Prorogate questa mattina, 12 gennaio 2022, dal sindaco dell'area metropolitana Gualtieri, le ordinanze della precedente sindaca, Raggi, del 14 e 16 luglio 2021 che avevano disposto la riapertura della discarica di Roncigliano per risolvere l'emergenza rifiuti della capitale.

Al di là dei proclami elettorali e post nomina, in cui Gualtieri vantava un cambio di rotta rispetto all'amministrazione pentastellata, nell'ordinanza di oggi è scritto chiaramente "il persistere delle condizioni che hanno dato luogo all'emissione della precedente ordinanza e del permanere dell'esigenza di conferire i rifiuti presso la discarica di Albano anche per l'anno 2022".
L'ennesimo atto di arroganza politica e amministrativa.
L'ennesima dimostrazione di mancanza di progettualità e volontà.
Il tutto condito da due condizioni peggiorative, rispetto alle ordinanze della Raggi, perché in questa si fa riferimento ai rifiuti di Roma e di altri 24 Comuni dell'area metropolitana, non si aggiunge alcun tipo di controllo e si demanda alla Regione Lazio la verifica della capacità residua della discarica, secondo la capacità massima prevista dall'autorizzazione del 2009 che prevede innalzamento degli argini fino al 20%, in pratica una nuova collina ai Castelli Romani, ma fatta di immondizia della Capitale!

Non ci arrenderemo a tale arroganza, né come cittadine e cittadini, né come comitati e come associazioni, ed anche per questo parteciperemo alla manifestazione-presidio a Piazza SS Apostoli, a Roma, il 15 gennaio dalle ore 9:30, sotto la prefettura e la città metropolitana.

Elena Mazzoni, responsabile nazionale ambiente, Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Ci associamo alle 24 organizzazioni contadine, ambientaliste, dell'agricoltura biologica e del mondo sindacale che chiedono al Movimento 5 Stelle di ritirare la proposta di legge che accelera la sperimentazione in pieno campo dei cosiddetti "Nuovi OGM". Un tentativo di deregolamentare i prodotti derivati da alcune biotecnologie considerate "di ultima generazione" che ricorda l'operazione che tenta Cingolani col nucleare. In tutta Europa tornano all'attacco con queste biotecnologie che sono regolamentate da una direttiva frutto delle mobilitazioni di movimento di cui anche noi di RIfondazione Comunista fummo protagoniste/i. La Corte di Giustizia dell'UE ha già sancito che devono essere assoggettate alla direttiva comunitaria che le obbliga alla tracciabilità ed etichettatura. Le multinazionali e l'industria sementiera hanno bisogno di introdurre il nuovo cibo manipolato in laboratorio senza etichette per ingananre i consumatori. Difendiamo il principio di precauzione e le norme che tutelano la sicurezza alimentare e l'agricoltura e l'agroalimentare di qualità in Italia. Noi diciamo basta con questo sostegno all'agricoltura industriale, intensiva e biotecnologica, chiediamo che la ricerca si concentri sull'agroecologia e la vera transizione ecologica dell'agricoltura. Il M5S ci ha già rifilato Cingolani e la sua finzione ecologica. Pure gli ogm? No, grazie.

Elena Mazzoni, responsabile ambiente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Domani, 9 dicembre alle ore 11:00, Rifondazione Comunista sarà in piazza Montecitorio insieme ad Animal Save, Agorà degli Abitanti della Terra, Transform! Italia, Movimento Blu, rappresentanti istituzionali ed altre realtà, per la campagna internazionale "Il valore non è prezzo-Liberiamo l'acqua dalla Borsa", che si oppone, a livello globale, alla scandalosa quotazione in borsa di un bene comune ed essenziale per la vita, chiedendo che sia slegato dalla logica del profitto, pubblico ed accessibile a tutti e tutte.
La campagna internazionale ha già avuto nella giornata di ieri momenti di mobilitazione a Bruxelles, Parigi, Montreal, Rosario ecc...ed è sostenuta da una petizione di successo su Change https://chng.it/p8w8y4qP
che ha raggiunto in pochi giorni le 50.000 firme.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Elena Mazzoni, responsabile ambiente
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Insieme ad Emiliano Limiti, nominato pochi giorni fa numero due della municipalizzata romana della monnezza, l'AMA. Lo stesso Limiti che, nel 2013, si incontrava in un bar romano con l'ex militante di estrema destra Stefano Andrini, condannato per lesioni a militanti di sinistra in un pestaggio e Luca Gramazio, all'epoca capogruppo di Forza Italia in regione e poi condannato a 5 anni e sei mesi come interno all'associazione a delinquere guidata da Buzzi e Carminati.

Lo rivela Nello Trocchia, in un'inchiesta giornalistica che troverete in edicola su "Domani" il 2 dicembre.

Nulla da dire, un bel biglietto da visita per Gualtieri che ricicla i soliti noti invece dei rifiuti.

Elena Mazzoni, responsabile ambiente nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Rifondazione Comunista plaude al blitz di Greenpeace di stamattina al porto di Ravenna. Gli attivisti e le attiviste che hanno scritto “Contiene Foreste” sugli enormi silos di soia importata di Bunge Italia SPA hanno scritto la verità. Non c'è modo più chiaro di dirlo. La soia di importazione contiene foreste, i mangimi per l'allevamento contengono foreste, la carne contiene foreste tropicali che vengono distrutte per alimentare l'agrobusiness globale. Ogni due secondi, nel mondo, un’area di foresta grande come un campo da calcio viene rasa al suolo per far posto alla produzione di mangimi per grandi allevamenti intensivi.
In Amazzonia, polmone verde del pianeta, è salita del 22% la deforestazione per gli allevamenti e per la soia da esportare. La responsabilità di Bolsonaro ma anche paesi dell'Unione Europea sono corresponsabili. Per questo ci opponiamo all'accordo di libero commercio UE-MERCOSUR che rafforzerebbe questa devastazione imperdonabile. Inaccettabili gli insostenibili incentivi UE e degli Stati Nazionali agli allevamenti intensivi. Bisogna favorire politiche di riconversione degli allevamenti intensivi sempre più insostenibili a partire da misure concrete.

Gli incendi devastanti dell'Amazzonia fanno parte di una strategia economica pianificata che ha il suo terminale nell’industria della carne, anche nel nostro Paese che importa dal Basile il 40 percento della soia ovviamente geneticamente modificata per gli allevamenti intensivi. Tra il gennaio e il luglio 2019, secondo le statistiche ufficiali, abbiamo importato più di 130 milioni di dollari di prodotto non lavorato (tra semi e macinato) dal Paese sudamericano.
Per questo sosteniamo il Plant Based Treaty.
La soia per mangimi causa la deforestazione e quindi favorisce cambiamenti climatici e distrugge biodiversità.

Le politiche comunitarie e gli stati nazionali dovrebbero recepire richieste degli ambientalisti invece di assecondare logiche distruttive del capitalismo globale.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Elena Mazzoni, responsabile ambiente di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

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