di Rosa Rinaldi* -

Al Parlamento europeo, in queste ore, si sta affrontando la questione dei brevetti sui vaccini nonché la produzione degli stessi vaccini che, per dichiarazione esplicita dei gruppi, anche di quelli liberisti, è molto sottodimensionata rispetto alla capacità produttiva. Si parla, infatti, del 40% di produzione, questo ci da l’idea di quanto spazio produttivo si potrebbe recuperare e di come la distribuzione dei vaccini possa avvenire verso tutti i paesi, compresi quelli più poveri.
Il gruppo The Left è l’unico che pone la questione della sospensione dei brevetti sui vaccini e che propone di appoggiare la richiesta di India e Sudafrica.
Abbiamo già accolto con una partecipatissima manifestazione a Roma Ursula Von Der Leyen, continueremo la nostra battaglia anche in occasione dei prossimi incontri perché i vaccini siano garantiti a tutti e tutte.
*Responsabile Sanità, PRC-S.E.

(ANSA) – BRUXELLES, 08 GIU – “Oggi usiamo solo il 40% della capacità produttiva globale per produrre vaccini, con la sospensione dei brevetti potremmo raddoppiarla”. Sono alcuni degli argomenti, riassunti dall’eurodeputato Dimitrios Papadimoulis della Gue/Sinistra, che fa parte di quelle forze dell’Europarlamento che domani sosterranno un emendamento della risoluzione su pandemia e commercio internazionale che chiede all’Ue di aprire alla sospensione dei brevetti sui vaccini anti-covid per aiutare i paesi poveri.
Venerdì la Commissione europea ha presentato al comitato sulla proprietà intellettuale del Wto la sua proposta, che invece insiste sull’applicazione delle regole esistenti e sulla necessità di fermare le restrizioni all’export. “Contrapporre sospensione dei brevetti e le restrizioni all’export come fossero alternative – replica Papadimoulis – è fare cattiva politica, le due cose vanno insieme”.

Sugli emendamenti per la sospensione dei brevetti l’Eurocamera è divisa. La proposta della Sinistra raccoglie consensi tra i Verdi, gli M5S ed esponenti degli S&D. Contrari Renew e Ppe. (ANSA).

Intanto continua la campagna “No profit on pandemic” ecco cosa possiamo fare nei prossimi giorni:
Se avete ogni giorno altri 10 minuti da dedicare… Andate su Twitter, e cercate i tweet relativi alle nostre richieste (per esempio, cerca gli hashtag #TRIPSWaiver, #PeoplesVaccine, #NoCovidMonopolies) e rispondete con un tweet di riferimento alla nostra campagna. “Già 200.000 europei hanno firmato questa proposta legislativa alla Commissione Europea per eliminare i brevetti e condividere le tecnologie Covid-19. Firmerai anche tu? Dobbiamo arrivare a 1 milione! www.noprofitonpandemic.e
https://ourworldindata.org/covid-deaths

Qualunque siano gli impegni e le promesse del G7, stanno ancora lasciando che siano le corporazioni farmaceutiche a decidere chi vive e chi muore.
Mentre alcuni membri del G7 sostengono di aver fatto la loro parte impegnando dosi o finanziamenti a COVAX, l’iniziativa, che è stata creata per aiutare i paesi in via di sviluppo ad accedere ai vaccini COVID, sta fallendo in modo massiccio.
COVAX ha consegnato meno di un terzo delle dosi promesse entro la fine di maggio e l’Alleanza ha avvertito che al ritmo attuale, è probabile che raggiunga solo il 10% delle persone nel migliore dei casi nei paesi in via di sviluppo entro la fine dell’anno.
Anna Marriott, responsabile delle politiche sanitarie di Oxfam, ha detto: “È osceno che il Regno Unito, Germania e altri paesi ricchi, che sono in grado di vaccinare la propria gente, stiano impedendo ai paesi poveri di produrre le dosi necessarie per salvare delle vite.
“Il fatto triste è che i paesi in via di sviluppo non possono dipendere dalla COVAX o dalla buona volontà dell’industria farmaceutica per salvare la vita della loro gente. I leader del G7 devono cogliere questo momento per stare dalla parte giusta della storia mettendo il loro pieno sostegno alla rinuncia al brevetto del vaccino sostenuta da più di 100 paesi.
Il G7 può ottenere i vaccini di cui ha bisogno, ma gran parte del mondo non lo è e la gente sta pagando la protezione dei brevetti con le loro vite”.
Delle nazioni del G7, solo gli Stati Uniti appoggiano la proposta all’OMC di rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale. Il Regno Unito e la Germania si oppongono, mentre Canada, Francia, Giappone e Italia sono seduti sulla barricata.
Questo nonostante il fatto che l’opinione pubblica sia fortemente a favore dell’idea, con sondaggi che mostrano che una media del 70% delle persone nelle nazioni del G7 crede che i governi dovrebbero assicurare che le aziende farmaceutiche condividano le loro formule e tecnologie, in modo che i produttori qualificati nel mondo possano contribuire ad aumentare l’offerta.

