di Antonello Patta* -

Sembra una storia uscita dalla Fiat degli anni 50 dove i reparti confino e i licenziamenti dei lavoratori sindacalizzati era all’ordine del giorno. Invece è una storia quella che leggiamo con rabbia sui giornali che racconta fatti riguardanti non i padroni delle ferriere, ma una società pubblica diretta da manager pagati profumatamente con i soldi dei cittadini.
I fatti. il presidente di Ita Airways Alfredo altavilla, durante un direttivo tenutosi in ottobre , ha chiesto brutalmente di buttar fuori entro quattro mesi 500 dipendenti provenienti dalla ex Alitalia perché troppo sindacalizzati (!); e nel prosieguo avrebbe mostrato la pasta di cui è fatto minacciando di “spiumare” chi osava mettere in discussione la decisione.
Si conferma così che l’arrogante Altavilla, designato da Draghi su proposta del turboliberista Giavazzi è stato messo a capo della nuova società che subentra ad Alitalia per applicare il metodo Fiat già praticato nell’uscita di Ita, come appunto fece Marchionne, dal contratto nazionale della categoria.
Comportamenti antisindacali di questa natura non sono accettabili in nessun ambito lavorativo, è intollerabile che avvenga in una azienda pubblica nella quale il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dovrebbe essere esemplare.
Riteniamo Ancor più grave che il presidente del consiglio non prenda provvedimenti immediati nei confronti di Altavilla.
Un personaggio di questa natura non può dirigere un’azienda pubblica e va dimesso immediatamente!

*responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

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