Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali Prc-Fds, ha dichiarato:

“Stamattina siamo scesi in piazza al fianco delle organizzazioni del Terzo settore e dei cittadini per fermare la macelleria sociale del Governo, che con i feroci tagli al sociale sta mettendo in ginocchio il già fragile sistema di protezione sociale del nostro Paese. Forze politiche e sociali che difendono i diritti fondamentali delle persone devono essere unite e continuare questa battaglia di civiltà e dignità perché questo Governo non solo non farà marcia indietro, ma probabilmente darà il colpo di grazia con la prossima manovra correttiva annunciata, affossando definitivamente il welfare pubblico e universalistico per sostituirlo con un modello residuale e caritatevole. Per questo invitiamo tutto il Terzo settore a resistere e a non credere alle solite false promesse del ministro di turno, che da una parte fa l’occhiolino alle associazioni e dall’altra determina la chiusura di servizi e il licenziamento dei lavoratori sociali con tagli senza precedenti. Non ci si può fidare di chi gioca con la vita delle persone e per questo va contrapposta un’opposizione forte, dentro e fuori il parlamento, in grado di costruire una proposta alternativa di welfare, basato sulla definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale e la relativa copertura finanziaria per rendere esigibili i diritti su tutto il territorio nazionale. Basta far pagare la crisi a chi non l’ha causata, è giunto il momento di invertire la tendenza e avviare una redistribuzione della ricchezza dall’alto verso il basso, tassando i grandi patrimoni, le rendite finanziare e combattendo seriamente l’evasione fiscale”.

Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali Prc-Fds, ha dichiarato:

“Domani giovedì 23 giugno saremo in piazza al fianco delle organizzazioni del Terzo settore per dire basta ai tagli e per difendere i diritti sociali delle persone. Va fermato con forza il tentativo di questo Governo di smantellare lo stato sociale a favore di un welfare mercantile e caritatevole. I tagli bestiali, che dal 2008 ad oggi hanno ridotto all’osso i fondi nazionali per le politiche sociali e per la famiglia, azzerato quello per la non autosufficienza, stanno causando la chiusura dei servizi essenziali territoriali e il licenziamento di migliaia di lavoratori del settore, oltre che la negazione di diritti costituzionali. Il federalismo leghista, che aumenterà le disuguaglianze territoriali, e la manovra correttiva di decine miliardi di euro annunciata da Tremonti per rispettare il nuovo Patto di Stabilità europeo, completeranno il quadro di devastazione sociale in atto nel Paese.Oggi le forze democratiche, politiche e sociali, devono essere unite in difesa di uno stato sociale in grado di ridurre povertà e disuguaglianze, di assicurare l'universalità dei diritti sociali. Per questo Rifondazione Comunista sostiene la mobilitazione nazionale del 23 giugno e contribuisce alla piattaforma di proposta per una riforma del welfare a partire dalla definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale da finanziare con risorse adeguate, perché sono un investimento per il futuro e non costi da tagliare. I soldi ci sono e basta prenderli da chi ce li ha, dai grandi patrimoni, dalle rendite finanziarie, dall’evasione fiscale”. 

Ufficio Stampa Prc-Fds

Manifestazione contro i tagli – Roma, 23 giugno 2011

"Basta tagli, ora diritti! Sussidiarietà, non scaricabarile!"

Mobilitazione nazionale per i diritti sociali e per la riforma del welfare promossa dal Forum del Terzo settore e dalle Associazioni aderenti alla campagna “I diritti alzano la voce“.

23 giugno 2011, ore 11.00-15.00 Roma – Piazza Montecitorio e in altre città italiane (Milano, Bologna, Torino, Venezia, Firenze, etc.)

