Rifondazione Comunista è al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della BOSCH di Bari che oggi con il presidio scendono in mobilitazione contro l’annuncio ufficiale da parte dell’azienda di 700 esuberi nei prossimi 5 anni.
La decisione è gravissima anche perché arriva dopo l’inadempienza di accordi precedenti nei quali l’azienda si impegnava ad avviare nuove produzioni e salvaguardare i posti di lavoro.
I lavoratori sono giustamente preoccupati perché è il futuro di tutto lo stabilimento che è a rischio in assenza di un progetto che adegui le produzioni ai cambiamenti resi necessari dalla transizione ecologica.
Con conseguenze gravissime non solo per tutti i 1700 addetti della Bosch, ma per tutto il sistema produttivo di in territorio già duramente colpito nella struttura economica e flagellato dalla disoccupazione.
Questa crisi rappresenta un grave problema per la Puglia, ma è anche l’ennesimo campanello d’allarme per il sistema paese.
Con la Bosch, infatti continua lo stillicidio di chiusure di produzioni e licenziamenti in tutto il settore dall’auto in Italia che prosegue così la corsa verso la sua progressiva scomparsa nella più totale latitanza irresponsabile dei governi passati e di quello attuale.
La manovra di bilancio del governo e l’impianto del PNRR confermano la volontà di lasciare al mercato le scelte sul futuro dell’auto in Italia anche a costo che continui la corsa verso la sua scomparsa con gravissime conseguenze occupazionali.
Per questo siamo con i lavoratori della Bosch, ma riteniamo che solo la generalizzazione e un’articolazione delle lotte che coinvolga questo e gli altri settori potrà obbligare il governo a cambiare rotta e avviare l’indispensabile riconversione ecologica delle produzioni che salvaguardi occupazione e diritti di chi lavora.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

Alle Federazioni Prc-Se
Ai/le segretari/segretarie provinciali Prc-Se
Ai/le segretari/segretarie regionali Prc-Se

Care compagne, cari compagni,
Il tema del caro bollette è diventato centrale nel dibattito pubblico per l’effetto devastante che sta producendo sulle famiglie e sulle imprese. Non c’è giorno che sui giornali non ci siano interventi sulla necessità di trovare soluzioni con le imprese che, come per il Pnrr, pretendono di fare la parte del leone. Il governo da parte sua avanza ipotesi d’intervento non risolutive perché non mettono in discussione l’impianto neoliberista né a livello nazionale, né su scala europea. Noi, con la nostra campagna ci siamo mossi per primi cogliendo la gravissima portata sociale della questione e la risposta positiva registrata in tutte le situazioni in cui ci siamo attivati con la propaganda e la raccolta firme conferma l’importanza della nostra iniziativa. Il secondo tema, quello delle pensioni, diventerà nelle prossime settimane sempre più centrale man mano che il governo scoprirà le sue carte mirando come è certo a conservare la sostanza dell’impianto della Fornero resa di fatto operativa dal prossimo anno.
Appare dunque importante il rilancio e l’intensificazione dell’iniziativa provando a migliorarne le forme ai fini dell’efficacia comunicativa e di quella politica. Dopo il salto di qualità rappresentato dalla struttura della campagna (raccolta firme che permette di entrare in relazione con le persone, presidi davanti a Comuni e prefetture e ordini del giorno nei Comuni), dobbiamo recuperare un aspetto importantissimo delle campagne precedenti; ci riferiamo al lancio nazionale in simultanea su tutti i territori con relativi presidi con striscioni, comunicati, conferenze stampa, amplificazione su Fb.
Sul piano politico occorre rendere esplicito, con un volantino ad hoc i nessi tra i due temi della raccolta firme e l’insieme della condizione proletaria e popolare in questo momento sotto il tallone neoliberista ed esporre la nostra piattaforma per la fase.
Per discutere, fare un bilancio di quanto fatto finora e mettere a punto insieme la nuova fase della campagna è indetto un attivo nazionale delle/dei segretarie/i regionali e di federazione per martedì 25 gennaio alle ore 19.30.

