Dopo tanta retorica sulla patria e il tricolore il governo di Giorgia Meloni ha dato il via libera alla frantumazione leghista dell'unità nazionale. Traditori della patria spaccano l'Italia e stracciano la Costituzione.

Un giorno e una notte per stravolgere l’assetto del Paese: ieri il Senato ha licenziato in prima lettura la legge sul premierato, stanotte la Camera ha votato il DdL Calderoli sull’autonomia differenziata.

Due misfatti in poche ore: la torsione autoritaria e lo spacchettamento della Repubblica.
La democrazia parlamentare e l’uguaglianza dei diritti trattati come oggetti di scambio da un governo che tradisce la Costituzione sulla quale ha giurato.
Hanno portato a compimento il regionalismo predatorio, insensibili ai moniti di Banca d’Italia, della CEI, dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, in spregio delle opposizioni dentro e fuori il Parlamento, di un vasto movimento sociale che in questi anni ha tenuto alta la mobilitazione.

Ora chi ha indegnamente sventolato in Aula i vessilli secessionisti si prepara a passare all’incasso.

Non sarà così facile: ci opporremo con i ricorsi alla Corte Costituzionale, il blocco delle intese, i referendum per impedire di realizzare questo scempio.

Ora le opposizioni parlamentari, in primis il PD, sono tenute a comportamenti coerenti con quanto affermato ieri in piazza a partire dal ritiro delle intese firmate a suo tempo da Bonaccini per la Regione Emilia Romagna e dalla presentazione dei ricorsi da parte dei presidenti delle regioni. Ricordiamo che l'autonomia differenziata è stata resa possibile dalla modifica della Costituzione nel 2001 da parte del centrosinistra a cui solo noi ci opponemmo.

Ancora una volta la destra avanza sull'autostrada aperta dal centrosinistra.

Rifondazione Comunista lavora da anni con i comitati per la crescita di un largo movimento unitario e per questo ieri eravamo in piazza a Roma. Unità per salvare la Costituzione e scongiurare la disgregazione del nostro paese.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Tonia Guerra, responsabile campagna contro autonomia differenziata del Partito della Rifondazione Comunista

Rifondazione Comunista parteciperà domani alla manifestazione in Piazza Santi Apostoli a Roma contro l’autonomia differenziata e il premierato. La nostra distanza programmatica dai partiti dell’opposizione parlamentare che hanno indetto la manifestazione, in primis sulla questione della guerra, non ci impedisce di condividere la necessità della più ampia mobilitazione unitaria per la difesa della Costituzione.

Non vi può essere alcuna sottovalutazione della pericolosità delle proposte che sta portando avanti il governo Meloni. Di fronte all’aggressione violenta al deputato Donno, a cui va la nostra solidarietà, e alla sua giustificazione da parte della Presidente del Consiglio e del complesso della destra bisogna rispondere con la più ferma condanna.

Quel che resta della democrazia costituzionale sta per essere definitivamente stravolto dall’autonomia differenziata e dal premierato. Occorre una risposta democratica e antifascista che consenta di battere nei referendum questa destra.
Va ricordato che l’attacco alla Costituzione da parte del governo Meloni è stato reso possibile da una pessima legge elettorale che ha dato a una minoranza nel paese una larga maggioranza nel parlamento.
Soltanto il ritorno a una legge proporzionale consentirà di riprendere la via maestra tracciata dalla Costituzione e riportare alle urne la maggioranza della popolazione che si astiene perché la semplificazione bipolare ha reso le istituzioni sempre più impermeabili e incapaci di essere specchio del paese.
La spallata di questa maggioranza di estrema destra alla Costituzione è stata resa possibile dalle scelte del centrosinistra che ha aperto l’autostrada su cui Calderoli e Meloni stanno marciando.
La proposta di Calderoli è oggi possibile grazie alla modifica del Titolo V della Costituzione imposta con pochi voti di maggioranza dal centrosinistra nel 2001 a cui solo noi ci opponemmo.
Da anni lavoriamo con i comitati contro l’autonomia differenziata, mentre il PD e lo stesso M5S strizzavano l’occhio alle richieste dei presidenti di Lombardia e Veneto votando si nei referendum per l’autonomia, associandosi a loro come ha fatto l’Emilia Romagna con Bonaccini (che non ha ancora ritirato intesa nonostante migliaia di firme), siglando intese come fece Gentiloni. Ricordiamo che il presidente Bonaccini non ha ancora ritirato le intese sull’a.d, nonostante le migliaia di firme raccolte dai comitati emiliani.
Lo stesso premierato è stato legittimato nelle teste di milioni di cittadine/i con l’elezione diretta dei sindaci e ancor peggio, per l’assenza di doppio turno, con quella dei presidenti delle regioni. Per non parlare della rigida separazione delle carriere dei magistrati che renderà i PM dipendenti dall’esecutivo, come proponeva, la Bicamerale D'Alema-Berlusconi.
Saremo in piazza per la difesa della Costituzione e della unitarietà della Repubblica, contro la prepotenza di una destra che non nasconde la sua matrice fascista.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Tonia Guerra, responsabile campagna contro autonomia differenziata del Partito della Rifondazione Comunista