Il dottor Mohga Kamal-Yanni, consulente senior di politica sanitaria per The People VaccineAlliance, ha detto: “Il G7 deve agire ora per costringere le aziende a condividere la tecnologia e il know-how dei vaccini con produttori qualificati nei paesi in via di sviluppo per massimizzare la fornitura. “La settimana scorsa l’OMS ha rilanciato il suo COVID-19 Technology Access Pool per facilitare la condivisione della tecnologia, del know-how e della proprietà intellettuale dei vaccini. Il G7 deve mostrare un forte sostegno politico per il pool se vuole seriamente porre fine all’epidemia.
Devono anche annunciare finanziamenti per sostenere il trasferimento di tecnologia e la produzione nei paesi in via di sviluppo. Ogni giorno di ritardo è un giorno in cui si potrebbero salvare delle vite”.
Note approfondite:

Dall’ultima volta che i leader del G7 si sono incontrati per un summit virtuale il 19 febbraio, 1.094.213 persone sono morte a causa della COVID, l’equivalente di 8 persone al minuto, secondo i dati di Our World in Data https://ourworldindata.org/covid-deaths Fornitura e consegna del vaccino da Airfinity, Our World in Data, UNICEF e Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Le proiezioni di quanto tempo potrebbero richiedere le vaccinazioni sono basate sul tasso medio di vaccinazioni dal 1° maggio al 25 maggio 2022. I calcoli sono stati fatti il 26 maggio 2021. Tra di loro, le nazioni del G7 stanno vaccinando al ritmo di 4.630.533 persone al giorno.
A questo ritmo ci vorrebbero 227 giorni per vaccinare completamente tutta la loro popolazione, fino all’8 gennaio 2022, supponendo che tutti ricevano due dosi.
I paesi a basso reddito stanno vaccinando ad un tasso di 62.772 persone al giorno.
Con questo ritmo ci vorranno 57 anni per vaccinare tutta la loro popolazione, fino al 7 ottobre 2078, supponendo che tutti ricevano due dosi.
Secondo i nuovi calcoli fatti dalla People’s Vaccine Alliance usando Our World In Data del 25 maggio, sono stati somministrati 1.774.959.169 vaccini a livello globale. Le persone che vivono nei paesi del G7 hanno ricevuto 497.150.151 di questi vaccini (28%), la loro popolazione combinata è 774.917.290.

Le persone che vivono nei paesi a basso reddito hanno ricevuto 5.481.470 vaccini (0,31%), la loro popolazione complessiva è 660.310.395.
Per il mese di maggio sono state date 497.15m dosi nei paesi del G7, divise tra774m persone = 0.6423 dosi per persona, 5.48mdosi sono state date nei paesi a basso reddito divise tra 660m persone = 0.0083 dosi per persona, 0.6423 diviso 0.0083 = 77.4 – quindi, il mese scorso le persone nei paesi del G7 avevano 77x più probabilità di ricevere un vaccino rispetto a quelle nei paesi poveri. La statistica che il COVAX raggiungerà solo il 10% delle persone nei paesi in via di sviluppo quest’anno non include l’India.
Maggiori informazioni sul sondaggio d’opinione del G7 da parte della People’s Vaccine Alliance
disponibili qui: https://www.amnesty.org/en/latest/news/2021/05/an-average-of-7-in-10-across-g7-countries-think-their-governments-should-force-big-pharma-to-share-vaccine-know-how/

#TRIPSwaiver #NoProfitOnPandemic

È stato approvato ieri un emendamento dal parlamento europeo presentato dal nostro gruppo La Sinistra (Gue) per l'appoggio alla richiesta di India e Sud Africa di sospensione dei brevetti sui vaccini. L'emendamento approvato è inequivocabile:

"invita pertanto l'UE a sostenere l'iniziativa presentata da India e Sud Africa in seno all'Organizzazione mondiale del commercio, con la quale si richiede una sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale relativi ai vaccini, alle attrezzature e alle terapie per far fronte alla COVID-19 ed esorta le società farmaceutiche a condividere le proprie conoscenze e i propri dati attraverso il pool di accesso alle tecnologie (C-TAP) relative alla COVID-19
dell'Organizzazione mondiale della sanità".

