di Ezio Locatelli* -

Si è poco riflettuto sul rovesciamento di immaginario collettivo emerso nell’ultimo rapporto Censis. Stando a questo rapporto la grande maggioranza della popolazione nutre un forte senso di paura e di sfiducia riguardo un futuro sempre più incerto e minaccioso. Un futuro in cui la risposta ai problemi si manifesta non in termini di soluzioni ma di impoverimento sociale, guerra, violenza, distruzione delle condizioni di vivibilità ambientale. Non basta che la politica politicante dica che tutto va bene. Le persone, per esperienza vissuta, sanno che le cose volgono in tutt’altra direzione. Le aziende chiudono o licenziano, ristagnano i salari e le pensioni, aumenta il costo della vita, vengono meno le protezioni sociali. Nella fase ascendente il neoliberismo, la globalizzazione hanno goduto di un consenso ampio, ora attivo ora passivo, non solo da parte dei ceti medi ma anche di settori popolari. Un consenso che è venuto meno col peggioramento dello scenario materiale e la guerra. Non c’è dubbio alcuno che la crisi di sistema induca a un cambiamento delle consuete categorie del pensare e anche dell’agire. Ma è del tutto vero che la paura, il senso di impotenza abbiano soppiantato la speranza? Questi stati d’animo sono solo una faccia della società del rischio.

L’altra faccia si mostra quando viene preso in considerazione il potenziale politico di un quadro che entra palesemente in contrasto con la vita di milioni di persone, che delinea nuove linee di conflitto e di resistenza. Per fare solo un esempio, è difficile credere che l’entrata in vigore del nuovo patto di stabilità guerrafondaio e antipopolare, con le sue pesanti ricadute sociali, l’aumento del disagio economico, lasci le cose come stanno.

L’impressione pessimistica di stasi, di letargia di cui parla il Censis non deve trarre in inganno. Oltre al quadro di difficoltà e di incertezza generale penso che il disinvestimento di massa su un futuro percepito come minaccia possa rappresentare la possibilità di costruire, qui e ora, uno spazio di azione, di lotte, di resistenza. Ecco perché è necessario tornare a lavorare sui fondamenti della società civile, a occuparsi di settori popolari, a spendersi per una ripresa del conflitto sociale e del protagonismo di grandi masse. Non bisogna mai dimenticare che la tendenza dominante in tutta la storia delle civiltà, con alti e bassi, è sempre stata la resistenza, non la sottomissione.

Perché questa tendenza torni a dispiegarsi appieno, occorre uscire dalle isole di militanza. Lo richiede l’ordine di grandezza dei problemi che ci stanno di fronte. Per questo il lavoro di rilancio di Rifondazione Comunista deve andare avanti di pari passo alla costruzione di una aggregazione di forze antiliberiste e anticapitaliste – questo il senso del progetto in itinere di Unione Popolare - cui prendere parte a pieno titolo come forza comunista. Non una aggregazione quacquaraquà, fagocitata dai meccanismi della politica tradizionale, incapace di frapporsi a una destra estrema che trae alimento dalla crisi del liberismo nelle sue diverse varianti. Va costruita una aggregazione di forze antagoniste con capacità di incidere sui rapporti di forza sociali, di produrre uno scontro, di presentarsi in alternativa ai poli esistenti. Ogni ritardo in tal senso non può che farci perdere il momento di possibilità per cambiare il corso delle cose.

Lavoriamo per dischiudere una nuova stagione di lotte e di speranze, per riaprire uno spazio politico che corrisponda ai bisogni della parte più debole ed esposta della società. Che corrisponda al bisogno di pace e giustizia contro il sistema di guerra. In questo sta innanzitutto il significato e la pienezza di una militanza comunista che dobbiamo far valere nei mesi a venire.

