copertina slotart

di Vittorio Bonanni

Il nuovo libro di Roberto Gramiccia, Slot art machine. Il grande business dell’arte contemporanea (DeriveApprodi, pagg. 247, 17,00 euro) propone al lettore diversi piani di lettura. Non c’è dubbio, tuttavia, che il principale di essi sia rappresentato da un prisma di valutazioni sulla natura truffaldina del sistema dell’arte, sul suo rapporto con l’industria culturale di cui rappresenta un sottoinsieme e sulla funzione egemonica che entrambi esercitano sugli assetti di una cultura sempre meno autonoma e sempre più curvata sugli interessi del neoliberismo.

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di Maria R. Calderoni

Può essere un Gl, un "giellista", nel loro gergo uno che spara lacrimogeni (i Cs, roba da far cadere la pelle solo a vederli) col Gl40, quindi un giellista.
Può essere uno con in mano il Tonfa (avevano deciso che a Genova il VII lo usasse), il Tonfa è il nuovo manganello, quello che ha "lavorato" così bene alla Diaz (il Tonfa, un arnese duro come l'acciaio, dall'impugnatura a T, un'arma tradizionale delle arti marziali cinesi e giapponesi. Con quella roba, che i carabinieri usavano da tempo ma che la polizia non aveva mai preso in mano, si può spezzare il femore di un bue...).

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di Giorgio Salvetti

«Ingiustizia è fatta». Francesco Romeo ha appena ascoltato la sentenza e non ha dubbi. E' uno degli avvocati cassazionisti difensori di uno dei cinque imputati per cui dovrà essere ricelebrato il processo d'appello.
Ci spiega meglio la sentenza?
Cinque persone vanno in carcere, tre con una riduzione minima di qualche mese su una pena di oltre dieci anni.

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di Yanis Varoufakis

Caro Collega, come te, suppongo, anch’io sono cresciuto con le immagini in bianco e nero di un’ Europa meridionale che lottava per emergere dalle miserie degli anni tra le due guerre.
Come te, la mia mente è ancora piena di immagini di gente duramente messe alla prova dalla vita, che cercava di rinascere emigrando in paesi lontani, come nel film “Ladri di biciclette” o film greci simili, in cui intere sequenze comiche giravano intorno alla figura di un uomo adulto che desiderava ardentemente una torta al formaggio o un dessert. Comunque, arrivò poi il tempo in cui questi ricordi ed immagini di profonda povertà e privazione svanirono al punto da annullare la forza comica di simili scenette.

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di Gaetano Azzariti

È ormai passato un anno dallo straordinario successo del referendum sull'acqua pubblica. Da allora tanto il potere politico quanto le autorità amministrative continuano ad operare come se nulla fosse: si accusano i referendari di volere imporre una ideologia - quella del "bene comune" - cui il governo, la sua vasta maggioranza e le istanze tecniche non sarebbero tenute a sottostare. Anzi, si prosegue nella politica di liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali ripristinando la normativa abrogata per via referendaria e ridefinendo, sotto mentite spoglie, il sistema di remunerazione del capitale investito.

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