“Questo Parlamento potrebbe essere ricordato come quello costituente, e come il primo che ha rispettato il dettato dei padri fondatori della Repubblica". Queste parole dal sen fuggite sono state pronunciate dal presidente della Regione Veneto in un’intervista al Corriere della Sera e si riferiscono all’auspicio di attuare l’autonomia differenziata entro la legislatura.
L’ineffabile Zaia fa del macabro umorismo oppure pensa che la Costituzione Italiana sia stata fondata nel 2001, quando è stata modificato il titolo V, che ha aperto in modo scellerato al regionalismo differenziato, definito da insigni studiosi e costituzionalisti “secessione dei ricchi” e “ripudio del principio di solidarietà”.
Questa uscita fa il paio con la recente conferenza stampa congiunta Zaia-Bonaccini, coppia leader del partito unico del Nord, e con i sussurri fuori onda contro il Sud fra Fontana e Sala.
Zaia tira per la giacchetta il Presidente della Repubblica.

E’ a lui che ci appelliamo, perché blocchi ogni disegno disgregatore, quale garante dell’unità e indivisibilità del Paese, dell’uguaglianza dei diritti e dell’autonomia come prevista nell’articolo 5 della Costituzione.

Tonia Guerra
Segreteria nazionale, responsabile Campagna No Autonomia Differenziata PRC-SE

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