*responsabile naz. organizzazione Prc-Se

È online il numero di gennaio 2024 di Dire, fare Rifondazione

1 Per una nuova stagione di lotte e di speranze di Ezio Locatelli
1 Contro lo smantellamento della Repubblica per l’uguaglianza dei diritti di Marina Boscaino e Tonia Guerra
1 Boicottiamo i diamanti insanguinati di Israele. Manifestazione nazionale a Vicenzail 20 gennaiodi Paolo Benvegnù
3 Fermiamo il massacro a Gaza. Palestina libera! (Y. Salman)
4 Circoli Prc: iniziative sociali dal basso (F. Cilenti)
5 Difendere salute e sanità pubblica (Loretta Mussi)
6 Dall’Emilia Romagna una Lip per il ritiro dell’autonomia differenziata della Lip di
Bonaccini (S. Lugli)
7 Rilanciare la Lip per l’inserimento del reato di omicidio sul lavoro (F. Baggi, G. Capelli,
T. Longoni)
7 Contro i rincari di luce e gas organizzare la protesta
8 La proposta di legge per il salario minimo è in Senato, organizziamo la mobilitazione
per sostenerla (A. Patta)
9 Il bisogno casa e l’urgenza di una risposta (M. Sgherri)
10 Scorie radioattive. A Trino Vercellese si gioca una partita nazionale (A. Deambrogio)
10 Ovada: un circolo Prc-Se in crescita sul lavoro sociale (C. Morchio e L. Robbiano)
11 Rifondazione Comunista: ultimi giorni per la tessera 2023 prima che parta la campagna
di tesseramento 2024 (G. Ilari)
11 Sosteniamo le spese per la nuova sede della direzione nazionale (V. Meloni)
12 Brescia: parlano gli uomini e si dicono smettila
12 Una marea contro il patriarcato non solo il 25 novembre (G. Capelli)

 

Locandina 20 gennaio VicenzaI diamanti di Israele grondano sangue. Manifestazione nazionale a Vicenza il 20 gennaio

Car@ compagn@

la presente per invitare tutti i regionali e le federazioni del Partito, in particolare del centro-nord Italia, a organizzare una presenza numerosa alla manifestazione nazionale che si terrà a Vicenza sabato 20 gennaio 2024ritrovo alle ore 14 presso la stazione ferroviaria - contro la partecipazione israeliana alla fiera internazionale orafa. La manifestazione è stata indetta dalla Comunità palestinese d'Italia e dall'inizio ha visto il nostro partito veneto impegnato nell'organizzazione.Nel suo genere quella di Vicenza è una delle più importanti fiere internazionali con un business multimiliardario, dove ci sarà un padiglione sui diamanti. Un commercio di cui Israele è protagonista di primo piano.

I diamanti sono infatti una delle voci principali dell'economia e del commercio con cui Israele finanzia gli apparati di sicurezza e l'esercito di Israele in una quota che sfiora il 90% . Con i diamanti Israele finanzia la guerra contro il popolo di Gaza, finanzia i bombardamenti che hanno ucciso e continuano ad uccidere decine di migliaia di bambini, donne, anziani, finanzia l'occupazione militare della Cisgiordania, la guerra permanente per costringere il popolo palestinese a fuggire dalla propria terra.

Accettare la presenza di espositori israeliani alla fiera significa rendersi complici di un genocidio, del massacro del Popolo di Gaza, dei delitti contro l'umanità che il governo e l'esercito israeliano compiono ogni giorno, nonostante le risoluzioni dell'ONU, le richieste pressanti di cessate al fuoco della larga maggioranza degli stati del mondo. Non possiamo permetterlo. Per questo è importante organizzare una massiccia partecipazione alla manifestazione. I diamanti di Israele grondano sangue. Mobilitiamoci per cessate il fuoco subito, per porre fine all'occupazione, per la Palestina Libera.

Invitiamo regionali e federazioni - oltre che a organizzare la nostra partecipazione - a contattare altre soggettività di Unione Popolare, realtà di movimento e associative solidali con il popolo palestinesi per sollecitare la partecipazione alla manifestazione stessa.

