Rifondazione comunista apprezza, sostiene e diffonde l'interrogazione presentata dalle senatrici Paola Nugnes e Elena Fattori, a proposito della trasparenza su una questione come quella del vaccino e delle relazioni internazionali che si sviluppano. L'interrogazione, di cui riportiamo il testo, cui abbiamo lavorato e che vi invitiamo a leggere, affronta in modo più che esauriente le questioni fondamentali rispetto al tema decisivo dei vaccini. Ringraziamo le Senatrici Nugnes e Fattori per aver presentato l'interrogazione proposta loro da Rifondazione Comunista e per aver dato voce, con questa azione, alle tante domande e preoccupazioni presenti in vaste aree di popolazione.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, Responsabile Sanità
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE Al Presidente del Consiglio dei Ministri Al Ministro della Salute CONSIDERATO

  • che l'aspettativa per i vaccini anti-Covid è molto alta;
  • che l'esigenza di garantire a tutte/i il diritto al vaccino è priorità assoluta;
  • che su questo tema ci sono molte questioni importanti sollevate nel dibattito pubblico e dagli organi di informazione;

TENUTO CONTO Che nel dibattito politico e scientifico a livello europeo ed italiano emerge l’ esigenza che il vaccino anti-Covid debba essere un BENE COMUNE dei cittadini e delle cittadine del Mondo, accessibile a tutti/e, non debba essere occasione di profitti e, dunque, non rientrare nelle brevettazioni proprietarie e nei trattati commerciali; le sottoscritte chiedono ai Ministri interrogati di relazionare in aula per sapere:

  • se e come l'Italia partecipa alle negoziazioni che intercorrono tra UE e case farmaceutiche e se in queste vi sono impegnate figure italiane che rivestano ruoli diretti o indiretti nelle nostre istituzioni;
  • se non si ritiene che il carattere "secretato" che, secondo le informazioni degli organi di informazione, hanno queste negoziazioni costituisca un problema per il diritto delle istituzioni e delle/i cittadine/i tutte/i di essere informati su questione di primaria importanza per le loro vite;
  • se l'Italia partecipa direttamente alla produzione di vaccini, a quali condizioni, con quali garanzie, con quale ruolo finanziario, tecnico ed istituzionale.
  • quali iniziative sta assumendo il governo italiano nelle sedi UE e internazionali per corrispondere a questi principi ed in particolare di quello del vaccino come BENE COMUNE

Sen. Paola Nugnes, Sen. Elena Fattori

In Lombardia si sta superando ogni livello di indecenza. Mentre il personale della sanità pubblica è in trincea negli ospedali il San Raffaele offre assistenza domiciliare a pagamento. Questo accade perché governo e regioni non hanno il coraggio di imporre alla sanità privata di mettersi al servizio del paese. Strutture e personale della sanità privata vanno requisiti e precettati per affrontare l'emergenza"

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Rosa Rinaldi, responsabile gruppo sanità Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

ECCO A CHI CONVIENE CHE LA SANITA’ PUBBLICA NON FUNZIONI! INTERROMPERE LO SCANDALO DEL SAN RAFFAELE E DELLE CLINICHE PRIVATE

In Lombardia si sta consumando il peggio delle nostre relazioni civili, si fa ignobile speculazione sulla sofferenza e sulle vite delle persone: mentre la regione è zona rossa, i pronto soccorso sono sotto pressione per l’afflusso di malati di Covid e di altre patologie e decine di migliaia di altre persone sono invitate a stare a casa a curarsi da remoto, a fare decine di telefonate a medici, numeri verdi, a superare anche la difficoltà di trovare le bombole di ossigeno, soli e abbandonati a se stessi, il San Raffaele esce con la sua proposta a disposizione dei ricchi.

Un servizio di assistenza e diagnostica domiciliare Covid19, un consulto telefonico o video per 90 euro e poi un pacchetto di 4 prestazioni domiciliari di 450 euro. 540 euro per essere curati bene, come dovrebbe essere curato, gratuitamente ogni abitante di questo paese, grazie alla sua Costituzione e alle leggi in vigore (Il 67% dei pensionati ha un assegno pensionistico inferiore ai 750 Euro). Ma in Lombardia è possibile fare tutto il contrario senza che nessuna autorità intervenga.

Questa iniziativa del San Raffaele è scandalosa e va fermata. Mancano medici e personale per le USCA, per le terapie intensive, per il tracciamento, per difendere al meglio tutti e tutti dall’epidemia e il San Raffele si permette di impiegare il suo personale per un kit per i ricchi?

Si precettino medici e infermieri del San Raffaele per rafforzare l'assistenza pubblica domiciliare.