Ecco il link per il collegamento: https://us02web.zoom.us/j/82753173181?pwd=K2JlbTZ4RFNCQzBIMWNob1hPTEdhQT09
ID riunione: 827 5317 3181
Passcode: 286996

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
Antonello Patta, segreteria nazionale, responsabile Lavoro PRC-SE
Ezio Locatelli, segreteria nazionale,responsabile nazionale organizzazione

All’interno del dipartimento Lavoro è emersa la necessità di un incontro nazionale delle/degli iscritte/i del Prc militanti nella Cgil in qualità di componenti di organismi dirigenti confederali o di categoria, rappresentanti sindacali nei luoghi di lavoro o semplici attivi.
Ci si propone, oltre che di conoscerci, di aggiornare la mappa delle nostre presenze in Cgil (ma in seguito lo faremo anche negli altri sindacati), capire dove sono i compagni e stabilire una relazione continuativa; pensiamo l’incontro come un’occasione importante per confrontarci sull’elaborazione del partito sui temi più importanti dal punto di vista del mondo del lavoro, sulla fase e sulle iniziative da assumere dopo lo sciopero generale.
Viviamo una fase difficilissima segnata dall’offensiva neoliberista dispiegata sia sul piano delle politiche del governo che sul terreno dello scontro capitale-lavoro. Delocalizzazioni, licenziamenti e ristrutturazioni selvagge, bassi salari, precarizzazione, disoccupazione e sottoccupazione, ulteriori gravissime discriminazioni verso le donne e i migranti, attacco alle pensioni e carovita, subordinazione del pubblico all’impresa e al dogma della competitività sono i caratteri di un attacco teso a trasformare in profondità e per un lungo periodo il nostro modello economico e sociale.
La frantumazione e le divisioni interne al mondo del lavoro rendono molto difficile, al di là di esempi importanti, ma parziali, come quello del movimento costruito intorno alla GkN, la costruzione dell’unificazione dei proletari e la generalizzazione delle lotte in un grande fronte di opposizione al governo, senza il quale non sarà possibile ribaltare la situazione e aprire la strada al cambiamento.
Lo sciopero generale, al di là dei limiti politici e organizzativi, ha fatto intravedere potenzialità importanti per l’ampliamento del fronte di lotta e la rottura dell’unanimismo intorno al governo e alle sue scelte. Da valutare in altra sede aspetti come l’incrinatura dei rapporti col Pd e la frenata oggettiva che colpisce il percorso di unificazione con la Cisl.
Aprire ancora di più questi spazi, far agire in essi quanto si produce nel mondo del lavoro e nella società in termini di conflitti, di contraddizioni senza risposta, far crescere la determinazione a generalizzare le lotte sono tra i compiti principali del momento.
Un momento in cui i sindacati confederali continuano ad essere segnati da processi involutivi che è necessario contrastare perché riacquistino autonomia e indipendenza dai governi e dal capitale. Oppure come, purtroppo, è il caso del sindacalismo di base quando pesano negativamente fenomeni di minoritarismo e una scarsa rappresentatività frutto anche di una inveterata tendenza alla scissione e alla frammentazione.
Con questo incontro con le compagne e i compagni iscritte/i alla Cgil intendiamo anche avviare un percorso che dia seguito a quanto abbiamo scritto nelle tesi congressuali: “realizzare forme di coordinamento degli iscritti che operano dentro i sindacati al fine di delineare e assumere, nel rispetto della reciproca autonomia, contenuti e linee di lavoro unificanti, su cui costruire interlocuzioni politiche non episodiche con i movimenti sindacali”.
Seguiranno incontri con le compagne e i compagni che militano nei sindacati di base.

L’incontro con le compagne e i compagni militanti nella Cgil è previsto per lunedì 24/01/2022 alle ore 20,30
Link alla videochiamata: https://meet.google.com/qbx-dxfa-jky

Buon lavoro a tutte e tutti
Antonello Patta, segreteria nazionale, responsabile Lavoro PRC-SE

