grillosalutodi Alessandro Fatigati
In una lunga riflessione apparsa nel luglio scorso su l'Unità, Mario Tronti -poi ripreso con accenti diversi da Nichi Vendola e Michele Prospero- teorizzava il superamento delle “due sinistre” come condizione data e insuperabile del panorama politico italiano; un nuovo incontro dopo la diaspora dell'89 capace di sintetizzare la “radicalizzazione movimentista no global – new global” e la “terza via – Neue Mittel” di ispirazione Blairiana. Un “Balzo di tigre” costituente per il Paese, quale termine logico dell'esperienza del governo tecnico. A distanza di pochi mesi quell'analisi pare quanto mai priva di qualsiasi riscontro con la realtà, smentita senza appello da una crisi economica che in Europa come in Italia condiziona il dibattito politico - palesando il rapporto consequenziale fra strutture economiche e sovrastrutture sociali - tanto da riproporre schemi che non solo non superano la situazione del dopo-Berlino, ma che assumono i tratti di quanto già pienamente espresso nel novecento.

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ferreropaolo1di Paolo Ferrero
Ai compagni e alle compagne di Rifondazione Comunista
vi scrivo per la seconda volta in poche settimane. Lo faccio ed alla vigilia di una importante campagna elettorale per cercare di riassumere il senso del nostro impegno in RIVOLUZIONE CIVILE con Ingroia candidato presidente.
Innanzitutto considero un successo politico essere riusciti a dar vita a questa lista autonoma dal PD. Erano anni che ci lavoravamo e ancora poche settimane a molti fa pareva una impresa impossibile. Non solo, il programma di questa lista, pur non raccogliendo completamente il nostro programma, è buono. Vi sono le cose fondamentali che vanno dette per disegnare una alternativa: dal no al fiscal compact e alla Tav in avanti. Inoltre riamo riusciti a far accantonare definitivamente l’idea di fare la desistenza al Senato nei confronti del centro sinistra. Si sarebbe trattato di una scelta suicida che avrebbe trasformato la lista ad una sorta di appendice minoritaria del PD, priva di prospettiva e progetto politico. RIVOLUZIONE CIVILE  si presenta quindi agli elettori come polo politico autonomo dal centro sinistra, esattamente come noi volevamo.

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notavdi Antonio Ingroia
Cari amici e compagni del movimento NO TAV della Val di Susa.
Con questa mia intendo rispondere alla lettera che mi è stata inviata ieri da parte del circolo di Rifondazione Comunista di Bussoleno.
Innanzitutto un chiarimento politico. La lista Rivoluzione Civile ha inserito esplicitamente nel programma la contrarietà alla TAV ed in generale alla logica delle grandi opere. Noi siamo quindi contro la TAV, porteremo in parlamento le vostre istanze e saremo al vostro fianco nelle lotte, a partire dalla piena disponibilità del parlamentare che verrà eletto a Torino, Paolo Ferrero, che probabilmente avete avuto modo di conoscere in questi anni.
Per quanto riguarda le posizioni presenti in Rivoluzione Civile, com'è evidente questa lista raccoglie uomini e donne che in questi anni si sono opposti a Berlusconi e al governo Monti.

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ingroiarivoluzioneSe è vero che i sondaggi vanno presi con le molle, è anche vero che quando riflettono tutti la stessa tendenza, è probabile che non sbaglino. Il centrodestra sta recuperando, il centrosinistra perde terreno, la Rivoluzione Civile di Ingroia è in crescita costante. Questo è in sintesi il panorama disegnato dalla rilevazione SWG per “Agorà”. L’alleanza Pdl-Lega guadagna quasi due punti rispetto alla scorsa settimana(1.9%), attestandosi al 27,2%. Bersani e Vendola, invece, cedono nel confronto settimanale la stessa percentuale guadagnata dal centrodestra(1,9%), e si fermano al 33%. Stabile, ormai da tempo, il centro di Monti, che non raggiunge neanche il 14%. Respira invece Grillo, che dopo la flessione dei giorni scorsi recupera quasi un punto(0,9%). La sorpresa, infine, è la crescita di Rivoluzione Civile, il neo-movimento dell’ex pm Antonio Ingroia.

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votomatitadi Giuliano Garavini
Aleggia in questi giorni il fantasma di Veltroni e del suo “voto utile” nelle elezioni del 2008. Ancora una volta gli italiani dovrebbero votare Partito democratico 2.0: questa volta materializzatosi in un’alleanza con Sel e con il Partito socialista. Il resto dei voti regalerebbero, secondo i portavoce della teoria, il governo dell’Italia alla coalizione che ancora vede Berlusconi come uomo forte.
Sembra di tornare ad un’epoca in cui tutti credevano che a Bruxelles splendesse sempre il sole e che l’Unione europea fosse una perfetta macchina della felicità. All’epoca in cui le liberalizzazioni erano la via da percorrere e le privatizzazioni l’unico modo per rendere produttivi i servizi pubblici. All’epoca in cui l’unico scontro fra gli schieramenti politici era dato principalmente dal diverso grado di razzismo e di subalternità ai diktat di Bruxelles.

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