Rifondazione Comunista sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica e privata che parteciperanno alla mobilitazione nazionale con manifestazione a Roma il 29 ottobre promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp , Fials e Nursind.
La lotta è l’unica risposta possibile di fronte a un governo che, a sentire le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, intende mantenere i tagli alla spesa sanitaria di circa un punto e mezzo di pil decisi da Draghi; nulla dice sul fatto che si spendono i fondi del PNRR per costruire nuove strutture senza prevedere l’assunzione di personale, con la conseguenza di impoverire ancora di più il pubblico a vantaggio del privato.
Come è successo negli ultimi vent’anni che hanno visto tagli per decine di miliardi, 37 solo negli ultimi dieci, alla sanità pubblica, attraverso tagli lineari prevalentemente risolti con la riduzione del personale. Ciò ha reso fragilissimo il nostro sistema sanitario pubblico che ha retto l’urto drammatico del Covid solo grazie all’abnegazione dei lavoratori e delle lavoratrici, prima considerate eroiche, ora nuovamente dimenticate e sottoposte a turni massacranti. Alla mancanza di personale si aggiunge un esodo preoccupante dalle professioni sanitari. La gravità della situazione è rappresentata dall' aumento dei bandi per la esternalizzazione delle ore ai Pronto Soccorso. Il servizio pubblico viene depauperato e avanza la sanità privata, ormai in mano a potenti multinazionali
Da tempo sosteniamo la necessità di maggiori risorse per la sanità pubblica, di un corposo piano di investimenti e assunzioni superando i limiti di tetti per il personale, la reinternalizzazione di tutto quanto è stato esternalizzato e la stabilizzazione dei precari; per cui non possiamo non sostenere questa lotta , che ricorda al paese che il Servizio Sanitario Pubblico è in pericolo . Ma perché la lotta sia efficace oltre le mobilitazioni come quella importante di sabato ci dovrebbero essere scioperi e una offensiva mediatica e politica che metta al centro il diritto alla salute, cui tutti i cittadine e le cittadine sono interessati e alla fine una mobilitazione generale ,a uno sciopero non solo di categoria . La salute è un diritto di tutti e tutte. difendiamolo

Giovanna Capelli Responsabile Sanità PRC Lombardia
Antonello Patta, Responsabile Nazionale Lavoro PRC

Care compagne, cari compagni,

grazie a un attività di elaborazione nella quale sono stati coinvolti esperti, tecnici e compagni/e impegnati/e come Responsabili sicurezza sul lavoro (RLS) e un confronto con le compagne della CollettivA Menapace, siamo ora in grado di tenere un seminario sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro sabato 29 ottobre dalle 14.30 alle 18.30.
Il seminario vuole essere un importante momento di formazione a disposizione delle compagne e dei compagni con l’obiettivo che almeno tutte le Federazioni arrivino a disporre delle competenze necessarie per intervenire nei loro territori sul tema e organizzare a loro volta incontri locali nei quali coinvolgere persone interessate e o competenti.
La motivazione di fondo di questa iniziativa, avviata con la costituzione, mesi fa, di un gruppo di lavoro su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, deriva dalla necessità che come partito usciamo dalla deprimente e stanca routine dei “basta!” sempre più gridati in occasione di omicidi sul lavoro che durano il tempo dei coccodrilli sui giornali, in attesa del prossimo morto, per provare, invece a strutturare percorsi di lotta duraturi che stiano al passo con le iniziative che anche diversi sindacati hanno in campo. Non è per niente facile, ma dobbiamo provarci: se non lo fanno i comunisti, chi lo fa?

Una raccomandazione. Poiché riteniamo importante che tutte le Federazioni abbiano almeno un/a iscritto/a che poi riversi nella propria Federazione le competenze e i materiali che verranno consegnati durante il seminario, e poiché la piattaforma consente solo fino a cento contatti, vi chiediamo di far pervenire quanto prima i nominativi dei partecipanti.

Entro qualche giorno riceverete la locandina.

Fraterni saluti

Antonello Patta, segreteria nazionale, responsabile Lavoro Prc-Se

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Comunicare iscrizione e mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cell: 3358277755

Care compagne e cari compagni,

l’8 ottobre la CGIL, ad un anno dall'assalto alla sede nazionale di corso d'Italia, sarà in piazza a Roma per una grande manifestazione.

