Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, ha dichiarato:

«“Il Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dalla Ministra Cancellieri, di fronte ai problemi e alle tensioni derivanti dalla disoccupazione, ritiene che occorre "tenere alto il livello di attenzione attraverso una strategia che si fondi anche sul dialogo con tutte le parti interessate". Dico in tutta franchezza al Ministro che il problema non sono le chiacchiere ma il rovesciamento della linea economica e sociale del governo. Se il governo continuerà con la sua politica recessiva a distruggere posti di lavoro, non saranno le chiacchiere o i divieti di manifestare ad evitare la degenerazione della situazione sociale. Il governo prenda i soldi ai ricchi e li usi per fare posti di lavoro e per tagliare le tasse a lavoratori e pensionati, vedrà che le tensioni sociali scenderanno subito».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - FdS, ha dichiarato:

«La Corte di Karlsruhe ha rigettato il ricorso della Linke contro il MES e il Fiscal Compact. I mercati festeggiano ma si tratta di una cattiva notizia: se la sentenza fosse stata favorevole alla Linke sarebbe stato bocciato il Fiscal Compact e il MES e la BCE sarebbe stata obbligata ad intervenire direttamente sui titoli di stato, evitando lo strozzinaggio previsto dal memorandum. Per il popolo e l’economia italiana, bloccare il Fiscal Compact è vitale perché questo folle trattato prevede che lo stato italiano tagli ogni anno e per vent’anni 50 miliardi di debito pubblico. Questo trattato determinerà un massacro sociale, l’aumento della disoccupazione e il pesante impoverimento del nostro paese. Noi però continueremo la nostra battaglia europea in rapporto con gli altri partiti della Sinistra Europea. Il Front de Gauche francese di Mélenchon ha chiesto al Presidente della Repubblica francese di indire un referendum. Per sostenere questa richiesta il Front de Gauche sarà in piazza a Parigi il 30 settembre e noi saremo in piazza con loro. Per costruire l’Europa dei popoli è necessario fermare questa Europa iperliberista».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – FdS, ha dichiarato:
«Monti, di fronte al palese disastro economico e sociale in cui ha portato il paese,  è obbligato ad ammettere che le manovre del governo hanno aggravato la crisi. È un’ammissione da sottolineare perché Monti sino a ieri  straparlava sulla vicina uscita dalla crisi. Adesso Monti ha cambiato linea di difesa dicendo che le manovre - benché negative - erano necessarie. Si tratta di una stupidaggine senza senso: più si fanno tagli, più si fanno privatizzazioni, più la crisi e la disoccupazione si aggravano e con esse i conti pubblici. Il punto vero è che i tagli sono dannosi e che l’unica strada per uscire dalla crisi consiste in una pesante redistribuzione del reddito dall’alto in basso e con un deciso intervento pubblico in economia dando vita ad un piano del lavoro».
11 settembre 2012

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, dichiara:

«Monti dichiara che con lo spread alto l’Italia rischia un governo euroscettico e chiede che i partiti colmino il gap di credibilità con la riforma elettorale: queste parole sono la palese dimostrazione dell’evidente uso politico dello spread. Lo spread deve spaventare abbastanza da obbligare i popoli a demolire tutti i loro diritti ma non troppo per non mettere in discussione la schifosa politica di chi quei diritti li demolisce: stanno prendendo in giro la gente».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, ha dichiarato:

«Le grandi manifestazioni di oggi dicono chiaramente che l’ILVA deve mettere le risorse per abbattere l’inquinamento e la nocività dello stabilimento di Taranto. Non è accettabile che i costi della riconversione vengano scaricati sullo stato, cioè sulle tasse dei cittadini. Ambiente e lavoro si difendono insieme contro lo strapotere del padronato e la logica del massimo profitto. Nel ribadire il pieno sostegno alla magistratura che ha giustamente arrestato alcuni dirigenti dell’ILVA, diciamo al governo di intervenire con forza e determinazione: la questione ILVA non è un fatto privato».

2 agosto 2012

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