Erano state garantite entro l’autunno, oltre 100 milioni di dosi di vaccino per immunizzare, considerando anche il richiamo, i 51 milioni di italiane/i over 16, secondo il Commissario Arcuri, utilizzando i prodotti di Pfizer – BioNTech, Moderna e da febbraio, forse, Astra Zeneca. Per giungere al traguardo, considerando la “doppia dose”, bisognerebbe poter vaccinare 360mila persone al giorno. La Pfizer, ha dichiarato che non garantirà le dosi pattuite, a causa del rallentamento della produzione (o più probabilmente per dare la priorità ad altri stati come USA ed Israele (esclusi i palestinesi dei territori occupati). In alcune regioni come il Lazio, è stato annunciato che i vaccini slitteranno di una settimana, e resta nel Paese il rischio che non ci siano le necessarie seconde dosi senza le quali le prime sono insufficienti.

Per risolvere il problema sarebbe sufficiente la volontà politica degli Stati di costringere le multinazionali produttrici a bypassare i brevetti affidando la produzione direttamente ai tanti stabilimenti farmaceutici all’avanguardia di cui dispone l’Europa

I governi hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca ma devono acquistare i vaccini a prezzo di mercato e poi subire l’umiliazione di essere privati di una parte di quelli pattuiti. La drammatica situazione globale pretende che si sospendano le norme sui brevetti perché si possa assicurare una adeguata distribuzione dei vaccini. Una politica governativa seria dovrebbe farsi carico di tale scelta, per coinvolgere aziende e laboratori farmaceutici in modo da garantire una massiccia produzione fino al termine dell’emergenza pandemica e/o dell’effettiva disponibilità sul mercato delle dosi necessarie all’immunizzazione di massa.

Ma, pensando al futuro e combattendo le logiche dell’autonomia differenziata che producono sciovinismi vaccinali come quello proposto dall’Assessora alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, lo Stato deve impegnare risorse economiche per la ricerca di vaccini e divenire socio di stabilimenti per la loro produzione in Italia.

Al di là dei provvedimenti che stanno portando a contenere i contagi, non ci arrendiamo all’indifferenza con cui si contano le vittime. Occorrono provvedimenti drastici di alterità politica del Governo. Risorse economiche, personale e vaccini.

Siamo tra i promotori e sostenitori dell’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) per ottenere la proprietà pubblica sui vaccini perchè non ci siano profitti sulla pandemia. L'ICE di cui primo firmatario per l'Italia è Vittorio Agnoletto propone una modifica legislativa alla Commissione Europea. Occorrono 1 milione di firme, per l'Italia 180.000, perché la Commissione debba prendere un’iniziativa in materia.

Questo è il link

www.noprofitonpandemic.eu

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, PRC-S.E.

 

vaccino-covid-19-1A fronte degli oltre 100 milioni di dosi necessari per immunizzare i 51 milioni di italiani over 16, Pfizer-BioNTech, Moderna e da febbraio (forse) AstraZeneca, non sarebbero riuscite a garantire le dosi per vaccinare tutti gli italiani entro l’autunno, come promesso dal Commissario Arcuri. Per rispettare tale traguardo, infatti, era necessario fare una media giornaliera di quasi 180mila vaccinazioni, anzi 360mila considerando che si richiedono due dosi, fino alla fine dell’autunno.

Ora la Pfizer ha dichiarato e non sarà in grado di garantirci le dosi pattuite, a causa del rallentamento della produzione (o molto più probabilmente per dare la priorità ad altri stati – leggi USA ed Israele (esclusi i palestinesi dei territori occupati). Il rischio concreto ora è che qualcuno, tra coloro che hanno già avuto la prima vaccinazione, non riceva la seconda dose, restando così con una protezione insufficiente e magari pensando di essere comunque protetto, mettendo a rischio se stesso e gli altri.

