di Gianluigi Pegolo

Il risultato del voto amministrativo è stato ormai ampiamente commentato. Quello di cui vi è bisogno ora è una riflessione più approfondita e più ampia per consentirci di cogliere tendenze più profonde che hanno agito e che ci possano essere di guida nell’azione politica. A tale proposito, a me pare che l’esito elettorale modifichi radicalmente la situazione, sconvolgendo equilibri politici e mettendo in luce dinamiche delle quali solo in parte vi era percezione. In ciò sta il suo carattere dirompente. In termini generali, il risultato del voto registra, sul piano politico, la “crisi del ruolo di governo”. Una crisi di tale portata da produrre un quadro molto instabile e suscettibile di evoluzioni imprevedibili.

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di Gianluigi Pegolo

Il risultato dei referendum non si presta ad interpretazioni di comodo. Il fatto che, in assenza di un’informazione adeguata e alla presenza di manovre truffaldine del governo per depistare l’attenzione dei cittadini, si rechi a votare il 57% dei votanti e di questi ben il 95% voti “si”, dimostra quanto sia stato reale il consenso dato ai quattro quesiti. Peraltro, già il referendum consultivo sul nucleare di qualche settimana fa tenutosi in Sardegna aveva dato risultati simili.
Che il risultato segni un’altra pesante sconfitta del governo è evidente. In primo luogo, perché lo stesso governo aveva puntato esplicitamente sul non raggiungimento del quorum e, in secondo luogo, per il merito dei quesiti. Non solo il “legittimo impedimento” costituiva l’ennesimo provvedimento pro Berlusconi che ora viene spazzato via, ma anche il pronunciamento contro il nucleare costituisce una risposta chiarissima al governo che aveva deciso, facendo strame della precedente consultazione referendaria, di reintrodurlo nel paese.

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