Il Partito della Rifondazione comunista aderisce e parteciperà con una sua delegazione alla Mmanifestazione nazionale "La Repubblica siamo noi" indetta dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, che si terrà sabato 2 giugno a Roma da piazza della Repubblica alle 15.
Rosa Rinaldi e Paolo Ferrero, rispettivamente Responsabile Ambiente e segretario nazionale di Rifondazione comunista-FdS, parteciperanno al corteo e dichiarano:
«Il 2 giugno non è una parata militare, il 2 giugno saremo in piazza a difendere la Costituzione. Il governo Monti, oltre a non attuare i risultati del referendum sull’acqua, vuole imporre nuove normative per continuare sulla strada della privatizzazione dell’acqua e garantire lauti profitti ai gestori. Per questo riteniamo importante la manifestazione del 2 giugno promossa dal popolo dell’acqua: ne condividiamo i contenuti e la scelta della data, e chiediamo alle massime cariche della Repubblica di rispettare l’esito del referendum. Abbiamo condiviso e costruito il percorso del popolo dell’acqua  insieme a tante altre forze, associazioni e cittadini. Domani saremo di nuovo in piazza esprimendo anche la nostra solidarietà attiva verso le popolazioni del nord Italia colpite dal terremoto. Invitiamo tutte/i a trasformare il 2 giugno in una grande piazza di democrazia, perché La Repubblica siamo noi…siamo noi Bella Ciao».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato:

«Non esiste una parata sobria, la parata per definizione è un’ostentazione costosa e inutile. Per questo è necessario annullare la parata del 2 giugno come fece Forlani nel 1976. Napolitano dia retta agli italiani, eviti gli sprechi e mandi l’esercito in Emilia Romagna. Per festeggiare in modo degno la repubblica, serve la solidarietà, non la parata».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato:

«L’uccisione a Cesena di una donna da parte del suo ex, che aveva già denunciato per stalking, è l’ennesimo, sono 58 dall’inizio dell’anno, tragico femminicidio in Italia. È evidente che siamo di fronte a un fenomeno vergognoso, un’emergenza sociale, che affonda le sue radici nella cultura machista e sessista dilagante in questo Paese. Occorre una lotta senza quartiere al patriarcato. Colgo l’occasione per esprimere la vergogna che provo di fronte a questa strage che purtroppo è solo la punta dell’iceberg delle violenze che noi uomini esercitiamo sulle donne».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato:

«Incredibile Monti: mentre mezza Italia non arriva a fine mese a causa della speculazione finanziaria che il governo Monti e le politiche europee alimentano, ex International advisor di Goldman Sachs, non trova di meglio che proporre la sospensione del campionato di calcio. Invece del campionato, perché non si impegna a sospendere per due o tre anni la speculazione finanziaria? Perché non blocca il Fiscal Compact invece di genuflettersi davanti alla Merkel? Perché non tassa i grandi patrimoni? Perché non permette all’INPS di gestire le pensioni integrative togliendole ai Fondi Pensione?».

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato:

«La lotta dei disoccupati napoletani del progetto Bros ha “stanato” il ministero del Lavoro che oggi ha confermato, con i suoi funzionari, la disponibilità di 7,5 milioni di euro finalizzati all’inserimento lavorativo, ricordando che i primi 2,5 milioni sarebbero già stati trasferiti per questa finalità alla Regione Campania. Condivido la scelta dei disoccupati che hanno deciso da adesso in poi di fare un presidio permanente sotto il palazzo della Regione Campania. La Regione potrebbe infatti già da oggi procedere all’inserimento lavorativo dei disoccupati. Perché non fa nulla? Perché non spende i soldi che lo stato gli  ha dato per far lavorare la gente? È una situazione vergognosa in un contesto in cui la disoccupazione è altissima che non si usino i soldi stanziati per il lavoro.
Colgo l’occasione per chiedere al Comune di Napoli di farsi promotore di un tavolo istituzionale col Ministero per sbloccare i ritardi della regione e del governo».

Oggi i disoccupati campani del progetto Bros hanno dato vita a un presidio di fronte al Ministero del Lavoro, al quale hanno partecipato anche gli esponenti di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena e Raffaele Tecce.

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