Care compagne e cari compagni,

la campagna elettorale non ha rallentato i percorsi di destrutturazione del Paese e di attacco alla democrazia e alla Costituzione.

L’iter del progetto del Governo Meloni sul Premierato e del DDL Calderoli sull’Autonomia Differenziata sono in discussione al Senato e alla Camera.

Il secondo potrebbe essere votato già prima della scadenza elettorale; né ci rassicurano le voci che ne farebbero slittare il voto ad una data successiva, per meri calcoli e divergenze all’interno delle forze di maggioranza.

Il movimento contro la deriva autoritaria non si ferma, anzi è necessario che il tema entri nella campagna elettorale a tutti i livelli.

Il partito e i nostri candidati e candidate sono la voce di chi ha un’idea diversa di Europa, di Paese, di comunità.

Nei prossimi giorni sono in programma iniziative organizzate da vari soggetti politici e sindacali, fra le quali la manifestazione de “La Via Maestra” sabato 25 maggio a Napoli e quella del Primo Giugno dell’USB e altre realtà di base a Roma.

Il tema dell’autonomia differenziata è centrale all’interno delle piattaforme di entrambe.

Rifondazione Comunista vi aderisce, al fianco e all’interno dei Comitati e del Tavolo Nazionale No A.D.

Per questo è necessaria la massima partecipazione e visibilità, con nostro materiale, bandiere e striscioni, concentrandoci nello spezzone dei comitati.

Per il 25 giugno, facciamo appello ai compagni e compagne ad essere presenti, prendendo contatti con le realtà territoriali della CGIL che stanno organizzando pullman, con i comitati locali o autonomamente soprattutto dalle federazioni meridionali. Il concentramento è alle 13.30 fronte stazione centrale, piazza Mancini; la partenza del corteo è alle 14.30 per concludersi alle 17.30 in piazza Dante.

In allegato trovate l’appello de La Via Maestra e un volantino del partito e di PTD che può essere utilizzato in campagna elettorale, sui social e nelle diverse iniziative: Per un’Europa di pace, un’Italia unita, solidale, indivisibile.

In occasione del voto alla Camera sull’autonomia differenziata, stiamo organizzando, insieme con il Tavolo Nazionale No A.D., una “veglia” laica per la Repubblica, la cui cronologia dipenderà dal calendario parlamentare e le cui modalità sono in via di definizione.

Buon lavoro a tutte e tutti, restiamo umani.

Tonia Guerra
Segreteria nazionale, responsabile campagna NO Autonomia Differenziata Prc-Se

