di Martina Castigliani

Un documento di sei pagine, con cui l’Anpi Nazionale e l’Istituto Alcide Cervi presentano una campagna di contrasto al neofascismo e di rilancio dell’antifascismo, lanciando un grido d’allarme ad un governo che sembra essersi dimenticato di loro.

Infatti il governo di Mario Monti, ripartendo i contributi annuali per le Associazioni combattentistiche, li assegna in parte alle Associazioni d’arma, ma per il 2012 non ha  assegnato nulla alle associazioni partigiane, con provvedimenti che Anpi e Istituto Cervi definiscono “di vera e autentica discriminazione”.

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di Annalisa Dall'Oca

C’è Mario, 92 anni, ex partigiano, medaglia d’argento al valore militare, che dalla Sardegna ogni anno prende un aereo per partecipare alla manifestazione. E poi c’è Monica, capelli corvino, che, fresca di laurea, è arrivata a Marzabotto da Tolentino, in provincia di Macerata. Nonni e nipoti divisi da mezzo secolo di storia d’Italia ma uniti da idee che sembrano non sbiadire mai. Ci sono tutte le generazioni alla terza festa nazionale dell’Anpi

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di Massimo Franchi

Fascisti vivi e vegeti nel Comasco. Con perfino un prete a benedire loro e la lapide nel luogo dove furono fucilati Benito Mussolini e Claretta Petacci del 28 aprile del 1945.. È successo ieri a Giulino di Mezzegra. A sessantasette anni esatti dalla sentenza di morte decisa dal Comitato di Liberazione Nazionale, la sedicente Unione nazionale combattenti della

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di Bianca Bracci Torsi

Finalmente questo malnato e peggio cresciuto 2012 ci elargisce uno sprazzo di sole e l’eco squillante di tante voci – quelle giuste – in un giorno che molti temevano di dover vivere fra ricordi e rimpianti: un 25 aprile nel quale finalmente la memoria del passato ha dato nuova forza alle lotte del presente. Non si è trattato solo del numero delle manifestazioni grandi e piccole in ogni parte d’Italia e del numero dei partecipanti ovunque calcolato il più alto degli ultimi anni.

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Bianca Bracci Torsi

120210memoriaÈ una recente acquisizione la ricorrenza nazionale del ricordo degli italiani giustiziati e gettati poi nelle foibe slave accomunati alla Giornata della memoria, dedicata ai morti nei campi di sterminio tedeschi in gran parte per la sola colpa di appartenere ad una etnia che gli uccisori dichiaravano meritevole di sterminio, dal dato comune dell’innocenza: tutti ugualmente vittime di odio razziale, tutti senza colpe. Ma gli ebrei erano cittadini italiani, tedeschi, polacchi, francesi e slavi, da secoli, i rom trascorrevano la loro esistenza nomade in giro per l’Europa da millenni, c’erano fra loro ricchi e poveri, persone più o meno oneste, ma nessuno di loro aveva invaso un paese e oppresso un popolo.

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Responsabile Gianluigi Pegolo

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  • RELAZIONE AL COMITATO POLITICO NAZIONALE DEL 21 e 22 MAGGIO 2011 Per supportare l’analisi, che vi proporrò, mi sono avvalso...

  • Possiamo, a ragione, esprimere soddisfazione per i risultati di queste elezioni amministrative. Il primo dato, in sé rilevantissimo, è che...