Rifondazione Comunista è a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del trasporto pubblico locale in lotta per il rinnovo del contratto di lavoro.
Domani, venerdì 14 gennaio, le/i dipendenti delle aziende che gestiscono i mezzi pubblici, bus urbani, extraurbani, metro, tram e ferrovie concesse, incroceranno le braccia per 4 ore in occasione dello sciopero nazionale indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri.
La mobilitazione si pone l’obiettivo del rinnovo del contratto scaduto da ben 5 anni con gravi conseguenze sui salari e sulle condizioni di lavoro, su cui si pretendono giustamente miglioramenti sostanziali.
I mille volti dell’attacco ai salari, dal blocco dei contratti ai contratti pirata, alla sostituzione di contratti stabili con contratti precari, perseguiti da anni dai governi e dalle imprese, sono uno degli aspetti centrali dell’attacco neoliberista al mondo del lavoro.
Oltre ai salari tra i più bassi d’Europa in questo momento le lavoratrici e i lavoratori oggi subiscono il salasso sui redditi familiari prodotto dall’aumento drammatico delle bollette e del carovita che avranno un impatto tragico su un paese con milioni di lavoratori e pensionati poveri e il 27% delle persone a rischio povertà.
Come Rifondazione Comunista siamo mobilitati con una campagna nazionale contro il caro bollette e il caro vita determinati in gran parte da pratiche speculative sui prezzi delle materie prime energetiche e dalle tasse.
Riteniamo assolutamente necessaria l’assunzione di questa lotta da parte del più vasto schieramento sociale possibile che, secondo noi, dovrebbe diventare un punto centrale dei rinnovi contrattuali come accade per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici tedeschi.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/SE

Oggi nuova giornata di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Air Italy indetta unitariamente da sindacati confederali e di base, per protestare contro i licenziamenti che hanno colpito tutti i 1322 dipendenti della società, piloti, personale di volo e di terra.
Con la manifestazione che si tiene questa mattina a Roma in piazza santi Apostoli i dipendenti lasciati a casa con la oramai consueta e brutale mail chiedono il ritiro dei licenziamenti e l’intervento pubblico immediato a salvaguardia dell’occupazione; ma lottano anche per il superamento delle politiche neoliberiste, portate avanti da questo come dai precedenti governi, che hanno prodotto la distruzione del trasporto aereo italiano.
Per questo la lotta del personale di Air Italy è la stessa di tutto il mondo del lavoro attaccato attraverso la liberalizzazione dei licenziamenti, delocalizzazioni e ristrutturazioni selvagge, bassi salari e carovita, precarizzazione sempre più spinta, innalzamento dell’età pensionabile.

Per questo, nell’esprimere la nostra indignazione per la strage di posti di lavoro che continua con questi licenziamenti e la nostra solidarietà ai dipendenti di Air Italy e alle loro famiglie, non possiamo che richiamare la necessità ineludibile di una generalizzazione delle lotte a tutti i settori in difesa dei diritti e del lavoro contro il progetto di Draghi teso a colpire il lavoro per affermare definitivamente nella società e nell’economia lo strapotere del mercato e del profitto.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

Rifondazione comunista esprime la propria indignazione per il licenziamento dei 1322 dipendenti di Air Italy e la più completa solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori mandati brutalmente a casa via mail.
Prosegue col nuovo anno la strage di posti di lavoro prevista e resa possibile dalla scelta del governo di porre fine al blocco dei licenziamenti lasciando mano libera a chiusure, delocalizzazioni e ristrutturazioni selvagge.
Se l’arroganza delle aziende è intollerabile sono di una gravità inaudita la latitanza e l’indifferenza del governo di fronte al dramma occupazionale che colpisce oramai un grandissimo numero di lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie e meritano una risposta di lotta.
la grave responsabilità di non aver previsto in legge di bilancio un intervento a tutela dei dipendenti della società di trasporto aereo è figlia di un orientamento neoliberista che da anni lascia il destino del trasporto aereo nazionale nelle mani del mercato senza nessun piano in grado di tutelare sia il lavoro che gli interessi nazionali.
il risultato è drammatico: licenziamenti a catena, uno spezzatino di compagnie in crisi, un paese tra i più ricchi del mondo senza una compagnia aerea nazionale degna di questo nome e quindi la rinuncia a orientare i flussi di merci e persone a vantaggio del paese.
E il fatto che la sudditanza totale al credo religioso neoliberista con la mancanza di politiche industriali degne di questo nome stia producendo disastri presenti e futuri in altri comparti come l’auto non è certo di consolazione.
Condividiamo la necessità, richiamata dai sindacati di categoria, di una mobilitazione immediata di tutto il comparto; riteniamo altresì necessaria una generalizzazione delle lotte a tutti i settori in difesa dei diritti contro il progetto di Draghi teso a colpire il lavoro per affermare definitivamente nella società e nell’economia lo strapotere del mercato e del profitto.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

