Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – FdS, ha dichiarato:
«Voglio denunciare con forza i vergognosi manifesti razzisti affissi dal Popolo della Libertà a Pescara. Evidentemente il PDL alla frutta non trova di meglio che imitare la Lega di Borghezio. Al contrario di quanto si evince dal manifesto in questione la delinquenza non ha appartenenze etniche, come dovrebbero sapere gli esponenti del PDL che contano nelle proprie fila e hanno portato in parlamento un esercito di indagati e condannati. Vogliamo sperare che la magistratura apra un’inchiesta, vista la palese violazione della legge Mancino».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato:

«Il governo “tecnico” se n’è infischiato dell’opinione dei valsusini, militarizzando un intero territorio, ma dovrebbe quanto meno considerare l’opinione autorevole del think tank di esperti europei che oggi ha chiesto uno stop al progetto della Tav. Un plauso alla presa di posizione di questo gruppo di professori che ha colto nel segno uno dei motivi dell’opposizione all’alta velocità in Val Susa: l’aumento del debito pubblico ci consegnerà – ancora di più - nelle mani degli speculatori. Dubito che Monti e i suoi ministri accoglieranno l’invito, essendo loro dalla parte degli speculatori: dimostreranno così ancora una volta che di tecnico non hanno proprio nulla. Le ragioni del movimento, avvalorate anche da esperti assolutamente super partes, che di certo non sono pericolosi “sovversivi”, non potranno essere sminuite e trasformate in un mero problema di ordine pubblico: ora e sempre No Tav».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, ha dichiarato:

«I ballottaggi consegnano un quadro politico in cui il sistema bipolare della seconda repubblica semplicemente non esiste più. Il Parlamento attuale è  completamente delegittimato perché le forze politiche che lo compongono sono minoranza nel paese.  Nel contempo là dove gli elettori hanno potuto, hanno punito chi sostiene il governo Monti. Vi è quindi una domanda di cambiamento che chiede pulizia, cambiamento e partecipazione ma anche la fine delle politiche liberiste di Monti. In queste condizioni il governo Monti non è legittimato a demolire i diritti dei lavoratori a partire dall’articolo 18: il governo nominato dalla Merkel e imposto da Napolitano tenga giù le mani dall’articolo 18».

Giovanni Russo Spena, responsabile nazionale Giustizia di Rifondazione comunista, dichiara:

«Sul testo che riguarda il disegno di legge sulla corruzione ancora una volta passa nelle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali una linea di compromesso tra le esigenze berlusconiane e quelle del Pd che rende il testo troppo prudente e obiettivamente pasticciato sul piano della tecnica giuridica. Condivido il voto contrario dell’Idv: le inchieste in corso contro la Pubblica amministrazione saranno in un sol colpo vanificate. Il reato di “dazione ambientale” è stato cancellato e vi sono le premesse per ulteriori peggioramenti in Aula».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-FdS, ha dichiarato:

«I dati Istat indicano che l’Italia è in una recessione gravissima che è dovuta alle sciagurate politiche europee e governative. Siamo nella situazione peggiore dal secondo dopoguerra: i salari al palo, il Sud poverissimo, le donne e i giovani senza futuro sono tutte conseguenze dirette delle politiche di Monti. Il governo “tecnico” sta facendo solo danni, e di grande portata, danni che paghiamo noi e che pagheranno le generazioni future. Monti ci sta portando sempre più vicini alla Grecia; ad una crisi senza possibilità di ritorno: per questo se ne devono andare subito a casa».

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