Come se non bastasse il disastro della sanità regionalizzata, messo drammaticamente in luce dalla pandemia, ecco, affacciarsi, l’autonomia vaccinale.

A fare da apripista sono stati Veneto, Lombardia, Emilia Romagna (non è una novità), a cui si è unito il Friuli Venezia Giulia. Queste regioni intendono rivolgersi autonomamente al mercato internazionale per rifornirsi di vaccini da destinare agli abitanti del proprio territorio, in aggiunta e in parallelo alle forniture nazionali. Tra l’altro non sono chiari gli eventuali canali di intermediazione attivati dai fornitori ai quali i presidenti di regione intenderebbero fare riferimento.

Con questa opaca “autonomia vaccinale” i cittadini italiani avrebbero accesso differenziato alla vaccinazioneia a seconda della regione di appartenenza. Alla faccia della eguaglianza dei diritti.

Anche la Puglia vorrebbe accodarsi: dopo la scuola “a la carte” con cui si è scaricata sulle famiglie la scelta di avvalersi delle lezioni in presenza o a distanza; dopo la scandalosa operazione della struttura covid alla Fiera del Levante, inaugurata il 16 gennaio e a tutt’oggi bloccata per mancanza di bagni (sic!) e di personale sanitario; ora ci si vorrebbe cimentare con lo shopping “fai da te” di vaccini.

Il presidente Draghi ha qualcosa da dire su questa pericolosa deriva separatista o l’unità nazionale e “l’amore per l’Italia” evocati nel suo discorso alla Camera sono solo un esercizio retorico?

Rifondazione Comunista, ribadisce che il diritto alla salute è universale, che i vaccini vanno garantiti a tutte le persone e soprattutto le vaccinazioni debbono avvenire in piena sicurezza!

Segreteria PRC-SE
Tonia Guerra, resp. autonomia differenziata
Rosa Rinaldi, resp. Sanità

vaccino-covid

Care compagne e cari compagni,

il prossimo sabato 20 febbraio, ricorrerà un anno dal primo paziente "Covid", sono previste diverse iniziative in particolare in Lombardia. Per quanto riguarda il dipartimento ed il gruppo operativo Sanità abbiamo deciso di fare un volantino che vi inviamo e che potrete utilizzare sia pubblicandolo sulle vostre pagine del partito che sul sito che, per iniziative nei circoli o territoriali o per volantinaggi.

In allegato, il volantino in tre versioni:

* in formato pdf, b/n e a colori

* in formato png per social e pagine internet

* in formato word (testo volantino)

Grazie per l'attenzione

Rosa Rinaldi
Segreteria nazionale, resp.le Sanità Prc-Se

Care compagne e cari compagni

voglio segnalarvi che, così come già preannunciato sono disponibili, presso la Direzione nazionale, diverse copie del libro scritto da Vittorio Agnoletto, con la collaborazione di Cora Ranci ed Alice Finardi, edito da Altraeconomia e promosso dalla Sinistra Europea: “Senza respiro”, un'inchiesta indipendente, svolta sul campo, sulla pandemia da Coronavirus e su come ripensare, complessivamente, la sanità pubblica.

Centrale nel libro è l'analisi dettagliata della situazione lombarda, i disastri dovuti alla privatizzazione e aziendalizzazione della sanità nonché gli innumerevoli errori compiuti a tutti i livelli, sia dal governo nazionale che da quello regionale e dai singoli comuni nella gestione della pandemia. Così come viene svolta una disamina delle politiche attuate, anche, da alcune altre regioni (Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana) e dal sistema carcerario.

Infine, fornisce una panoramica su come la pandemia è stata affrontata in una decina di paesi europei.
Vi allego l’introduzione al libro scritta da Heinz Birnbaum e Paolo Ferrero (rispettivamente presidente e vicepresidente della Sinistra Europea).
Il prezzo di copertina del libro è di 12 euro, ne abbiamo un certo numero di copie presso la Direzione Nazionale del nostro Partito ad un prezzo scontato di 6 euro a cui andranno aggiunte le spese di spedizione.

Potete, fin da ora, farne richiesta scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per l'attenzione e buon lavoro.

