Il Consiglio politico della Federazione della Sinistra, riunito a Roma il 10 dicembre 2011 ribadisce la propria collocazione all’opposizione del governo Monti.
Tale giudizio si conferma viste le caratteristiche della manovra predisposta dall’esecutivo, una stangata in che non presenta segni di discontinuità rispetto alle politiche economiche e sociali del governo Berlusconi, nè mantiene i promessi segnali di equità sociale. Grava pesantemente sulle lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani mentre salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori.
E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni. Si porta da subito il periodo contributivo a 42 anni e un mese, prevedendo che cresca di un altro mese ogni anno futuro, e si aboliscono le quote cioè la somma tra età ed anni di lavoro. Ci si accanisce ancora una volta con le donne che hanno sopportato per tutta la vita anche la fatica del lavoro domestico e di cura.
Si portano tutti al contributivo diminuendo pensioni già basse e si blocca la rivalutazione delle pensioni al costo della vita per pensioni da anni non più agganciate all’aumento delle retribuzioni.
Per giustificare questi interventi, si è preparato il terreno raccontando molte falsità.
E’ falso che l’Italia spenda per le pensioni più del resto d’Europa ed il bilancio dell’Inps è in attivo ormai da anni. E’ vero invece che il sistema previdenziale è iniquo, perché i fondi dei lavoratori dipendenti, dei parasubordinati e quelli per la cassa integrazione, con i loro attivi coprono i passivi degli altri fondi a partire da quelli dei dirigenti, su cui non c’è nessun intervento. Così accade che ci siano pensioni da, 90.246 euro al mese, che prendono dall’INPS ogni 48 ore quanto un pensionato al minimo prende in un anno!
Intervenire ancora per fare cassa sulle pensioni dei lavoratori è intollerabile. Così come è inaccettabile l’attacco continuo sui lavoratori pubblici. Tagliare ancora, invece di preoccuparsi di assicurare oggi un reddito sociale e domani una pensione decente per i lavoratori precari e i giovani, altrimenti condannati alla miseria, è scandaloso.
E’ inaccettabile tagliare ancora su Regioni ed Enti Locali. Si tagliano altri 5 miliardi da subito, 6,5 dal 2012. Sono tagli ai servizi sociali, agli asili nido, alla non autosufficienza, alle politiche abitative e del lavoro. E’ messa in discussione sempre di più la sanità pubblica, già colpita da tagli per 13 miliardi al 2014. Inoltre nulla si prevede per scuola e università, anzi si proclama la continuità con la controriforma Gelmini.
E’ iniquo l’intervento sulla casa. La rivalutazione degli estimi catastali, unito alla reintroduzione dell’ICI sulla prima casa colpirà pesantemente le famiglie italiane. Si colpisce nel mucchio senza tutelare i lavoratori e le fasce più deboli. Senza contare che non è prevista alcuna estensione del pagamento dell’ICI sugli immobili ecclesiastici utilizzati a fini di lucro.
E’ inaccettabile che si varino nuove privatizzazioni e liberalizzazioni. Contro 27 milioni di italiani che hanno votato al referendum contro le privatizzazioni dell’acqua e dei servizi pubblici locali, si va avanti su quella strada. Il governo vuole privatizzare i beni comuni e rimuovere ogni residuo intervento pubblico in economia e nei settori strategici. Il taglio sui trasporti e la drammatica vicenda Fincantieri sono li a dimostrarlo.
Così come è inaccettabile l’ulteriore aumento dei carburanti.
Per uscire dalla crisi era possibile e necessario fare altre scelte, in primo luogo la patrimoniale e una tassa adeguata sui capitali scudati. Con una patrimoniale progressiva a partire dall’1% sopra il milione di euro si potevano e possono reperire 20 miliardi di risorse colpendo solo il 5% della popolazione più ricca. Con una tassa sui capitali scudati del 15% e non dell’1,5% si potevano e possono reperire 15 miliardi, colpendo i grandi evasori e le loro attività illecite.
E’ inaccettabile che non siano previsti tagli alle spese militari e che non venga bloccato l’assurdo acquisto di cacciabombardieri e che non si ponga fine alle deleterie missioni di guerra all’estero. Così come è inaccettabile che non sia prevista la messa all’asta le frequenze televisive che da sole potrebbero determinare alcuni miliardi di introiti.
