La morte di Lorenzo Parelli, in una fabbrica di Udine, mentre era impegnato in uno Stage al quarto anno di un percorso di formazione professionale, oltre ad addolorare per la giovane età del ragazzo, 18 anni appena compiuti, colpisce in modo particolare, perché si inserisce in un contesto in cui l'istruzione viene sempre più piegata alle esigenze del modello aziendale dominante, quello dove la figura del lavoratore deve essere del tutto asservita all'impresa e dove si rischia persino la vita, com'è testimoniato dalle morti che ammontano ormai a più di mille l'anno.

La reazione spontanea degli studenti di questi giorni, ha colto questo problema di fondo e segnala una giusta avversione all'alternanza Scuola -Lavoro (ipocritamente ridefinita (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), che ha introdotto “esperienze” di lavoro per i liceali e aumentato le ore di “allontanamento dalle scuole” per gli studenti degli Istituti Tecnici e Professionali di Stato.

Sia nel caso degli apprendisti in formazione che in quello degli studenti di scuole statali siamo al lavoro gratuito, giustificato da una presunta formazione, che ha la chiara finalità di formare lavoratori senza diritti.

La Scuola e una formazione improntata ai principi costituzionali hanno bisogno di ben altri interventi, come l'abolizione dell'alternanza Scuola -Lavoro e una ridefinizione del ruolo della formazione professionale.

Rifondazione Comunista sostiene le iniziative di mobilitazione del giorno 28, promosse dai Cobas Scuola e dalle organizzazioni studentesche.

Loredana Fraleone responsabile Scuola Università Ricerca PRC/SE
Nello Patta responsabile Lavoro PRC/SE

Anche da parte dell'informazione normalmente benevola con il governo Draghi, si mostra sconcerto, se non aperto dissenso nei confronti delle ultime misure anti Covid, che non affrontano i problemi reali della sanità pubblica, ripristinando e incrementando, ad esempio, la medicina territoriale e in generale le strutture sanitarie, che continuano invece ad essere sottodimensionate. Le scuole riapriranno, se riapriranno, in totale diversificazione dei comportamenti, in grande confusione e prive degli strumenti necessari per la
sicurezza, come la riduzione del numero degli alunni per classe, l'aumento degli organici, sistemi di purificazione dell'aria, tracciamento, medico scolastico e così via. Tutti provvedimenti che chiediamo fin dall'inizio della pandemia e che erano contenuti nelle piattaforme dello sciopero dei sindacati di base e confederali del 10 dicembre. La tracotanza di un governo, sostenuto da centro destra e centro sinistra, che cura solo gli interessi delle imprese e dei profitti, si sta palesando in tutto il suo cinismo e falsità nel presentarsi come paese “modello” nella gestione della pandemia, quando le strutture di cui dispone e i provvedimenti messi in campo somigliano di più a certi paesi del terzo mondo piuttosto che a quelli dei “grandi” della terra ai quali l'Italia appartiene.
Il “migliore” di tutti non è stato neanche in grado di presentarsi all'opinione pubblica, per spiegare gli ultimi provvedimenti, pensa così di deresponsabilizzarsi Mario Draghi?
Rifondazione Comunista è mobilitata a sostegno dei provvedimenti necessari, per restituire al mondo della Scuola la dignità e la sicurezza necessarie per garantire il diritto costituzionale allo studio per tutte e tutti.

Loredana Fraleone - Responsabile Scuola del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Non si risparmia nessuna occasione di repressione nel “Bel Paese” delle ingiustizie e delle disuguaglianze. Che siano lavoratori e lavoratrici che difendono il posto di lavoro o studenti, che occupano le scuole per rivendicare il diritto allo studio, il tentativo è sempre lo stesso: intimidire, reprimere, asnnullare qualsiasi forma di conflitto.

Ragazzi e ragazze, che con la Didattica a distanza hanno perso tanto della scuola che forma davvero, hanno voluto dimostrare con le occupazioni la voglia di riprendersi ciò che è loro dovuto per diritto costituzionale, hanno voluto esprimere il disagio di una generazione senza futuro, che vive in scuole degradate, dotate di un terzo di personale precario, senza risorse e sicurezza nelle classi e nei trasporti affollati, questioni che non rientrano nei problemi da prendere in considerazione con i fondi europei, per il governo Draghi.