In allegato trovate materiali per social e appello comunità palestinese.

In attesa di vederci a Vicenza, saluti comunisti.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se
Paolo Benvegnù, segretario regionale Veneto
Ezio Locatelli, segreteria nazionale, Resp.le Organizzazione Prc-Se

Ricordandovi l'importante incontro sulla Digitalizzazione dei dati sul Tesseramento, che si terrà domani MARTEDI' 28 NOVEMBRE alle ORE 20.45, di seguito vi inviamo il

LINK per il collegamento.

Ogni federazione o regionale è tenuto a garantire la partecipazione con una/uno propri* compagn*.

All’incontro parteciperà anche il segretario nazionale Maurizio Acerbo.

Invitiamo alla partecipazione e alla puntualità.

Fraterni saluti

Ezio Locatelli, segreteria nazionale
Responsabile Organizzazione nazionale Prc-Se

Giancarlo Ilari
Responsabile nazionale Tesseramento Prc-Se

Digitalizzazione dati Tesseramento.
Martedì 28 novembre 2023 incontro nazionale

Care compagne e cari compagni,

come da impegno assunto in Conferenza di Organizzazione abbiamo portato a termine il lavoro per attuare il passaggio da una gestione analogica ad una gestione digitale di tutti i dati relativi alle/ai nostr* iscritt*. Un lavoro portato avanti a costo zero grazie al contributo di compagne e compagni con competenze tecniche (come programmazione e sviluppo di webapp, gestione del data base) nonché di compagn* che operano a livello di territori, con conoscenze delle problematiche del partito, per testare la funzionalità e la rispondenza del programma di digitalizzazione alle esigenze dei diversi ambiti territoriali (circoli, federazioni, regionali) oltre che del livello nazionale.

Questo sistema, una volta acquisite tutte le informazioni tecniche del caso, permetterà a tutti i livelli territoriali di avere maggiore prontezza e conoscenza dei dati di propria pertinenza nel rispetto delle leggi e norme sulla privacy. Obiettivo nostro è di incominciare a implementare il programma di digitalizzazione con i dati del tesseramento del 2023. Per farlo occorre prendere possesso di tutte le informazioni del caso nonché delle chiavi di accesso al programma.

A tal fine martedì 28 novembre, ore 20,45 (assoluta puntualità) è convocato un incontro on line in cui saranno illustrate e avviate le procedure di implementazione del programma di digitalizzazione.

All’incontro, a cui parteciperà anche il segretario nazionale Maurizio Acerbo, sono invitati a partecipare tutt* le/i segretarie e segretarie, responsabili organizzativi e/o di tesseramento oltre il gruppo digitalizzazione appositamente costituito.

Ogni federazione o regionale è tenuto a garantire la partecipazione con una/uno propri* compagn*.

Il link per il collegamento verrà inviato il giorno prima dell’incontro

A presto e cari saluti.

Ezio Locatelli, segreteria nazionale
Responsabile Organizzazione nazionale Prc-Se

Giancarlo Ilari
Responsabile nazionale Tesseramento Prc-Se

Care compagne e cari compagni

facendo seguito alla circolare del 20 settembre rinnoviamo l’invito a organizzare il massimo di partecipazione alla manifestazione “LA VIA MAESTRA. INSIEME PER LA COSTITUZIONE" del 7 ottobre a Roma.
Ricordiamo che il concentramento principale di Rifondazione Comunista, a partire dalle ore 11, sarà a Piazzale Partigiani, all’ingresso della stazione ferroviaria Ostiense per poi sfilare congiuntamente ai Comitati contro l’autonomia differenziata.
Invitiamo tutt@ i/le compagn@ che raggiungeranno Roma con i pullman o treni organizzati dal sindacato o associazioni varie a non disperdersi ma ad avere come riferimento il punto di accoglienza allestito da Rifondazione Comunista in Piazzale Partigiani. Il luogo è raggiungibile con il treno scendendo alla stazione Ostiense oppure con la metropolitana B, direzione Laurentina, fermata Piramide.
In ogni caso il Partito garantirà un gazebo e una presenza con proprio striscione anche nel corteo che partirà da Piazza della Repubblica, ritrovo davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Anche in questa piazza le/i compagn@ sono invitat@ a tenere questo riferimento.
Un gazebo del Partito sarà presente al termine della manifestazione anche in Piazza San Giovanni davanti alla statua di San Francesco.

