Articolo tratto da http://www.globalproject.info

Dopo l'approvazione in Consiglio Comunale a Padova della fusione/incorporazione Acegas Aps ed Hera, avvenuta con i voti dei consiglieri PD, IDV e Sel (astenuto il consigliere Pisani, contraria la consigliera Daniela Ruffini PRC-PDCI e contrari, per il gioco delle parti, i 15 consiglieri dell'opposizione) continua la mobilitazione.

Il Comitato Due Sì per l'acqua bene comune di Padova ha preparato un dossier sulle falsità che sono state usate per sostenere la fusione. Nella prefazione del dossier si dice. " Nell’assenza di un reale contraddittorio in città, intendiamo socializzare le note che seguono, come contributo per svelare le tante falsità, ambiguità, affermazioni truccate utilizzate dai suoi sostenitori per coprire le verità sottese a questa sciagurata operazione. Ci hanno sommerso di numeri e dati ma quello che pensiamo interessi alla città sia cogliere realmente il senso di un'operazione che consegna i nostri servizi alle logiche nefaste del mercato e del profitto".

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L'articolo sulla votazione a Padova sulla fusione di Acegas Aps ed Hera (Idv e Sel hanno votato a favore, Rifondazione contro) è tratto da http://www.globalproject.info

Sette ore di mobilitazione intensa dentro e fuori il Consiglio Comunale hanno segnato la votazione sulla fusione di Acegas Aps ed Hera.

Dentro il Consiglio comunale decine di cittadini ed attivisti dei comitati hanno contestato, facendo sospendere il Consiglio comunale, prima al momento della decisione di bocciare la sospensiva della votazione, presentata dalla consigliera comunale di Rifondazione Daniele Ruffini e poi al grido di "vergogna" durante l'intervento del sindaco Zanonato prima delle dichiarazioni di voto volte a ratificare la fusione.

Fuori un presidio rumoroso e determinato, animato dal Centro Sociale Pedro, nonostante una carica della polizia, ha continuato a circondare Palazzo Moroni accompagnando con petardi e botti le dichiarazioni di voto a favore della fusione.

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A poco più di un anno dalla grande vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011 quando milioni di nostri concittadini si pronunciarono in maniera chiara e inequivocabile sulla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la fuoriuscita dell’acqua dal mercato e dalle logiche di profitto, sulla cancellazione in tariffa della remunerazione del capitale investito dal gestore… ci ritroviamo quasi punto e a capo. Perché la progettata operazione di fusione, meglio, incorporazione della nordestina ACEGAS-APS nell’emiliano romagnola HERA, con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti, rappresenta solo l’ultimo anello di una serie di provvedimenti (del governo Berlusconi prima, del governo Monti poi) tesi a svuotare la carica autenticamente democratica del risultato referendario, diretto a riportare acqua e servizi pubblici locali sotto il controllo diretto dei cittadini.

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Contributo introduttivo a cura R.Lembo ( Cicma)

La campagna è partita con un Manifesto-Appello di denuncia sui rischi sottostanti la proposta  di costruzione di una grande Multiutility del Nord- appello che attraverso iniziative territoriali a livello Milanese ed in altre città ed il successivo lancio attraverso il sito del Forum ha visto l’adesione di diverse miglia ai di persone ed il coinvolgimento di diverse personalità.

Gli obiettivi alla base della Campagna possono essere cosi riassunti :

-      denunciare il rischio di annullamento delle conquiste referendarie  rispetto al rilancio della autonomia dei Comuni e delle modalità di gestione diretta sotto il controllo dei cittadini di importanti servizi pubblici locali come l'acqua, i rifiuti, del TPL, l'energia

-      evidenziare la natura finanziaria, lobbistica e verticistica di istituzioni, managers e correnti di partiti, sottostante il progetto di creazione di un Multiulity  percorso avviato espropriando dal dibattito  i consigli comunali delle città ( Milano e Torno) .

-      far conoscere  i rischi del progetto (finanziarizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali che interessano i cittadini) e richiamare l’attenzione sui limiti del progetto : le economie di scala derivanti dalle fusione non compensano i  forti livelli di indebitamento delle aziende oggetto del processo di fusione

-      sollecitare nelle città il coinvolgimento dei cittadini attraverso momenti di confronto pubblico finalizzati a stimolare il pronunciamento da parte dei consigli comunali, delle forze politiche, dei sindacati  e  recuperare la mobilitazione dei gruppi e di quanti hanno sostenuto il referendum sull’acqua

-      coinvolgere e mobilitazione contro il progetto altri comitati sensibili ed impegnati  a difesa dei  beni comuni  come i  Comitati  energia, rifiuti, trasporti  etc…

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Sulla questione delle risorse idriche in Calabria dobbiamo passare all’azione se non vogliamo che la giunta regionale  reazionaria del presidente Scopelliti, con l’appoggio degli ambienti del centro-sinistra cointeressati alla gestione privatistica dell’acqua pubblica, proceda speditamente in direzione della vanificazione degli esiti referendari.

Una sintetica cronistoria. Nel 1997 il consiglio regionale della Calabria ha approvato la legge regionale 3 ottobre 1997 n. 10, recante: "Norme in materia di valorizzazione e razionale utilizzazione delle risorse idriche …".

All’articolo 40 la citata legge prevede che l’acqua dei calabresi possa diventare oggetto di profitto capitalistico. Si riportano nel seguito i commi fondamentali.

1. La Giunta regionale è autorizzata, ai sensi dell'art. 22, comma 3, lett. e), della legge n. 142 del 1990, a costituire una società mista a prevalente capitale pubblico, per garantire su tutto il territorio regionale un equilibrio del bilancio idrico e la priorità negli usi, in attuazione di quanto previsto dagli articoli 2, 3, comma 1 e 2, e 10, comma 7, della legge n. 36 del 1994, nonché dagli articoli 3 e 10 della legge n. 183 del 1989.

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