È una prima crepa rispetto alla posizione disumana tenuta dalla Commissione Europea che finora all'Organizzazione Mondiale del Commercio si è schierata a protezione delle multinazionali farmaceutiche.

Si tratta di una grande vittoria dopo mesi di campagna che abbiamo portato avanti come sinistra radicale insieme a scienziati, medici, associazioni, sindacati. Va ringraziato il nostro gruppo parlamentare La Sinistra, in particolare Miguel Urban, Manon Aubry e Marc Botenga, per questo risultato. Il parlamento ha votato ma non è scontato che la Commissione Europea segua l'invito del parlamento.

Domani 21 maggio e sabato 22 manifesteremo a Roma per il diritto alle cure e ai vaccini in concomitanza del G20 a cui parteciperà Ursula von der Leyen.
Il concentramento è previsto a Roma venerdì 21 ore 15 via San Pancrazio angolo via del Vascello e sabato 22 in Piazza della Repubblica.

Proseguiamo la raccolta sull'Ice "nessun profitto sulla pandemia" con l'obiettivo di 1 milione di firme.
La sconfitta del virus sarà possibile solo se l'intera umanità sarà vaccinata.

Va denunciato che contro l'emendamento e in difesa dei profitti delle multinazionali hanno votato a Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Italia Viva.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

manifestazione n

Rosa Rinaldi*
Franco Cilenti**

La recente esternazione del Dott. Abrignani, immunologo e membro del CTS del governo Draghi, riportata su la Repubblica online è di grande importanza. Abrignani, infatti, non solo afferma la possibilità di usare test salivari nelle scuole (fino a 10 milioni a settimana), all’ingresso di teatri, cinema e ristoranti (somministrati evidentemente da personale non sanitario), ma ne attesta anche l’economicità e l’alta efficacia (95 per cento). Non resta che salutare con soddisfazione questa buona notizia. Anche se non è possibile resistere alla tentazione di chiedersi perché sia uscita fuori così tardivamente, dopo mesi di utilizzo di tamponi rapidi (antigenici) e meno rapidi (molecolari) che hanno comportato un esborso di danaro pubblico e privato di incalcolabile entità, senza per altro risolvere il problema decisivo della diagnosi precoce e del tracciamento delle infezioni da Covid 19. Questa domanda è stata girata da Rifondazione Comunista direttamente al Ministro Speranza e siamo in attesa di risposta.

Il Mensile Lavoro e Salute nel numero di gennaio 2021 (www.lavoroesalute.org) ha lanciato un progetto innovativo per il trattamento e la prevenzione delle infezioni da Covid, realizzato dal dott. Roberto Gramiccia, (già Responsabile nazionale per la Sanità dl PRC) il cui fulcro era proprio rappresentato dall’intuizione dell’utilità dell’uso sistematico di test salivari (o da praticare su muco), che avessero la possibilità di essere eseguiti, all’occorrenza, da personale non sanitario o anche sotto forma di auto-test.

Richiamiamo i punti salienti di quel progetto che, alla luce dei riconoscimento dell’utilità riconosciuta, della praticità e della economicità dei test salivari, da parte di un membro autorevole dell’attuale CTS, assume oggi una significatività e un livello di potenziale conversione operativa assai rilevanti. Quando il progetto fu reso noto, infatti, ancora non si avevano notizie certe sulla reale disponibilità dei test salivari, facendosi riferimento a esperienze preliminari maturate in Veneto, presso lo Spallanzani di Roma e a notizie tratte dalla letteratura internazionale relative alla commercializzazione negli Stati Uniti di autotest-diagnostici ritenuti validi dalle Autorità competenti di quel Paese.