Il corteo partirà alle ore 13.30 da piazza della Repubblica per giungere in piazza del Popolo dove, intorno alle 17.30, prenderà la parola Maurizio Landini.

Al centro della manifestazione della CGIL la richiesta al nuovo governo e all’Europa di rimettere al centro i temi del lavoro e della giustizia sociale.
Tra i punti: l’aumento di stipendi e pensioni; l'introduzione del salario minimo e una legge sulla rappresentanza; il superamento della precarietà; una vera riforma del fisco; garantire e migliorare una misura universale di lotta alla povertà, come il reddito di cittadinanza; la sicurezza nei luoghi di lavoro; un tetto alle bollette; un piano per l’autonomia energetica fondato sulle rinnovabili.

È importante lavorare per la massima partecipazione di compagne e compagni con le bandiere del nostro partito e di Unione Popolare.

Invitiamo circoli, federazioni e regionali a prenotare rapidamente i posti su pullman treni speciali contattando le strutture della Cgil sul territorio.

C'è il rischio di esaurimento dei posti disponibili.

Con prossima comunicazione daremo indicazioni per un nostro spezzone.

Fraterni saluti

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
Antonello Patta, segreteria nazionale, responsabile Lavoro nazionale PRC-SE

Il tribunale del riesame di Bologna ha annullato l'ordinanza che aveva condannato agli arresti domiciliari i sindacalisti di Si Cobas e Usb di Piacenza. Cassata l'accusa di associazione a delinquere.
È il secondo smacco per una giustizia ingiusta che ha messo in campo una vera e propria azione persecutoria contro chi si oppone allo sfruttamento selvaggio nella logistica. Anche questa volta, era già accaduto che l'incriminazione di alcuni compagni venisse poi annullata dal tribunale del riesame, è stata sconfitta la linea della criminalizzazione di chi lotta contro lo sfruttamento.
È stata respinto il tentativo di assimilare la normale attività di un sindacato realmente conflittuale al "programma criminale" di un'associazione a delinquere. Un risultato che suona come un importante avvertimento a chi in questo e nel futuro governo pensasse di continuare a usare politicamente la magistratura per impedire una ripresa delle lotte in autunno per i salari e i diritti contro il carovita e l'economia di guerra.
Rifondazione Comunista esprime la propria solidarietà ai militanti sindacali scagionati e l'impegno a sostenere la loro lotta nel caso l'accanimento verso di loro continui con l'appello in Cassazione.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

L’arrivo delle elevatissime temperature di questo periodo non è una sorpresa, non è una catastrofe imprevedibile. Eppure nei luoghi di lavoro nulla è stato fatto per prevenire le conseguenze su lavoratrici e lavoratori. Nelle ultime settimane il settore dell’agricoltura ha registrato almeno due morti, un bracciante di 59 anni stroncato in un agrumeto in Calabria e un ventenne a Serenise, in una serra; USB aveva lanciato l’allarme sulle condizioni di lavoro nell’agroindustria, ma solo dopo la morte del bracciante la regione Calabria ha emesso un’ordinanza con la quale si vieta il lavoro nei campi dalle 12.30 alle 16. Bene, ma tardivo.
Si inserisce in questo quadro la morte di un operaio di un’azienda manifatturiera di Arco, in Trentino, priva di impianti di condizionamento; circostanze del tutto simili per la morte dell’operaio della Dana Graziano di Rivoli, azienda di ingranaggi per i cambi di camion, anche in questo caso i sindacati hanno denunciato l’assenza di climatizzazione per gli addetti alla sala macchine; questa mattina a Modena, mentre si trovava sul tetto di una palazzina in ristrutturazione, vittima di un malore il titolare dell’impresa di 67 anni; un 47enne, lavapiatti in un albergo di Diano, è morto nella struttura e non si esclude che la causa sia dovuta al caldo afoso.
Tutto ciò mentre il rapporto annuale dell’Inail ci informa che al netto dei casi covid nel 2021 le morti sul lavoro sono aumentate del 10% rispetto al 2020, le denunce d’infortunio del 20% e quelle di malattie professionali del 22%
E’ l’ennesima conferma delle gravi responsabilità di chi al governo e nelle istituzioni preposte continua a non produrre scelte adeguate alla gravità della situazione e a tollerare che alla salute e alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori si anteponga il profitto. Sfuggono poi i dati relativi al lavoro nero, diffuso in agricoltura ed edilizia, le cui morti non rientrano in nessuna casistica.
Non è tollerabile che anche il caldo si aggiunga alle cause di morte che funestano la vita di chi lavora per vivere!
Rifondazione Comunista chiede che si intervenga immediatamente per fronteggiare le conseguenze del grande caldo sui luoghi di lavoro ed evitare altre tragedie prescrivendo alle aziende provvedimenti come l’aumento delle pause, la diminuzione dei ritmi di produzione, il rinfrescamento dei locali, la distribuzione di bevande.

