«Finmeccanica mente sapendo di mentire. Il progetto Joint Strike Fighter, meglio conosciuto come F35, è strategico solo per gli Usa e per lobby dei mercanti di morte. La posizione espressa dal presidente e  amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi oggi in Commissione Difesa fa a pugni con i dati di fonti indipendenti e non risponde a nessuno  dei rilievi della campagna Tagliamo le ali alla guerra» . è quanto afferma Alfio Nicotra, responsabile nazionale Pace e Movimenti del Partito della Rifondazione Comunista.
«Le ricadute occupazionali in proporzione  ai faraonici stanziamenti richiesti  per il progetto sono minime – aggiunge Nicotra -  mentre sono larghe le maglie che consentono ai costi degli F35 di lievitare cammin facendo e tanti intermediari sono pronti a taglieggiare le casse dello Stato. L’Italia non ha accesso neanche al codice sorgente dell’elettronica del velivolo, la parte veramente robusta dell’investimento, e sarebbe completamente dipendente dagli Usa. Un progetto antieconomico che paesi atlantici come la Gran Bretagna hanno deciso, giustamente, di cancellare del tutto». Per Nicotra  «le pressioni della Finmeccanica dovrebbero essere respinte al mittente. Purtroppo il governo italiano è rappresentato dall’ammiraglio De Paola che da direttore degli armamenti  del Ministero della Difesa ha dato, alcuni anni fa, il via a questo progetto. Senza una mobilitazione popolare anche la riduzione di 41 caccia dei 131 previsti promessa dal Governo rischia di essere vanificata».

Roma, 13 marzo 2012
Ufficio stampa Prc

Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra

“Quella di oggi è una grande manifestazione, con un partecipazione oltre ogni aspettativa – dichiara Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, che sta sfilando nel corteo della Fiom a Roma - Ancora una volta i lavoratori sono in piazza non solo per tutelare la loro condizione materiale di vita, ma per difendere la democrazia e la civiltà dell’intero paese, minacciate dall’attacco ai diritti fondamentali del lavoro mossi da Marchionne e da Confindustria. Proprio il grande successo di questa giornata – continua Rossi – rende però ancora più evidente la sproporzione tra queste istanze e la loro rappresentanza politica. A tal proposito, a nome della Federazione della Sinistra, ribadisco l’invito e l’impegno urgente a unire la sinistra che che non condivide le politiche del governo Monti”, conclude il portavoce nazionale della Fds.

La Federazione della Sinistra ha promosso una petizione popolare nazionale per la tutela e l’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che già dalle prime ore ha ricevuto centinaia di adesioni.
Massimo Rossi, portavoce della Federazione della Sinistra, dichiara: «Dopo l’aggressione del governo Berlusconi su mandato di Confindustria, l’art. 18 è ora tornato al centro degli attacchi del governo Monti e anche di molti esponenti della coalizione che lo sostiene, compresi alcuni dirigenti del Partito Democratico. L’allargamento dell’area di quanti vogliono una revisione profonda dell’articolo o addirittura una sua totale cancellazione è un dato preoccupante. Siamo certi che siano tantissimi coloro i quali vogliono esprimersi direttamente in difesa e per l’estensione dell’art. 18, ribadendo inoltre l’idea che un diritto così fondamentale debba valere per tutti i lavoratori senza limitazioni di sorta. Per questa ragione, in concomitanza con l’importante manifestazione della Fiom del 9 marzo a Roma, la Federazione della Sinistra ha pensato di dare modo a tutti di partecipare a questa battaglia, mettendo a disposizione lo strumento della petizione popolare, che ci auguriamo raggiunga un grande numero di adesioni in tempi brevi, in modo da incidere prima che sia troppo tardi».
 
Per firmare la petizione: www.federazionedellasinistra.com.
 
Di seguito, il testo della petizione che, insieme alle firme raccolte, saranno presentate al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Senato della Repubblica e al Presidente della Camera dei Deputati: “Noi sottoscritti/e consideriamo l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori una norma di civiltà.
L’obbligo della reintegra di chi viene ingiustamente licenziato è garanzia per ogni singolo lavoratore ed è al tempo stesso il fondamento per l’esercizio dei diritti collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal diritto a contrattare salario e condizioni di lavoro dignitose. Se l’articolo 18 fosse manomesso ogni lavoratrice e ogni lavoratore sarebbe posto in una condizione di precarietà e di ricatto permanente, essendo licenziabile arbitrariamente da parte del datore di lavoro. Se l’articolo 18 fosse manomesso verrebbero minate in radice le agibilità e libertà sindacali. Per questo motivo va respinta ogni ipotesi di manomissione o aggiramento dell’articolo 18. L’articolo 18 va invece esteso a tutte le lavoratrici e i lavoratori nelle aziende di ogni dimensione.”

Per informazioni:
Massimo Rossi, portavoce FdS

Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra
Sulle pensioni, l’Unione Europea è meno ipocrita del governo italiano e della maggioranza che lo sostiene. Dopo tante bugie sul fatto che gli italiani andavano in pensione troppo presto, mentre la media era in linea con quella europea, e che il sistema costava troppo, mentre l’Inps era abbondantemente in attivo, adesso con il Libro bianco della Commissione Europea c’è la conferma che già nel 2020, a causa della riforma Monti-Fornero, l’età di pensionamento in Italia sarà la più elevata tra i 27 paesi europei. Ma l’Europa non si accontenta di un governo che ha fatto i compiti per casa con più solerzia, e più iniquità, degli altri e raccomanda anche il concorso delle pensioni integrative private come integrazione del reddito degli anziani, visto che le pensioni, in rapporto alla retribuzione finale, si ridurranno in 40 anni del 15% dell’importo. E così si scopre palesemente il vero obiettivo della riforma Monti-Fornero: non quello di mettere a posto conti che già funzionavano, ma fare l’ennesimo regalo a banche e assicurazioni.

«La liberazione di Rossella Urru, se confermata, è una splendida notizia. Il suo rapimento e quello dei suoi tre compagni spagnoli è stato un colpo micidiale inferto al movimento di solidarietà con il popolo Saharawi. Un rapimento sospetto proprio perché Rossella lavorava su un tema scomodo per le cancellerie europee, un tema da troppo tempo rimosso dall’agenda politica. Chi ha voluto colpire Rossella ha voluto colpire la causa del Polisario il cui popolo sta subendo da anni l’occupazione militare del Marocco e una pulizia etnica dai territori da loro storicamente abitati. A nome del Partito della Rifondazione Comunista voglio ancora una volta ringraziare Rossella Urru per la determinazione e la generosità da sempre profusi nell’aiuto umanitario ad un popolo senza terra e senza diritti». E' quanto ha affermato, in una dichiarazione, Alfio Nicotra, responsabile nazionale Pace e Movimenti del Partito della Rifondazione comunista/Federazione della Sinistra.

Roma, 3 marzo 2012

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