di Roberto Sconciaforni*

Lo scorso 8 maggio l'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione, di cui sono il primo firmatario, votata a larga maggioranza (con la sola eccezione del Movimento 5 Stelle e dell'Idv che si sono astenuti). Con tale risoluzione la Regione Emilia-Romagna chiede al Parlamento e al Governo nazionale di non acquistare i cacciabombardieri F35, ma bensì di indirizzare i soldi previsti per questa assurda spesa militare verso la crescita e lo sviluppo economico.

Un segnale politico molto forte, sicuramente in contrasto con la scelta del Governo Monti e del Ministro De Paola di procedere all'acquisto di 90 velivoli da guerra, che interpreta un diffuso malessere popolare rispetto all'ennesima scelta di buttare denaro pubblico comprando inutili e costosissimi apparecchi bellici. Dall'Emilia-Romagna con questa risoluzione si dice in maniera forte e chiara al governo che se si parla di tagli, questi siano fatti alla spesa militare e non più alla stato sociale già così massacrato.

In tempi come questi in cui la crisi economica sta drammaticamente distruggendo le vite e le speranze dei lavoratori e dei giovani, l’intenzione di acquistare 90 cacciabombardieri F35, la cui spesa diretta è stimata intorno ai 10 miliardi di euro, appare folle oltre che miope. Se si considerano anche le spese indirette, di cui non si parla mai e che attengono ad esempio alla manutenzione e al personale, la spesa complessiva per gli F35 potrebbe aumentare di altre decine di milioni di euro.

Nella risoluzione approvata inoltre l'Assemblea Legislativa chiede espressamente al Parlamento e al Governo di procedere a una rapida revisione e riduzione complessiva della spesa militare e di sostenere invece con attiva partecipazione lo sforzo internazionale per il disarmo, in primo luogo quello nucleare.

Ritengo importante la chiara presa di posizione assunta dalla nostra regione su questi temi, grazie all'iniziativa intrapresa dalla Federazione della Sinistra.

 

*Capogruppo FdS in Regione

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