In compenso, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio Pinneri, invia una circolare alle scuole superiori, per invitare i dirigenti scolastici a reprimere e intimidire gli/le occupanti: “......vi chiedo, ove vi troviate in questa situazione, di denunciare formalmente il reato di interruzione del pubblico servizio e di chiedere lo sgombero dell’edificio, avendo cura di identificare, nella denuncia, quanti possiate degli occupanti....”

Ricordiamo al solerte dirigente regionale del Lazio, che oltre al diritto politico di manifestare per i propri diritti la giurisprudenza, in innumerevoli sentenze, sostiene che le occupazioni non si configurano come reato quando costituiscono “permanenza” e in una di queste si chiarisce che: “l'edificio scolastico, pur appartenendo allo Stato non costituisce una realtà estranea agli studenti, che non sono semplici frequentatori, ma soggetti attivi della comunità scolastica e pertanto non sia configurabile un loro limitato diritto di accesso all'edificio scolastico nelle sole ore in cui è prevista l'attività didattica..”

Rifondazione Comunista è a fianco degli studenti e delle studentesse che lottano per il diritto allo studio e si impegna a sostenerli anche dal punto di vista legale, se necessario.

Loredana Fraleone – responsabile Scuola Università Ricerca PRC/SE
Giovanni Russo Spena – responsabile Democrazia Diritti Istituzioni PRC/SE

Grande importanza, per tutto il mondo del lavoro, che sarà mobilitato il 16 dicembre, ha lo sciopero del 10, che vedrà coinvolto il personale della Scuola a livello nazionale. Uno sciopero indetto da FLCGIL, UIL Scuola, GILDA, SNALS, COBAS, CUB, promosso su piattaforme molto simili con al centro le retribuzioni, la stabilizzazione dei docenti, la fine delle classi pollaio e la vergognosa carenza di insegnanti di sostegno. Un'occasione preziosa per la ricostruzione dell'unità di una categoria, che non solo soffre di una condizione retributiva inferiore di diversi punti a quella dei colleghi europei, ma che ha visto aumentare i carichi di lavoro in un contesto di insicurezza, di confusione normativa, di persistenza delle classi sovraffollate e di un precariato esposto a una girandola di incarichi spesso scriteriati e senza una prospettiva di stabilizzazione nel breve periodo.

Le misure previste per il DDL Bilancio 2022 e l’utilizzo dei fondi europei previsto nel PNRR non danno risposte ai problemi, che affliggono le lavoratrici e i lavoratori della scuola e di riflesso gli alunni e le alunne. Viene messa a disposizione per il contratto, scaduto da tempo, una cifra irrisoria, che per di più dovrebbe premiare la “dedizione al lavoro”, una misura iniqua e inquietante per la sua natura discriminatoria.

Il PRC/SE sostenendo lo sciopero per i diritti del personale della scuola intende tutelare anche quelli delle nuove generazioni.

Loredana Fraleone, responsabile nazionale scuola
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

Facciamo notare al ministro della transizione ecologica che un digital manager, senza conoscenze storiche e di quelle discipline considerate inutili, difficilmente sarà un operatore creativo e flessibile, capace di affrontare gli imprevisti. Per ottenere quella qualifica esistono corsi e master di pochi giorni o mesi, alcuni gestiti direttamente dalle imprese, per garantirsi le competenze specifiche di cui hanno bisogno. Facciamo notare, a questo cultore della semplificazione, che servono sempre maggiori strumenti e soprattutto una grande capacità di approfondimento, anche per lo sviluppo del capitalismo che gli sta tanto a cuore, che necessita di sempre maggiore complessità e produce una realtà sempre più complessa, a partire dalle questioni ambientali di cui Cingolani si dovrebbe occupare. Facciamo notare che persino negli USA, paese di sicuro riferimento per il ministro del governo Draghi si sta diffondendo l'idea che gli studi umanistici siano fondamentali per la comprensione della realtà e di sé stessi. Forse più che la transizione ecologica Cingolani vorrebbe fare quella verso l'ignoranza. La Storia serve anche a non farsi fregare dai Cingolani e dai Draghi.

Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale
Loredana Fraleone, resp. Scuola, università e ricerca, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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