di Tonia Guerra* -

Il vertice ristretto di ieri, 18 gennaio, a Palazzo Chigi, si è concluso con l’intento dichiarato di “arrivare, in una delle prossime sedute del Consiglio dei Ministri, all’approvazione del disegno di legge sull’Autonomia differenziata”, secondo il disegno Calderoli ora al vaglio dell’Ufficio legislativo.

Contemporaneamente prosegue l’iter della svolta presidenzialista e si ipotizza una Bicamerale sul tema.

La combinazione del regionalismo differenziato, bandiera e promessa elettorale della Lega, con il semipresidenzialismo, cavallo di battaglia di FdI, è devastante: disgregazione sociale insieme a svolta autoritaria.

Né possiamo farci minimamente abbagliare dalle contraddizioni e dalle indiscrezioni che penetrano la cortina fumogena delle dichiarazioni ufficiali circa la presunta armonia sulle riforme.

È urgente nell’immediato far saltare il disegno Calderoli, uno spezzatino istituzionale che confligge con l’uguaglianza dei diritti e mette i territori in competizione fra loro per l’accaparramento di funzioni e risorse.

Non ci accontenteremo delle briciole di piccoli aggiustamenti “perequativi” al Sud e alle zone più svantaggiate, né della mera “definizione” dei livelli “essenziali” (e non “eguali”) delle prestazioni sociali da garantire, come previsti nella recente legge di Bilancio, vero cavallo di Troia in funzione della “secessione dei ricchi”.

L’autonomia differenziata è inemendabile: un disegno eversivo, figlio di una modifica del Titolo V sbagliata e da rivedere.

Finalmente tante voci si stanno mobilitando per impedire questo scempio: comitati, associazioni, forze politiche e sindacali, studiosi e rappresentanti delle istituzioni locali.

Il 29 gennaio parteciperemo all’assemblea nazionale al Liceo Tasso di Roma indetta dal Tavolo NO Autonomia Differenziata, per organizzare la mobilitazione in difesa dell’unità della Repubblica e dell’uguaglianza dei diritti.

*Responsabile campagna NO Autonomia Differenziata – Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea

di Tonia Guerra* -

La prospettiva disegnata in sequenza dalla legge di Bilancio 2023 e dalla proposta di Legge Calderoli offre un quadro a dir poco allarmante di un Paese ulteriormente diseguale, con livelli di povertà insostenibili, un deficit preoccupante di democrazia e un grave squilibrio dei poteri.

Finanziaria e LEP

La Legge di Bilancio appena approvata dedica i commi dal 791 all’801 ai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), presupposto per l’Autonomia differenziata.

La “determinazione” dei diritti civili e sociali da garantire su tutto il territorio nazionale, che la Costituzione affida come competenza esclusiva allo Stato, viene attribuita ad una “cabina di regia”, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri che delega il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, a cui partecipano i titolari di vari ministeri, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia e il Presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

Tale organismo, partendo dal criterio della “spesa storica” e sulla base delle ipotesi tecniche formulate dalla “Commissione per i fabbisogni standard”, determina i LEP e predispone i DPCM da adottare nella Conferenza Unificata (Stato/Enti locali).

Nel caso di inosservanza dei tempi stabiliti, viene nominato un Commissario.

I costi del procedimento sono quantificati in 500.000 euro per ogni anno dal 2023 al 2025; a questi si aggiungono 1.145.000 euro per ogni anno a partire dal 2023 per i componenti della segreteria di nomina ministeriale.

Complessivamente, per far partire l’autonomia differenziata sono stanziati circa 6.600.000 euro nei 3 anni.

L’intero iter dovrebbe concludersi entro dicembre 2023.

In pratica

  • il tutto è gestito dal Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie;
  • l’esito sono decreti amministrativi che non hanno forza di legge;
  • il Parlamento viene esautorato anche se i Lep sono materia esclusiva dello Stato;
  • si definiscono livelli “essenziali” (non “eguali”) di prestazioni, ma non il relativo finanziamento, né ci si pone il problema della perequazione, dovuta e per anni disattesa.

DDL “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario”

Il quadro diventa ulteriormente preoccupante se accompagnato in successione dal progetto di legge Calderoli, presentato, in una versione aggiornata ma non ancora ufficiale, il 29 dicembre scorso.

Strizzando l’occhio a quanti avversavano l’autonomia differenziata appellandosi esclusivamente alla determinazione dei LEP, il DDL li prevede secondo quanto previsto dalla normativa vigente, la Legge di Bilancio appena approvata.

  • L’iniziativa per l’acquisizione di ulteriori forme di autonomia è in capo alla singola Regione, che può richiedere tutte le 23 materie.
  • La trattativa Regione-Governo è in capo al ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, che propone l’intesa da far approvare in seno al Consiglio dei Ministri e inviare alla Conferenza Unificata e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali, per un parere tutt’altro che vincolante.
  • Dopo la sottoscrizione, l’intesa viene inviata alle Camere, che l’approvano con maggioranza assoluta.
  • Per finanziare il trasferimento delle funzioni fino alla determinazione dei fabbisogni standard si fa riferimento alla “spesa destinata a carattere permanente, fissa e ricorrente, a legislazione vigente, sostenuta dallo Stato nella Regione per l’erogazione dei servizi pubblici corrispondenti fatte salve le diverse previsioni contenute in ciascuna intesa”. Quindi, la spesa storica.
  • Le risorse umane, strumentali e finanziarie sono determinate da una Commissione paritetica Stato-Regione e l’intesa può essere modificata mediante iniziativa congiunta Stato-Regione.

