di Giuseppe Vespo

Sdraiato sul divano di casa a guardare la tv, che non è più neanche tanto nuova visto che nell’ultimo anno sono calate pure le vendite degli schermi piatti. Ecco l’italiano che risparmia (e arranca), che va ancora meno al cinema (meno 16 per cento nei primi sei mesi dell’anno) e meno che mai entra a teatro, perché tanto c’è la pay per view (la tv a pagamento) o meglio ancora l’ampia offerta del digitale terrestre gratuito. E quando la tele è spenta è acceso il telefonino intelligente o il tablet che ci lascia tranquilli sul sofà. «In questa specie di autarchia domestica - dice il rapporto Coop 2012 sui consumi - gli italiani vivono una eterna giovinezza e pensano di non invecchiare mai».


All’elisir televisivo si aggiungono dunque cellulari e computer a tavoletta, che tra l’altro ci permettono di fare acquisti rimanendo sempre sul solito divano («a crescere è solo commercio online, d’altra parte il 52 per cento della spesa si concentra sui servizi e non sui beni fisici»).

Ma tutto questo ha un prezzo: «Gli italiani non riescono a fare figli, rimangono spesso soli o confinati in famiglie sempre più piccole», mentre la «sindrome di Peter Pan» sull’isola dei sofà (ci consideriamo adulti non prima dei 47 anni contro la media Ue di 42, dice Coop) «ruba spazio a chi è veramente giovane, che rimane bambino e non riesce ad avere cittadinanza nel Paese».

Quando esce di casa però il vecchio Peter torna a volare. Al supermercato poi fa le acrobazie: «Si risparmia su tutto, anche sulla triade che un tempo caratterizzava la fisionomia dell’italiano medio: auto, abbigliamento e cibo». Nel 2012, secondo le stime di Coop saranno 1,4 milioni le auto nuove immatricolate, un milione in meno di quelle del 2007 pre-crisi. «Viene meno anche l’immagine dell’italiano ben vestito e ben calzato», settori in perenne calo negli ultimi dieci anni, e anche l’italico «gourmet che ama mangiare fuori comincia a traballare: nella ristorazione cresce solo il take away», il prendi-e-porti-via.

In compenso, siamo perennemente a dieta («il 57 per cento è in sovrappeso, il 46 sta cercando di perderlo»).

La vera palestra però la si fa al supermecato, dice Coop, «dove gli italiani hanno imparato a comprare al meglio difendendo qualità e valori». Tra le strategie di risparmio, il fare la spesa più frequentemente per non creare troppe riserve, il ricorso ai prodotti senza marchio e la ricerca di promozioni.

 

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