1- Il progetto sottolinea l’importanza di una diagnosi precoce da ottenersi attraverso la raccolta di saliva (o muco) con dispositivi di facile utilizzo a domicilio o in comunità. Test eseguibili dai diretti interessati o da personale non sanitario.

2- L’eventuale positività andrebbe ovviamente confermata da tampone molecolare. Quest’ultimo dovrebbe essere eseguito di massima dopo l’esecuzione di test o auto-test salivare nei casi risultati positivi, per lo meno per quanto riguarda la diagnostica di massa, la qual cosa consentirebbe di limitare il numero di tamponi molecolari e di ottenere un ingentissimo risparmio di fondi. Questi ultimi dovrebbero essere reinvestiti nel potenziamento e nell’implementazione delle USCA, al momento numericamente del tutto al di sotto delle necessità imposte dalla pandemia.

3- Le USCA, in concorso e collaborazione con i medici curanti, dovrebbero eseguire a domicilio i test salivari, a cui far seguire eventualmente il tampone molecolare. In caso di positività dovrebbero farsi carico di seguire i pazienti a domicilio, prendendoli in carico per tutte le necessità diagnostiche e terapeutiche. Così facendo si renderebbe possibile una diagnosi e una terapia precoce sempre più ritenuta strategica per depotenziare la patogenicità del virus (vedi indicazioni del Prof. Remuzi, dell’Istituto Mario Negri), decongestionare gli ospedali e salvare vite. Appare più che mai evidente, infatti, quanto la tardività e l’insufficienza di un intervento territoriale adeguato influisca sul pessimo e resistente andamento della letalità da Covid nel nostro paese.

4- Il potenziamento delle Usca, così ottenuto, resterebbe un presidio preziosissimo e rappresenterebbe uno scudo permanente nei confronti di un’infezione con la quale saremo costretti comunque a convivere per anni. E rappresenterebbe un antefatto di quella rinascita della Sanità territoriale, sulla importanza della quale ormai esiste una diffusa consapevolezza dopo la tragica esperienza della pandemia.

5- La vendita a prezzo politico di test salivari da utilizzare come auto-test permetterebbe di ottenere una prima grande diga diagnostica in grado, di allertare le Usca. Queste ultime potrebbero comunque essere attivate dal medico curante, in caso di sintomatologia sospetta anche senza aver eseguito il test salivare, che sarà eseguito dalle USCA stesse. Queste ultime dovrebbero essere dotate di Ecografi portatili e dovrebbero addestrare i pazienti all’uso del saturimetro.

6- Il reperimento dei medici delle USCA potrebbe essere facilmente ottenuto ricorrendo a specializzandi, medici curanti disponibili, medici a partita IVA da sottoporre a un breve corso di addestramento.

7- È intuitiva la nozione che, in presenza di un sistema di diagnosi e cura di tale fatta, affiancato da un’accelerazione massima delle vaccinazioni, la possibilità di arginare il Covid e di predisporci alla possibilità di contenere e combattere questa come nuove pandemie sarebbe considerevolmente aumentata.

*Segreteria nazionale, responsabile sanirà
**Direttore Lavoro e Salute

Un anno di Covid ha dimostrato che i tamponi molecolari sono costosi e comportano diagnosi tardive e non hanno consentito un tracciamento adeguato.

I tamponi rapidi (antigenici) se hanno rappresentato un passo in avanti non hanno risolto il problema. Esiste uno strumento rappresentato dai test salivari, di cui si è parlato solo “sotto traccia”, dal costo molto contenuto, che consente un'auto-diagnosi precocissima e affidabile, lo afferma l'immunologo Abrignani del Comitato tecnico scientifico che collabora con il Ministero della Salute su la Repubblica!

I test salivari sono rapidi, affidabili ed economici, sia per l'autodiagnosi di massa che come test: nelle scuole, fuori dai teatri, cinema e ristoranti.

Sono di facile utilizzo e hanno un’affidabilità, addirittura del 95 per cento così come viene dichiarato da Abrignani, e costano, così si dice, pure, pochissimo.

Chiediamo, quindi, al Ministro Speranza: perchè, se le cose stanno così, fino ad oggi non ne è stato fatto un uso di massa nemmeno coinvolgendo i medici di base? Eppure queste dichiarazioni arrivano dal Comitato Tecnico Scientifico che collabora con il Ministero della Salute! Come mai non se ne sa nulla? Avremmo risparmiato milioni di euro e ci avrebbero dato diagnosi e terapie precoci. Dica il Ministro come stanno le cose, non chiediamo di rispondere a noi ma a tutte le cittadine e i cittadini.