Vi invitiamo tutte e tutti a essere presenti con cartelli, bandiere e striscioni di Rifondazione Comunista e anche di Up.

Ci vediamo a Roma.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se
Ezio Locatelli, segreteria nazionale, responsabile Organizzazione Prc-Se

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Indicazioni punto di ritrovo a Piazzale dei Partigiani:

Il secondo corteo, parte da Piazzale dei Partigiani e giungerà a piazza di Porta San Giovanni percorrendo via delle Cave Ardeatine, piazzale Ostiense, viale della Piramide Cestia, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Labicana, poi si svolta a destra per via Merulana, per arrivare direttamente in piazza San Giovanni (lateralmente).

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Qui sotto si vede il percorso per arrivare al Piazzale dei Partigiani – punto di incontro - se si arriva da metro Piramide o da stazione Ostiense

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Qui sotto, indicazione visiva del Punto di ritrovo in Piazzale dei Partigiani – prima colonna

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Bologna 24/09/2023 – Festa nazionale di Rifondazione Comunista
Assemblea nazionale delle segretarie e dei segretari di Circolo, provinciali e regionali
Note introduttive di Ezio Locatelli, responsabile Organizzazione nazionale Prc-Se

Anche quest’anno, com’è stato in altri anni di festa nazionale, ci è sembrato utile avere un momento di confronto con le segretarie e i segretari, le compagne e i compagni che lavorano nei territori riguardo i compiti che abbiamo come partito. A mezzogiorno avremo una sospensione dei lavori per la presenza del cardinale Matteo Zuppi, presenza quanto mai gradita per l’azione di pace che il cardinale sta svolgendo in questo momento sul piano internazionale.

La lotta per la pace è il punto fondamentale del nostro impegno politico. Va portato avanti con tutte le forze che in questo momento sono impegnate a dare attuazione a quello che è uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione, il ripudio della guerra, cui sono venuti meno i principali schieramenti di governo e di opposizione. Schieramenti che anzi hanno fatto di tutto per istigare alla guerra e screditare chi vuole la pace. Ne abbiamo parlato diffusamente in questi giorni. Non c’è solo la guerra in atto tra Nato e Russia. Il rischio incombente è di uno scontro distruttivo su scala mondiale. In questa situazione lavorare per l’uscita da questa guerra è l’unica cosa giusta che dobbiamo fare, prima che sia troppo tardi.
Dobbiamo farlo sapendo anche che le guerre fomentano sempre altre guerre non solo sul piano militare ma su altri piani. Le guerre contro i poveri e i popoli del Sud del mondo. Vergognose le parole di chi in questi giorni fomenta la guerra tra poveri parlando di eccesso di costi per quanto riguarda i migranti rispetto ai costi dei poveri italiani. Ed ancora le guerre economiche che agiscono, per certi aspetti, non meno delle guerre militari, sui corpi e sulle vite di milioni persone in termini di precarietà, disoccupazione, carovita, lavoro nero, salari da fame, disuguaglianze, che agiscono in termini di sottrazione di risorse a servizi fondamentali. Solo quest’anno ci sono stati quattro miliardi in più per il Ministero della Difesa in un Paese che fatica a tenere aperti i pronto soccorso o che istituisce i pronto soccorso a pagamento. La finanziaria del Governo Meloni con le sforbiciate previste di 15/20 miliardi non farà che peggiorare ulteriormente questa situazione. Anche questa è guerra, è la guerra di classe dei ricchi contro i poveri portata avanti in questi anni, con poche variabili, nel capovolgimento del rapporto tra politica ed economia - la politica sempre più ridotta ad azione esecutiva del capitale - dai vari governi di centrodestra e centrosinistra. Se questa è la situazione drammatica in cui ci troviamo sbaglieremmo tuttavia a pensare che la nostra sia l’ultima frontiera di resistenza con davanti poche possibilità di sbocco positivo. Ci sono troppi discorsi negativi in circolazione.

