Chissà se dopo l’incidente ferroviario di Rossano, che ha comportato la morte di sei braccianti agricoli, la ministra del lavoro Fornero ci omaggerà di un’altra scena di pianto. Intanto registriamo il silenzio del governo centrale: neppure una modesta nota di cordoglio da parte dei cattolicissimi Monti e Ricciardi, pronti a professare in ogni messa domenicale cattolicissima pietà pelosa per poi praticare cinica e spietata attività di governo che ne rivela la vera natura di baciapile a convenienza.

Leggi tutto...

L'associazione Michele Mancino ed i “partner” Resistenza Campesina e Deafal ONG
hanno a lungo lavorato per la promozione di un'agricoltura più rispettosa
dell'ambiente e delle relazioni fra le persone. Dall'esperienza di sostegno agli
agricoltori maturata in Puglia ed in altre parti d'Italia sono emerse le seguenti criticità:
- le cosiddette “grandi catene di distribuzione” (distribuzione con fini di lucro - GD),
“l’agricoltura industriale”, i supermercati e i negozi che si riforniscono provenienti dai
marchi legati alla GD o “all’agricoltura industriale”, allontanano sempre più la realtà
contadina da quella del consumatore finale;
- risulta impossibile per il consumatore valutare la salubrità e provenienza dei prodotti
(sia freschi sia conservati) che quotidianamente vengono consumati;
- i produttori agricoli si vedono obbligati a cedere i propri terreni o a non lavorarli in
quanto la remunerazione ottenuta dal lavoro agricolo non risulta essere sostenibile;
- i prodotti richiesti e commercializzati sempre più spesso si discostano dalle
tradizioni locali e al posto di incentivare la riproduzione delle varietà autoctone,
uniformano e distruggono le biodiversità locali;
Il progetto, vuole dare risposta a questi punti focali, proponendo un’alternativa
semplice ma innovativa che riesca a consociare vari aspetti generando:
reddito per i produttori,
economie e salute per i consumatori,
genuinità, tracciabilità, rifiuti ed inquinamento zero,
tutela del paesaggio e dell’ambiente oltre ad
un cambiamento sociale nell’approccio al consumo cosciente e consapevole.

Leggi tutto...

Un recente studio dell' università di Caen dimostra la tossicità del mais genetico prodotto dalla Monsanto denominato Nk603, con conseguenti danni al fegato, alterazione dei parametri ematici e produzione di cellule tumorali.
E il governo Monti che fa? Non prende posizione! Rispetto al mais Nk603 il ministro dell'Agricoltura si è limitato a coinvolgere il ministro della Salute. Il governo non prende posizione perché è l' emanazione diretta delle multinazionali, opera il massacro sociale e non riesce a garantire la salute dei cittadini.
Rifondazione comunista chiede la messa la bando degli OGM. Il governo faccia ricorso contro la decisione della comunità europea di consentire nel nostro paese le coltivazioni OGM da essa autorizzate. Chiediamo l’applicazione di una clausola di salvaguardia come hanno fatto già altri paesi europei come la Francia, l’Austria, l’Ungheria e la Grecia. Se sulla base di ricerche inerenti la salute dei cittadini c 'è il sospetto che un alimento OGM possa essere dannoso può essere vietato. Il governo Monti però non si vuole assumere tale responsabilità. Sarebbe un modo per tutelare i consumatori e l’ambiente un modo reale per tutelare i nostri prodotti di eccellenza che come si sa sono anche essi investiti dalla crisi mondiale che rischia di mettere il comparto agricolo totalmente nelle mani delle multinazionali.

 

Rosa Rinaldi, segreteria nazionale Prc

Giacomo Marchioni, responsabile nazionale Agricoltura Prc

Monti fa ricorso alla Corte Costituzionale contro l’agricoltura a “chilometro zero”. Il governo vuole bloccare alcuni atti normativi regionali per favorire le multinazionali eliminando la concorrenza delle aziende locali.

In sede europea intanto una sentenza della Corte di giustizia europea riconosce alla Pioneer il diritto di distribuire mais OGM in Italia. Per il tribunale europeo la società ha diritto a distribuire i suoi prodotti in tutti paesi dell’Unione, Italia compresa.

Rifondazione comunista è fermamente contraria a questo tentativi in atto di distruzione di un tessuto sociale, sapori e qualità che si tramandano da generazioni, portati avanti per favorire gli amici degli esecutivi dei banchieri. Ci opporremo con forza a queste politiche di annientamento del comparto agricolo.

Rosa Rinaldi

Segreteria naz. Rifondazione comunista, resp. Ambiente, territorio e beni comuni

Giacomo Marchioni,

resp. Nazionale Agricoltura Rifondazione comunista












Di seguito il link all'interessante e documentato rapporto della Confederazione italiana agricoltura (CIA)

Cittadino agricoltore in sicurezza

Sostieni il Partito con una