Rosa Rinaldi
Segreteria nazionale, Responsabile Organizzazione PRC-SE

Il ritardo nella vaccinazione è conseguenza della subalternità della Commissione Europea e dei governi agli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Viene anteposta la logica del profitto al diritto alla salute. Lo testimonia quanto ha denunciato il nostro compagno europarlamentare Marc Botenga nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata: gli accordi tra Commissione Europea e Pfizer, e con tutte le altre case farmaceutiche sono secretati.
Non solo, a negoziare gli accordi per conto della commissione Ue, secondo quanto riportato dalla stampa belga, vi sarebbe stato l'ex direttore di EFPIA, la lobby europea di Big pharma , Richard Bergström. Un eclatante e scandaloso conflitto di interessi.

Inoltre da ottobre è stata proposta da India e Sudafrica all'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) la richiesta di sospendere i diritti di proprietà sui brevetti, consentendo ad altre industrie e a tutti i paesi di produrre la quantità necessaria di vaccini e medicinali per soddisfare le necessità di tutta la popolazione mondiale. L'Unione Europea si è opposta fin qui.

Qual'è la posizione dell'Italia?

Il governo intende chiedere alla Commissione di rendere pubblici accordi con Pfizer e con le altre case farmaceutiche ?

Il governo intende sostenere la richiesta di India e Sud-Africa al WTO e chiedere alla UE di fare altrettanto ?

Mentre i governi latitano diffondiamo e invitiamo a firmare l'iniziativa europea dei cittadini "Nessun profitto sulla pandemia": https://noprofitonpandemic.eu/it/

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Erano state garantite entro l’autunno, oltre 100 milioni di dosi di vaccino per immunizzare, considerando anche il richiamo, i 51 milioni di italiane/i over 16, secondo il Commissario Arcuri, utilizzando i prodotti di Pfizer – BioNTech, Moderna e da febbraio, forse, Astra Zeneca. Per giungere al traguardo, considerando la “doppia dose”, bisognerebbe poter vaccinare 360mila persone al giorno. La Pfizer, ha dichiarato che non garantirà le dosi pattuite, a causa del rallentamento della produzione (o più probabilmente per dare la priorità ad altri stati come USA ed Israele (esclusi i palestinesi dei territori occupati). In alcune regioni come il Lazio, è stato annunciato che i vaccini slitteranno di una settimana, e resta nel Paese il rischio che non ci siano le necessarie seconde dosi senza le quali le prime sono insufficienti.

Per risolvere il problema sarebbe sufficiente la volontà politica degli Stati di costringere le multinazionali produttrici a bypassare i brevetti affidando la produzione direttamente ai tanti stabilimenti farmaceutici all’avanguardia di cui dispone l’Europa

I governi hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca ma devono acquistare i vaccini a prezzo di mercato e poi subire l’umiliazione di essere privati di una parte di quelli pattuiti. La drammatica situazione globale pretende che si sospendano le norme sui brevetti perché si possa assicurare una adeguata distribuzione dei vaccini. Una politica governativa seria dovrebbe farsi carico di tale scelta, per coinvolgere aziende e laboratori farmaceutici in modo da garantire una massiccia produzione fino al termine dell’emergenza pandemica e/o dell’effettiva disponibilità sul mercato delle dosi necessarie all’immunizzazione di massa.

Ma, pensando al futuro e combattendo le logiche dell’autonomia differenziata che producono sciovinismi vaccinali come quello proposto dall’Assessora alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, lo Stato deve impegnare risorse economiche per la ricerca di vaccini e divenire socio di stabilimenti per la loro produzione in Italia.

Al di là dei provvedimenti che stanno portando a contenere i contagi, non ci arrendiamo all’indifferenza con cui si contano le vittime. Occorrono provvedimenti drastici di alterità politica del Governo. Risorse economiche, personale e vaccini.

Siamo tra i promotori e sostenitori dell’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) per ottenere la proprietà pubblica sui vaccini perchè non ci siano profitti sulla pandemia. L'ICE di cui primo firmatario per l'Italia è Vittorio Agnoletto propone una modifica legislativa alla Commissione Europea. Occorrono 1 milione di firme, per l'Italia 180.000, perché la Commissione debba prendere un’iniziativa in materia.

Questo è il link

www.noprofitonpandemic.eu

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, PRC-S.E.