Antonello Patta,responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

Rifondazione Comunista oggi sarà presente alla manifestazione nazionale a Piacenza indetta dai sindacati di base per protestare contro l’operazione repressiva messa in atto dalla procura di quella città che ha disposto l’arresto e altre misure cautelari per otto dirigenti e militanti sindacali del Si Cobas e dell’USB della logistica.

L’iniziativa giudiziaria, sostenuta da un incredibile castello accusatorio, è in realtà un vero e proprio teorema sulla base del quale le lotte per ottenere salari e diritti umani diventano, in una grottesca inversione delle parti, attività estorsive ai danni dei padroni.

I fatti criminosi imputati infatti sarebbero i picchetti, gli scioperi, le occupazioni e le assemblee degli ultimi 10 anni, in pratica tutte le lotte fatte per portare la legalità e la dignità del lavoro in un settore in cui supersfruttamento, salari da fame, precarietà e caporalato delle finte cooperative erano la norma.

Un’evidente opera di criminalizzazione delle lotte, una intimidazione in difesa della libertà di sfruttamento in un settore fondamentale per il moderno capitalismo delle piattaforme, un banco di prova e una minaccia dell’establisment di governo contro scioperi e lotte dell’autunno in difesa di salari, pensioni e redditi dei ceti popolari di fronte alla crescita del carovita e della devastazione sociale prodotti dall’economia di guerra, dall’inflazione e dai tagli alla spesa sociale conseguente al ritorno dell’austerità.

La manifestazione di oggi è una risposta importante contro la repressione in atto e per ottenere la libertà dei compagni arrestati. E’ altrettanto importante per dire che non accetteremo attacchi al diritto di sciopero e manifestazione, la criminalizzazione delle lotte e la trasformazione della magistratura nel braccio repressivo al servizio dello schieramento neoliberista e della libertà di sfruttare e di scaricare i costi delle crisi e della guerra sui lavoratori e i ceti popolari.

Per questo Rifondazione Comunista, mentre ribadisce la propria solidarietà ai lavoratori sindacalisti del Si. Cobas e dell’USB colpiti dalla brutale repressione in atto, parteciperà alla manifestazione di Piacenza con un proprio striscione e le proprie bandiere e invita tutte e tutti a partecipare.

Convergiamo per insorgere in difesa della libertà e dei diritti di tutte /i.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