Monti in Europa si schiera con la Merkel contro la sola vera possibilità di combattere la speculazione, che passa dall’ obbligo per la BCE di acquistare direttamente i titoli di stato dei paesi membri come fa la FED negli USA. In Italia si schiera con i ricchi contro il lavoro. La manovra è iniqua e recessiva: peggiorerà la crisi, e ci avvicina alla situazione della Grecia. L’esatto contrario di quanto viene la maggioranza di governo ci vuole far credere.
La Federazione della Sinistra esprime inoltre vivo allarme e netta contrarietà rispetto ai contenuti del nuovo patto europeo deciso a Bruxelles nei giorni scorsi. Esso prevede un ulteriore restrizione delle politiche di bilancio - che si sono rivelate socialmente inique ed economicamente recessive – ed un ulteriore riduzione della democrazia, togliendo ai parlamenti ed attribuendo alle tecnocrazie europee decisioni che riguardano l’avvenire dei popoli del continente. Analogamente si esprime contrarietà riguardo l’introduzione in Costituzione del vincolo di pareggio di bilancio. Si chiede che queste decisione siano sottoposte al voto degli italiani con un referendum secondo le procedure previste dalla Costituzione. Questo è tanto più necessario in quanto agli italiani è stato sottratto il diritto di decidere in libere elezioni quale governo e quali indirizzi politici dare al paese dopo il fallimento delle destre e la crisi del governo Berlusconi.
Per contrastare questa manovra la Federazione della Sinistra sostiene lo sciopero generale di lunedì 12 e impegna tutte e tutti i suoi iscritti a parteciparvi attivamente, contro il governo Monti e il modello di relazioni sociali voluto da Marchionne.
Allo stesso tempo la Federazione della Sinistra rilancia la proposta di costruire un patto di consultazione tra tutte le forze politiche che si pongano all’opposizione del governo Monti da sinistra, in parlamento e fuori da esso. Così come la FdS si impegna a partecipare con le proprie proposte alle diverse istanze di movimento che si oppongono alle politiche neoliberiste del governo Monti e della UE, sia in sede italiana che europea.
In questa prospettiva la FdS organizza per domenica 18 dicembre a Roma una assemblea aperta a tutte le forze politiche e sociali che vogliono operare per costruire unitariamente l’opposizione da sinistra alla politica del governo Monti.
Il Consiglio politico della FdS da quindi mandato al Coordinamento nazionale e al suo portavoce di mettere in atto tutte le iniziative politiche che possano oggi rafforzare l’opposizione da sinistra al governo.
Il Consiglio Politico da altresì mandato al Coordinamento di istruire una prossima riunione per definire il rilancio della Federazione.
Roma, 10/12/2011






giuseppe
Prestampata con l'importo già scritto.
Se non paghi manco quella prima o poi ti trovi le ganasce fiscali (pignoramento) sulla tua auto o addirittura (dopi i 5000 euro mi sembra) anche l'ipoteca sulla casa.
Giuseppe
come spesso succede, confondi i diritti con i privilegi...
Sulla svezia invece:
"L'imposta municipale sul reddito è invece applicata secondo aliquote proporzionali che sono circa pari al 31,5 per cento, variabili a seconda della municipalità. Di conseguenza, l'aliquota totale dell'imposta sul reddito varia dal 31,5 per cento, per i redditi più bassi, al 56,5 per cento per i redditi più elevati. Il reddito imponibile, ai fini dell'imposta municipale sul reddito, è, in linea generale, lo stesso reddito calcolato ai fini dell'imposta nazionale sul reddito anche se, ai fini dell'imposta municipale, non è concessa alcuna esenzione. Il pagamento dell'imposta municipale sul reddito non è deducibile dal reddito assoggettato a imposta nazionale"
Il sito lo trovi digitando sveziatassealiquote su google.
Non credo comunque di ave confuso le due nazioni nordiche, probabilmente quella notizia che non ritrovo non era esatta o forse era aggregante di tutte le tasse vigenti in quel paese.
Giuseppe
E' ovvio che questa manovra "tocca quasi tutti" perchè la casa ce l'ha l'80 % degli italiani e quindi l'80% dei contribuenti dovrà dare.
Poi quale tassa è più patrimoniale dell'ICI ? Avete mai visto un ricco vivere in una stamberga, in una baracca?
La casa è proporzionalmente lussuosa e costosa in base al reddito ed al patrimonio del possessore, quindi l'ICI o l'IMU E' UNA PATRIMONIALE !!