Rifondazione è a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in somministrazione alle poste in lotta contro l’insopportabile condizione di precarietà in cui si trovano da ben tre anni nonostante la loro professionalità e il servizio garantito nel lockdown.
Riteniamo infatti giustissimo lo sciopero proclamato per domani in tutta Italia da Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltem con presidio davanti alla sede dell'azienda a Roma alle 10 proprio perché si pone l'obiettivo di conquistare la stabilizzazione dei posti di lavoro per 425 lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro il 31 dicembre.
E’ intollerabile che un’azienda statale, prima in Italia per distribuzione di servizi, con 123 mila dipendenti continui a mantenere lavoratori e lavoratrici precari nonostante sia in attivo e registri una carenza significativa di personale, tanto più se, come accade in questo caso, si disattendono impegni precisi assunti dal ministero per lo sviluppo economico.
Come Rifondazione Comunista ci battiamo da tempo contro le leggi che hanno prodotto milioni di precari e permesso la trasformazione in atto di enti e società pubbliche in fabbriche di precarietà.
Per lo stesso motivo abbiamo contestato con forza le due gravissime scelte messe in atto contemporaneamente dal governo: lo sblocco dei licenziamenti e l’allargamento per decreto delle maglie sull'assunzione dei precari;
La conseguenza, che emerge dai dati delle assunzioni dei primi dieci mesi del 2021, 150 mila posti stabili contro ben 450 mila precari, è la drammatica tendenza a una ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro.
Lottiamo per abolire il jobs act e tutte le leggi che hanno prodotto precarietà che colpiscono soprattutto giovani e donne, per assumere un milione di dipendenti nel pubblico a partire dalla stabilizzazione dei precari della scuola e della sanità, per la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro. PRC-S.E.

poste20

Care compagne e cari compagni,

inviamo in allegato il volantino da distribuire in vista dello sciopero generale e alle manifestazioni del 16 dicembre.
E' fondamentale la massima mobilitazione da parte di tutto il partito.
Vi invitiamo a
- organizzare volantinaggi presso fabbriche, luoghi di lavoro in generale e nelle strade o davanti ai centri commerciali a sostegno dello sciopero.
- fare conferenze stampa e/o comunicati a sostegno dello sciopero generale (manderemo domattina prototipo comunicato).
- organizzare la nostra massima presenza alle manifestazioni di Cgil e Uil che si terranno il 16 a Roma, Milano, Bari, Palermo e Cagliari (vanno contattate le strutture della Cgil per i pullman).
- organizzare banchetti per la raccolta firme sulle nostre petizioni sociali nelle piazze della Cgil.
- per le manifestazioni suggeriamo oltre a striscioni e bandiere di predisporre cartelli che ci rendano visibili (per esempio stampare in formato 70x100 i volantini delle campagne pensioni e bollette e portarli su supporti di cartone come "uomini-sandwich" o come cartelli tenuti in alto con legno).

Saluti comunisti

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
Antonello Patta, segreteria nazionale - Responsabile Lavoro nazionale PRC-SE

