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redazionale
Si chiama “Un fiore per Giorgiana” l’iniziativa che la Federazione della Sinistra promuove per domani 12 maggio  per ricordare l’uccisione della giovanissima studentessa romana durante una manifestazione convocata per festeggiare  l’anniversario della vittoria dei No al referendum sul divorzio.

La FDS da appuntamento alle ore 11 davanti alla sede del Prc di Trastevere in piazza G.Belli 9, “per andare insieme a deporre un fiore sulla lapide posta a lato del Ponte Garibaldi”.
“Continuiamo a chiedere l’apertura dell’inchiesta sulla morte di Giorgiana Masi – afferma Alfio Nicotra responsabile movimenti del Prc e componente il  Consiglio Nazionale della Federazione della Sinistra. “ La legittima lotta al terrorismo brigatista – prosegue Nicotra – tracimò nella criminalizzazione di tutti i movimenti che, alla luce del sole, si opponevano alle politiche del governo Andreotti. A Roma, l’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga, aveva di fatto sospeso il diritto di manifestare e quel giorno quel divieto venne imposto con una repressione inaudita. Solo nei primi anni ’80 a Roma fu consentito tornare a manifestare liberamente.”
“Quando Cossiga , nel 2008 – prosegue l’esponente del Prc/Fds – consigliò il ministro Maroni ad utilizzare  contro il movimento studentesco dell’Onda gli stessi metodi usati allora,  il pensiero corse subito a Giorgiana Masi. L’idea di infiltrare i movimenti e le manifestazioni per provocare scontri e disordini per poi meglio procedere ad una repressione brutale venne praticata alla lettera quel maledetto 12 maggio 1977.”
“ Ricordo che in tribunale – precisa Nicotra – la perizia balistica stabilì che a sparare ad altezza di persona contro i manifestanti in fuga, tra i quali Giorgiana, fu un tiratore inginocchiato. Chi prese la mira contro quei giovanissimi lo fece con l’evidente volontà di uccidere. Ricordiamo inoltre che mentre Cossiga negava la presenza di uomini in borghese armati coperti dai cordoni della polizia, diversi giornali dell’epoca lo smentirono pubblicando foto con individui armati che si muovevano tranquillamente tra le  file delle forze dell’ordine.”
“Portare un fiore sulla lapide di Giorgiana – conclude Nicotra – non è solo un gesto per ricordare una studentessa a cui si è sottratto la vita. Significa porre il problema della democratizzazione delle forze di polizia, processo che si è arrestato da tempo. In tempi di crisi e di tensioni sociali il ricorso a quei metodi rischia di essere sempre più frequente. La scuola Diaz non è solo un film”

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