Senza sottacere le dure implicazioni intervenute nel quadro internazionale e nazionale c’è un punto di differenziazione fondamentale che deve darci il senso della possibilità, della prospettiva. Quello che stiamo vivendo non è più il tempo totalizzante del pensiero unico. Sono tanti i segnali di insofferenza, di esodo, di rifiuto a livello di opinione pubblica nei confronti di una politica tutta uguale, di una politica che non ha fatto altro che peggiorare le condizioni lavorative e di vita di larghe masse popolari. In un dibattito di questi giorni si è parlato di diserzione di massa. Potremmo dire per certi aspetti di essere ad una sorta di grado zero della politica che si presenta, per una forza come la nostra, non solo nei termini di una difficoltà ma come occasione di apertura di una nuova fase di ricostruzione politica. Una fase che va agita non abbassando l’asticella ma in maniera inconciliabile, radicale con le logiche di sistema che ci hanno portato in questa situazione. Non si fa opposizione al governo Meloni per tornare ai governi e alle politiche precedenti. L’opposizione si fa in discontinuità con le politiche di questi anni che hanno alimentato il vento di destra.

Chiaro che non bastano i sentimenti, gli orientamenti individuali a cambiare le cose. Occorre che questa miriade di sentimenti individuali si trasformino in mobilitazione collettiva. Mobilitazione che deve trovare la sua fondazione in una opposizione di classe, nel rapporto con gli strati sociali impoveriti, il lavoro dipendente, i ceti deboli, sul terreno della lotta per riprendere tutto quello che è stato rubato in questi anni di politiche liberiste sul piano della sicurezza, del salario, dei diritti, della salute, dei posti di lavoro. Questo a me sembra il punto essenziale di ogni discorso di cambiamento. Anche per quanto riguarda l’opposizione alla guerra. Il pacifismo popolare non è un pacifismo filosofico, culturale, immediatamente politico. È un pacifismo materiale che ha che fare con la propria condizione di vita e di lavoro. Sulla tessera di quest’anno del Partito ricordiamo gli scioperi del 1943 che furono il primo atto di ribellione operaia, di massa in pieno regime fascista e di guerra. È interessante leggere la dinamica di quella ribellione. Quella ribellione, ancor prima di muovere da motivazioni politiche, fu su parole d’ordine legate al peggioramento delle condizioni sociali, economiche, lavorative di larghissima parte della popolazione. Penso che questo sia ancora il terreno su cui riorganizzare una battaglia di cambiamento. Su cui, ancora, riorganizzare il piano politico di una forza come la nostra che deve sempre assumere il terreno sociale, partecipativo come il terreno per fare società in alternativa al capitalismo. Non la politica dell’immagine, non la personalizzazione della politica. Modalità che finiscono per cancellare il partito come forma organizzata del conflitto sociale.

Ecco perché occorre dare molta più importanza di quanto non si faccia alle questioni pratiche relative al tesseramento, all’autofinanziamento, all’organizzazione, alla coesione, al radicamento. Questioni che spesso, sbagliando, vengono relegate in secondo piano. Bisogna lavorare perché quello del nostro partito torni ad essere un grande progetto di prassi collettiva, di radicamento in quelli che devono essere i nostri luoghi sociali naturali: i luoghi di lavoro, le scuole, i quartieri. La diversità comunista sta proprio in questa affermata volontà di essere altro dal modo di essere borghese. È su questo terreno della diversità che può essere rilanciata una soggettività alternativa. Come diceva Mario Tronti nei suoi anni migliori: popolo, democrazia, organizzazione. Questi sono ancora i compiti di una politica comunista.