Care compagne e cari compagni,

giovedì 23 giugno si terrà la giornata di mobilitazione nazionale in difesa dei diritti sociali e per la riforma del welfare. Una mobilitazione importante che vede insieme associazioni del Terzo settore, operatori sociali e persone che beneficiano dei servizi scendere in piazza contro i tagli feroci del Governo, che sta smantellando lo stato sociale per sostituirlo con un welfare mercantile e caritatevole. All'aumentare di disoccupazione, povertà e disuguaglianze, il Governo risponde riducendo all'osso, e talvolta azzerando, i fondi destinati al sociale (nel 2008 erano 2,5 miliardi, oggi 500 milioni!). Così assistiamo al ridimensionamento, quando non alla chiusura, dei servizi sociali, al licenziamento degli operatori sociali, all'indebolimento complessivo di quella rete di relazioni e coesione sociali già troppo fragile nel nostro Paese. Il disegno del federalismo leghista completa il puzzle dell'ingiustizia sociale del nostro Paese, determinando ulteriori ed inaccettabili disuguaglianze territoriali.E' giunta l'ora di dire basta a tutto questo e di contrapporre un modello di welfare alternativo a quello delle destre, basato sulla definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale e la relativa copertura economica in modo tale da rendere esigibili i diritti omogeneamente su tutto il territorio nazionale. E' ora di dire basta a questa pluriennale macelleria sociale in nome del risparmio pubblico. Le risorse per il sociale non sono costi da tagliare ma investimenti per il futuro. E i soldi basta prenderli da chi li ha, dai grandi patrimoni, dalle rendite finanziarie, dall'evasione.

Rifondazione Comunista sostiene e partecipa alla manifestazione nazionale del 23 giugno e chiede ai propri iscritti e simpatizzanti di scendere in piazza nelle diverse città in cui si svolgeranno le iniziative.

Il link per avere maggiori informazioni è il seguente: http://www.fishonlus.it/eventi/manifestazione-contro-i-tagli-roma-23-giugno-2011/ Un caro saluto, Antonio Ferraro - Responsabile nazionale Politiche sociali Prc-Fds

Roberta Fantozzi, Segreteria nazionale Prc-Fds, e Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali Prc-Fds, hanno dichiarato: 


“Quella del Rapporto Diritti Globali 2011 è la diagnosi di un paese in una condizione drammatica, in cui stanno crollando gli ultimi pilastri del sistema di protezione sociale lasciando le persone abbandonate  a se stesse, alle prese con disoccupazione, povertà e disuguaglianze. 
L’inadeguatezza storica del nostro sistema di welfare, particolarmente grave sulle politiche per il sostegno dei disoccupati, il diritto alla casa, l’assistenza,  è stata gravemente accentuata dai tagli feroci che il governo Berlusconi ha perseguito sin dal suo insediamento.  
I tagli al sociale del 78,7% sono esemplificativi di una logica che invece di ampliare il sistema di welfare propone il ritrarsi del pubblico nel campo dei diritti fondamentali delle persone, a favore di un’ottica privatistica di welfare residuale e caritatevole. Mentre per altro verso la sola ricetta messa in campo dal governo sul terreno del lavoro è nel segno di un attacco ai diritti senza precedenti.   Sono politiche che vanno contrastate mandando a casa prima possibile questo governo, ma anche mettendo in discussione il nuovo Patto di Stabilità europeo, che ci si appresta a tradurre in scelte che rischiano di distruggere definitivamente i residui livelli di protezione.  Per questo Rifondazione Comunista sosterrà tutte le mobilitazioni per difendere ed estendere i diritti sociali che sono fattore decisivo di sviluppo economico, sociale e civile. Il primo appuntamento è il 23 giugno a sostegno della mobilitazione nazionale delle organizzazioni del Terzo Settore”.

Riteniamo a dir poco vergognoso che a partire da oggi 1 giugno il Dipartimento Protezione Civile butti per strada nove lavoratori con disabilità che da sette anni portano avanti il progetto “Abili a proteggere” e sono impegnati nell'ufficio stampa e in altre attività. La Protezione Civile eviti di fare una porcata del genere altrimenti può cambiare anche il suo nome in ‘Protezione Incivile’. Siamo al fianco di queste persone e sosteniamo la loro battaglia di dignità e giustizia. Chiediamo che non venga perso un minuto di più per riassumerle e fare in modo che la loro esperienza lavorativa continui. 

Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali Prc-Se

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