Parte oggi con lo sciopero e la manifestazione della Calabria la settimana di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori contro la manovra del governo indetta da Cgil e Uil con scioperi e manifestazioni che nei prossimi giorni si svolgeranno in tutte le regioni.
Al governo si contesta giustamente l’iniquità di una manovra contro i lavoratori, i pensionati e i poveri, che con la flat tax e i condoni premia il lavoro autonomo e gli evasori fiscali, che taglia le tasse sulle rendite da capitale, non tassa come dovrebbe gli extraprofitti delle aziende che hanno speculato sui prezzi dell’energia, non interviene seriamente contro l’inflazione e il carovita che depredano salari e pensioni, continua a tagliare su sanità scuola e servizi, allarga le maglie della precarietà e del lavoro grigio e nero.
Sosteniamo queste scioperi casomai in ritardo rispetto a un anno in cui sui lavoratori e i ceti popolari sono stati scaricati i costi pesantissimi della guerra e delle sanzioni volute dal partito euroatlantico; li sosteniamo perché la lotta è l’unica risposta possibile di fronte a questo governo che prosegue le politiche neoliberiste di quelli che l’hanno preceduto e ad un parlamento che non fa un’opposizione vera o la fa su aspetti marginali delle scelte economiche e sociali.

Li sosteniamo perché tra le richieste avanzate ci sono punti che sosteniamo da sempre come una riforma fiscale improntata a criteri di progressività, il recupero del drenaggio fiscale, una vera lotta all’evasione, l’eliminazione della precarietà, l’abolizione reale della legge Fornero e il riconoscimento del lavoro di cura e delle differenze di genere nel calcolo dell’età per la pensione, la rivalutazione delle pensioni e l’aumento delle minime a 1000 euro, una seria tassazione degli extraprofitti, , il rilancio del pubblico attraverso investimenti e un piano straordinario di assunzioni, un piano per l’occupazione.
Rifondazione Comunista sarà come sempre con le lavoratrici e i lavoratori in lotta sostenendo però la necessità di dare continuità e più forza alle lotte ed evitando la ritualità degli appuntamenti annuali; che questo sia solo l’inizio del grande ciclo di lotte necessario per battere le politiche neoliberiste che, non da questa finanziaria, ma da decenni impoveriscono il lavoro, favoriscono l’aumento dello sfruttamento e della precarietà mentre scaricano i costi della guerra e della crisi che ha prodotto sui ceti popolari e arricchiscono ancora di più i già ricchi.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

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