C’è da rilevare, oltre che l’ennesimo sfregio al Parlamento, l’assenza di regole e motivazioni oggettive per accedere a ulteriori forme di autonomia, di riferimenti alle ripercussioni che ricadrebbero su altre zone del Paese, l’assenza di criteri rispetto al numero di materie, il fatto che non tutte vengano considerate riferibili ai LEP.

In pratica, l’autonomia differenziata è un fatto privato fra due stati, quello regionale e il governo.

Scompare l’interesse generale nazionale.

Per questo da anni ci battiamo contro tale progetto, che oggi acquista una pericolosità maggiore con un governo di destra e leghista, privo di un’opposizione parlamentare efficace e coerente, in molti casi connivente.

In questi mesi si sono moltiplicate le voci di dissenso, dal Tavolo contro l’Autonomia differenziata, ai sindaci del Sud, alle associazioni e ordini professionali, ai sindacati, ai movimenti che operano sul piano dei diritti umani, alle forze politiche di sinistra e di opposizione, ai rappresentanti istituzionali e sociali, alle comunità del Mezzogiorno che lottano contro l’impoverimento economico, lo svantaggio sociale e il pregiudizio culturale.

A loro si sono unite le ragioni di chi maneggia dati e fatti: Banca d’Italia, Svimez, Corte dei Conti, Caritas …

Il dissenso innervosisce il potere: Calderoli minaccia di rappresaglie giudiziarie chi lo accusa di voler spaccare l’Italia, chi dice la verità.

Ha paura ma non fa paura: possiamo fermarli.

*Resp. Mezzogiorno e campagna contro autonomia differenziata

Care compagne e cari compagni,

Vi inviamo il testo di una proposta di Ordine del Giorno (ODG ) contro il disegno di legge di Autonomia Regionale differenziata , elaborato dalla compagna Loredana Marino, segretaria della Federazione di Salerno, insieme ai consiglieri comunali del territorio(allegato).

Non ci soffermiamo in questa lettera di trasmissione sul merito della nostra proposta come PRC SE contro ogni autonomia differenziata e sul suo valore strategico e costituzionale: tali contenuti ed indicazioni sono espressi in maniera chiarissima ed articolata nella proposta di ODG .

Vi chiediamo di presentare o di far presentare questo ODG allegato in tutti i Comuni dove è possibile.

Ovviamente in ogni Comune l’ ODG può essere modificato in qualche punto, per renderne più facile l’ approvazione.

Si tratta, insomma, di costruire come PRC SE, insieme a tutte le forze politiche e sociali della sinistra antiliberista ed anticapitalista disponibili, ed insieme al coordinamento nazionale delle Città in Comune, una campagna politica e culturale per la difesa e l'attuazione della Costituzione (art. 5 “la Repubblica una e indivisibile..)

Chiediamo, infine, a tutte le compagne ed i compagni destinatari di questa circolare di informarci tempestivamente di tutti i Comuni dove viene presentato l’ ODG, (e poi eventualmente approvato), scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , o telefonando per ogni chiarimento a Raffaele Tecce al 3346603135 in modo da poter valorizzare nazionalmente il carattere diffuso di questa campagna.

Affettuosi saluti comunisti e per un buon anno di speranza e di lotta per un mondo migliore

Tonia Guerra, segreteria nazionale, responsabile campagna contro Autonomia Differenziata PRC-.SE
Raffaele Tecce, segreteria nazionale, responsabile Enti Locali PRC-SE

Care compagne e cari compagni,

vi giro il materiale del presidio del 21 dicembre a Roma promosso dal Tavolo Nazionale No Autonomia Differenziata. Il nostro partito fa parte del percorso fin dall’inizio e tanti e tante di noi in tutti i territori sono impegnati attivamente sul tema.

L’appuntamento è alle 16.00 in Piazza del Pantheon (Piazza della Rotonda), è assolutamente opportuna una nostra partecipazione visibile anche con striscioni e bandiere, soprattutto dei compagni e delle compagne di Roma e dintorni.

Restiamo umani.

Tonia Guerra
Segreteria nazionale, resp.le Campagna No Autonomia Differenziata PRC-SE

Dichiarazione Tavolo Convocazione Presidio

 

21dicembre1

21dicembre2

Care compagne e cari compagni,

in allegato trovate il programma dettagliato della Conferenza del 2 e 3 luglio a Eboli su “Mezzogiorno tra Europa e Mediterraneo”, promossa dalla Sinistra Europea, Rifondazione Comunista - SA, Transform! Italia e Laboratorio del Sud, in collaborazione con i Dipartimenti PRC del Mezzogiorno ed Esteri, il Partito del Sud e Left.

