di pubblicogiornale.it

Svolta nel caso Cucchi. L’esclusiva è del Messaggero, e sembra essere una novità decisiva nel processo per la morte del trentunenne romano, deceduto il 22 ottobre 2009 mentre si trovava nel reparto detentivo dell’ospedale Sandro Pertini di Roma.
L’ipotesi è che ci sia stato un errore nella perizia, e che due fratture presenti sul corpo di Stefano Cucchi, una risalente al 2003 e una assai più recente, risalente al 16 ottobre 2009, giorno dopo il fermo, siano state confuse e analizzate quasi fossero la stessa.


Si tratterebbe di un errore clamoroso. I consulenti della procura hanno parlato nei loro rilievi di una sola frattura, «da caduta»: quella appunto del 2003, le cui caratteristiche non avallavano dunque l’ipotesi di violenza sul ragazzo. Peccato che ne esista un’altra, ora confermata e databile al 16 ottobre 2009. Non da caduta, ma da trauma causato da colpo violento.
Il calvario di Stefano Cucchi comincia alle 23.30 del 15 ottobre del 2009, quando viene fermato e trovato in possesso di alcuni grammi di hashish, cocaina e antiepilettici. Finirà solo sei giorni dopo, all’alba del 22 ottobre: sei giorni in cui i genitori e la sorella Ilaria non hanno potuto vederlo e incontrarlo.
La prima notte, Stefano viene portato in due diverse caserme dei Carabinieri. La mattina dopo è in tribunale, per la convalida dell’arresto. Nelle celle di sicurezza del palazzo di giustizia, secondo l’accusa, subisce violenza da parte di alcuni agenti di polizia penitenziaria. In infermeria, al pronto soccorso, in carcere e all’ospedale, Stefano sarebbe poi stato letteralmente abbandonato nel suo letto. Fino a morirne.
Il processo è in corso, con la procura di Roma che ha rinviato a giudizio tre agenti di polizia penitenziaria e nove tra medici e infermieri. Così come è in corso il botta e risposta a colpi di perizie e di valutazioni abissalmente diverse tra parte civile e pubblico ministero.
Ed è qui che emerge la novità: la frattura vertebrale L3 riscontrata sul corpo di Stefano Cucchi. Secondo gli ultimi accertamenti della Procura di Roma, la frattura sarebbe recentissima. Di poco antecedente alla morte, come sostenuto fin dall’inizio dai consulenti della famiglia Cucchi. E causata non da una caduta, ma da un trauma diretto. Una violenza.
Una frattura che, come emerge dall’analisi della nuova documentazione medica da poco depositata, e dei radiogrammi forniti dai familiari, risalirebbe appunto al 16 ottobre 2009, giorno dopo il fermo del ragazzo. E sarebbe presente sul corpo di Cucchi insieme all’altra, quella del 2003, sulla quale si sono fino ad oggi concentrati invece i consulenti della procura.

 

 

 

 

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