Rassegna.itQuasi un punto e mezzo di deficit in più rispetto a quanto concordato dal suo predecessore, Josè Luis Zapatero. Sorprendendo un po' tutti gli osservatori, il premier spagnolo Mariano Rajoy ha sfidato oggi la Commissione Ue e le ferree direttive di Berlino annunciando per il 2012 un deficit al 5,8% del Pil, anziché al 4,4%.
Una decisione presa tra l'altro senza parlarne con i colleghi europei, perché, ha spiegato Rajoy, si tratta una “decisione sovrana della Spagna”. Stupita la stampa spagnola, che si aspettava un 'allungo' del deficit 2012 ma solo di 'qualche decimo', e rilevava oggi che al summit di Bruxelles nessuno aveva dato segnali di apertura davanti alla situazione critica che Rajoy ha ereditato da Zapatero: un deficit 2011 all'8,5%, invece del 6% garantito dal governo socialista, una disoccupazione al 22,85% (in probabile aumento), previsioni di crescita negativa al -1,7% nel 2012, invece del +2%.