121113fornero napolidi Francesca Pilla
Almeno questa volta Elsa Fornero non se ne è uscita con «choosy» o con un commento infelice per rivolgersi ai giovani che protestavano e venivano manganellati fuori dalla Mostra D'Oltremare, dove il governo firmava un accordo sull'apprendistato con il ministro del lavoro tedesco Ursula von der Leyen. Però le va riconosciuta coerenza, nel non ascoltare anche questa volta le ragioni di quelli che hanno sfilato con le maschere di «lady Elsa» per farle capire che non si tratta di essere «schizzinosi» ma di avercela l'opportunità di lavorare. Il ministro, con il consueto aplomb, nel momento in cui le strade venivano messe a ferro e fuoco diceva ad altri studenti in visita di avere scelto Napoli per dare «un segnale, un messaggio positivo a una città dove il problema dei giovani è molto forte».

Per il rappresentante del governo Monti le ricette sono più o meno sempre le stesse, tirare la cinghia, accettare le regole del mercato e affrontare i tempi bui. Così dal capoluogo campano non ha trovato nulla di meglio come messaggio positivo se non affermare che «bisogna puntare sull'apprendistato, che vuol dire apprendere perché a volte quando si esce dalla scuola e si va in una azienda si può avere un momento di difficoltà».
In polemica con la povertà di contenuti della conferenza italo-tedesca però lo stesso sindaco di Napoli Luigi De Magistris si è rifiutato di intervenire perché a suo dire il governo non fa nulla per la città abbandonata a sé stessa. Poi ha scritto sul suo blog un lungo e duro intervento contro le politiche economiche di Roma: «Ho scelto di non esserci per protestare contro l'inesistenza delle politiche occupazionali - ha detto il primo cittadino - Per protestare verso un governo che considera un cacciabombardiere più importante di una scuola; un cacciabombardiere, che porta distruzione e morte, più importante di un bambino. Le politiche del governo ci costringerebbero a tagliare i servizi essenziali, ma anche a questo ci siamo democraticamente ribellati, garantendoli».
«Quando l'ho invitato non ha dato questa risposta. Ha perso un'occasione per dimostrargli che non è vero che non facciamo nulla per Napoli», Elsa Fornero ha commentato così le parole di De Magistris durante la conferenza italo-tedesca, quindi ha ribadito che la lotta alla disoccupazione è uno degli obiettivi primari della riforma del lavoro varata dal governo. Il ministro che ha smantellato lo statuto dei lavoratori ha poi avuto la freddezza di affermare che «la riforma del mercato del lavoro approvata nel luglio di quest'anno ha tra i suoi obiettivi primari il contrasto alla disoccupazione dei giovani. Realizzando un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, l'obiettivo della riforma è anche quello di costruire le condizioni per la creazione di una occupazione di qualità».
Peccato che secondo gli ultimi dati dell'Ue i senza lavoro continueranno ad aumentare per tutto il 2013 e si avrà una lenta ripresa solo nel 2014. Ma per Fornero «il problema della creazione di opportunità di lavoro per i giovani non è un problema circoscritto all'Italia, essendo ampiamente presente e dibattuto nelle sedi europee e internazionali». Ma la linea è del mal comune mezzo gaudio non può essere che un palliativo se la settimana scorsa anche l'Istat ha ripetuto che i senza lavoro sono ai massimi livelli e cresceranno nei prossimi 12 mesi arrivando all'11,4%. «La sfida che si pone in questa fase storica - ha concluso il ministro - non si esaurisce nel, pur difficile compito di porre in atto tutte le misure possibili per creare posti di lavoro per i giovani, ma anche di offrire loro i mezzi e di creare le opportunità per trovare un buon lavoro».

Il Manifesto - 13.11.12

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