A proposito degli impegni che abbiamo davanti nelle prossime settimane. Al centro oltre la lotta contro la guerra ci sono i temi che riguardano i diritti sociali e la dignità del lavoro.
In particolare, va raddoppiato lo sforzo di raccolta firme sul progetto di salario minimo a 10 euro. Tante sono le firme raccolte ma non ancora numero sufficiente per validare il progetto di iniziativa popolare. Bisogna quindi che la raccolta firme che andrà avanti fino al 15 novembre riceva nuovo impulso. Ben sapendo che la proposta di salario minimo è solo un inizio. Ridare forza, coraggio, autonomia al mondo del lavoro, ricostruire legami sociali di classe comporta, oltre a una politica di recupero salariale, lotta contro la precarietà, riduzione dell’orario di lavoro, lotta contro un sistema di lavoro che uccide. Tutte le iniziative sindacali o di altro tipo che vanno in questa direzione devono avere il nostro appoggio come la proposta di un referendum abrogativo. del jobs act o la raccolta firme per la reintroduzione nel Codice penale del reato di omicidio sul lavoro.

È importante organizzare il massimo di partecipazione alla manifestazione nazionale del 7 ottobre a Roma, (manifestazione promossa da oltre 200 associazioni, per il lavoro, contro la precarietà, l’autonomia differenziata, per la pace, per l’attuazione della Costituzione).
Una manifestazione importante che può diventare il primo passo per una mobilitazione di lunga durata, per l’indizione di uno sciopero generale. A questa manifestazione ci dobbiamo partecipare numerosi e con posizioni chiare. Non c’è alcuna possibilità di un’azione di contrasto alla povertà, alle diseguaglianze, per il salario minimo, per il rilancio della sanità e dell’istruzione pubblica, dei diritti sociali stando dentro il quadro della guerra o di ipotesi di autonomia differenziata temperata. Chi pensa di barcamenarsi tra discorsi sulla guerra giusta e discorsi su diritti, sanità, scuola come fa la segretaria del Pd fa soltanto discorsi a vuoto. Aria fritta.

Su Unione Popolare. C’è una cosa che abbiamo sempre detto e ripetuto. La nostra forza va trovata oltre che in noi stessi, in un rinnovato orgoglio di partito, nel rapporto con altre forze di alternativa, nella costruzione di uno spazio politico condiviso. Questa è la ragione per cui abbiamo scelto di impegnarci nel processo costituente di Unione Popolare, nella “costruzione – cito il manifesto base di UP - non solo di una opposizione al governo ma di un polo politico alternativo alle forze e agli schieramenti che si sono avvicendati alla guida del Paese per una alternativa popolare, che sia sociale, culturale, economica e politica”.
Si tratta ora di dare impulso a questo processo. Significa impegnarsi in un processo partecipativo dal basso, nella costituzione di coordinamenti territoriali, nello svolgimento di un lavoro condiviso com’è nel caso della raccolta firme in corso sul salario minimo. Significa remare tutte e tutti nella stessa direzione. Dall’inizio di agosto si è aperta la possibilità di aderire o, nel caso di chi come noi ha già un partito, di registrarsi alla piattaforma di Unione Popolare. Io penso che finora non ci sia stata informazione adeguata in ordine a queste due possibilità. È importante recuperare i ritardi, attivarsi da subito per il coinvolgimento e l’adesione del maggior numero di indipendenti, e al tempo stesso impegnarsi a organizzare la registrazione a UP, registrazione che è gratuita, delle nostre iscritte e dei nostri iscritti.

