Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra

La scelta della Cgil di proclamare lo sciopero generale contro lo stravolgimento dell'art. 18 e la controriforma del mercato del lavoro è sacrosanta. La Federazione della Sinistra aderisce alle mobilitazioni sindacali contro questo scempio dei diritti e ribadisce l'invito a tutte le forze politiche di sinistra, a partire da Sel e dall'Idv, a costruire una battaglia forte e duratura nel paese per contrastare questa riforma vigliacca, che aumenterà i pretesti per licenziare senza giusta, senza combattere invece il precariato sul lavoro. Nel frattempo, continua la nostra raccolta di firme, già sottoscritta da decine di migliaia di persone, per la difesa e l'estensione dell'art. 18.

Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra

La volontà del governo di stravolgere l'art. 18 a forza di ultimatum e ricatti è la dimostrazione della sordità di questo esecutivo alle ragioni della democrazia, sia sul lavoro che nei rapporti con gli interlocutori sociali e politici.
Invece di contrastare la precarietà e di puntare sull'innovazione produttiva, il governo, con l'eliminazione del reintegro in caso di licenziamento per motivi economici, aumenterà i licenziamenti individuali senza giusta causa. E' ovvio che tutti i licenziamenti per ragioni discriminatorie e sindacali, ancora tutelati sulla carta, verranno fatti passare dai datori di lavoro come economici.
Per questo la Federazione della Sinistra continuerà a raccogliere firme e a mobilitarsi contro la riforma del mercato del lavoro, come ha fatto oggi a piazza Montecitorio, e sosterrà le iniziative sindacali di contrasto a questo scempio.

MARTEDÌ 20 MARZO ALLE 15 PRESIDIO DAVANTI A MONTECITORIO E CONSEGNA DELLE FIRME
 
La Federazione della Sinistra ha lanciato negli scorsi giorni una petizione popolare per la difesa e l'estensione dell'articolo 18, raccogliendo migliaia di firme. Martedì 20 marzo dalle 15, a Roma, si terrà un presidio di fronte a Montecitorio per la consegna delle firme alle istituzioni.
Di seguito il testo della petizione e l'elenco dei primi firmatari.
Per aderire www.federazionedellasinistra.com

Petizione Popolare
Per la difesa e l'estensione dell'articolo 18

Noi sottoscritti/e consideriamo l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori una norma di civiltà.
L'obbligo della reintegra di chi viene ingiustamente licenziato è garanzia per ogni singolo lavoratore ed è al tempo stesso il fondamento per l'esercizio dei diritti collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal diritto a contrattare salario e condizioni di lavoro dignitose.
Se l'articolo 18 fosse manomesso ogni lavoratrice e ogni lavoratore sarebbe posto in una condizione di precarietà e di ricatto permanente, essendo licenziabile arbitrariamente da parte del datore di lavoro. Se l'articolo 18 fosse manomesso verrebbero minate in radice le agibilità e libertà sindacali.
Per questo motivo va respinta ogni ipotesi di manomissione o aggiramento dell'articolo 18. L'articolo 18 va invece esteso a tutte le lavoratrici e i lavoratori nelle aziende di ogni dimensione.

Vittorio Agnoletto, Ciro Argentino, Giovanni Barozzino, Francesco Barra, Riccardo Bellofiore, Marco Bersani, Fausto Bertinotti, Alberto Burgio, Loris Campetti, Francesco Caruso, Luca Casarini, Adelmo Cervi, Paolo Ciofi, Giorgio Cremaschi, Alessandro Dal Lago, Don Vitaliano Della Sala, Luigi De Magistris, Rossana Dettori, Oliviero Diliberto, Piero Di Siena, Antonio Di Stasi, Mario Dondero, Angelo D'Orsi, Roberta Fantozzi, Gianni Ferrara, Paolo Ferrero, Luciano Gallino, Don Andrea Gallo, Fabrizio Gatti, Vladimiro Giacchè, Alfonso Gianni, Michele Giorgio, Alfiero Grandi, Dino Greco, Haidi Giuliani, Margherita Hack, Carlo Guglielmi, Wilma Labate,  Antonio La Morte, Mimmo Locasciulli, Giorgio Lunghini, Giacomo Marramao, Citto Maselli, Maria Grazia Meriggi, Gianni Minà, Dino Miniscalchi, Roberto Musacchio, Giovanni Naccari, Nicola Nicolosi, Manuela Palermi, Fulvio Vassallo Paleologo, Mimmo Pantaleo, Ulderico Pesce, Valentino Parlato, Gianpaolo Patta, Francesco Piccioni, Marco Pignatielli, Felice Roberto Pizzuti, Franca Rame, Carla Ravaioli, Gianni Rinaldini, Roberto Romano, Anna Maria Rivera, Massimo Rossi, Franco Russo, Cesare Salvi, Giancarlo Saccoman, Pasquale Scimeca, Patrizia Sentinelli, Marino Severini, Tommaso Sodano, Antonella Stirati, Fabrizio Tomaselli, Nicola Tranfaglia.

Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra

Di fronte all’offensiva condotta dal Governo Monti contro l’art. 18, operata con l’appoggio dell’intera maggioranza parlamentare che lo sostiene, diventa sempre più urgente una mobilitazione unitaria delle forze della sinistra che rifiutano lo svuotamento di senso di questo fondamentale principio giuridico a tutela dei lavoratori. È evidente a tutti che, se la Cgil rimarrà sola, l’art. 18 verrà stravolto definitivamente. Infatti, alla luce del vertice di ieri tra Monti, Bersani, Alfano e Casini, non è sufficiente il solo piano sindacale, ma occorre condurre anche una battaglia politica. Pertanto, a nome della Federazione della Sinistra mi rivolgo a Nichi Vendola e ad Antonio Di Pietro per chiedere loro di incontrarci il prima possibile al fine di concordare una strategia unitaria e per invitarli a partecipare al sit-in davanti a Montecitorio martedì 21 marzo nel quale consegneremo le migliaia di firme raccolte già in una settimana sulla petizione per la difesa e l’estensione dell’art. 18.

«Pericolosa sbandata del governo Monti anche in materia agricola – dichiara Rosa Rinaldi, Responsabile Ambiente, Territorio e Beni comuni di Rifondazione comunista -. L’esecutivo in sede di Consiglio europeo ha schierato per la prima volta l'Italia a favore dei Paesi che chiedono di coltivare organismi geneticamente modificati (OGM). Con questa “apertura” Monti ed il suo ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, puntano a consegnare anche il mondo agricolo italiano nelle grinfie dei poteri forti, rappresentate dalle multinazionali dell'agrobusiness. Si tratta di un riposizionamento dell’Italia che ribalta le posizioni precedentemente assunte sulla spinta della mobilitazione nel paese contro gli OGM e per un’agricoltura sana e di qualità.  Un riposizionamento che può rappresentare un colpo mortale per la nostra agricoltura e per i tanti prodotti di origine controllata e protetta di cui l'Italia si fa vanto nel mondo. Per fortuna, il Consiglio Ambiente dell'UE non ha poi raggiunto un accordo in tema di OGM sulla proposta di “compromesso” presentata dalla Presidenza danese del Consiglio Europeo. Resta la preoccupazione per la posizione assunta dal governo italiano e per il futuro dell’agricoltura. Rifondazione comunista  ribadisce il sostegno  al diritto degli Stati membri a vietare la coltivazione di OGM e si schiera in favore dell’agricoltura di qualità. Vogliamo un governo NO OGM».

Roma, 13 marzo 2012
Ufficio stampa Prc

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