Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, dopo le proteste contro le spille sessiste indossate dalle commesse della Rinascente:

 

«La spilla con la scritta “Averla è facile. Chiedimi come” è offensiva e svilente per la dignità delle donne. Bene hanno fatto le lavoratrici della Rinascente a protestare: siamo al loro fianco e proponiamo di boicottare la Rinascente fino a quando i responsabili non avranno ritirato questa bieca iniziativa di marketing, fatta e studiata sulla pelle delle donne. In Italia il maschilismo e il sessismo sono due piaghe sociali e culturali importanti, strettamente connesse al dramma dei femminicidi: non bisogna far finta di niente, occorre dare segnali netti alle aziende che li usano per fini pubblicitari».

Giovanni Russo Spena, responsabile nazionale Giustizia di Rifondazione comunista, ha dichiarato:

«La morte di Pop Virgil Cristria, detenuto 38enne a Lecce, dopo 50 giorni di sciopero della fame è l’ennesimo, gravissimo episodio che accade nelle nostre carceri. Siamo vicini ai parenti della vittima. Morire in carcere è indegno per un paese civile: nemmeno nei peggiori regimi militari succedevano fatti del genere, oltre tutto in una situazione di abbandono totale di questa persona. I suicidi e il sovraffollamento delle carceri sono un problema enorme sul quale il governo Monti non ha fatto e continua a non fare nulla».

Roberta Fantozzi, della segreteria nazionale di Rifondazione comunista, responsabile Lavoro del Prc e Antonio Ferraro, responsabile Welfare del Prc, dichiarano:

«L'ipotesi di riformare lo strumento dell'Isee per ridurre la platea dei benificiari di servizi e prestazioni sociali è inaccettabile. Se quanto riportato oggi dal quotidiano La Repubblica fosse vero, ci troveremmo davanti ad un tentativo meschino di calcolare come reddito indennità, pensioni e assegni di invalidità e di applicare il nuovo strumento per accedere a prestazioni e servizi sociali finora garantiti universalmente come stabilito dalla nostra Costituzione. Il governo darebbe così il colpo di grazia ad un sistema di welfare già  in ginocchio a causa dei tagli ai fondi sociali e agli enti locali. Rifondazione Comunista si opporrà ad una revisione dell'Isee che rischia di renderlo un filtro iniquo per ridimensionare ulteriormente i diritti sociali nel Paese».

GRUPPI DI ACQUISTO POPOLARE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA LANCIANO CAMPAGNA FUORI IL GRANO DALLA BORSA»

«È uno scandalo assoluto – dichiara Francesco Piobbichi, responsabile della rete dei Gap (Gruppi di acquisto popolare) organizzati da Rifondazione comunista - che mentre le famiglie non arrivano a fine mese il pane arrivi a costare 6 euro al kg (come accade a Bologna, 4 euro a Milano). La finanza globale specula sulle derrate alimentari di base come pane e riso, sconvolgendo il normale equilibrio dei prezzi; il ricarico dall'origine del prodotto al bancone di vendita è di oltre il 1000% come spesso hanno denunciato le associazioni dei produttori. Il governo intervenga immediatamente istituendo un prezzo politico per i generi di prima necessità e i Comuni aprano spacci popolari come prima avveniva con gli enti di consumo. Come Gruppi di Acquisto Popolare da tre anni riusciamo a dimezzare i prezzi del pane e di altri prodotti acquistando direttamente dal produttore i generi alimentari, riuscendo così in molte parti d'Italia ad ottenere il pane ad 1 euro al kg. I Gap si ispirano ai Gas (Gruppi di acquisto solidale), ma hanno come punto dirimente il contrasto al carovita e il prezzo equo per i produttori. Ad oggi le famiglie che hanno ruotato intorno al nostro progetto sono oltre 15 mila in tutta Italia. Nei prossimi giorni lanceremo una campagna dal titolo "Fuori il grano dalla borsa", per chiedere l'esclusione dei generi alimentari dalla speculazioni e interventi diretti da parte del governo contro il carovita».

I Gap di Rifondazione comunista sono reti di cittadini che si uniscono e decidono l’acquisto collettivo di generi alimentari e altri beni. Non c’è nessun ricarico sopra il prezzo che è contrattato direttamente con i produttori per creare una rete di distribuzione alternativa a quella delle grandi catene. Tutti i prodotti dei Gap sono tracciati in modo da poter risalire al produttore e conformi alle leggi. Ad oggi sono attivi oltre trenta Gap in tutt’Italia il più consistente dei quali, quello di Lodi, ha 5mila iscritti.

Roma, 4 aprile 2012

Per informazioni: Francesco Piobbichi, responsabile della rete dei Gap, cell. 334 6883166

Marco Gelmini, amministratore unico della Mrc, ha dichiarato:

"Ieri, presso la Regione Lazio, Mrc (la societa' editrice di Liberazione), sindacati e rappresentanze dei giornalisti e poligrafici hanno sottoscritto un accordo che prevede 24 mesi di cigs per far fronte alla sospensione delle pubblicazioni di Liberazione, in atto dai primi di Gennaio.
Liberazione, come purtroppo tante altre testate dell'editoria di partito, cooperativa e di idee, e' stata costretta a sospendere le pubblicazioni a causa dei tagli applicati ai fondi della legge sull'editoria (prima da Berlusconi e poi da Monti), a causa della ulteriore drastica riduzione degli stanziamenti per gli anni a venire e dell'abolizione dei contributi diretti a partire dal 2014, oltreche' a causa della mancata approvazione del nuovo regolamento.
Il Cdr di Liberazione mente sapendo di farlo quando imputa a Rifondazione la sospensione, avendo via via respinto tutte le proposte avanzate dalla Mrc che avrebbero consentito di mantenere in vita un giornale on-line evitando un'interruzione delle pubblicazioni che nuoce in primo luogo al Prc. Il Cdr mente nascondendo le reali responsabilita' del governo; mente ignorando la realta' di una trattativa protrattasi per mesi; mente quando lamenta resistenze nel pagamento delle spettanze (sempre corrisposte, tal volta con qualche giorno di ritardo a seguito della situazione di oggettiva difficolta'); mente ignorando gli sforzi enormi fatti dal Prc per anticipare fondi e garantire l'uscita del giornale anche a prezzo di dolorose alienazioni immobiliari; mente nascondendo la volonta' e l'impegno del Prc e dei suoi militanti a far tornare Liberazione in edicola; mente nascondendo l'impegno a garantire occupazione seppur ridotta e/o a rotazione a partire da criteri di assoluta equita'.
Ci domandiamo che senso abbia  firmare accordi da parte del Cdr ed il giorno successivo smentirli con comunicati dal contenuto provocatorio. Gli accordi  specificano gli  impegni in modo chiaro. La loro firma smentisce le illazioni e le falsita'diffuse dal cdr. Chi dilapida l'impegno per l'informazione democratica e plurale, per il riconoscimento del lavoro e dei suoi diritti nonche' la storia ventennale di Liberazione e' chi continua a sbagliare obiettivo: noi continuiamo a pretendere risposte ed impegni dal Governo."

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