Sciopero generale 16 dicembre fronte

Sciopero generale retro

VOL Sciopero 16 12 21 1

Vol Sciopero  16 12 21 2

Il 2 dicembre prende il via la campagna nazionale del partito della Rifondazione comunista contro la manovra di bilancio del governo Draghi e due misure emblema del carattere antipopolare delle sue politiche: l’aumento delle bollette e il ripristino della legge Fornero sulle pensioni con l’abolizione immediata di quota cento.
Con l’aumento delle bollette si colpiscono duramente i redditi di lavoratrici e lavoratori e ceti popolari già impoveriti da decenni di riduzione generalizzata di salari e stipendi per tutti, lavori precari, part time obbligati, mancati rinnovi contrattuali, disoccupazione e contratti pirata.
Sulle pensioni il governo Draghi continua sulla linea seguita da decenni dai governi che l’hanno preceduto: pur di non colpire le rendite e le grandi ricchezze , si bastonano i pensionati con allungamento continuo della vita lavorativa, pensioni bassissime, tasse anche dieci volte superiori ad altri paesi europei e, per moltissimi, adeguamento solo parziale all’inflazione.
Dopo le iniziative già intraprese dal partito in diverse città, dal 2 dicembre, per due settimane, saremo in tutte le piazze d’Italia per dire “Basta rapine su salari, stipendi e pensioni!”
Per dire che di fronte alle politiche neoliberiste di questo governo c’è una sola alternativa: lo sciopero generale e generalizzato.
Nei nostri presidi, gazebo, banchetti raccoglieremo le firme delle cittadine e dei cittadini, da inviare al governo attraverso le prefetture, sulle nostre proposte:
contro gli aumenti delle bollette si taglino i profitti delle grandi aziende che distribuiscono e vendono il gas e l'energia elettrica come è stato fatto in Spagna; si eliminino oneri di sistema obsoleti, si dia finalmente un taglio alle accise, alle addizionali regionali e all’iva, tasse pagate in prevalenza dai ceti popolari;
per le pensioni proponiamo di cassare l’imbroglio di quota 102; per gli uomini la pensione a 60 anni o con 40 di contributi; per le donne la pensione a 55 anni o 35 di contributi; che si metta fine alle pensioni sotto i mille euro e l’adeguamento integrale delle pensioni all’inflazione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della rifondazione Comunista/Sinistra Europea

Care compagne, Cari compagni,

Vi inviamo, in allegato (sia in formato word che pdf) il testo del comunicato nazionale sul lancio della campagna su bollette e pensioni che verrà inviato ai media domani mattina 1 dicembre invitandovi a utilizzarlo, se volete, per fare altrettanto con tutti i media locali.
Vi ricordiamo le raccomandazioni più importanti da seguire perché il carattere unitario e coordinato della campagna ne rafforzi l’efficacia:
- in tutti i presidi sia presente uno striscione di opposizione al governo anche riciclando il precedente “Draghi No Grazie!
- la campagna comincia il 2 dicembre e si protrarrà per 2 settimane;
- si volantini e si facciano banchetti per la raccolta firme (e di contatti!) da consegnare sia ai prefetti che ai Sindaci . Ai prefetti perché le inviino al governo, ai Sindaci chiedendo in base agli statuti dei comuni che il tema sia messo all’ordine del giorno dei Consigli Comunali;
- nei comuni dove abbiamo consiglieri eletti si presenti l’ordine del giorno predisposto;
- durante la consegna delle firme fare presidi debitamente comunicati alla stampa e pubblicizzati sui social invitando tutte/i le/i firmatari a partecipare;
- intensificare l’iniziativa sui social inviando al nazionale video e foto di tutte le iniziative (volantinaggi, banchetti, comizi volanti) in particolare quelle più ben riuscite come presenza di compagn*, bandiere, striscione e diffondendo sui social a livello locale.

Buon lavoro a tutte e tutti

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
Antonello Patta, responsabile nazionale Lavoro PRC-SE

GOVERNO - MANOVRA DI BILANCIO CONTRO IL LAVORO E GLI STRATI POPOLARI: SCIOPERO GENERALE!
Porte sbattute in faccia. E’ il risultato dell’incontro tenutosi ieri al Mef tra i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil e il ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco conclusosi appunto con una chiusura più totale alle richieste dei sindacati.
Di fronte alla richiesta di modifica delle misure fiscali a vantaggio dei redditi più bassi il ministro, forte della convergenza dei partiti al governo sulla scelta di dare di più a chi ha di più, ha difeso l’iniqua distribuzione delle risorse e la riduzione del numero delle aliquote sempre a vantaggio dei redditi più alti.
Una scelta intollerabile nel momento in cui salari e pensioni, colpiti da decenni di rincorsa al ribasso, precarietà selvaggia, part-time obbligati e mancati rinnovi contrattuali vengono duramente erosi dal carovita crescente e dagli aumenti delle bollette su cui si scaricano gli aumenti delle materie prime e dell’energia.
Dopo lo schiaffo sulle pensioni, corredato dalla presa in giro di quota 102, l’accettazione di fatto delle delocalizzazioni, l’insufficienza assoluta dell’intervento sugli ammortizzatori sociali, cosa si aspetta a concludere che dai tavoli con questo governo non può arrivare nulla di buono per il mondo del lavoro e gli strati popolari?
I sindacati della scuola - confederali e di base - hanno indetto per il 10 dicembre una giornata di sciopero per il contratto e per il perpetuarsi delle carenze di organico e il nulla di fatto contro le classi pollaio.
La Fiom si prepara alla lotta per la mancanza di risposte sulle crisi e le delocalizzazioni e l’assenza di politiche industriali di settore, che mette a rischio intere filiere produttive come quella sull’automotive con la conseguenza della perdita di competenze, tecnologie e decine di migliaia di posti di lavoro.

