SABATO 11 FEBBRAIO ALLE 16
A ROMA, AL CENTRO CONGRESSI CAVOUR, IN VIA CAVOUR 50

Si terrà sabato 11 febbraio al Centro Congressi Cavour di Roma un incontro con Camila Vallejo, vice presidente degli Federazione degli Studenti - Universidad de Chile, la nota leader dei movimenti studenteschi cileni. All’assemblea, organizzata dalla Federazione della Sinistra, dai Giovani Comunisti e dalla Federazione Giovanile Comunisti Italiani, parteciperanno anche Kariol Cariola, segretaria generale Juventudes Comunistas de Chile e Jorge Murua del Sindacato Cut Cile.

Prenderanno parte all’incontro anche Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc, Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci e altri esponenti dei partiti e delle organizzazioni giovanili che promuovono l’appuntamento.

Ingresso libero. I giornalisti sono invitati.

Ufficio stampa Prc:
Barbara Battaglia

Una lettera di solidarietà al giornale Il manifesto nella quale si lanciano anche due proposte: una campagna straordinaria di sottoscrizione e una campagna politica, per la reintegrazione del fondo per l’editoria, per salvare l’informazione. Mittenti della missiva indirizzata al quotidiano comunista sono stati, oggi, Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, Dino Greco, direttore di Liberazione e Marco Gelmini, amministratore di Mrc Spa – editrice di Liberazione. «Oggi – si legge nel testo della lettera inviata al quotidiano che rischia la chiusura – tocca a voi subire le conseguenze dell'attacco che ha imposto a Liberazione quello che faremo di tutto perché non si trasformi in un definitivo silenziamento. Se questo avvenisse, un colpo mortale sarebbe inferto al pluralismo dell'informazione e la stampa di sinistra ne risulterebbe irrimediabilmente amputata». Per tanto, come propongono Ferrero, Greco e Gelmini, occorre «lanciare una comune campagna straordinaria di sottoscrizione».

Di seguito il testo completo della lettera indirizzata al giornale il manifesto:

Cari compagni e care compagne de il manifesto,

la feroce determinazione con cui i governi (Berlusconi prima, Monti poi) hanno imposto tagli pesantissimi ai già modesti finanziamenti all'editoria di partito, di idee e cooperativa sta producendo gli effetti nefasti che avevamo previsto e ripetutamente denunciato: decine di testate, nazionali e locali, del tutto o quasi prive di entrate pubblicitarie, sono messe a rischio di esistenza.

Oggi tocca a voi subire le conseguenze dell'attacco che ha imposto a Liberazione quello che faremo di tutto perché non si trasformi in un definitivo silenziamento. Se questo avvenisse, un colpo mortale sarebbe inferto al pluralismo dell'informazione e la stampa di sinistra ne risulterebbe irrimediabilmente amputata. Poiché in voi, come in noi, non alberga alcuna rassegnazione, vi proponiamo di condurre insieme la battaglia per la reintegrazione del fondo per l'editoria e - contemporaneamente - di lanciare una comune campagna straordinaria di sottoscrizione. Siamo certi che la comunità dei nostri lettori saprà comprendere la gravità senza precedenti della lesione democratica che consapevolmente viene portata ad un'informazione sempre più omologata e prona ai poteri dominanti. È nostra convinzione che uniti potremo affrontare e superare questa difficilissima prova.

Paolo Ferrero
Dino Greco
Marco Gelmini

Roma, 9 febbraio 2012
Ufficio stampa Prc

Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, dichiara:

«Il premier continua a raccontare bugie parlando di lavoratori "iper protetti". C’è da chiedersi dove viva. I lavoratori italiani  stanno subendo pesantemente gli effetti della crisi e anche quelli assunti a tempo indeterminato e non colpiti da licenziamenti o cassa integrazione hanno salari da 1200 euro al mese e lavorano un numero di ore annue tra le più alte d’Europa.
Bassi salari e alto numero di ore lavorate, come più in generale la fragilità della struttura produttiva del paese, sono legati ai bassi investimenti in ricerca e sviluppo e all’assenza di politiche industriali. Quelle a cui il governo dovrebbe dedicarsi per impedire che il 2012 sia l’anno della catastrofe occupazionale. Il livello di mistificazione di questo governo è incredibile: come quando si è detto  che con le liberalizzazioni i salari sarebbero cresciuti del 12%!  Il vero obiettivo di Monti è fare fuori l’articolo 18 e tutte le proposte circolanti hanno questo segno, compresa l’ipotesi di togliere i licenziamenti individuali per motivi economici dalla protezione dell’articolo 18. Monti guarda il mondo dalla cittadella delle èlites economiche e finanziarie dominanti. Quelle che con le loro ricette iperliberiste hanno causato la crisi».

Roma, 8 febbraio 2012
Ufficio stampa Prc

Si è svolto ieri, 1 febbraio, a Roma, un incontro tra Carla Cantone, Segretario Generale dello Spi Cgil, Paolo Ferrero, Segretario nazionale di Rifondazione Comunista e Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro e Welfare del Prc.

«Siamo d’accordo – ha spiegato Roberta Fantozzi – sull'impatto pesantissimo della manovra del governo e sulle priorità dell'iniziativa politica per l'immediato futuro. È inaccettabile considerare chiusa la partita delle pensioni, viste le misure assunte in materia previdenziale, a partire dall'aumento dell'età pensionabile».

Carla Cantone, Segretario generale Spi-Cgil, ha dichiarato: «è stato un incontro positivo. Abbiamo, infatti, riscontrato attenzione a tutti i temi posti dallo Spi-Cgil, a cominciare da quelli della non autosufficienza e della tutela al reddito dei pensionati che per noi sono assolutamente prioritari».

Roma, 2 febbraio 2012
Ufficio stampa Partito della Rifondazione comunista

Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra:

«Monti attacca l'art. 18 come "pernicioso" e il posto fisso come "monotono". Poi dice che c'è un "terribile apartheid" a danno dei giovani per colpa di chi è "già dentro" al mondo del lavoro.
Solo un governo arrogante, che opera dalla parte dei privilegi, può auspicare la libertà di licenziare senza giusta causa e può invocare il precariato a vita. Solo un governo vigliacco, dopo aver allungato l'età pensionabile, può tentare furbescamente di scatenare la guerra tra generazioni illudendo i giovani che il loro futuro migliore si ottiene solo togliendo diritti fondamentali conquistati con anni di lotte.
Il senatore a vita Monti vada a dirlo ai milioni di italiani che hanno una famiglia da mantenere e il mutuo sulla casa da pagare quanto è monotono avere un posto fisso. Questo governo va licenziato al più presto, nel rigoroso rispetto dell'art. 18: c'è una causa giusta, ed è la sua dannosità».

Massimo Rossi, portavoce della Federazione della Sinistra

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