di Marisol Brandolini

I segretari generali di CC OO, Ignacio Fernández Toxo e di UGT, Cándido Méndez hanno già convocato 80 manifestazioni in tutta la Spagna per giovedì 19 luglio. Ma, avvertono, non finisce qui e non è escluso che alla ripresa dopo le vacanze estive si arrivi ad un nuovo sciopero generale.

Già uno dei sindacati di categoria della Funzione Pubblica, il CSI-F, ha convocato per settembre uno sciopero dei funzionari, che sono tra i più penalizzati dagli ultimi provvedimenti governativi.

Aspettano di fissarne la data possibilmente con gli altri sindacati pubblici, in primo luogo di CC OO e UGT, preoccupati anche di coinvolgere adeguatamente i lavoratori della scuola, che nello scorso anno scolastico sono stati protagonisti di numerosi scioperi contro i tagli al settore.

Ma la protesta è già partita spontanea nei giorni scorsi. Dopo la marcia “negra” dei minatori del carbone venuti alla capitale da tutta la Spagna per rivendicare lavoro e salario, migliaia di persone, autoconvocatesi attraverso le reti sociali, sono scese in piazza a Madrid lo scorso venerdì, per protetsre contro i tagli; mentre il Consiglio dei Ministri era riunito per approvare il reale decreto legge alla presenza del Re Juan Carlos. Corteo che nel transitare da Calle Génova, ove è ubicata la sede del Partito Popular, a Calle Ferraz, dove sono i socialisti, è stato caricato violentemente dalla polizia, con un bilancio finale di vari feriti e fermati.

Di fronte al nuovo attacco alle condizioni di vita e di lavoro delle persone meno abbienti, il leader dell’opposizione, Alfredo Pérez Rubalcaba, nel corso di una iniziativa con la gioventù socialista, ha denunciato l’operato del governo per avere prodotto, in appena sei mesi, un aumento delle diseguaglianze sociali. Si è quindi rivolto al suo partito, il Partido Socialista Obrero Español, all’interno del quale sta emergendo una certa insofferenza per il tipo di opposizione condotta, confermando che “la migliore maniera per uscire dalla crisi è realizzare grandi accordi per recuperare la fiducia e per evitare che i più deboli restino indietro”.

Il Decreto pubblicato sul Boletín Oficial del Estado conferma nelle sue grande linee quanto già annunciato alcuni giorni prima da Rajoy e i ministri competenti, con l’aggiunta di alcuni elementi che ne peggiorano il quadro complessivo.

Le manovra approvata venerdì è di oltre 56 miliardi di euro, 29 derivanti da  aumenti di entrate e 27 frutto di tagli di spesa. A questo ammontare si aggiungeranno presto altre misure (fiscalità sull’energia elettrica), così da arrivare ai già previsti 65 miliardi complessivi.

Diversi i capitoli specialmente odiosi della manovra finanziaria. Il primo – dal quale il governo prevede di ricavare oltre 22 miliardi di euro – è  quello relativo all’aumento dell’IVA che, non solo prevede l’aumento dell’aliquota normale dal 18% al 21% e il passaggio dell’aliquota ridotta dall’8% al 10%, ma anche il passaggio di molti beni e servizi dall’ex-aliquota ridotta dell’8% (come è nel caso del biglietto del cinema o della celebrazione di funerali) a quella normale del 21%, con un improvviso salto in alto di 13 punti.

Per quanto riguarda poi l’attacco al mondo del lavoro, continua il salasso già operato sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti del settore pubblico, con la soppressione della 13ma mensilità, per quest’anno, per i quasi 3 milioni di funzionari. Mentre, però, in un primo momento si era detto che vi sarebbe stata una sorta di recupero nel 2015 a valere sul fondo pensioni del settore, nel decreto pubblicato si afferma invece che detta restituzione resta condizionata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi di deficit. Il decreto, inoltre, considera la possibilità di derogare o modificare i contratti collettivi dei quasi 700.000 impiegati pubblici, in caso di necessità. Prevede anche la perdita della disponibilità di alcuni giorni maturati sotto determinate condizioni, che precedentemente potevano aggiungersi alle ferie estive. Modificate, infine, le condizioni retributive in caso di malattia: solo a partire dal 21º giorno e fino al 90º di mallattia, l’indennità corrisposta sarà del 100%.

La manovra finanziaria si concentra anche nel colpire le persone in condizione di disoccupazione. Bisognerà avere compiuto 55 anni di età per poter fruire del sussidio di disoccupazione. Detta prestazione verrà ridotta per i nuovi disoccupati a partire dal settimo mese. Ed inoltre il Ministero del Lavoro potrà sospendere la prestazione di disoccupazione quando possano apprezzarsi indizi sufficienti di frode, senza prima procedere ad ulteriori verifiche.

Una vera e propria criminalizzazione delle persone disoccupate, denunciano i sindacati spagnoli. Dandosi appuntamento nelle piazze di tutta la Spagna per il prossimo giovedì 19 luglio.

 

da Paneacqua.eu

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