In ultimo. Non entro nel merito del nostro impegno e delle nostre proposte per le prossime elezioni europee dato che i nostri organismi dirigenti saranno chiamati a discuterne nei prossimi giorni. Dico soltanto - su questo credo che tutti quanti siamo d’accordo - che l’impegno nostro oltre che nel senso del rilancio di Rifondazione Comunista, alla costruzione di Unione Popolare, deve essere rivolto a costruire alleanze con tutte quelle realtà che in questo momento convergono su molti dei temi e delle battaglie da noi portate avanti a cominciare dalla contrarietà alla guerra e alle politiche liberiste. Abbiamo bisogno per queste battaglie di muovere grandi forze, energie. L’Italia ha una Costituzione pacifista e un’opinione pubblica contraria alla guerra, alle politiche di riarmo, alle politiche liberiste ma, questo il paradosso, non c’è nello spazio della rappresentanza una posizione contraria agli schieramenti che praticano queste politiche. Per questo è importante lavorare in previsione delle prossime elezioni europee per coalizioni che restituiscano questa rappresentanza e lo si faccia non in termini sostitutivi di ciò che in questo momento è in campo, ma nel riconoscimento delle diversità, delle storie e delle prospettive politiche che oggi sono in campo. Di questo ne dobbiamo discutere.

Chiudo chiedendo uno sforzo straordinario per portare a compimento la nostra campagna di tesseramento a Rifondazione Comunista che riteniamo questione fondamentale. Prima di ogni altra considerazione il nostro problema è di esserci. Il tema è quello della soggettivazione delle nostre forze. Ci eravamo posti l’obiettivo di raggiungere il 100% delle reiscrizioni a fine settembre per poi lavorare a un loro aumento, cosa che è già avvenuta l’anno scorso. Se non a fine settembre, visto l’imminenza del termine, poniamo tutta l’attenzione necessaria perché l’obiettivo sia raggiunto e possibilmente superato nell’arco di poche settimane. Sempre sul tesseramento stiamo portando a temine il progetto di digitalizzazione di tutti i dati che riguardano le nostre iscritte e i nostri iscritti, cosa che permetterà ai Circoli, Federazioni, regionali oltre che il Nazionale - ognuno per la sua parte - di avere maggiore conoscenza e prontezza di comunicazione con tutto il corpo del partito. Un passo significativo in avanti sul piano dell’organizzazione del Partito.

Chiudo veramente ringraziando le compagne e i compagni che si sono adoprati per lo svolgimento di questa festa che chiude un ciclo molo impegnativo di feste di partito, feste che dovremo svolgere in quante più situazioni possibili quale momento straordinario di socializzazione politica. Adesso, come ho già avuto modo di dire, ci aspetta un autunno militante. Affrontiamolo al meglio rendendo partecipi di questa nostra discussione e di questo nostro lavoro tutte le nostre iscritte e i nostri iscritti e tutti i nostri organismi dirigenti.

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Care compagne e cari compagni,

come sapete Rifondazione Comunista aderisce e partecipa alla manifestazione "LA VIA MAESTRA. INSIEME PER LA COSTITUZIONE" del 7 ottobre 2023 a Roma promossa dalla CGIL e da oltre 200 associazioni e realtà sociali. Segnaliamo, tra i promotori, l'ANPI che caratterizza la partecipazione con lo slogan LA PACE AL PRIMO POSTO.
Di fatto si tratta della prima grande manifestazione contro il governo Meloni e va valorizzata come avvio di una possibile stagione di mobilitazione popolare. Noi ci saremo con la nostra piattaforma per i diritti e della dignità del lavoro, contro la precarietà e le disuguaglianze sociali, per il salario minimo a 10 euro e per la reintroduzione della scala mobile, per il diritto alla salute, contro ogni autonomia differenziata, per la difesa e attuazione della Costituzione, contro la guerra per la pace.

Occorre che tutte le realtà territoriali si attivino da subito per organizzare il massimo di partecipazione di iscritt@ e simpatizzanti, prendendo subito contatto con le Camere del Lavoro o associazioni varie per quanto riguarda il viaggio a Roma. La nostra partecipazione deve essere resa visibile con quante più bandiere di Rifondazione e di Unione Popolare, striscioni e cartelli a cura dei territori.

