Care compagne e cari compagni,

il prossimo sabato 20 febbraio, ricorrerà un anno dal primo paziente "Covid", sono previste diverse iniziative in particolare in Lombardia. Per quanto riguarda il dipartimento ed il gruppo operativo Sanità abbiamo deciso di fare un volantino che vi inviamo e che potrete utilizzare sia pubblicandolo sulle vostre pagine del partito che sul sito che, per iniziative nei circoli o territoriali o per volantinaggi.

In allegato, il volantino in tre versioni:

* in formato pdf, b/n e a colori

* in formato png per social e pagine internet

* in formato word (testo volantino)

Grazie per l'attenzione

Rosa Rinaldi
Segreteria nazionale, resp.le Sanità Prc-Se

Care compagne e cari compagni

voglio segnalarvi che, così come già preannunciato sono disponibili, presso la Direzione nazionale, diverse copie del libro scritto da Vittorio Agnoletto, con la collaborazione di Cora Ranci ed Alice Finardi, edito da Altraeconomia e promosso dalla Sinistra Europea: “Senza respiro”, un'inchiesta indipendente, svolta sul campo, sulla pandemia da Coronavirus e su come ripensare, complessivamente, la sanità pubblica.

Centrale nel libro è l'analisi dettagliata della situazione lombarda, i disastri dovuti alla privatizzazione e aziendalizzazione della sanità nonché gli innumerevoli errori compiuti a tutti i livelli, sia dal governo nazionale che da quello regionale e dai singoli comuni nella gestione della pandemia. Così come viene svolta una disamina delle politiche attuate, anche, da alcune altre regioni (Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana) e dal sistema carcerario.

Infine, fornisce una panoramica su come la pandemia è stata affrontata in una decina di paesi europei.
Vi allego l’introduzione al libro scritta da Heinz Birnbaum e Paolo Ferrero (rispettivamente presidente e vicepresidente della Sinistra Europea).
Il prezzo di copertina del libro è di 12 euro, ne abbiamo un certo numero di copie presso la Direzione Nazionale del nostro Partito ad un prezzo scontato di 6 euro a cui andranno aggiunte le spese di spedizione.

Potete, fin da ora, farne richiesta scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per l'attenzione e buon lavoro.

Rosa Rinaldi
Segreteria nazionale, Responsabile Organizzazione PRC-SE

Il ritardo nella vaccinazione è conseguenza della subalternità della Commissione Europea e dei governi agli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Viene anteposta la logica del profitto al diritto alla salute. Lo testimonia quanto ha denunciato il nostro compagno europarlamentare Marc Botenga nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata: gli accordi tra Commissione Europea e Pfizer, e con tutte le altre case farmaceutiche sono secretati.
Non solo, a negoziare gli accordi per conto della commissione Ue, secondo quanto riportato dalla stampa belga, vi sarebbe stato l'ex direttore di EFPIA, la lobby europea di Big pharma , Richard Bergström. Un eclatante e scandaloso conflitto di interessi.

Inoltre da ottobre è stata proposta da India e Sudafrica all'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) la richiesta di sospendere i diritti di proprietà sui brevetti, consentendo ad altre industrie e a tutti i paesi di produrre la quantità necessaria di vaccini e medicinali per soddisfare le necessità di tutta la popolazione mondiale. L'Unione Europea si è opposta fin qui.

Qual'è la posizione dell'Italia?

Il governo intende chiedere alla Commissione di rendere pubblici accordi con Pfizer e con le altre case farmaceutiche ?

Il governo intende sostenere la richiesta di India e Sud-Africa al WTO e chiedere alla UE di fare altrettanto ?

Mentre i governi latitano diffondiamo e invitiamo a firmare l'iniziativa europea dei cittadini "Nessun profitto sulla pandemia": https://noprofitonpandemic.eu/it/

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Erano state garantite entro l’autunno, oltre 100 milioni di dosi di vaccino per immunizzare, considerando anche il richiamo, i 51 milioni di italiane/i over 16, secondo il Commissario Arcuri, utilizzando i prodotti di Pfizer – BioNTech, Moderna e da febbraio, forse, Astra Zeneca. Per giungere al traguardo, considerando la “doppia dose”, bisognerebbe poter vaccinare 360mila persone al giorno. La Pfizer, ha dichiarato che non garantirà le dosi pattuite, a causa del rallentamento della produzione (o più probabilmente per dare la priorità ad altri stati come USA ed Israele (esclusi i palestinesi dei territori occupati). In alcune regioni come il Lazio, è stato annunciato che i vaccini slitteranno di una settimana, e resta nel Paese il rischio che non ci siano le necessarie seconde dosi senza le quali le prime sono insufficienti.