INOLTRE la tracciabilita' e la comunicazione all'agenzia delle entrate di tutti i movimenti bancari e degli acquisti superiori ad un tot, vanno nella direzione di colpire l'evasione fiscale. Ma come tutte le leggiche tolgono soldi dalle tasche anche questa risulta odiosa e nessuno la vorrebbe, ma poi l'italia fallisce e saremmo costretti a TAGLIARE stipendi e pensioni del 30% come in grecia. Allora per adesso è meglio cosi'.
Quanto alla democrazia l'italia è "parlamentare" ovvero elegge il parlamento ed ilparlamento ha dato fiducia a Monti (o meglio l'incarico di fare la manovra odiosa che nessun partito si voleva intestare)
Monti è un uomo dello Stato e sta facendo un buon lavoro, gli va riconosciuto
Un Marchionne o comunque chiunque guadagni milioni di euro dovrebbe pagare il 60 % di tasse almeno.
Ma comunque i tempi sono cambiati, Le persone miliardarie non prenderanno mai la residenza nei posti dove le tasse osno più alte, quindi l'europa (almeno tutta l'europa se non il mondo, ma questo è impossibile)
dovrebbe avere:
1 sola politica fiscale, regole uguali ovunque per tutti i cittadini residenti in europa. Aliquote uguali dapertutto, a prescindere dalla residenza e da dove provenga il reddito.
I bonus provenienti dalle stock option dovrebbero sommarsi al reddito e pagare le aliquote più alte e non aliquote separate.
Giuseppe
E soprattutto coloro che vivono di rendite da capitale e non di lavoro.
Chiunque onestamente lavora, va rispettato anche se guadagna 7/8000 euro mese. l'importante è che paghi le tasse e faccia un lavoro onesto.
E' superato da tempo, anche a sinistra che solo i poveri ed i salariati sono onesti.
Il tessuto produttivo dell'italia è fatto soprattutto da piccoli imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti.
questo popolo è stato per tanto tempo trascurato dalla sinistra (democratica) Oggi dobbiamo riconquistarlo e dargli fiducia che nessuno li vesserà o torchierà. NO AL FISCO REPRESSIVO o allo stato di polizia fiscale.
Quelli che vanno tassati di piu' sono i redditi DA CAPITALE, LE RENDITE PARASSITARIE, non i redditi da lavoro anche se alti.
SI alla patrimoniale per i ricchi e alla percentuale del 10-15% ai capitali rientrati.
Anzi, io avrei fatto un secondo "condono" per capitali da riportare in Italia, al 15-20% (nel caso non fosse possibile o illegale ritassare quelli già rientrati)
Diminuirei sicuramente le spese militari e chiederei un contributo sostanzioso alle pensioni sopra i 5.000 euro (10% per 2 anni) ed a quelle sopra i 10.000 (20% per 2 anni)
Ma chiederei un contributo anche a chi è andato in pensione prima di 55 anni (baby pensionati)
NON SONO D'ACCORDO sul ricorso alle urne.
L'Italia andava salvata e 4 mesi di campagna elettorale ci avrebbero gettato in pasto alla speculazione più becera, fina alla bancarotta totale.
E poi, le elezioni cosa risolvevano? Nessun partito avrebbe potuto dire in campagna elettorale quel che avrebbe veramente dovuto fare. La verità in questo caso sarebbe stata controproducente.
Nessuno si sarebbe voluto prendere la responsabilità di una manovra dolorosa come quella che ha fatto Monti, e che comunque andava fatta.
Io spero solo che siano salvate le indicizzazioni fino a 1400 euro e che l'IMU sia alleggerita per i redditi bassi o con molti figli.
Il resto va accettato e bevuto come medicina cattiva ma necessaria.
Dobbiamo dimostrare buon senso anche se proiettati ad una opposizione permanente, la gente non è più così farlocca e scema da votare chi ti promette la luna nel pozzo, vuole VERITA' e RESPONSABILITA'. E l'Italia deve rientrare a pieno titolo tra i grandi, non farsi mettere all'angolo, in castigo.
SIAMO GRANDI, DOBBIAMO STARE AL TAVOLO DELL'EUROPA A PIENO DIRITTO E A TESTA ALTA !!!
LA LIBERALIZZAZIONE PER CHI CI DEVE ENTRARE DI AVVOCATURA E NOTARIATO E' L'UNICA VIA D'USCITA DALLA CRISI
L'UTILIZZO DELL'ATOMICA NON E' UN DIRITTO ESCLUSIVO DI CERTI POPOLI
LA LIBERALIZZAZIONE PER CHI CI DEVE ENTRARE DI AVVOCATURA E NOTARIATO E' L'UNICA VIA D'USCITA DALLA CRISI