di Lorenzo Battisti

Domenica scorsa si è tenuto il primo turno delle elezioni legislative in Francia. Attraverso un processo elettorale piuttosto complicato, i francesi eleggono i deputati all’Assemblea Nazionale, l’equivalente della nostra Camera dei Deputati. Queste elezioni, osservate dall’Italia, possono servire per confermare o correggere l’analisi sulle tendenze di fondo della società francese, tanto rispetto alla crisi, quanto all’Europa.

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di Roberto Greco

Sono così tanti da formare un piccolo esercito: dapprima 6.500 persone, poi ridotte a 2.760 grazie alle risorse incluse nell’emendamento al decreto milleproproghe. Parliamo degli ‘esodati’ di Poste Italiane, che sono rimasti senza lavoro e senza pensione per un periodo che va, in media, da tre a sei anni (con punte che arrivano fino a otto-nove). Anche loro stanno protestando a oltranza, come del resto tutti gli altri lavoratori

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di Maria R. Calderoni

Sì, la Grecia, ovvero il nuovo pericolo pubblico n.1 confezionato su misura, artificialmente ma perfettamente funzionale. La piccola, marginale Grecia, capro espiatorio e insieme rea; colpevole, con il suo debito fuori controllo, i suoi conti sballati, la sua amministrazione truccata, di mettere in difficoltà, se non addirittura di portare alla rovina, la nobile, alta area detta Eurozona.

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di Linda Santilli

La lotta esausta contro le donne e la loro autodeterminazione non ha sosta e procede martellante come è in uso con particolare foga nel nostro paese. Dopo vescovi, preti, crociati, politici disseminati a destra e sinistra, predicatori televisivi vari, adesso è la volta di un giudice tutelare di Spoleto portare l’affondo contro la legge 194. L’uomo ha bloccato le pratiche di una ragazzina minorenne in procinto di interrompere la gravidanza per farsi paladino dell’embrione appellandosi ad una

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Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato, commentando il caso della scuola materna di Borgomanero:


«Il caso della scuola materna di Borgomanero in cui si chiede la cittadinanza italiana per l’iscrizione alla materna è l’ennesimo episodio di discriminazione in cui a rimetterci sono i bambini, i più deboli. È intollerabile che restino esclusi sulla base di un criterio come la cittadinanza, mentre potrebbero avere più necessità rispetto ad altri nuclei famigliari. Mi auguro che il caso venga risolto nel modo più democratico ed equo possibile, nel rispetto delle leggi e soprattutto nell’interesse dei minori. Resta il fatto che in Italia si discute da tempo di cittadinanza italiana per i figli degli stranieri ma nulla si è mosso. Noi chiediamo l’abolizione di quella vergognosa legge che è la Bossi-Fini e l’estensione della cittadinanza ai figli di persone immigrate: è una questione di civiltà».

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