(Abrignani: "Subito test salivari per milioni di ragazzi. E il rientro a scuola sarà in sicurezza").

Rosa Rinaldi, responsabile sanità PRC-S.E.

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Il bilancio ad oggi, alla fine di queste giornate di mobilitazione contro i brevetti sui vaccini lascia perplessi

Il direttore vicario dell'Oms, indagato per le "false affermazioni" dalla procura di Bergamo, dove si cerca di giungere ad individuare le responsabilità di una strage che poteva essere evitata.

La notizia che la Commissione europea, ha negato ad un giornalista l'accesso alle autovalutazioni triennali che gli Stati dell'UE devono inoltrare obbligatoriamente al Centro di prevenzione e controllo delle malattie infettive, con la motivazione che “La divulgazione pubblica completa o parziale, potrebbe mettere a repentaglio le misure adottate dalle autorità italiane per rispondere all'emergenza sanitaria, quindi minare la protezione dell'interesse relativo alla sicurezza pubblica". Una secretazione determinata in realtà dal fatto - secondo il team di legali di Azione Civile - che l'Italia, insieme ad un altro Stato, è stata la sola a non mandare queste autovalutazioni.

L'ultimo piano pandemico italiano è stato realizzato nel 2009 ed una "autovalutazione" è stata fatta nel 2017.

Tutto ciò mentre arriva l'ennesima conferma che di vaccini ne arriverà una quantità insufficiente, che i brevetti non si toccano! Intanto chi preme per tornare ad aprire ogni attività in nome della salvaguardia del profitto, potrebbe averla vinta su chi, come noi, mette al primo posto il diritto alla salute e l'utilizzo delle risorse economiche sia per i "ristori" che per costruire un futuro migliore.

Vogliono farci credere che lo scontro sia fra giovani e anziani che si contendono i vaccini, mentre lo vediamo bene la guerra è fra big pharma che difende i brevetti e i cui profitti crescono a dismisura e il numero delle vittime che cresce a dismisura nell'indifferenza delle multinazionali.

Insomma lo scontro è tra capitale e vita! Tra la vita e i brevetti, noi abbiamo scelto Vaccini per tutte e tutti in ogni paese.

Rosa Rinaldi, responsabile sanità PRC-S.E.

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Il 7 aprile celebreremo, come ogni anno, la Giornata mondiale della salute.

Dopo la catastrofe della pandemia Covid-19 il pianeta vive ancora una crisi molto grave. L’Europa non sfugge a questo impatto storico e eccezionale.

La Giornata mondiale della salute di quest’anno sottolinea ancora più fortemente il legame tra ambito sociale, economico, culturale e salute. È urgente ed essenziale puntare all’obiettivo di garantire ovunque e alla gestione pubblica della salute.

Il Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea sostiene le mobilitazioni e le azioni che sono state proposte dalle reti e dalle organizzazioni sociali che lavorano per la salute pubblica e la garanzia per l’assistenza sanitaria, in modo universale.

È anche importante sottolineare che le istituzioni dell’UE ei governi dei paesi europei devono assumersi, ora e con urgenza, le proprie responsabilità e adeguando la propria capacità di risposta alla pandemia.

In concreto, oggi, devono garantire che i vaccini siano a disposizione di tutti e il prima possibile e che gli interessi delle aziende farmaceutiche non vengano prima della salute delle persone. Questo è il significato della nostra proposta di istituire un Polo Pubblico per i Farmaci in Europa e nel mondo.

È con queste motivazioni che sosteniamo la campagna ICE (iniziativa dei Cittadini europei) “Right2cure” e facciamo appello a tutte e tutti di firmare l’importantissima petizione a questo link: https://noprofitonpandemic.eu/it/

L’iniziativa dei cittadini europei (ICE) Right2cure che vi invitiamo a firmare richiede:

- Vaccini gratuiti, universalmente accessibili e convenienti per tutti i paesi,

- Maggiore trasparenza su tutte le questioni legate alla pandemia e che nessun profitto venga realizzato a scapito della vita e della salute delle persone,

- La rimozione urgente dei brevetti sui vaccini e altri prodotti medici Covid-19,

- Condivisione delle conoscenze e del know-how tecnologico delle aziende farmaceutiche per ampliare la produzione,

Vi chiediamo di condividere questa campagna e di chiedere di firmare l’ICE in ogni vostra azione e comunicazione e azione: https://noprofitonpandemic.eu/it/

Condividiamo l’idea che il modo per superare questa situazione richieda, innanzitutto, solidarietà e una risposta sufficientemente rapida e urgente sul piano sanitario, nonché una seria riflessione per correggere vecchi errori, di fronte ad una possibile e probabile evoluzione di questo virus e altri che potrebbero arrivare domani.