Wartsila non arretra. A nulla è valso l’incontro tra rappresentanti della Regione Friuli-Venezia Giulia e i vertici della Wartsila-Trieste, svoltosi nel pomeriggio del 19 luglio e mirante a sospendere i licenziamenti. “Confermiamo i licenziamenti a Trieste”, ha comunicato L'azienda finlandese, ribadendo il suo piano di smantellamento di buona parte della produzione dell'impianto situato nel comune di San Dorligo della Valle/Dolina; un arroganza inaccettabile quella della multinazionale totalmente indifferente alle gravissime conseguenze occupazionali ed economiche della sua scelta. Al licenziamento di 451 operai/e si devono infatti aggiungere altre centinaia di posti di lavoro a rischio nell'indotto; un serio contraccolpo su altre aziende della zona e delle regioni vicine; ne sarà coinvolta la stessa Fincantieri che non a caso ha prospettato l'intenzione di valutare tutte le azioni di natura legale concernenti gli ordini assegnati allo stabilimento Wartsila e il piano previsto delle consegne.
Un'intera città verrebbe messa in ginocchio anche perché a questa minaccia occorre aggiungere l'annuncio di 350 licenziamenti nella Flex e una cinquantina nella ex Principe. La razza padrona mostra il suo volto peggiore: prendi i soldi (dello Stato), prendi la creatività operaia, e scappa. A poco valgono le rassicurazioni dei vertici della Wartsila di mantenere parte della produzione a Trieste: è evidente che smantellando la produzione dei "grandi motori" e portandola in Finlandia, il resto dell'attività (ricerca&Sviluppo, vendita, project management, sourcing, assistenza e formazione, secondo le parole dell'azienda) non reggerebbe che per pochi mesi e provocherebbe, in tempi rapidi, la chiusura dell'intero impianto.
Rifondazione Comunista sottolinea l'inaccettabilità delle decisioni prese dall'azienda finlandese e invita tutte le lavoratrici e i lavoratori, e l'intera cittadinanza, a mobilitarsi intorno a questa vicenda facendo sentire il proprio sostegno a una lotta che è appena cominciata e che è una lotta di civiltà contro la barbarie del cosiddetto "libero mercato" (sempre generosamente assistito dallo Stato...) Siamo con le operaie e gli operai ai presidi davanti ai cancelli della fabbrica; saremo alla manifestazione promossa dai sindacati giovedì 21 luglio a partire dalle 15.15 davanti alla Prefettura, in Piazza Unità a Trieste proprio in concomitanza con l'audizione della X Commissione del Senato (Economia) presso la Prefettura di Trieste in cui verranno ascoltate, alle 15.40, le Confederazioni territoriali – CGIL / CISL / UIL – sulla situazione occupazionale del territorio.
Il nostro impegno a sostegno di questa lotta vedrà un altro importante momento nell’incontro della deputata di ManifestA - Rifondazione Comunista – Potere al popolo Yana Ehm con le lavoratrici, i lavoratori e i rappresentanti sindacali della Wartsila che si svolgerà venerdì 22.
Seguiamo l’esempio di Trieste: convergiamo e insorgiamo!

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Gianluca Paciucci, segretario della federazione di Trieste
Partito della Rifondazione Comunista/ Sinistra Europea

E’ in corso da questa mattina all’alba una pesantissima operazione di polizia partita dalla procura di Piacenza con perquisizioni, arresti di dirigenti sindacali del Si Cobas e dell’USB che col passare delle ore sembra allargarsi sempre più.
Alla base dell’operazione repressiva la criminalizzazione delle lotte che in questi anni hanno incrinato il sistema dello sfruttamento selvaggio nella logistica: i “fatti criminosi” sarebbero picchetti, scioperi, occupazioni dei magazzini, assemblee.
Agli arresti domiciliari due dirigenti dell’Usb con imputazioni gravissime che vanno dall’associazione a delinquere ai reati di sabotaggio e blocco delle merci; arrestati, sempre ai domiciliari, a Piacenza 4 dirigenti del SI Cobas, in relazione a uno sciopero al magazzino Amazon di Castel San Giovanni, per due di loro siamo di fronte a una vera e propria persecuzione, visto che la Procura di Piacenza li aveva posti ai domiciliari nel marzo 2021 , mentre il tribunale del riesame aveva poi revocato la sentenza.
La magistratura viene meno al suo compito costituzionale se diventa il braccio repressivo dello schieramento neoliberista a difesa del capitale contro le lavoratrici e i lavoratori che difendono i propri diritti.
Come Partito della Rifondazione Comunista esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori sindacalisti del Si. Cobas e dell’USB colpiti dalla brutale repressione in atto e aderiremo a tutte le iniziative di lotta per la scarcerazione degli arrestati e in difesa della libertà di lottare contro lo sfruttamento, per i diritti e la democrazia.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Stefano Lugli, segretario regionale Emilia e Romagna
Elena Anelli, segretaria Piacenza
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

Rifondazione comunista è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Wartsila di Trieste in lotta in difesa del posto di lavoro con una manifestazione di protesta davanti ai cancelli e il blocco del traffico delle merci.

La multinazionale ha infatti comunicato questa mattina la decisione di cessare tutta l’attività produttiva dello stabilimento di Trieste e delocalizzarla in Finlandia con la dichiarazione di 451 licenziamenti su 973 dipendenti dello stabilimento.

È un grave colpo all’economia e all’occupazione di un territorio, quello di Trieste, sul quale è in atto una pesante crisi dell’industria, che vede oggi altre chiusure, altre delocalizzazioni e le conseguenti durissime vertenze.

Wartsila è l’ennesima multinazionale che approfitta dell'inefficacia della legislazione italiana nel contrastarne lo strapotere ed impedire le delocalizzazioni produttive di cui, come abbiamo già avuto modo di denunciare, la legge del ministro Orlando ha semplicemente precisato le procedure.