In tutte le regioni ci sono iniziative e scioperi sui temi del reddito, del lavoro e dei diritti.

Non basta! Di fronte al progetto globale incarnato da Draghi e dall’alleanza neoliberista al governo di utilizzo delle risorse pubbliche per ristrutturare il sistema paese a vantaggio esclusivo delle imprese e ai danni dei lavoratori, di tutti gli strati popolari e dell’ambiente, l’unica risposte possibile è il rilancio e la generalizzazione delle lotte unendo tutti i soggetti che pagano queste politiche in termini di reddito, perdita di diritti, distruzione dell’ambiente.
Prima le persone e l’ambiente non i profitti! Sciopero generale subito!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

È assordante il silenzio del governo rispetto alla possibilità che Tim la principale società del paese nel campo delle telecomunicazioni venga comprata da un fondo statunitense con gravissime conseguenze in termini di sicurezza nazionale, sul piano occupazionale e per quanto riguarda il superamento dei gravissimi ritardi del paese nello sviluppo della rete.
Da questo punto di vista non possiamo che condividere la mobilitazione dei lavoratori della Tim che oggi manifestano davanti al MISE a Roma e alle prefetture in tutta Italia, indetta da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil. Denunciamo la passività del governo che testimonia la volontà di lasciare alle pure dinamiche di mercato scelte d’interesse pubblico così grande da richiedere una piena gestione pubblica.
Emerge non solo un’insopportabile scarsa considerazione del destino di decine di migliaia di Lavoratrici e lavoratori, 100 mila tra dipendenti diretti e indotto, ma anche una totale ignavia rispetto al rischio concreto che i dati delle cittadine e dei cittadini italiani, nonchè dati sensibili per la sicurezza nazionale, finiscano sotto il controllo delle agenzie di spionaggio USA. Perché il governo non annuncia uso del prio veto come ha fatto nei confronti dei cinesi per il 5G?
Dove è finita la retorica sull’occasione storica del PNRR per investire nella tutela dei dati dei cittadini sottraendoli al controllo di ogni sorta di influenze straniere?
Smentita clamorosamente dalla consegna del polo strategico nazionale, il cloud di tutte le amministrazioni centrali dello stato, a una gestione con i privati tra cui le big tech americane obbligate per legge a fornire ai dati all’intelligence Usa, oggi la stessa sorte tocca alla Tim.
Come Rifondazione Comunista sosteniamo da sempre la necessità di sottrare al dominio del mercato i settori strategici per l’economia nazionale devastata da decenni di neoliberismo sfrenato e del rilancio del ruolo del pubblico sia nell’indirizzo sia nella gestione e controllo diretti.
Per gli stessi motivi per cui siamo stati contrari all’ipotesi del governo Conte di lasciare a Tim la proprietà e la gestione della rete, oggi, a maggior ragione lo siamo rispetto alla possibilità che la principale società di telecomunicazioni venga consegnata nelle mani di un fondo stunitense che ha nel board un ex-capo della CIA.