La soluzione ci sarebbe, se esistesse da parte degli stati la volontà politica di costringere le multinazionali produttrici a bypassare i brevetti e affidare la produzione dei vaccini ai tanti stabilimenti farmaceutici all’avanguardia di cui dispone l’Europa.

E’ assurdo che i governi, che hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca per poi acquistare i vaccini a prezzo di mercato, debbano ora subire l’umiliazione di essere privati di una parte dei vaccini acquistati. La drammatica sistuazione globale che pretende di sospendere le norme sui brevetti a livello mondiale e assicurare un’adeguata distribuzione di un vaccino. Una politica governativa seria presuppone il superamento dei brevetti per ottenere il coinvolgimento di altre aziende e laboratori farmaceutici certificati per la produzione dei vaccini in modo tale da garantirne la massiccia produzione almeno fino al termine dell’emergenza pandemica e/o dell’effettiva disponibilità sul mercato delle dosi necessarie all’immunizzazione di massa.

E per il futuro, contro ogni ipotesi di autonomia differenziata, che avrebbe come conseguenza lo sciovinismo vaccinale come proposto dalla Assessora alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, lo Stato metta a disposizione i finanziamenti necessari per la ricerca di vaccini e diventi socio di uno o più stabilimenti per la loro produzione in Italia.

Non ci arrendiamo all'indifferenza di fronte alle manovre di profitto delle multinazionali dei farmaci. I numeri dei nuovi contagi impongono una volta per tutte provvedimenti drastici, di alterità politica del Governo. Occorrono quindi risorse, personale e vaccini.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, PRC-S.E.

Siamo d’accordo con le dichiarazioni Galli, condivise da Crisanti: “Ci vorrebbero due o tre settimane di lockdown totale in cui viene vaccinato il maggior numero di italiani possibile”
Certo ad oggi non ci sono vaccini a sufficienza ma la scelta è obbligata se si vuole uscire dalla pandemia ed evitare che si scivoli in una terza ondata di contagi, ancora più grave di quella attuale. Occorre, perciò, predisporre ogni sforzo ed intervento possibile, anche in termini di previsione degli approvvigionamenti di vaccini. Questo al fine di rendere utile ogni sacrificio richiesto ai cittadini ed efficace, generalizzata e gratuita la vaccinazione. Consapevoli che ci vorrà il tempo necessario perché la maggior parte della popolazione sia immune, va evitato che gli sforzi e i sacrifici richiesti a tanta parte del mondo del lavoro, ai giovani, alle e agli studenti diventino vani. Non possiamo rassegnarci né abituarci, né tantomeno essere indifferenti di fronte alle centinaia e centinaia di morti per Covid, alle statistiche sui numeri dei nuovi contagi, perché, appunto non sono numeri, sono persone, sono storie, sono vite spezzate.Occorrono quindi risorse, personale e vaccini. Il next generation UE va agito in modo efficace, con le misure necessarie e nell’interesse generale della popolazione, sottraendo ogni spesa superflua e dannosa,come quelle che vanno alle grandi opere o agli armamenti.
Chiudiamo con giudizio!

Garantire il diritto alla salute di tutte/i è una priorità assoluta.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

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La Senatrice Paola Nugnes comunica che – in collaborazione con la federazione provinciale di Napoli e gli organismi nazionali del Partito della Rifondazione Comunista – nella giornata di ieri ha depositato un’interrogazione al Ministro della Salute Roberto Speranza sul "sistema Pascale".

Nell’interrogazione si chiede l’invio di ispettori ministeriali presso la Fondazione G. Pascale – Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico, polo oncologico rilevante per l’intero Mezzogiorno con una natura giuridica di diritto pubblico.

La richiesta della parlamentare mira a far accertare e prendere, di conseguenza, le dovute misure amministrative anche in relazione a quanto riportato da alcuni quotidiani riguardanti notizie di inchieste giudiziarie su un presunto intreccio perverso tra interesse pubblico alla tutela del diritto alla salute e interesse privato al profitto persino su patologie di estrema gravità come quelle oncologiche in quanto risulterebbe, tra l’altro, che dei pazienti siano stati dirottati in strutture private.