Fabrizio Baggi – segretario regionale Lombardia, Giovanna Capelli – responsabile regionale sanità Lombardia,
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Il sito del San Raffaele https://www.hsr.it/assistenza-sanitaria-diagnostica-domiciliare-covid0

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Care compagne e cari compagni,

nell'ambito delle nostre iniziative contro l'autonomia regionale differenziata e per un Servizio Sanitario Nazionale pubblico e di qualità, così come il nostro impegno di denuncia verso le regioni e il governo per essersi fatti trovare del tutto, colpevolmente, impreparati dalla seconda fase di pandemia da Covid 19, abbiamo preparato alcuni materiali di supporto ai territori nella campagna politica in cui il Partito è impegnato ad ogni livello, di denuncia, costruzione di relazioni e solidarietà con chi è più colpito dalla crisi e dalla pandemia; a questo hanno puntato i presidi e le denunce svolti in molte città, come le iniziative di solidarietà verso il personale sanitario così come è accaduto nei giorni scorsi anche nella manifestazione romana.
Non è più tempo di martiri ed eroi, è il tempo di rimettere al centro una sanità universale, pubblica e di qualità normando, per questa via, l'articolo 32 della Costituzione che prevede il diritto universale alla salute.
Non abbiamo bisogno di 21 sistemi sanitari che hanno prodotto disuguaglianza tra le persone, ma di un unico Servizio Sanitario Nazionale, abbiamo la necessità di ritornare ai principi fondamentali della più importante riforma sanitaria del nostro Paese, la L.833 del 1978, che si basava innanzitutto sulla presenza dei servizi socio-sanitari sul territorio, sulla prevenzione e la diagnosi annettendo un valore fondamentale all'inchiesta e all'intervento diretto sul territorio, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, insomma la prevenzione innanzitutto!.
Una battaglia ed un impegno, il nostro, che non ci vede soli, che stiamo conducendo con Medicina Democratica, facendo parte del costituito Coordinamento per la salute e il manifesto "la sanità non è un'azienda la salute non è una merce"; con altre forze politiche della sinistra di opposizione con cui abbiamo lanciato una petizione: "Riconquistiamo il diritto alla salute" su cui già da questa estate stiamo raccogliendo le firme su Change.org e, l'occasione è buona per ricordarvi di farla circolare e farla firmare.
Abbiamo anche costituito un gruppo di lavoro operativo, di cui vi abbiamo già dato conto, con cui lavoriamo alla costruzione dei materiali e di iniziative che svilupperemo prossimamente; nel frattempo, rinnovo l'invito a segnalarci le compagne e i compagni impegnati e/o responsabili sanità del vostro territorio giacché è nostra intenzione ricostruire un lavoro nazionale sui temi della sanità e della salute.
Inviate i nominativi alla compagna Danielle Vangieri: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , che come già scritto si è resa disponibile per un lavoro di segretariato del gruppo.
Vi alleghiamo dunque i materiali che abbiamo predisposto e vi invitiamo a visitare la pagina "Sanità" del sito del partito www.rifondazione.it (andate alla voce "partito" e cercate la pagina "sanità") dove potrete trovare le diverse versioni dei volantini, a colori, in bianco e nero, PDF o JPG.

Buon lavoro a tutte e tutti

Rosa Rinaldi
Segreteria Nazionale PRC-SE

00 VOLANTINO nazionale BN jpeg

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01 Unico servizio sanitario nazionale BN jpeg

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Il governo da maggio non è stato in grado di far attuare quelle poche misure che aveva previsto per fermare la pandemia.

Ha inseguito il virus senza impostare un piano di prevenzione di salute pubblica per non inimicarsi Confindustria e poteri regionali. Ora viene travolto.

Se non si vuole che vengano travolte anche le vite dei cittadini e il loro futuro, devono essere prese misure più efficaci per evitare una ulteriore impennata della curva epidemica.

Condividiamo le preoccupazioni dell’Ordine dei medici espresse dal suo presidente. Crediamo che considerare gran parte del Paese (le regioni in giallo) come a rischio moderato di contagio, non dipinga in modo veritiero le criticità che si accumulano e pesano su un’organizzazione sanitaria già stressata dalla prima ondata di febbraio/marzo. Sono inaccettabili le immagini dell’ospedale Cotugno di Napoli (zona gialla) con i malati curati in strada, nelle proprie auto o nelle ambulanze in fila.

È il risultato di decenni di tagli lineari e di definanziamento del SSN, di privatizzazione e di assenza di programmazione anche in questi mesi, quando l’arrivo della cosiddetta “seconda ondata” era cosa certa. Si è annunciato un potenziamento dei servizi nei territori ma si assiste ad un’inqualificabile scaricabarile delle responsabilità fra Governo centrale e Regioni.