Dal documento del Gruppo di lavoro
Servizi Pubblici della Sinistra Europea

Rosa Rinaldi, Segreteria naz. resp. sanità PRC-S.E.

Finalmente il Consiglio d'Europa ha considerato "insufficienti", le misure prese per superare le violazioni in materia di interruzione della gravidanza, emerse nel 2013 e nel 2015, quando erano state riscontrate disparità di accesso all'interruzione di gravidanza a livello locale e regionale e ha evidenziato come i dati forniti dal governo non dimostrano affatto che il personale medico specializzato e dedicato, richiesto per tale intervento sia inadeguato.
L'Uaar, intervenuta in proposito, ha riportato i dati del Ministero della Salute sulla attuazione della legge 194 aggiornati al 2018. In tale anno il 69% dei ginecologi, il 46,3% degli anestesisti e il 42,2% del personale non medico si sono dichiarati "obiettori di coscienza" rifiutandosi quindi di intervenire in applicazione ad una legge dello Stato. Si tratta di valori in crescita e che evidenziano anche forti differenze a livello regionale: in Molise, per esempio, risulta obiettore il 92,3% del personale, a Bolzano oltre l'87%, in Puglia, Basilicata e Sicilia l'82%. Si tratta di dati inaccettabili, giacché è evidente che le strutture pubbliche tenute a garantire quanto la legge 194 prevede, con questi dati non possono essere adempienti. Il fatto, poi, che in altre regioni i dati siano migliori non sposta la grave responsabilità delle istituzioni nazionali e regionali di non garantire un requisito di diritto previsto da una legge dello Stato, né salva un Paese che si dimostra, ancora una volta, contro le donne e la loro autodeterminazione. A questo si aggiungano le recenti scelte operate soprattutto in Regioni amministrate dalle destre per impedire di fatto l'aborto farmacologico.
Nel quadro delle mobilitazioni per un deciso ampliamento della risposta alla richiesta di interruzione della gravidanza da parte del SSN e che garantisca ogni forma di tutela ed assistenza.
Rifondazione Comunista chiede, dunque, che le amministrazioni provvedano ad ampliare i servizi di ostetricia e ginecologia, assumano medici, anestesisti e personale che permettano l'applicazione della legge 194, a cui come già detto sono tenute le strutture pubbliche, e, consentano alle donne di poter esercitare la propria scelta e, quindi, autodeterminarsi.
La legge 194 è stata una conquista ed è insopportabile che per la sua attuazione si debba ancora lottare .
Il richiamo che giunge dall'UE rappresenta un vero e proprio monito, chiediamo quindi che si proceda ad adeguare le strutture rispondendo coerentemente a quanto il Consiglio d'Europa ha rilevato essere inadeguato ed insufficiente.

Rosa Rinaldi, resp Sanità, PRC-S.E.

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Care compagne e cari compagni, nel ringraziarvi per aver partecipato all'assemblea on line sulla Sanità del 15 marzo, vi invio così come preannunciato il report dell'incontro. Report per il quale ringrazio Loretta Mussi e che ci consente di mantenere traccia delle nostre discussioni ed impegni.

Grazie per l'attenzione e, per chi c'era, di essere intervenute ed intervenuti.