Inoltre – continua la Senatrice napoletana – si chiedono notizie sui criteri per i finanziamenti alla ricerca di cui il Pascale è capofila o partecipante, così come vengono chieste informazioni sull’effettivo possesso dei requisiti richiesti per la specializzazione oncologica in merito all’assunzione di 60 medici e paramedici, sull’eventuale mancato utilizzo di dotazioni strumentali (cabine di sanificazione), sul sistema di verifica dell’effettivo orario di lavoro dei dirigenti delle strutture complesse e si richiede anche di verificare l’adeguatezza o meno dell’orario di apertura al pubblico degli ambulatori in relazione alla forte domanda esistente e alla lunghezza delle liste di attesa.

Di particolare rilievo, le parti dedicate alla richieste di informazioni sulla attività intramoenia all’interno dell’Istituto Nazionale Tumori G. Pascale.

In allegato il testo dell'interrogazione

Rosa Rinaldi segreteria nazionale PRC-responsabile politiche sanitarie
Rosario Marra segretario PRC della federazione provinciale di Napoli

TESTO INTERROGAZIONE NUGNES

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Rifondazione Comunista condanna con la massima fermezza il vile attacco, perfino con minacce di morte, di cui è stata vittima Claudia Alivernini, infermiera dell'ospedale Spallanzani di Roma, la prima a ricevere il vaccino anti-Covid.
A Claudia e a tutte le operatrici e gli operatori sanitari, che sono stati e continuano ad essere in prima linea nella lotta alla pandemia, va tutta la nostra solidarietà. Il prezzo che hanno pagato, anche in termini di vite umane, è stato altissimo, lavorando in condizioni limite, anche a causa del disastro in cui è stata condotta la sanità pubblica dalle politiche neoliberiste degli ultimi venti anni.
Ci auguriamo che gli autori di questo infame gesto siano individuati e perseguiti come meritano dalla giustizia. Allo stesso tempo, la nostra condanna va anche a coloro che, spesso da posizioni di primo piano nella politica o nel mondo dell'informazione, si sono prodigati nel minimizzare i rischi o addirittura hanno dato voce e spazio pubblico alle teorie negazioniste.
Rifondazione sarà sempre in prima linea nella lotta per il rilancio e il rifinanziamento della sanità pubblica, gratuita e di qualità per tutte e tutti, dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e delle/degli utenti.

Rosa Rinaldi
Responsabile nazionale Sanità PRC-SE
Vito Meloni
Segretario della Federazione di Roma-Castelli-Litoranea PRC-SE

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Dei 209 miliardi messi a disposizione dell’Italia con il Next Generation Europa, con il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), il Governo intende riservare agli investimenti per la salute solo 9 miliardi (il 4,6%). Cifra molto lontana rispetto ai 68 mld ipotizzati dallo stesso Ministero della Salute già dalla scorsa estate.

E’ una scelta incredibile ed incomprensibile. La pandemia ha mostrato quanto il nostro Servizio Sanitario Nazionale, in seguito ai tagli di decine e decine di miliardi, fosse diventato: fragile, debole e impreparato.

Solo grazie al sacrificio e al senso etico e professionale degli operatori sanitari è riuscito a rispondere. Ciononostante abbiamo avuto, ad oggi, oltre 65.000 morti, un numero tra i più alti al mondo in proporzione alla popolazione.

Principale causa sono i tagli dei finanziamenti governativi insieme ai tagli e alle scelte politiche delle regioni. Tagli e privatizzazioni si sono abbattuti, soprattutto, sul personale e sui servizi territoriali, ovvero, dove si pratica la prevenzione e l’assistenza sanitaria di base. Perché, c'è poco da fare, è il territorio, la prima linea del fronte quando si deve prevenire e affrontare una pandemia, linea che è crollata subito con la prima ondata della pandemia così come non hanno tenuto gli ospedali mentre il personale è stato mandato allo sbaraglio, diventando esso stesso veicolo d’infezione.

Pensavamo che, pur nella tragedia, voi che governate, aveste compreso la lezione e che mai più tagli si sarebbero fatti alla Sanità, e che il SSN sarebbe stato riorganizzato e rinforzato.

Sarebbe stato necessario rafforzare i servizi del territorio, assumere gli operatori che servivano, che curaste la loro formazione: ma non avete fatto niente, eppure lo sapevate che la pandemia sarebbe tornata.

Ci avete detto che c’erano i soldi del Recovery Fund, ma non è così, avete tradito le aspettative e la parola data perché per la Salute avete lasciato soli i resti e le briciole.

Questa è una scelta politica precisa quanto colpevole, uno schiaffo alla sanità pubblica.

Avete rinunciato scientemente, a ricostruire il nostro SSN, per favorire la medicina privata. nonostante la pandemia e l'inadeguatezza dimostrata dal settore privato,

Rifondazione Comunista vi esorta ad ascoltare le nostre istanze che si uniscono a quelle richieste dei comitati per la salute, delle forze sociali.

Restituite il maltolto, 37 miliardi in pochi anni, ed aggiungete tutti gli altri che servono.

Noi ci ribelliamo di fronte a questo ulteriore schiaffo e chiamiamo alla mobilitazione tutti coloro che hanno a cuore il bene del nostro sistema sanitario e del paese.

Rosa Rinaldi, Responsabile sanità PRC-S.E.

Rifondazione comunista apprezza, sostiene e diffonde l'interrogazione presentata dalle senatrici Paola Nugnes e Elena Fattori, a proposito della trasparenza su una questione come quella del vaccino e delle relazioni internazionali che si sviluppano. L'interrogazione, di cui riportiamo il testo, cui abbiamo lavorato e che vi invitiamo a leggere, affronta in modo più che esauriente le questioni fondamentali rispetto al tema decisivo dei vaccini. Ringraziamo le Senatrici Nugnes e Fattori per aver presentato l'interrogazione proposta loro da Rifondazione Comunista e per aver dato voce, con questa azione, alle tante domande e preoccupazioni presenti in vaste aree di popolazione.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, Responsabile Sanità
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE Al Presidente del Consiglio dei Ministri Al Ministro della Salute CONSIDERATO

  • che l'aspettativa per i vaccini anti-Covid è molto alta;
  • che l'esigenza di garantire a tutte/i il diritto al vaccino è priorità assoluta;
  • che su questo tema ci sono molte questioni importanti sollevate nel dibattito pubblico e dagli organi di informazione;

TENUTO CONTO Che nel dibattito politico e scientifico a livello europeo ed italiano emerge l’ esigenza che il vaccino anti-Covid debba essere un BENE COMUNE dei cittadini e delle cittadine del Mondo, accessibile a tutti/e, non debba essere occasione di profitti e, dunque, non rientrare nelle brevettazioni proprietarie e nei trattati commerciali; le sottoscritte chiedono ai Ministri interrogati di relazionare in aula per sapere:

  • se e come l'Italia partecipa alle negoziazioni che intercorrono tra UE e case farmaceutiche e se in queste vi sono impegnate figure italiane che rivestano ruoli diretti o indiretti nelle nostre istituzioni;
  • se non si ritiene che il carattere "secretato" che, secondo le informazioni degli organi di informazione, hanno queste negoziazioni costituisca un problema per il diritto delle istituzioni e delle/i cittadine/i tutte/i di essere informati su questione di primaria importanza per le loro vite;
  • se l'Italia partecipa direttamente alla produzione di vaccini, a quali condizioni, con quali garanzie, con quale ruolo finanziario, tecnico ed istituzionale.
  • quali iniziative sta assumendo il governo italiano nelle sedi UE e internazionali per corrispondere a questi principi ed in particolare di quello del vaccino come BENE COMUNE

Sen. Paola Nugnes, Sen. Elena Fattori

In Lombardia si sta superando ogni livello di indecenza. Mentre il personale della sanità pubblica è in trincea negli ospedali il San Raffaele offre assistenza domiciliare a pagamento. Questo accade perché governo e regioni non hanno il coraggio di imporre alla sanità privata di mettersi al servizio del paese. Strutture e personale della sanità privata vanno requisiti e precettati per affrontare l'emergenza"

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Rosa Rinaldi, responsabile gruppo sanità Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

ECCO A CHI CONVIENE CHE LA SANITA’ PUBBLICA NON FUNZIONI! INTERROMPERE LO SCANDALO DEL SAN RAFFAELE E DELLE CLINICHE PRIVATE

In Lombardia si sta consumando il peggio delle nostre relazioni civili, si fa ignobile speculazione sulla sofferenza e sulle vite delle persone: mentre la regione è zona rossa, i pronto soccorso sono sotto pressione per l’afflusso di malati di Covid e di altre patologie e decine di migliaia di altre persone sono invitate a stare a casa a curarsi da remoto, a fare decine di telefonate a medici, numeri verdi, a superare anche la difficoltà di trovare le bombole di ossigeno, soli e abbandonati a se stessi, il San Raffaele esce con la sua proposta a disposizione dei ricchi.

Un servizio di assistenza e diagnostica domiciliare Covid19, un consulto telefonico o video per 90 euro e poi un pacchetto di 4 prestazioni domiciliari di 450 euro. 540 euro per essere curati bene, come dovrebbe essere curato, gratuitamente ogni abitante di questo paese, grazie alla sua Costituzione e alle leggi in vigore (Il 67% dei pensionati ha un assegno pensionistico inferiore ai 750 Euro). Ma in Lombardia è possibile fare tutto il contrario senza che nessuna autorità intervenga.

Questa iniziativa del San Raffaele è scandalosa e va fermata. Mancano medici e personale per le USCA, per le terapie intensive, per il tracciamento, per difendere al meglio tutti e tutti dall’epidemia e il San Raffele si permette di impiegare il suo personale per un kit per i ricchi?

Si precettino medici e infermieri del San Raffaele per rafforzare l'assistenza pubblica domiciliare.

Fabrizio Baggi – segretario regionale Lombardia, Giovanna Capelli – responsabile regionale sanità Lombardia,
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Il sito del San Raffaele https://www.hsr.it/assistenza-sanitaria-diagnostica-domiciliare-covid0

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Care compagne e cari compagni,

nell'ambito delle nostre iniziative contro l'autonomia regionale differenziata e per un Servizio Sanitario Nazionale pubblico e di qualità, così come il nostro impegno di denuncia verso le regioni e il governo per essersi fatti trovare del tutto, colpevolmente, impreparati dalla seconda fase di pandemia da Covid 19, abbiamo preparato alcuni materiali di supporto ai territori nella campagna politica in cui il Partito è impegnato ad ogni livello, di denuncia, costruzione di relazioni e solidarietà con chi è più colpito dalla crisi e dalla pandemia; a questo hanno puntato i presidi e le denunce svolti in molte città, come le iniziative di solidarietà verso il personale sanitario così come è accaduto nei giorni scorsi anche nella manifestazione romana.
Non è più tempo di martiri ed eroi, è il tempo di rimettere al centro una sanità universale, pubblica e di qualità normando, per questa via, l'articolo 32 della Costituzione che prevede il diritto universale alla salute.
Non abbiamo bisogno di 21 sistemi sanitari che hanno prodotto disuguaglianza tra le persone, ma di un unico Servizio Sanitario Nazionale, abbiamo la necessità di ritornare ai principi fondamentali della più importante riforma sanitaria del nostro Paese, la L.833 del 1978, che si basava innanzitutto sulla presenza dei servizi socio-sanitari sul territorio, sulla prevenzione e la diagnosi annettendo un valore fondamentale all'inchiesta e all'intervento diretto sul territorio, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, insomma la prevenzione innanzitutto!.
Una battaglia ed un impegno, il nostro, che non ci vede soli, che stiamo conducendo con Medicina Democratica, facendo parte del costituito Coordinamento per la salute e il manifesto "la sanità non è un'azienda la salute non è una merce"; con altre forze politiche della sinistra di opposizione con cui abbiamo lanciato una petizione: "Riconquistiamo il diritto alla salute" su cui già da questa estate stiamo raccogliendo le firme su Change.org e, l'occasione è buona per ricordarvi di farla circolare e farla firmare.
Abbiamo anche costituito un gruppo di lavoro operativo, di cui vi abbiamo già dato conto, con cui lavoriamo alla costruzione dei materiali e di iniziative che svilupperemo prossimamente; nel frattempo, rinnovo l'invito a segnalarci le compagne e i compagni impegnati e/o responsabili sanità del vostro territorio giacché è nostra intenzione ricostruire un lavoro nazionale sui temi della sanità e della salute.
Inviate i nominativi alla compagna Danielle Vangieri: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , che come già scritto si è resa disponibile per un lavoro di segretariato del gruppo.
Vi alleghiamo dunque i materiali che abbiamo predisposto e vi invitiamo a visitare la pagina "Sanità" del sito del partito www.rifondazione.it (andate alla voce "partito" e cercate la pagina "sanità") dove potrete trovare le diverse versioni dei volantini, a colori, in bianco e nero, PDF o JPG.

Buon lavoro a tutte e tutti

Rosa Rinaldi
Segreteria Nazionale PRC-SE

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Il governo da maggio non è stato in grado di far attuare quelle poche misure che aveva previsto per fermare la pandemia.

Ha inseguito il virus senza impostare un piano di prevenzione di salute pubblica per non inimicarsi Confindustria e poteri regionali. Ora viene travolto.

Se non si vuole che vengano travolte anche le vite dei cittadini e il loro futuro, devono essere prese misure più efficaci per evitare una ulteriore impennata della curva epidemica.

Condividiamo le preoccupazioni dell’Ordine dei medici espresse dal suo presidente. Crediamo che considerare gran parte del Paese (le regioni in giallo) come a rischio moderato di contagio, non dipinga in modo veritiero le criticità che si accumulano e pesano su un’organizzazione sanitaria già stressata dalla prima ondata di febbraio/marzo. Sono inaccettabili le immagini dell’ospedale Cotugno di Napoli (zona gialla) con i malati curati in strada, nelle proprie auto o nelle ambulanze in fila.

È il risultato di decenni di tagli lineari e di definanziamento del SSN, di privatizzazione e di assenza di programmazione anche in questi mesi, quando l’arrivo della cosiddetta “seconda ondata” era cosa certa. Si è annunciato un potenziamento dei servizi nei territori ma si assiste ad un’inqualificabile scaricabarile delle responsabilità fra Governo centrale e Regioni.

Per questo crediamo sia urgente:

1) Una chiusura generalizzata, calibrata nel tempo, cui si associno in contemporanea provvedimenti di estrema emergenza

2) Potenziamento dei posti letto ospedalieri pubblici, dei servizi del territorio, di prevenzione e di medicina di base, della presa in carico domiciliare (ieri erano 419 mila le persone in isolamento), delle cure intermedie, dei percorsi diagnostici e terapeutici territoriali, sia Covid che non

3) Che si affronti immediatamente il tema della carenza del personale sanitario pubblico (medici, infermieri, OSS e tecnici) e garantendo la loro stabilizzazione realizzando, in deroga alle norme vigenti, un grande piano di assunzioni a tempo indeterminato nel SSN.

4) A queste misure vanno accompagnate una serie di risposte concrete all’emergenza sociale partendo dal reddito universale per chi sta pagando a caro prezzo la crisi sanitaria. I soldi ci sono e vanno presi, utilizzando una imposta patrimoniale. Chi, tanto con la crisi economica degli anni passati quanto con l’attuale, ha visto crescere a dismisura le proprie ricchezze deve contribuire alla salute di tutte/i.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.
Rosa Rinaldi, segreteria nazionale PRC-S.E.

Care compagne e cari compagni,

nella situazione di crisi sanitaria in cui siamo nuovamente e drammaticamente immersi, ci poniamo la necessità come Rifondazione Comunista di continuare a svolgere, e potenziare, un ruolo attivo che sia più strutturato per il presente e il futuro. Tal fine ci ha portato alla costituzione di un gruppo di lavoro nazionale operativo sulla sanità che si è già riunito per affrontare le questioni sopra appena accennate.
L’intento del gruppo è quello di costruire, dotandosi di strumenti adeguati, una sorta di “cassetta degli attrezzi”- efficaci ai nostri obiettivi-, già in questa fase legata strettamente all’emergenza sanitaria.
Un lavoro di lettura critica della situazione (ritardi nell’affrontare la seconda ondata di pandemia, largamente annunciata, in termini di investimenti nel tracciamento e nella sorveglianza sanitaria, di un rafforzamento del territorio, di un’implementazione delle strutture di cure intermedie e l’implementazione dei posti letti covid, l’attivazione di piani di assunzione di personale sanitario ospedaliero e della medicina territoriale, ecc.) per un’opera di puntuale denuncia, insieme e soprattutto, di elaborazione di nostre proposte sulle questioni appena riassunte e anche di riportare a tema questioni di ordine generale.

Il secondo intento è quello di un’auspicata ricostruzione di un coordinamento nazionale sulla sanità che riesca a darsi una sua struttura non episodica ma organica nel tempo per ricostruire un “ nostro pensiero” strategico di politica sanitaria finalizzato alla riconquista di un Servizio Sanitario Nazionale, battaglia che stiamo già conducendo con diverse associazioni e movimenti, non ultima, Medicina Democratica con la quale insieme a tante altre realtà sociali abbiamo sottoscritto un importante documento: "la sanità non è un'azienda, la salute non è una merce".
In questa duplice ottica, il gruppo operativo nazionale, ritiene necessario un allargamento della discussione e, soprattutto, del lavoro di elaborazione e di proposta coinvolgendo, in tempi veloci, le compagne e i compagni responsabili del settore, referenti territoriali o che comunque si occupano, o sono sensibili, a queste tematiche, chiedendo ai livelli regionali e territoriali di indicarcene nominativi e contatti (e-mail e possibilmente numeri di telefono) che ci permettano di portare avanti in modo proficuo il lavoro e la realizzazione degli obiettivi individuati.

Del gruppo nazionale fanno parte: Rosa Rinaldi, Giovanna Capelli, Danielle Vangieri, Franco Cilenti e Fulvio Picoco;

ha dato la disponibilità a lavorare ed essere parte del gruppo Loretta Mussi che non è iscritta ma è compagna di tante battaglie, non ultima quella sull'autonomia differenziata, in particolare per la sanità. Molti di voi hanno già potuta apprezzarne qualità e competenze in occasione delle diverse iniziative svolte in online.

Abbiamo chiesto a Danielle Vangieri di svolgere un ruolo di "segretariato" per il gruppo sia per le sue competenze sia per evitare di disperdere in troppi rivoli la ri-costruzione di un coordinamento sanità. In questo senso invitiamo i regionali e le federazioni ad inviare le segnalazioni alla e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Infine, alleghiamo alcuni documenti e materiali inviateci da Loretta Mussi su temi che riteniamo utilissimi per il lavoro che ci apprestiamo a fare e un altrettanto utile documento di Fulvio Picoco.

Invitiamo le compagne e i compagni a diffondere alle iscritte e agli iscritti la comunicazione in oggetto.

Buon lavoro e grazie per l'attenzione.

Rosa Rinaldi, Segreteria nazionale PRC-SE

 

 

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