Per questo crediamo sia urgente:

1) Una chiusura generalizzata, calibrata nel tempo, cui si associno in contemporanea provvedimenti di estrema emergenza

2) Potenziamento dei posti letto ospedalieri pubblici, dei servizi del territorio, di prevenzione e di medicina di base, della presa in carico domiciliare (ieri erano 419 mila le persone in isolamento), delle cure intermedie, dei percorsi diagnostici e terapeutici territoriali, sia Covid che non

3) Che si affronti immediatamente il tema della carenza del personale sanitario pubblico (medici, infermieri, OSS e tecnici) e garantendo la loro stabilizzazione realizzando, in deroga alle norme vigenti, un grande piano di assunzioni a tempo indeterminato nel SSN.

4) A queste misure vanno accompagnate una serie di risposte concrete all’emergenza sociale partendo dal reddito universale per chi sta pagando a caro prezzo la crisi sanitaria. I soldi ci sono e vanno presi, utilizzando una imposta patrimoniale. Chi, tanto con la crisi economica degli anni passati quanto con l’attuale, ha visto crescere a dismisura le proprie ricchezze deve contribuire alla salute di tutte/i.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.
Rosa Rinaldi, segreteria nazionale PRC-S.E.

Care compagne e cari compagni,

nella situazione di crisi sanitaria in cui siamo nuovamente e drammaticamente immersi, ci poniamo la necessità come Rifondazione Comunista di continuare a svolgere, e potenziare, un ruolo attivo che sia più strutturato per il presente e il futuro. Tal fine ci ha portato alla costituzione di un gruppo di lavoro nazionale operativo sulla sanità che si è già riunito per affrontare le questioni sopra appena accennate.
L’intento del gruppo è quello di costruire, dotandosi di strumenti adeguati, una sorta di “cassetta degli attrezzi”- efficaci ai nostri obiettivi-, già in questa fase legata strettamente all’emergenza sanitaria.
Un lavoro di lettura critica della situazione (ritardi nell’affrontare la seconda ondata di pandemia, largamente annunciata, in termini di investimenti nel tracciamento e nella sorveglianza sanitaria, di un rafforzamento del territorio, di un’implementazione delle strutture di cure intermedie e l’implementazione dei posti letti covid, l’attivazione di piani di assunzione di personale sanitario ospedaliero e della medicina territoriale, ecc.) per un’opera di puntuale denuncia, insieme e soprattutto, di elaborazione di nostre proposte sulle questioni appena riassunte e anche di riportare a tema questioni di ordine generale.

Il secondo intento è quello di un’auspicata ricostruzione di un coordinamento nazionale sulla sanità che riesca a darsi una sua struttura non episodica ma organica nel tempo per ricostruire un “ nostro pensiero” strategico di politica sanitaria finalizzato alla riconquista di un Servizio Sanitario Nazionale, battaglia che stiamo già conducendo con diverse associazioni e movimenti, non ultima, Medicina Democratica con la quale insieme a tante altre realtà sociali abbiamo sottoscritto un importante documento: "la sanità non è un'azienda, la salute non è una merce".
In questa duplice ottica, il gruppo operativo nazionale, ritiene necessario un allargamento della discussione e, soprattutto, del lavoro di elaborazione e di proposta coinvolgendo, in tempi veloci, le compagne e i compagni responsabili del settore, referenti territoriali o che comunque si occupano, o sono sensibili, a queste tematiche, chiedendo ai livelli regionali e territoriali di indicarcene nominativi e contatti (e-mail e possibilmente numeri di telefono) che ci permettano di portare avanti in modo proficuo il lavoro e la realizzazione degli obiettivi individuati.

Del gruppo nazionale fanno parte: Rosa Rinaldi, Giovanna Capelli, Danielle Vangieri, Franco Cilenti e Fulvio Picoco;

ha dato la disponibilità a lavorare ed essere parte del gruppo Loretta Mussi che non è iscritta ma è compagna di tante battaglie, non ultima quella sull'autonomia differenziata, in particolare per la sanità. Molti di voi hanno già potuta apprezzarne qualità e competenze in occasione delle diverse iniziative svolte in online.

Abbiamo chiesto a Danielle Vangieri di svolgere un ruolo di "segretariato" per il gruppo sia per le sue competenze sia per evitare di disperdere in troppi rivoli la ri-costruzione di un coordinamento sanità. In questo senso invitiamo i regionali e le federazioni ad inviare le segnalazioni alla e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Infine, alleghiamo alcuni documenti e materiali inviateci da Loretta Mussi su temi che riteniamo utilissimi per il lavoro che ci apprestiamo a fare e un altrettanto utile documento di Fulvio Picoco.

Invitiamo le compagne e i compagni a diffondere alle iscritte e agli iscritti la comunicazione in oggetto.

Buon lavoro e grazie per l'attenzione.

Rosa Rinaldi, Segreteria nazionale PRC-SE

 

 

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