Di seguito le informazioni e le indicazioni logistiche.

Per chi non potrà partecipare in presenza è prevista la diretta FB come indicato nella locandina.

Saluti a pugno chiuso

Loredana Marino, resp.le Dipartimento Mezzogiorno
Tonia Guerra, segreteria nazionale, campagna NO A.D.

I lavori avranno la seguente scansione tematica:

• Verso Sud: per una nuova strategia euromediterranea- prima sessione, sabato pomeriggio

Le conseguenze sul Mezzogiorno delle crisi economiche, delle guerre e delle catastrofi sanitarie e ambientali, la prospettiva strategica euromediterranea per l’Italia e per l’Europa: ambiente, migrazioni, accoglienza, pace e cooperazione, relazioni economiche e culturali, democrazia e diritti umani, equilibri demografici, collegamenti con l’Atlantico e il Nord Europa.

• Rappresentazioni e rappresentanze nel Sud di oggi - seconda sessione, domenica mattina

Le piste utili per indagare e interpretare le dinamiche di autoconsapevolezza dei territori meridionali: il Sud fra le proprie potenzialità sociali e l’incapacità di lettura delle classi dominanti, vittima di politiche predatorie o protagonista del cambiamento. Il ruolo della Sinistra.

• Per la riscossa del Sud: temi, percorsi e prospettive - terza sessione, domenica pomeriggio

Il panorama contraddittorio del Mezzogiorno d'Italia fra le spinte all'integrazione economica nel “Sistema Italia” e nel “Sistema Europa” e i punti di criticità globale del capitalismo del nostro tempo: la “questione meridionale” nell’unità delle lotte sociali, del mondo accademico, delle organizzazioni politiche e sindacali.

in sintesi:

SABATO 02 LUGLIO

ore 14.30 accoglienza
ore 16.00 apertura dei lavori
ore 17.00 - 19.30 Verso Sud: per una nuova strategia euromediterranea
ore 21.00 Cena e spettacolo a cura del gruppo di musica popolare partenopea “I Pulcinella”

DOMENICA 03 LUGLIO

ore 10.00 – 13.00 Rappresentazioni e rappresentanze nel Sud di oggi
ore 13.30 – 15.00 Lunch
ore 15.30 – 17.30 Per la riscossa del Sud: temi, percorsi e prospettive

Info logistiche

L’evento del 2-3 Luglio, “Mezzogiorno tra Europa e Mediterraneo” si terrà a Eboli (SA) presso “Hotel Grazia”, in via Nazionale, 24 (Google Maps https://goo.gl/maps/ceZ21BrrpEey1wCMA). Per questioni logistiche, alcune/i compagne/i pernotteranno in una struttura vicina, “Hotel Cristal”, in via U. Nobile, 51 (Google Maps https://goo.gl/maps/vNdhriVkMck7TuxZ7 ).

INFO SU COME ARRIVARE A EBOLI

IN AUTO
A2 - Autostrada del Mediterraneo (ex A3 Salerno - Reggio Calabria). Da Nord e da Sud: uscita Eboli.

DALL’AEROPORTO DI NAPOLI CAPODICHINO

BUSITALIA CAMPANIA - LINEA 119 (NAPOLI AEROPORTO CAPODICHINO - SALERNO - BATTIPAGLIA – SERRE), con fermata a EBOLI (Piazza della Repubblica). Parte all’interno del Terminal, presso l'area riservata ai Bus turistici/Autolinee (dopo lo stallo dell’ALIBUS, sul lato destro) e non all’uscita del Terminal.

NAVETTA ALIBUS fino a Napoli Centrale (P.zza Garibaldi), per poi prendere un treno/bus in direzione sud (Salerno à Battipaglia à Eboli).

IN TRENO
Eboli è raggiungibile dalle stazioni di Napoli Centrale, Salerno, Battipaglia, Potenza.
Per info: https://www.e656.net/orario/stazione/eboli.html o TrenItalia (tramite treno regionale e interregionale).
N.B. Alcune corse possono essere effettuate da bus sostitutivo causa lavori sulla linea.

IN AUTOBUS (con fermata presso il Terminal bus-TeBus o presso Piazza della Repubblica)
Dalla Toscana, dal Vallo di Diano, dal Golfo di Policastro, da Napoli FS, da Capodichino: https://www.autolineecurcio.it/
Da Battipaglia, Salerno: https://www.sitasudtrasporti.it/
Numerose tratte con destinazione Eboli su https://www.flixbus.it/

IN NAVE
Dal Porto di Napoli: NAVETTA ALIBUS fino a Napoli Centrale (P.zza Garibaldi), per poi prendere un treno/bus in direzione sud (Salerno à Battipaglia à Eboli).
Dal Porto di Salerno: tramite treno o aut

Partito della Rifondazione Comunista
Dipartimento No Autonomia Differenziata
Responsabile nazionale Tonia Guerra

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Ricordiamo che le sottoscrizioni eseguite con la causale erogazione liberale a favore di partito politico potranno essere detratte con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno