità di fondi fino a 20 milioni all’interno delle agevolazioni previste per le Zone Economiche Speciali (ZES), è vagamente comparsa anche l’ipotesi di applicazione della “legge Marcora”.

L’ impressione è che si voglia fare “ammuina” e di fronte a tanta voluta confusione acquista senso una richiesta d’intervento pubblico che non sia visto tanto come misura-tampone ma come avvio di una diversa politica economica che vada anche contro le direttive europee sugli “aiuti di Stato”.

Come Rifondazione Comunista, siamo impegnati nel sostegno alla lotta della Whirlpool, per l’occupazione e la salvaguardia del tessuto produttivo del nostro territorio con varie iniziative:

- adesione alla campagna “Napoli non molla”

- adesione e partecipazione allo sciopero generale dell’area napoletana previsto per il prossimo 31 ottobre contro la chiusura del sito di Via Argine e per un piano di sviluppo per il Mezzogiorno.

- attivo unitario delle forze della sinistra d’opposizione napoletana venerdì 8 novembre sui temi dell’occupazione e dell’economia del territorio

Antonello Patta responsabile nazionale lavoro del PRC
Rosario Marra segretario provinciale PRC Napoli

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