Per risolvere il problema sarebbe sufficiente la volontà politica degli Stati di costringere le multinazionali produttrici a bypassare i brevetti affidando la produzione direttamente ai tanti stabilimenti farmaceutici all’avanguardia di cui dispone l’Europa

I governi hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca ma devono acquistare i vaccini a prezzo di mercato e poi subire l’umiliazione di essere privati di una parte di quelli pattuiti. La drammatica situazione globale pretende che si sospendano le norme sui brevetti perché si possa assicurare una adeguata distribuzione dei vaccini. Una politica governativa seria dovrebbe farsi carico di tale scelta, per coinvolgere aziende e laboratori farmaceutici in modo da garantire una massiccia produzione fino al termine dell’emergenza pandemica e/o dell’effettiva disponibilità sul mercato delle dosi necessarie all’immunizzazione di massa.

Ma, pensando al futuro e combattendo le logiche dell’autonomia differenziata che producono sciovinismi vaccinali come quello proposto dall’Assessora alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, lo Stato deve impegnare risorse economiche per la ricerca di vaccini e divenire socio di stabilimenti per la loro produzione in Italia.

Al di là dei provvedimenti che stanno portando a contenere i contagi, non ci arrendiamo all’indifferenza con cui si contano le vittime. Occorrono provvedimenti drastici di alterità politica del Governo. Risorse economiche, personale e vaccini.

Siamo tra i promotori e sostenitori dell’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) per ottenere la proprietà pubblica sui vaccini perchè non ci siano profitti sulla pandemia. L'ICE di cui primo firmatario per l'Italia è Vittorio Agnoletto propone una modifica legislativa alla Commissione Europea. Occorrono 1 milione di firme, per l'Italia 180.000, perché la Commissione debba prendere un’iniziativa in materia.

Questo è il link

www.noprofitonpandemic.eu

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, PRC-S.E.

 

vaccino-covid-19-1A fronte degli oltre 100 milioni di dosi necessari per immunizzare i 51 milioni di italiani over 16, Pfizer-BioNTech, Moderna e da febbraio (forse) AstraZeneca, non sarebbero riuscite a garantire le dosi per vaccinare tutti gli italiani entro l’autunno, come promesso dal Commissario Arcuri. Per rispettare tale traguardo, infatti, era necessario fare una media giornaliera di quasi 180mila vaccinazioni, anzi 360mila considerando che si richiedono due dosi, fino alla fine dell’autunno.

Ora la Pfizer ha dichiarato e non sarà in grado di garantirci le dosi pattuite, a causa del rallentamento della produzione (o molto più probabilmente per dare la priorità ad altri stati – leggi USA ed Israele (esclusi i palestinesi dei territori occupati). Il rischio concreto ora è che qualcuno, tra coloro che hanno già avuto la prima vaccinazione, non riceva la seconda dose, restando così con una protezione insufficiente e magari pensando di essere comunque protetto, mettendo a rischio se stesso e gli altri.

La soluzione ci sarebbe, se esistesse da parte degli stati la volontà politica di costringere le multinazionali produttrici a bypassare i brevetti e affidare la produzione dei vaccini ai tanti stabilimenti farmaceutici all’avanguardia di cui dispone l’Europa.

E’ assurdo che i governi, che hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca per poi acquistare i vaccini a prezzo di mercato, debbano ora subire l’umiliazione di essere privati di una parte dei vaccini acquistati. La drammatica sistuazione globale che pretende di sospendere le norme sui brevetti a livello mondiale e assicurare un’adeguata distribuzione di un vaccino. Una politica governativa seria presuppone il superamento dei brevetti per ottenere il coinvolgimento di altre aziende e laboratori farmaceutici certificati per la produzione dei vaccini in modo tale da garantirne la massiccia produzione almeno fino al termine dell’emergenza pandemica e/o dell’effettiva disponibilità sul mercato delle dosi necessarie all’immunizzazione di massa.

E per il futuro, contro ogni ipotesi di autonomia differenziata, che avrebbe come conseguenza lo sciovinismo vaccinale come proposto dalla Assessora alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, lo Stato metta a disposizione i finanziamenti necessari per la ricerca di vaccini e diventi socio di uno o più stabilimenti per la loro produzione in Italia.

Non ci arrendiamo all'indifferenza di fronte alle manovre di profitto delle multinazionali dei farmaci. I numeri dei nuovi contagi impongono una volta per tutte provvedimenti drastici, di alterità politica del Governo. Occorrono quindi risorse, personale e vaccini.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, PRC-S.E.

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