Stamattina abbiamo partecipato al presidio dei malati Sla sotto il Ministero del Tesoro per protestare insieme a loro contro il governo Monti che sta completando l'opera di smantellamento dello stato sociale iniziato dal governo Berlusconi. I fondi nazionali sul sociale sono stati azzerati, i comuni non hanno più soldi per garantire i servizi essenziali alla cittadinanza. Il risultato è la chiusura o la privatizzazione delle prestazioni, deriva a cui punta la stessa ministra Fornero, andando contro ogni principio pubblico e universalistico previsto dalla nostra Costituzione. Tutto questo è ancora più grave in una fase in cui aumentano disoccupazione, povertà e disuguaglianze. 

E' ora di invertire questa tendenza residuale e privatistica per rilanciare un modello di welfare in grado di rispondere efficacemente ai bisogni vecchi e nuovi della popolazione. Le cose da fare sono poche e chiare: definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali per rendere esigibili diritti e prestazioni omogeneamente su tutto il territorio nazionale; rifinanziare il fondo nazionale delle politiche sociali riportandolo a 1000 milioni di euro; ripristinare quello per la non autosufficienza a 400 milioni di euro; rivedere il patto di stabilità interno per permettere ai comuni di investire nel sociale. I soldi per fare queste cose ci sono e basta prenderli da chi ce li ha, attraverso una patrimoniale sulle ricchezze oltre gli 800mila euro, e tagliando le spese inutili come quelle militari o per opere dannose come la Tav. 
Il presidio ha ottenuto l'ennesimo impegno a parole da parte del governo. Ma purtroppo con le promesse non si risolvono i problemi di milioni di persone.
 
Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche Sociali del Prc-Fds

Car* compagn*,

in allegato trovate un volantino in pdf sulle politiche sociali elaborato dal Dipartimento nazionale Lavoro e Welfare, che potrebbe esservi utile per iniziative sul tema.
 
Un caro saluto,
Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali del Prc
 
Di seguito anche il testo:

 

Aumentano i bisogni, aumentano i tagli, chiudono i servizi

Il paradosso italiano. Nella crisi aumentano disoccupazione, povertà, disuguaglianze. Contemporaneamente lo stato sociale viene smantellato, riducendo così la capacità di risposta ai bisogni, vecchi e nuovi, da parte delle istituzioni pubbliche. L’azzeramento del fondo nazionale sulla non autosufficienza, il quasi azzeramento di quello per le politiche sociali (passato da 1 miliardo nel 2008 a pochi milioni di euro nel 2012), i tagli agli enti locali stanno determinando un forte ridimensionamento, quando non la chiusura, di servizi e prestazioni sociali. I diritti sociali costituzionalmente garantiti vengono così negati. Anziani, persone con disabilità, minori e lavoratori del settore vengono abbandonati a loro stessi in nome del rigore e del bilancio, facendo emergere una concezione folle che considera le risorse per il sociale costi improduttivi da tagliare.

Dallo stato sociale alla privatizzazione del sociale

“Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi. Sia il privato che lavora per il profitto sia il volontariato no profit sono necessari per superare i vincoli di risorse. Il privato, in più del pubblico, possiede anche la creatività per innovare e per creare prodotti che aiutino i disabili. La sinergia tra pubblico e privato va quindi rafforzata” (Ministro del Lavoro, Elsa Fornero – maggio 2012). Le parole hanno un peso, ma diventano macigni quando si trasformano in realtà. Questo governo, come il precedente, sta favorendo un processo di progressivo arretramento del pubblico per lasciare spazio al mercato, libero di fare profitto anche sul sociale, a partire dalle polizze assicurative per poter accedere a determinati servizi e prestazioni.

Lo stato, grazie a Berlusconi, ieri, e a Monti, oggi, non rimuove più gli ostacoli all’uguaglianza sociale. La Costituzione diventa così lettera morta.

Investire nel sociale, investire in un futuro più giusto

Va riconosciuto il valore economico, occupazionale, inclusivo delle politiche sociali. Le risorse per il sociale sono investimenti per uno sviluppo sostenibile, con meno disuguaglianze e povertà, con più dignità e benessere.

Per questo serve un’immediata inversione di tendenza e le cose da fare sono chiare:

 

1)   Definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come stabilito dalla Costituzione per rendere esigibili diritti e prestazioni omogeneamente su tutto il territorio nazionale. 

 

2)   Rifinanziare il fondo nazionale delle politiche sociali riportandolo a 1000 milioni di euro.

 

3)   Ripristinare il fondo nazionale per la non autosufficienza, riportandolo ai livelli del 2010 (400 milioni di euro).

 

4)   Rivedere il patto di stabilità interno per permettere ai comuni di investire nel sociale.

 

5)   Introdurre il reddito minimo garantito come strumento contro la povertà e per dignità della persona.

 

I soldi per fare queste cose ci sono e basta prenderli da chi ce li ha, attraverso una patrimoniale sulle ricchezze oltre gli 800mila euro, e tagliando le spese inutili come quelle militari e per opere dannose come la Tav

 

LO STATO O E' SOCIALE O NON E'!

 

I DIRITTI PRIMA DI TUTTO!

 

SCARICA QUI IL VOLANTINO

di Paolo Ferrero

"Di fronte al fallimento delle sue ricette, il governo Monti continua ad accelerare nella direzione sbagliata. Adesso si parla di tagli alla sanità. Noi proponiamo una ricetta diversa per evitare i tagli alla sanità: si ponga un tetto a 5.000 euro mensili alle pensioni e ai cumuli tra pensioni, un tetto a 10.000 euro agli stipendi e si metta un'aliquota del 60% al

Leggi tutto...

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, dichiara:

 

«Oggi il ministro Fornero ha ricevuto i malati di Sla che protestavano di fronte al Ministero per chiedere il ripristino del fondo nazionale per la non autosufficienza, azzerato dal precedente governo e mantenuto a secco dall'attuale. Il governo ha in sostanza liquidato senza impegni precisi e vincolanti un'emergenza sociale che riguarda milioni di persone non autosufficienti, che rischiano di essere abbandonati a loro stessi senza assistenza. Basterebbe tagliare le spese militari e stanziare quei soldi per ripristinare i fondi sul sociale, da quello sulla non autosufficienza a quello per le politiche sociali. Continueremo a sostenere la battaglia dei malati Sla del comitato "16 novembre": come loro pensiamo che i diritti non siano un lusso e le risorse per garantirli non siano un costo da tagliare in nome del mercato e della finanza».     

Rifondazione comunista ha partecipato oggi con una sua delegazione al presidio promosso dai malati di Sla.

  

17 aprile 2012

Car* compagn*,

l'assemblea nazionale di Napoli sul welfare locale è stato un successo. Oltre alla buona partecipazione, abbiamo registrato una prevalente condivisione con i soggetti presenti sull'analisi e le azioni da mettere in campo per "salvare" il sistema dei servizi sociali, ormai a rischio estinzione, e per rilanciare un welfare pubblico e universalistico essenziale per affrontare la crisi e per contribuire ad uscirne attraverso uno sviluppo sociale ed economico sostenibile.

 

Articolo_Ferrero_su_Unita.pdf

 

Articolo_Redattore_Sociale.pdf

 

Relazione1_Ferraro.pdf

 

Relazione2_Pegolo.pdf

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