Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato:
«L’ipotesi di aumentare le giornate lavorative, accorpando le festività, rappresenterebbe, dopo l’innalzamento dell’età per andare in pensione, un deciso aumento della disoccupazione. Per uscire dalla crisi serve una riduzione dell’orario di lavoro, non l’aumento. La crisi viene ulteriormente aggravata dalle misure del governo “tecnico” che hanno come unica logica la distruzione dei diritti dei lavoratori e la difesa dei privilegi dei padroni e degli speculatori».

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