In questo vuoto non trova ostacoli l’arroganza delle multinazionali libere di spadroneggiare nel nostro paese sentendosi libere di spremere il lavoro, spesso prendere i soldi pubblici e poi andarsene magari portando via impianti e know how nella totale indifferenza per le conseguenze sociali.

Rifondazione Comunista sosterrà tutte le iniziative di lotta che i lavoratori stanno già programmando contro l’inaccettabile scelta della multinazionale finlandese.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Roberto Criscitiello, segretario Friuli e Venezia Giulia
Partito della Rifondazione Comunista /Sinistra Europea

di Antonello Patta* -

“Niente risposte nel merito, ma quello che abbiamo portato a casa è un altro incontro”. Le parole di Maurizio Landini dopo l’incontro dei rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil con Draghi confermano il sospetto che l’ora e mezzo scarsa di riunione sia stata più che altro una mossa nel gioco tra Draghi, Colle e Pd da una parte e 5 stelle dall’altra. Sembrerebbe quindi che siamo di nuovo solo alle promesse utili a far passare ‘a nuttata della crisi di governo “penultimata”. E così è se si valuta il nulla di fatto sul piano dei risultati concreti immediati. Se però si considerano le diverse valutazioni dell’incontro di Cgil e Cisl emergono due aspetti che è bene valutare attentamente. Il primo sottolineato entusiasticamente da Sbarra leader della Cisl e da Bonomi presidente di Confindustria è che rientra dalla finestra quel patto sociale uscito dalla porta dopo lo sciopero nazionale proclamato a dicembre da Cgil e Uil. Il secondo è che l’eventuale soddisfacimento di tutte le richieste avanzate, contratti, salario minimo, fisco, pensioni, dovrebbe essere contenuto nel tetto di spesa dato dalla rigidità di vincoli di bilancio escludendo tassativamente scostamenti dal deficit programmato. Non a caso gli addetti ai lavori, data l’esiguità delle cifre messe a disposizione, prevedono per luglio solo un altro bonus più piccolo di quello da 200 euro e con la legge di bilancio un taglio del cuneo molto più piccolo di quello annunciato con gli strilli giornalistici delle ultime settimane. Allora ecco che il patto sociale diventa fondamentale per irretire i sindacati in una ragnatela finalizzata a evitare una ripresa dei conflitti che metterebbe a nudo il carattere antipopolare di questo governo e porrebbe all’ordine del giorno la necessità del cambiamento.
Esattamente l’opposto di quanto necessario se si vuole davvero conquistare insieme a un lavoro, un salario e una pensione dignitosi l’apertura di una nuova stagione di diritti per tutte e tutti.

*Responsabile lavoro PRC-S.E.

La senatrice Paola Nugnes della componente ManifestA- Potere al popolo - Rifondazione Comunista ha depositato un emendamento al Dl Aiuti che cancella la porcata fatta ai danni di un milione di lavoratori della logistica. Nei giorni scorsi governo e maggioranza hanno approvato una norma che ha eliminato dal codice civile la responsabilità dei committenti principali rispetto al mancato pagamento dei lavoratori da parte di ditte e coop in appalto e subappalto. In sintesi la norma, approvata con un blitz, impedisce a lavoratori sfruttati e derubati di fare causa ai big della logistica che utilizzano appalti e subappalti in un circuito in cui è forte anche la presenza di mafie e criminalità.

Un regalo a tutti i big della logistica che non saranno più chiamati a pagare come accaduto in tante sentenze.

Il governo ha modificato con una sveltina il codice civile per consentire di fregare più facilmente chi lavora. Un’operazione talmente spudorata che Assologistica ha ringraziato i ministri Cartabia e Giorgetti.

Il nostro emendamento, cancellando la schifezza votata nella distrazione di quasi tutta l’informazione, reintroduce la tutela dei lavoratori in appalto e subappalto, per i quali era giustamente previsto che in caso di mancato pagamento di retribuzione e TFR, ne rispondesse la società committente, e pagasse direttamente in caso di fallimento o liquidazione della società appaltatrice.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Antonello Patta, responsabile lavoro del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Assologistica ringrazia i ministri Cartabia e Giorgetti per l'emendamento-porcata al Dl Aiuti che cancella la responsabilità dei committenti rispetto a inadempienze contrattuali o mancato pagamento dei lavoratori da parte di ditte e coop in appalto.

