di Gianmarco Pisa

Un evento nell’evento. La Repubblica Bolivariana del Venezuela ha ospitato tra il 4 e il 6 Luglio scorsi, per la prima volta, la riunione del Forum di San Paolo, che ha coinvolto più di seicento attivisti politici della sinistra mondiale di ispirazione democratica, patriottica, progressista, rivoluzionaria ed anti-imperialista. Si è trattato del diciottesimo incontro dell’assise regionale e internazionale, la quale ha raccolto, in questa occasione, centinaia di delegati di movimenti sociali e circa cento rappresentanti di partiti politici della sinistra di progresso soprattutto latino-americani ma complessivamente provenienti da cinque continenti.

Tema e scopo dell’assise, ripreso in più momenti dei lavori e confermato nelle conclusioni, la necessità, per la sinistra progressista, rivoluzionaria, comunista del mondo intero, di unificare le proprie lotte anti-imperialiste, in primo luogo in America Latina, per consentire il consolidamento di un sistema alternativo al capitalismo attraverso il socialismo e sostenendo quanti, sia dal punto di vista sociale e culturale, sia dal punto di vista politico e istituzionale, hanno intrapreso il proprio cammino per il “Socialismo del XXI secolo”.

Il tutto, con un approccio che difficilmente potrebbe definirsi ideologico, se è vero che l’articolazione dei lavori del Forum ha consentito un ampio approfondimento tematico attraverso i quattordici workshop dedicati, tra gli altri, a temi quali difesa e sicurezza, democratizzazione della comunicazione e dei media, ambiente e cambiamento climatico, immigrazione e integrazione sociale, sindacati e movimenti sociali, popoli originari ed indigeni, la questione degli alimenti e dei mangimi, la lotta al narcotraffico e alla droga.

Il Forum ha confermato anzitutto la solidarietà con il Venezuela Bolivariano di Hugo Chavez. Il piano d’azione che ha accompagnato le conclusioni include infatti anche il sostegno esplicito del movimento di San Paolo alla candidatura del presidente Chavez per la rielezione presidenziale il prossimo 7 Ottobre. Chavez, nel suo intervento conclusivo, ha confermato a sua volta che «stiamo vincendo nella verità, senza cadere nel trionfalismo, una battaglia storica, e non mi riferisco semplicemente alle elezioni, ma a qualcosa di molto più importante, che è la battaglia storica della transizione al mondo nuovo in Venezuela».

Valter Pomar, Segretario Generale del Forum, leggendo la dichiarazione finale dell’assise, ha sollecitato «le forze progressiste e della sinistra a sostenere la democrazia venezuelana ed a respingere i tentativi di destabilizzazione» che la destra venezuelana, data molti punti percentuali indietro nel gradimento popolare e nelle intenzioni di voto rispetto al movimento bolivariano, sta continuando a mettere in campo. La campagna elettorale in Venezuela è iniziata con la più ampia partecipazione popolare, un indice tra gli altri dell’approvazione verso le azioni intraprese dal governo di Chavez in tredici anni. «Tutti i sondaggi indicano il chiaro vantaggio di Hugo Chavez con ben venti punti sul candidato della destra», ha detto Pomar.

Il presidente del Parlamento latino-americano, Rodrigo Cabezas, ha inoltre confermato che il 24 Luglio, giorno della nascita del Libertador Simon Bolivar, sarà celebrata una giornata mondiale di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana e il presidente Chavez in tutte le capitali del mondo. Un’occasione preziosa di mobilitazione e di solidarietà internazionalista, per tutte le soggettività comuniste e progressiste, anche nel nostro Paese. Facendo riferimento al Forum di San Paolo e a quanto discusso in quella sede, è stato riportato come, sotto il profilo del pensiero politico, sia ormai chiaro che il “vecchio mondo” sia ormai un retaggio del passato e il “nuovo mondo” che avanza sulla scena internazionale sia solidale con la rivoluzione bolivariana, che traguarda tali ideali di futuro.

Il Forum, nelle sue risoluzioni politiche, si è espresso senza incertezza a sostegno dell’Argentina nella sua lotta per le Falkland, con il popolo di Portorico nella sua lotta per l’indipendenza e l’auto-determinazione, a sostegno dei popoli delle Indie Occidentali contro la ri-colonizzazione che l’Olanda intende portare avanti. Inoltre, pieno sostegno e piena solidarietà sono stati espressi nei confronti di Cuba socialista, contro l’embargo statunitense, definito “stupido e assurdo”, così come a sostegno del popolo del Paraguay e della resistenza della Palestina. Il Forum ha quindi confermato di continuare a considerare Fernando Lugo unico presidente legittimo del Paraguay dopo il colpo di stato “istituzionale” posto in essere dalla destra locale.

Sebbene l’America Latina traguardi risultati incoraggianti nella lotta per i diritti umani e per l’emancipazione popolare, non è il caso di abbassare la guardia. Lo stesso Chavez ha recentemente affermato che la CIA «sta operando in Venezuela» alla ricerca di militari “scontenti” che possano agire contro il suo governo. Secondo il presidente – che ha reso tale dichiarazione in occasione di una cerimonia pubblica recentemente trasmessa dal canale VTV – la CIA starebbe cercando di coinvolgere persino alcuni generali per ripetere “l’impresa di Plaza Altamira”, che nel 2002 portò alcuni esponenti delle Forze Armate a pronunciarsi contro il governo, in un tentativo di golpe politico-militare sventato proprio dalla resistenza popolare che si schierò a fianco del presidente e del processo bolivariano. Indebolita politicamente e divisa all’interno, l’opposizione venezuelana resta dunque «pericolosa perché ha soldi ed armi, ed inoltre controlla ampi settori della polizia, delle televisioni, della radio e può contare su minacciosi alleati internazionali».

Inutile fare nomi e cognomi.

 

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