Tonia Guerra*

Come annunciato, il disegno di Legge Calderoli sull’Autonomia differenziata andrà in discussione alla Camera la prossima settimana. La Commissione Affari Costituzionali ha deciso che si arriverà al voto finale sugli emendamenti (oltre 2000) entro sabato 27 aprile, con tempi contingentati per consentire l’avvio dell’iter in Aula lunedì 29 aprile. Lo smantellamento della Repubblica avviene, con restringimento dei tempi e compressione della discussione, alle spalle di un Paese per lo più inconsapevole delle conseguenze sociali devastanti che ricadranno sulle fasce e sui territori più deboli. Sappiamo dei vistosi mugugni all’interno della maggioranza di governo, soprattutto da parte del partito di Meloni, che avevano portato alla richiesta di uno slittamento dei tempi; ma la Lega ha necessità di portare a casa un primo risultato entro le prossime europee: il futuro della Repubblica è sottoposto allo scalpitio di capetti regionali e interessi di parte. Nella giornata del 29 aprile si svolgeranno, in contemporanea, numerose manifestazioni in varie città oltre Roma (Napoli, Potenza, Bari, Catania, Trapani, Trieste, Torino, Pavia, Bologna …), organizzate dai comitati e dai tavoli territoriali “No A.D.”, di cui Rifondazione Comunista è parte attiva dall’inizio di questa lotta. È necessario il massimo impegno per mantenere e intensificare l’allarme rispetto alla tenuta dello stato sociale e dei diritti costituzionalmente garantiti, già oggi colpiti dalle politiche antipopolari e belliciste. Rifondazione Comunista sarà nelle piazze lunedì 29, ancora a fianco di coloro che da anni si oppongono allo smembramento dei del Paese.

*Resp. Prc-S.E. No ad ogni tipo di autonomia differenziata

Care compagne e cari compagni,

come annunciato, il disegno di Legge Calderoli sull’Autonomia differenziata andrà in discussione alla Camera la prossima settimana.

La Commissione Affari Costituzionali ha deciso che si arriverà al voto finale sugli emendamenti (oltre 2000) entro sabato 27 aprile, con tempi contingentati per consentire l’avvio dell’iter in Aula lunedì 29 aprile.

Lo smantellamento della Repubblica avviene, con restringimento dei tempi e compressione della discussione, alle spalle di un Paese per lo più inconsapevole delle conseguenze sociali devastanti che ricadranno sulle fasce e sui territori più deboli.

Sappiamo dei vistosi mugugni all’interno della maggioranza di governo, soprattutto da parte del partito di Meloni, che avevano portato alla richiesta di uno slittamento dei tempi; ma la Lega ha necessità di portare a casa un primo risultato entro le prossime europee: il futuro della Repubblica è sottoposto allo scalpitio di capetti regionali e interessi di parte.

Nella giornata del 29 aprile si svolgeranno, in contemporanea, numerose manifestazioni in varie città oltre Roma (Napoli, Potenza, Bari, Catania, Trapani, Trieste, Torino, Pavia, Bologna …), organizzate dai comitati e dai tavoli territoriali “No A.D.”, di cui il nostro partito è parte fondante.

È necessario il massimo impegno, come dimostrato generosamente finora, per mantenere e intensificare l’allarme rispetto alla tenuta dello stato sociale e dei diritti costituzionalmente garantiti, già oggi colpiti dalle politiche antipopolari e belliciste.

In allegato trovate una locandina da poter adattare alle realtà territoriali per organizzare momenti di protesta con tutti i soggetti che condividono da tempo questa lotta o che vi si sono aggregati, se pur tardivamente.

Ogni comitato, o autonomamente in caso di assenza di comitati attivi, utilizza le modalità decise a livello locale: presidi, speakeraggi, flash mob, volantinaggi.

Di seguito trovate alcuni contributi utili e le indicazioni delle altre iniziative in corso, oltre alla mobilitazione del 29 aprile.

L’importante è non mancare questa occasione, la cui riuscita renderà più facili e credibili tutte le iniziative che saranno intraprese qualora, sciaguratamente e purtroppo prevedibilmente, questo disegno dovesse passare il vaglio parlamentare.

Tonia Guerra
Segreteria nazionale, Responsabile nazionale Campagna NO A.D. Prc-Se

La prossima settimana riparte il Mailbombing - 23, 24 e 29 aprile

- qui il link all’elenco degli indirizzi mail di Deputate e Deputati
- qui il link alla pagina FB dove trovate il testo più articolato
- qui il link alla registrazione della presentazione del libro del professore Francesco Pallante "Spezzare l'Italia. Le Regioni come minaccia all'Unità del Paese" (canale Youtube)

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