 

vaccino-covid-19-1A fronte degli oltre 100 milioni di dosi necessari per immunizzare i 51 milioni di italiani over 16, Pfizer-BioNTech, Moderna e da febbraio (forse) AstraZeneca, non sarebbero riuscite a garantire le dosi per vaccinare tutti gli italiani entro l’autunno, come promesso dal Commissario Arcuri. Per rispettare tale traguardo, infatti, era necessario fare una media giornaliera di quasi 180mila vaccinazioni, anzi 360mila considerando che si richiedono due dosi, fino alla fine dell’autunno.

Ora la Pfizer ha dichiarato e non sarà in grado di garantirci le dosi pattuite, a causa del rallentamento della produzione (o molto più probabilmente per dare la priorità ad altri stati – leggi USA ed Israele (esclusi i palestinesi dei territori occupati). Il rischio concreto ora è che qualcuno, tra coloro che hanno già avuto la prima vaccinazione, non riceva la seconda dose, restando così con una protezione insufficiente e magari pensando di essere comunque protetto, mettendo a rischio se stesso e gli altri.

La soluzione ci sarebbe, se esistesse da parte degli stati la volontà politica di costringere le multinazionali produttrici a bypassare i brevetti e affidare la produzione dei vaccini ai tanti stabilimenti farmaceutici all’avanguardia di cui dispone l’Europa.

E’ assurdo che i governi, che hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca per poi acquistare i vaccini a prezzo di mercato, debbano ora subire l’umiliazione di essere privati di una parte dei vaccini acquistati. La drammatica sistuazione globale che pretende di sospendere le norme sui brevetti a livello mondiale e assicurare un’adeguata distribuzione di un vaccino. Una politica governativa seria presuppone il superamento dei brevetti per ottenere il coinvolgimento di altre aziende e laboratori farmaceutici certificati per la produzione dei vaccini in modo tale da garantirne la massiccia produzione almeno fino al termine dell’emergenza pandemica e/o dell’effettiva disponibilità sul mercato delle dosi necessarie all’immunizzazione di massa.

E per il futuro, contro ogni ipotesi di autonomia differenziata, che avrebbe come conseguenza lo sciovinismo vaccinale come proposto dalla Assessora alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, lo Stato metta a disposizione i finanziamenti necessari per la ricerca di vaccini e diventi socio di uno o più stabilimenti per la loro produzione in Italia.

Non ci arrendiamo all'indifferenza di fronte alle manovre di profitto delle multinazionali dei farmaci. I numeri dei nuovi contagi impongono una volta per tutte provvedimenti drastici, di alterità politica del Governo. Occorrono quindi risorse, personale e vaccini.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, PRC-S.E.

Siamo d’accordo con le dichiarazioni Galli, condivise da Crisanti: “Ci vorrebbero due o tre settimane di lockdown totale in cui viene vaccinato il maggior numero di italiani possibile”
Certo ad oggi non ci sono vaccini a sufficienza ma la scelta è obbligata se si vuole uscire dalla pandemia ed evitare che si scivoli in una terza ondata di contagi, ancora più grave di quella attuale. Occorre, perciò, predisporre ogni sforzo ed intervento possibile, anche in termini di previsione degli approvvigionamenti di vaccini. Questo al fine di rendere utile ogni sacrificio richiesto ai cittadini ed efficace, generalizzata e gratuita la vaccinazione. Consapevoli che ci vorrà il tempo necessario perché la maggior parte della popolazione sia immune, va evitato che gli sforzi e i sacrifici richiesti a tanta parte del mondo del lavoro, ai giovani, alle e agli studenti diventino vani. Non possiamo rassegnarci né abituarci, né tantomeno essere indifferenti di fronte alle centinaia e centinaia di morti per Covid, alle statistiche sui numeri dei nuovi contagi, perché, appunto non sono numeri, sono persone, sono storie, sono vite spezzate.Occorrono quindi risorse, personale e vaccini. Il next generation UE va agito in modo efficace, con le misure necessarie e nell’interesse generale della popolazione, sottraendo ogni spesa superflua e dannosa,come quelle che vanno alle grandi opere o agli armamenti.
Chiudiamo con giudizio!

Garantire il diritto alla salute di tutte/i è una priorità assoluta.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

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La Senatrice Paola Nugnes comunica che – in collaborazione con la federazione provinciale di Napoli e gli organismi nazionali del Partito della Rifondazione Comunista – nella giornata di ieri ha depositato un’interrogazione al Ministro della Salute Roberto Speranza sul "sistema Pascale".