A presto

Rosa Rinaldi Segreteria nazionale, resp.le Sanità PRC-SE.

assemblea

La scoperta di 29 milioni di dosi di vaccini Astrazeneca pronti a partire per il Regno Unito mostra quanto la salute dei cittadini sia in balia delle multinazionali. La responsabilità è dei governi e della Commissione Europea. La logica del profitto sta facendo risorgere conflitti nazionalistici. I vaccini sono un bene scarso solo perché i governi hanno deciso di anteporre interessi di Big Pharma al diritto alla vita di miliardi di persone. Il governo italiano e l'Unione Europea cosa aspettano a fare ricorso alle licenze obbligatorie garantendo una produzione adeguata? Perché non ci si schiera con chi al Wto chiede di sospendere brevetti? Mancano i vaccini perché 1) si è rinunciato ad avere una filiera produttiva pubblica 2) governi fanno interessi delle multinazionali 3) per sudditanza agli USA Europa ha rinunciato a vaccino russo. Invitiamo a firmare on line la campagna "Nessun profitto sulla pandemia": https://noprofitonpandemic.eu/it/

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

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Care e cari compagne/i,

la Rete delle Città in Comune ha lanciato un appello urgente al Presidente della Repubblica per lo Stop ai brevetti sui vaccini (che alleghiamo ), appello reso più urgente e necessario dopo il fatto che l’Italia non ha sostenuto la richiesta dell’ India e del Sudafrica, nonostante la mobilitazione con migliaia di persone in piazza e centinaia di petizioni dell’ 11 marzo, in contemporanea al voto presso l’ Organizzazione Mondiale del Commercio.

Riteniamo che questa scelta del Governo Italiano sia non solo “disumana” ma in palese violazione dei principi contenuti nella nostra Costituzione.
Di qui l’appello al Presidente della Repubblica Mattarella.

Chiediamo, pertanto, a tutte e tutti le/i segretarie/i provinciali e regionali, ed a tutte/i le/i compagne/i del CPN di attivarsi urgentemente, possibilmente entro sabato 20 mattina, per far firmare l’ appello allegato ai nostri amministratori e consiglieri. candidati di liste di sinistra ambientaliste e civiche, ed ex candidati ed ex consiglieri di liste presentate negli ultimi anni ed ancora attive politicamente.

Le firme per questo appello vanno comunicate a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Approfittiamo di questa circolare per ricordare anche che il 27 marzo ci sarà anche l’ Assemblea Nazionale on line della Rete delle Città in Comune, come da circolare inviatavi il 9 marzo u.s., e che per ricevere l’invito dovete comunicare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (se non lo avete ancora fatto ) la Vostra mail.

Per ulteriori informazioni e/o chiarimenti potete telefonare al 3346603135 (Raffaele Tecce ) o a Leonardo Becheri, coordinatore della Rete al 3332450963.

Affettuosi saluti comunisti

Rosa Rinaldi responsabile Sanità ed Organizzazione della segreteria nazionale del PRC-SE
Raffaele Tecce responsabile Enti Locali della Direzione Nazionale PRC-SE

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Le FAQ del governo sono chiare: vengono consentiti gli spostamenti dalle “zone rosse” verso le “zone bianche” ai proprietari di seconde case.

La questione sta facendo indignare molte donne e uomini in Sardegna che hanno già pagato sulla propria pelle le scelte scellerate operate nello scorso anno, quando torme di turisti e proprietari di seconde case si sono riversati sull’isola causando vittime e danni tanto nell'isola quanto nel resto del Paese dove il virus ha potuto circolare indisturbato. Oggi, senza alcun tipo di precauzione sufficiente, né per i residenti della Sardegna né per gli avventori si riaprono le case di villeggianti, soprattutto straricchi, creando non poche difficoltà per il controllo all'ingresso e rischiando di far riprecipitare la Sardegna nelle condizioni di chiusura in cui era finita in passato, con una struttura sanitaria insufficiente anche per gli abitanti. Già ci sono le prime avvisaglie, infatti pur rimanendo, la Sardegna, ancora “zona bianca” si registra un aumento dei casi di Covid. Ci pare, francamente, una scelta, di puro stampo, classista quella di favorire chi da sempre della Sardegna sfrutta la sua bellezza e le sue risorse ed ha nel corso del tempo contribuito a devastarne alcuni tratti delle sue coste.

Rifondazione comunista, si unisce alle proteste delle cittadine e dei cittadini sardi e dei diversi comitati e chiede che non possa accadere più quanto già avvenuto nell'estate scorsa. Quella fatta è una scelta sciagurata che non mette al primo posto la salvaguardia della salute delle persone né gli interessi delle persone.

La Sardegna non è una discoteca, né una giostra per ricchi, è un territorio e sono cittadini che hanno diritto alla loro salvaguardia!

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi Resp. Sanità PRC-S.E.

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