di Pietro Barbieri (Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) - Liberazione del 7-7-2010

Oggi tocca a noi. Sì: la FAND e la FISH, le federazioni delle associazioni delle persone con disabilità, hanno promosso, per oggi, una manifestazione contro la Manovra.Non avremmo voluto avviare azioni, ancora una volta, meramente difensive. Siamo geneticamente propositivi. Scendere in piazza è – per evidenti motivi - molto più difficile per le persone con disabilità che per chiunque altro. Eppure oggi molti di noi staranno sotto il sole per tentare un’ultima disperata azione contro l’ottusa brutalità delle disposizioni che questo Governo vuole imporci.Non possiamo fare altrimenti.La campagna mediatica, imperniata sullo stigma e sui dati artefatti, l’ha iniziata, prima ancora di presentare la Manovra, lo stesso Ministro Tremonti: la disabilità è una spesa improduttiva; i disabili pongono per il nostro Paese un problema di competitività. È uno stigma che le persone con disabilità continueranno a pagare anche quando Tremonti non sarà più Ministro. E questo è il primo danno, forse il più grave. È anche l’ennesima dimostrazione che le “politiche sociali” le decide autocraticamente il Ministero dell’economia. In modo impermeabile a qualsiasi confronto.Ricordare com’è andata è illuminante. Dapprima il Ministro paventa l’ipotesi di correlare l’indennità di accompagnamento – che spetta agli invalidi gravissimi – al reddito personale o del coniuge. Ma quando si rende conto che ci sarebbe una rivolta da parte di una milionata di famiglie, ci ripensa. E, creativamente, si inventa qualcos’altro.Mantiene i controlli (500 mila verifiche in tre anni) contro i falsi invalidi che secondo lui si annidano in ogni dove, e se la prende con i più deboli fra i disabili. Gli invalidi parziali.Questi hanno diritto all’assegno di 256,67 euro al mese, sono se sono disoccupati e non hanno un reddito loro superiore a 4.408,95. Stiamo parlando di persone che non lavorano e che sono pressochè prive di reddito.Cosa propone (impone) il Governo? Di elevare la soglia minima di invalidità dal 74 all’85%!Una misura inspiegabile, se non in una logica di taglio indiscriminato. Ed oltretutto non è nemmeno una disposizione che produca quei risparmi significativi di cui superministro si è riempito la bocca. Per ammissione della stessa relazione alla Manovra sono 10 i milioni risparmiati nel 2010, 30 nel 2011. Ridicolo e proprio perchè ridicolo, ulteriormente vessatorio.In questo scenario non si sente la voce pubblica del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, né delle Regioni forse già troppo preoccupate del taglio di 878 milioni di euro proprio sull’assistenza sociale.Quella che si sente, invece, è la stizza di molte associazioni: quell’innalzamento taglia fuori da ogni possibilità di avere l’assegno, patologie o menomazioni anche significative e fra queste la Sindrome  di Down.Il Governo intuisce di averla fatta grossa e allora, per il tramite del Presidente della Commissione Bilancio del Senato – Onorevole Azzollini –, presenta un emendamento correttivo. Ma è la toppa dello strappo che si vorrebbe rappezzare.Incredibile il dilettantismo e l’approssimazione: chi ha la “fortuna” di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 74%, avrà l’assegno anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80 per cento, non ha diritto a nulla. I dubbi sulla legittimità costituzionale di questo provvedimento, sorgerebbero anche ad uno studente al primo anno di giurisprudenza.Molto più subdolo e tecnicamente studiato (probabilmente pronto da settimane) è, al contrario, l’emendamento che disintegra gli attuali criteri medico legali per la concessione dell’indennità di accompagnamento. La nuova definizione medico-legale, particolarmente restrittiva, consentirà l’accesso a quella provvidenza praticamente solo alle persone in stato vegetativo, o poco più.L’indennità sarà concessa solo a chi non è in grado di svolgere “il complesso degli atti elementari” della quotidianità: mangiare, bere, vestirsi, andare al bagno. Oppure a chi è immobilizzato. Centinaia di migliaia di persone perderanno l’unico sostegno certo fino ad oggi previsto.L’aggressione è evidente. È evidente che di politiche sociali se ne parla solo in funzione di quanto si deve tagliare. È lo sgretolamento progressivo delle politiche sociali: colpisce oggi le persone con disabilità e gli anziani non autosufficienti. Domani chissà chi altri.
Oggi siamo in Piazza Monte Citorio per chiedere la cancellazione di tutte queste disposizioni. È l’unica via, è l’ultima scelta per scongiurare il peggio che, forse, è già iniziato.
(Documenti, approfondimenti e aggiornamenti sul sito www.fishonlus.it)

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