Nell’interrogazione si chiede l’invio di ispettori ministeriali presso la Fondazione G. Pascale – Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico, polo oncologico rilevante per l’intero Mezzogiorno con una natura giuridica di diritto pubblico.

La richiesta della parlamentare mira a far accertare e prendere, di conseguenza, le dovute misure amministrative anche in relazione a quanto riportato da alcuni quotidiani riguardanti notizie di inchieste giudiziarie su un presunto intreccio perverso tra interesse pubblico alla tutela del diritto alla salute e interesse privato al profitto persino su patologie di estrema gravità come quelle oncologiche in quanto risulterebbe, tra l’altro, che dei pazienti siano stati dirottati in strutture private.

Inoltre – continua la Senatrice napoletana – si chiedono notizie sui criteri per i finanziamenti alla ricerca di cui il Pascale è capofila o partecipante, così come vengono chieste informazioni sull’effettivo possesso dei requisiti richiesti per la specializzazione oncologica in merito all’assunzione di 60 medici e paramedici, sull’eventuale mancato utilizzo di dotazioni strumentali (cabine di sanificazione), sul sistema di verifica dell’effettivo orario di lavoro dei dirigenti delle strutture complesse e si richiede anche di verificare l’adeguatezza o meno dell’orario di apertura al pubblico degli ambulatori in relazione alla forte domanda esistente e alla lunghezza delle liste di attesa.

Di particolare rilievo, le parti dedicate alla richieste di informazioni sulla attività intramoenia all’interno dell’Istituto Nazionale Tumori G. Pascale.

In allegato il testo dell'interrogazione

Rosa Rinaldi segreteria nazionale PRC-responsabile politiche sanitarie
Rosario Marra segretario PRC della federazione provinciale di Napoli

TESTO INTERROGAZIONE NUGNES

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Rifondazione Comunista condanna con la massima fermezza il vile attacco, perfino con minacce di morte, di cui è stata vittima Claudia Alivernini, infermiera dell'ospedale Spallanzani di Roma, la prima a ricevere il vaccino anti-Covid.
A Claudia e a tutte le operatrici e gli operatori sanitari, che sono stati e continuano ad essere in prima linea nella lotta alla pandemia, va tutta la nostra solidarietà. Il prezzo che hanno pagato, anche in termini di vite umane, è stato altissimo, lavorando in condizioni limite, anche a causa del disastro in cui è stata condotta la sanità pubblica dalle politiche neoliberiste degli ultimi venti anni.
Ci auguriamo che gli autori di questo infame gesto siano individuati e perseguiti come meritano dalla giustizia. Allo stesso tempo, la nostra condanna va anche a coloro che, spesso da posizioni di primo piano nella politica o nel mondo dell'informazione, si sono prodigati nel minimizzare i rischi o addirittura hanno dato voce e spazio pubblico alle teorie negazioniste.
Rifondazione sarà sempre in prima linea nella lotta per il rilancio e il rifinanziamento della sanità pubblica, gratuita e di qualità per tutte e tutti, dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e delle/degli utenti.

Rosa Rinaldi
Responsabile nazionale Sanità PRC-SE
Vito Meloni
Segretario della Federazione di Roma-Castelli-Litoranea PRC-SE

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Dei 209 miliardi messi a disposizione dell’Italia con il Next Generation Europa, con il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), il Governo intende riservare agli investimenti per la salute solo 9 miliardi (il 4,6%). Cifra molto lontana rispetto ai 68 mld ipotizzati dallo stesso Ministero della Salute già dalla scorsa estate.

E’ una scelta incredibile ed incomprensibile. La pandemia ha mostrato quanto il nostro Servizio Sanitario Nazionale, in seguito ai tagli di decine e decine di miliardi, fosse diventato: fragile, debole e impreparato.

Solo grazie al sacrificio e al senso etico e professionale degli operatori sanitari è riuscito a rispondere. Ciononostante abbiamo avuto, ad oggi, oltre 65.000 morti, un numero tra i più alti al mondo in proporzione alla popolazione.

