La Corte di Cassazione ha affermato che se un lavoratore muore per un tumore ricollegabile all'assorbimento di polveri di amianto, tutti coloro che avrebbero dovuto prevenire l'assorbimento di tali polveri sono penalmente responsabili. La responsabilità penale si ha anche nel caso l’esposizione sia una concausa del tumore e anche quando il decesso avviene  molti anni dopo il periodo di assorbimento dell'amianto.

Un articolo de Il Sole 24 Ore, pubblicato sul sito dell’Inail, commenta la sentenza della Cassazione.

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Un intreccio impressionante tra affari economici e politici: è quanto si evince dal documentato dossier sul pirogassificatore in Valle d’Aosta elaborato dai Gc della Valle d’Aosta. Il documento è stato presentato il 26 agosto durante un’affollata assemblea alla quale hanno partecipato Rosa Rinaldi, resp. Nazionale Ambiente di Rifondazione comunista, Francesco Lucat segretario della federazione valdostana del Prc e i rappresentanti dei giovani comunisti. Numerose le testate giornalistiche presenti all’assemblea. Diversi gli interrogativi che scaturiscono dalla lettura del dossier. Non si capisce perché la regione voglia produrre energia da rifiuti, quando è ricchissima di centrali idroelettriche. Non è chiaro con cosa sarà alimentato il pirogassificatore. La raccolta differenziata è inoltre stranamente molto al di sotto di quanto previsto dalla legge.

Da parte di Rifondazione è stata confermata una ferma opposizione a queste politiche che favoriscono i soliti gruppi di interesse a scapito della collettività. Il Prc ha quindi ribadito la volontà di battersi per una seria raccolta differenziata, proponendo il porta a porta in una Regione che ha tutte le caratteristiche perché la materia possa essere raccolta, riciclata, rigenerata. Siamo per il recupero della materia e non per bruciarla.

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Articolo tratto dal sito http://www.tellusfolio.it

Torno su Taranto, perché è la prosecuzione di una nuova giurisprudenza che bisogna sostenere e propagandare, alla quale bisogna trovare alleanze sociali e Taranto è un test di eccezionale importanza. Ho citato in proposito il caso Thyssen Krupp e quello dell'amianto a Casale. In ambedue i casi viene fatta ricadere la responsabilità penale sulla proprietà e sulla dirigenza, sicché i danni all'ambiente e alla salute o alla sicurezza sul lavoro non restano generiche osservazioni e consigli di riguardarsi o di stare attenti (non respirare? per esempio), ma caricano sulle spalle di chi ha il potere ed estrae profitto dalle varie lavorazioni nocive la responsabilità di farlo senza riguardo alcuno per l'ambiente e per le persone: è finita, d'ora in avanti dovranno rendere conto, buttare sangue, cioè - per loro - soldi. È assolutamente necessario favorire questa tendenza del diritto, trattando forme tempo passaggi gradualità necessarie col motto “le fabbriche non debbono chiudere, e la popolazione, i lavoratori e le lavoratrici debbono essere al più presto e gradualmente sottratti/e ai rischi per la salute, a spese degli inquinatori”.

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In Italia c'e' amianto dappertutto. Procura Torino,26 mila casi

(ANSA) - TORINO, 25 LUG - ''Serve un Osservatorio nazionale sui tumori derivanti da ambienti di lavoro e di vita''. E' la richiesta ribadita dal procuratore di Torino, Raffaele Guariniello. L'ufficio del Pm della storica sentenza Eternit,in 15 anni ha analizzato 26 mila casi. ''Purtroppo in Italia c'e' amianto dappertutto, in case, uffici e scuole. Speriamo ci siano le risorse necessarie per completare le bonifiche'', ha detto il magistrato.












Di seguito il link all'interessante e documentato rapporto della Confederazione italiana agricoltura (CIA)

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