In sintesi un emendamento volto a impedire a lavoratori sfruttati e malpagati di fare causa ai big della logistica che utilizzano appalti esterni per risparmiare su manodopera.
In sintesi si tratta di un regalo a tutti i big della logistica - da Amazon, Dhl, ecc. fino a porti e aeroporti che non saranno più chiamati a pagare come accaduto in tante sentenze.
Il governo modifica con una sveltina il codice civile per consentire di fregare più facilmente chi lavora. Fortunatamente rimane in piedi una sentenza della Corte Costituzionale che dovrà essere usata per contrastare questa vigliaccata.
Questo blitz dimostra che questo è il governo dei padroni e che chi lo sostiene è contro la classe lavoratrice.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Antonello Patta, responsabile lavoro del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

La fotografia sull'andamento della povertà assoluta in Italia fornita oggi dall'Istat conferma la deriva drammatica che ha vissuto il paese negli ultimi decenni.
Il numero di individui in povertà assoluta è quasi triplicato dal 2005 al 2021, passando da 1,9 a 5,6 milioni; gravissimo e significativo il dato che riguarda i giovani tra i 18 e i 34anni per i quali l'incidenza della povertà è oggi ben 4 volte superiore a quella del 2005.
E' il risultato di anni di attacchi ai redditi dei lavoratori e dei ceti popolari che hanno prodotto salari e pensioni da fame e precarietà selvaggia all'origine della diffusione del lavoro povero tra i giovani, non a caso i più impoveriti.
Un altro dato fornito oggi suona come uno schiaffo a politici e imprenditori che puntualmente all'inizio dell'estate si scagliano contro il reddito di cittadinanza: "le misure di sostegno economico erogate nel 2020, in particolare reddito di cittadinanza e di emergenza, "hanno evitato a un milione di individui di trovarsi in condizione di povertà assoluta";
E ancora: "L'intensità della povertà, senza sussidi, nel 2020 sarebbe stata di 10 punti percentuali più elevata, raggiungendo il 28,8%, fronte del 18,7% osservato".
L'altra faccia della medaglia è data dalla continua, spudorata concentrazione della ricchezza nelle mani di un'oligarchia sempre più ristretta di super ricchi che non si è fermata nemmeno durante la fase più acuta della pandemia.
Nei 21 mesi della pandemia intercorsi tra il mese di marzo 2020 e novembre 2021 il numero dei miliardari italiani nella Lista Forbes è
aumentato da 36 a 49. Oggi i 40 miliardari italiani più ricchi posseggono l'equivalente della ricchezza netta del 30% degli italiani più poveri (18 milioni di persone adulte).
Soltanto una grande insorgenza ci salverà!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile lavoro Prc-S.E.

Rifondazione Comunista sará in piazza giorno 10 giugno insieme alla CGIL ed agli operai dello stabilimento Isab/Lukoil di Siracusa per protestare per la nuova tappa di deindustrializzazione della Sicilia e la mancata riconversione industriale dell'Area complessa del petrolchimico. I nodi vengono al pettine: mentre si allungano in Europa i termini dell'embargo del petrolio russo che viene trasportato via mare (fra 8 mesi), gli effetti si fanno sentire subito alla Isab-Lukoil di Siracusa. A rischio sono oltre 3000 posti lavoro perché l'embargo contro la russia non consente di mantenere attiva la raffinazione del greggio oggi, di fatto, 100% di provenienza russa. Dopo avere militarizzato la Sicilia con le basi Nato, trasformandola in una colossale portaerei, l'atlantismo filo USA, dopo il danno, produce la beffa: la perdita di migliaia di posti di lavoro come ringraziamento per il servilismo delle classi dirigenti italiane e siciliane. Infatti, é sostenibile la assenza di una proposta alternativa da parte del Governo Draghi sugli effetti dell'embargo a tutti i costi ? Bisogna aprire con i Ministri competenti un tavolo di crisi perché le scelte di politica estera non si trasformino nel boomerang di politiche punitive nei confronti dei lavoratori e del territorio. Rifondazione comunista, tramite il Gruppo parlamentare di ManifestA, solleciterá il Ministro dell'Economia e del Lavoro a prendere posizione sull'intera vicenda per scongiurare una incontrollabile escalation di politiche depressive sull'economia e per la salvaguardia dei livelli attuali di occupazione e reddito.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Nicola Candido, segretario regionale della Sicilia
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

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