Principale causa sono i tagli dei finanziamenti governativi insieme ai tagli e alle scelte politiche delle regioni. Tagli e privatizzazioni si sono abbattuti, soprattutto, sul personale e sui servizi territoriali, ovvero, dove si pratica la prevenzione e l’assistenza sanitaria di base. Perché, c'è poco da fare, è il territorio, la prima linea del fronte quando si deve prevenire e affrontare una pandemia, linea che è crollata subito con la prima ondata della pandemia così come non hanno tenuto gli ospedali mentre il personale è stato mandato allo sbaraglio, diventando esso stesso veicolo d’infezione.

Pensavamo che, pur nella tragedia, voi che governate, aveste compreso la lezione e che mai più tagli si sarebbero fatti alla Sanità, e che il SSN sarebbe stato riorganizzato e rinforzato.

Sarebbe stato necessario rafforzare i servizi del territorio, assumere gli operatori che servivano, che curaste la loro formazione: ma non avete fatto niente, eppure lo sapevate che la pandemia sarebbe tornata.

Ci avete detto che c’erano i soldi del Recovery Fund, ma non è così, avete tradito le aspettative e la parola data perché per la Salute avete lasciato soli i resti e le briciole.

Questa è una scelta politica precisa quanto colpevole, uno schiaffo alla sanità pubblica.

Avete rinunciato scientemente, a ricostruire il nostro SSN, per favorire la medicina privata. nonostante la pandemia e l'inadeguatezza dimostrata dal settore privato,

Rifondazione Comunista vi esorta ad ascoltare le nostre istanze che si uniscono a quelle richieste dei comitati per la salute, delle forze sociali.

Restituite il maltolto, 37 miliardi in pochi anni, ed aggiungete tutti gli altri che servono.

Noi ci ribelliamo di fronte a questo ulteriore schiaffo e chiamiamo alla mobilitazione tutti coloro che hanno a cuore il bene del nostro sistema sanitario e del paese.

Rosa Rinaldi, Responsabile sanità PRC-S.E.

Rifondazione comunista apprezza, sostiene e diffonde l'interrogazione presentata dalle senatrici Paola Nugnes e Elena Fattori, a proposito della trasparenza su una questione come quella del vaccino e delle relazioni internazionali che si sviluppano. L'interrogazione, di cui riportiamo il testo, cui abbiamo lavorato e che vi invitiamo a leggere, affronta in modo più che esauriente le questioni fondamentali rispetto al tema decisivo dei vaccini. Ringraziamo le Senatrici Nugnes e Fattori per aver presentato l'interrogazione proposta loro da Rifondazione Comunista e per aver dato voce, con questa azione, alle tante domande e preoccupazioni presenti in vaste aree di popolazione.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, Responsabile Sanità
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE Al Presidente del Consiglio dei Ministri Al Ministro della Salute CONSIDERATO

  • che l'aspettativa per i vaccini anti-Covid è molto alta;
  • che l'esigenza di garantire a tutte/i il diritto al vaccino è priorità assoluta;
  • che su questo tema ci sono molte questioni importanti sollevate nel dibattito pubblico e dagli organi di informazione;

TENUTO CONTO Che nel dibattito politico e scientifico a livello europeo ed italiano emerge l’ esigenza che il vaccino anti-Covid debba essere un BENE COMUNE dei cittadini e delle cittadine del Mondo, accessibile a tutti/e, non debba essere occasione di profitti e, dunque, non rientrare nelle brevettazioni proprietarie e nei trattati commerciali; le sottoscritte chiedono ai Ministri interrogati di relazionare in aula per sapere:

  • se e come l'Italia partecipa alle negoziazioni che intercorrono tra UE e case farmaceutiche e se in queste vi sono impegnate figure italiane che rivestano ruoli diretti o indiretti nelle nostre istituzioni;
  • se non si ritiene che il carattere "secretato" che, secondo le informazioni degli organi di informazione, hanno queste negoziazioni costituisca un problema per il diritto delle istituzioni e delle/i cittadine/i tutte/i di essere informati su questione di primaria importanza per le loro vite;
  • se l'Italia partecipa direttamente alla produzione di vaccini, a quali condizioni, con quali garanzie, con quale ruolo finanziario, tecnico ed istituzionale.
  • quali iniziative sta assumendo il governo italiano nelle sedi UE e internazionali per corrispondere a questi principi ed in particolare di quello del vaccino come BENE COMUNE

Sen. Paola Nugnes, Sen. Elena Fattori

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