Difendiamo la democrazia e l'occupazione con la ripubblicizzazione. La privatizzazione anche in questo campo ha fatto solo danni.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

tim29

Care compagne, Cari compagni,

riassumiamo qui le indicazioni e la tempistica della campagna su bollette e carovita e quella sulle pensioni emerse dall’incontro di ieri sera.
Impostazione della campagna
-Si conferma per la maggiore efficacia dell’iniziativa la scelta felicemente verificata nelle precedenti campagne di un’azione congiunta di tutto il partito su tutto il territorio nazionale nello stesso arco di tempo: le due settimane comprese tra il 2 e il 16 dicembre. Molti interventi durante l’incontro hanno sottolineato la necessità e l’importanza che tutte le federazioni si sentano mobilitate.
-Facciamo un salto di qualità nel modo di relazionarci con le persone aggiungendo alla distribuzione dei volantini raccolte di firme (durante le quali chiedere mail, contatti…) da consegnare sia ai prefetti che ai Sindaci . Ai prefetti perché le inviino al governo, ai Sindaci chiedendo in base agli statuti dei comuni che il tema sia messo all’ordine del giorno dei Consigli Comunali.
- nei comuni dove abbiamo consiglieri eletti si presenti l’ordine del giorno predisposto.

Raccomandazioni importanti
-fare dei banchetti l’occasione per stare nelle piazze, davanti a luoghi di lavoro, case e quartieri popolari con striscioni, bandiere, cartelli, megafono.
-Durante la consegna delle firme fare presidi debitamente comunicati alla stampa e pubblicizzati sui social invitando tutte/i le/i firmatari a partecipare
-prestare grande attenzione e cura nei confronti dei media locali utilizzando il comunicato stampa nazionale per fare in tutte le città comunicati e conferenze stampa di lancio della campagna.
- intensificare l’iniziativa sui social inviando al nazionale video e foto di tutte le iniziative (volantinaggi, banchetti, comizi volanti)in particolare quelle più ben riuscite come presenza di compagn*, bandiere, striscione e diffondendo sui social a livello locale.

I materiali allegati
Grazie a* compagn* che si sono attivati da tempo sul tema delle bollette e alla collaborazione di nostri bravi grafici siamo in grado di mettere a disposizione diversi volantini tra cui scegliere e facsimili di moduli per la raccolta firme:
-volantini sulle pensioni (due scelte possibili)
-volantini sulle bollette ( due scelte possibili, una con colori diversi)
-modulo raccolta firme sulle pensioni (da consegnare ai prefetti)
-modulo raccolta firme sulle bollette (da consegnare ai prefetti)
-modulo raccolta firme per chiedere ai sindaci che il tema sia messo all’ordine del giorno del consiglio
-ordine del giorno da presentare nei Consigli Comunali dove abbiamo consiglieri.

Buon lavoro a tutte e tutti

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
Antonello Patta, responsabile Lavoro nazionale PRC-SE

di Antonello Patta* -

Sembra una storia uscita dalla Fiat degli anni 50 dove i reparti confino e i licenziamenti dei lavoratori sindacalizzati era all’ordine del giorno. Invece è una storia quella che leggiamo con rabbia sui giornali che racconta fatti riguardanti non i padroni delle ferriere, ma una società pubblica diretta da manager pagati profumatamente con i soldi dei cittadini.
I fatti. il presidente di Ita Airways Alfredo altavilla, durante un direttivo tenutosi in ottobre , ha chiesto brutalmente di buttar fuori entro quattro mesi 500 dipendenti provenienti dalla ex Alitalia perché troppo sindacalizzati (!); e nel prosieguo avrebbe mostrato la pasta di cui è fatto minacciando di “spiumare” chi osava mettere in discussione la decisione.
Si conferma così che l’arrogante Altavilla, designato da Draghi su proposta del turboliberista Giavazzi è stato messo a capo della nuova società che subentra ad Alitalia per applicare il metodo Fiat già praticato nell’uscita di Ita, come appunto fece Marchionne, dal contratto nazionale della categoria.
Comportamenti antisindacali di questa natura non sono accettabili in nessun ambito lavorativo, è intollerabile che avvenga in una azienda pubblica nella quale il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dovrebbe essere esemplare.
Riteniamo Ancor più grave che il presidente del consiglio non prenda provvedimenti immediati nei confronti di Altavilla.
Un personaggio di questa natura non può dirigere un’azienda pubblica e va dimesso immediatamente!

*responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

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