I punti di ritrovo a Roma sono a Piazzale dei Partigiani e Piazza della Repubblica, ambedue alle ore 12,45. La partenza è prevista alle 13,45.

Come Rifondazione Comunista invitiamo caldamente a concentrarci a Piazzale dei Partigiani per sfilare unitamente ai Comitati contro l’autonomia differenziata e alla Rete dei Numeri Pari. Il luogo è raggiungibile con il treno scendendo alla stazione Ostiense e con la metro B fermata Piramide. Fatto salvo il massimo sforzo per garantire la nostra presenza a Piazzale dei Partigiani, in ogni caso è garantita anche una presenza del Partito a Piazza della Repubblica.
L’invito che rivolgiamo a tutt@ è di non disperdersi, di concentrarsi nei punti di ritrovo indicati e di dare il massimo di visibilità alla presenza del Partito e di Unione Popolare.

Queste le prime indicazioni a cui seguiranno aggiornamenti vari.

Contiamo sull’impegno di tutte e tutti.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se
Ezio Locatelli, segreteria nazionale, responsabile Organizzazione Prc-Se

Car@ compagn@,

nell’invitare tutt@ a dare il massimo di pubblicizzazione e a organizzare la partecipazione alla Festa nazionale di Rifondazione Comunista in programma a Bologna dal 21 al 24 settembre 2023, richiamiamo l’importanza di lavorare alla riuscita dell’assemblea nazionale delle segretarie e dei segretari di Circolo, Federazioni, Regionali che si terrà domenica 24 settembre 2023, a partire dalle ore 10.

L’assemblea è aperta in particolare a tutte le compagne e compagni che rivestono responsabilità di lavoro nei territori. Visti i tempi stretti a disposizione si raccomanda la massima puntualità.

Nell’occasione saranno disponibili per le segretarie e i segretari regionali o compagn@ da loro delegati le tessere 2023 per ulteriori consegne oltre a quelle già effettuate.

Fraterni saluti

Ezio Locatelli, segreteria nazionale, Responsabile Organizzazione Prc-Se

Car@ compagn@

vi trasmettiamo, in allegato, il nuovo numero del notiziario “dire, fare, Rifondazione” del mese di Settembre 2023 (num.3).

Chiediamo a tutt@, in particolare alle segretarie e ai segretari regionali e provinciali, di provvedere alla diffusione del notiziario tramite rete o anche riproducendolo in forma cartacea, sia ai circoli che ad amici e simpatizzanti.

Grazie e buon lavoro

Ezio Locatelli, segreteria nazionale, responsabile Organizzazione Prc-Se

dfr prima 9233 1000

Car* compagn*,

come già comunicato, dal 21 al 24 settembre 2023 si terrà a Bologna (Parco Maurizio Cevenini-Borgo Panigale) la Festa Nazionale di Rifondazione Comunista per la cui riuscita è importante promuovere la massima partecipazione di compagne e compagne dai territori. Per l’eventuale pernottamento valgono le indicazioni di alberghi e B&B trasmesse con circolare precedente.
Il programma prevede la presenza di molti e qualificati esponenti politici, sindacali e del mondo della cultura e ospiti europei.

Nell'ambito della festa nazionale di Bologna, domenica 24 settembre 2023, dalle ore 10 alle ore 14, si terrà l’Attivo nazionale delle segretarie e segretari Prc-Se di circolo, provinciali e regionali, per il quale vi chiediamo di organizzare e garantire la massima partecipazione.

Il programma definitivo della Festa sarà pubblicizzato nei prossimi giorni.

In attesa di vederci alla Festa, saluti fraterni.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se
Ezio Locatelli, segreteria nazionale, responsabile Organizzazione Prc-Se

festa2023 1000

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