Note introduttive di Ezio Locatelli*

“Organizzatevi perché avremo bisogno di tutte le vostre forze” (Antonio Gramsci sul primo numero de L’Ordine Nuovo, primo maggio 1919)
Saluto le compagne e i compagni, lo faccio con molto calore guardando a questa presenza numerosa, tanto più significativa in quanto non dettata da obblighi di mandato ma dimostrazione di una volontà politica.

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di Ezio Locatelli*

Possiamo dirci senz’altro soddisfatti.  La Festa nazionale di Rifondazione Comunista si è chiusa ieri sera, in bellezza, con un risultato politico, di partecipazione ed anche economico del tutto positivo. Doppiamente positivo visto che, dopo alcuni anni di assenza, siamo tornati a fare una festa nazionale, preceduta da alcuni giorni di festa provinciale, in una città importante come Firenze. Tante persone, tanti compagne e compagni venuti un po’ da  tutta Italia, isole comprese, hanno animato un clima di convivialità e di intenso dibattito politico. Non solo c’è stata buona partecipazione a tutti i momenti pubblici, di confronto aperto sui tanti temi di attualità, lavoro, scuola pubblica, Europa, Sinistra e quant’altro. Il dato importante è stata la partecipazione attenta di compagne e compagni del partito, e non solo, ai  numerosi seminari di formazione e di lavoro che si sono svolti nell’ambito della festa.

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RIPARTIAMO!

La direzione nazionale di Rifondazione Comunista, in attuazione delle indicazioni di lavoro emerse in occasione della recente Conferenza di Organizzazione, impegna se stessa e tutte le articolazioni del partito ad un lavoro di riorganizzazione della propria presenza politica e del funzionamento delle proprie strutture con l’obiettivo di un salto di qualità nella costruzione di proposta e iniziativa politica, di proiezione esterna, di iniziativa di massa, di capacità di radicarsi nel tessuto sociale.

Dobbiamo produrci in un cambio di passo, rispetto ai molti ritardi e inadeguatezze che abbiamo, tra questi il dato di un partito che in non poche situazioni si dimostra capace di resistere ma incapace di sviluppo, di delineare una prospettiva politica e di lavoro, di un partito che finisce così per perdere peso insieme ai processi di crisi della politica.

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di Ezio Locatelli*

Abbiamo provveduto a ristampare in gran quantità le bandiere di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea. I circoli, le federazioni, i regionali sono invitati a farne richiesta al nazionale e a utilizzare le stesse in ogni manifestazione, ogni corteo, ogni ambito di iniziativa politica.
In questi anni non ci si è accontentati della cancellazione della nostra presenza dal Parlamento o dai mass media. Si è cercato anche di cancellare la nostra presenza dalla società e in ogni ambito di iniziativa politica. E’ evidente che questa presenza è data innanzitutto dalla nostra capacità politica di stare sul terreno del conflitto sociale, della difesa dei diritti e della dignità delle persone, della relazione unitaria con le forze di sinistra.

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Nota ai segretari regionali, provinciali, di circolo Prc-Se

Nell’ambito della recente scelta di allargamento della segreteria nazionale, è stato deciso di attuare un investimento specifico di attenzione sulle questioni che attengono al rilancio della presenza organizzata del nostro partito a livello nazionale e territoriale. