Le FAQ del governo sono chiare: vengono consentiti gli spostamenti dalle “zone rosse” verso le “zone bianche” ai proprietari di seconde case.

La questione sta facendo indignare molte donne e uomini in Sardegna che hanno già pagato sulla propria pelle le scelte scellerate operate nello scorso anno, quando torme di turisti e proprietari di seconde case si sono riversati sull’isola causando vittime e danni tanto nell'isola quanto nel resto del Paese dove il virus ha potuto circolare indisturbato. Oggi, senza alcun tipo di precauzione sufficiente, né per i residenti della Sardegna né per gli avventori si riaprono le case di villeggianti, soprattutto straricchi, creando non poche difficoltà per il controllo all'ingresso e rischiando di far riprecipitare la Sardegna nelle condizioni di chiusura in cui era finita in passato, con una struttura sanitaria insufficiente anche per gli abitanti. Già ci sono le prime avvisaglie, infatti pur rimanendo, la Sardegna, ancora “zona bianca” si registra un aumento dei casi di Covid. Ci pare, francamente, una scelta, di puro stampo, classista quella di favorire chi da sempre della Sardegna sfrutta la sua bellezza e le sue risorse ed ha nel corso del tempo contribuito a devastarne alcuni tratti delle sue coste.

Rifondazione comunista, si unisce alle proteste delle cittadine e dei cittadini sardi e dei diversi comitati e chiede che non possa accadere più quanto già avvenuto nell'estate scorsa. Quella fatta è una scelta sciagurata che non mette al primo posto la salvaguardia della salute delle persone né gli interessi delle persone.

La Sardegna non è una discoteca, né una giostra per ricchi, è un territorio e sono cittadini che hanno diritto alla loro salvaguardia!

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi Resp. Sanità PRC-S.E.

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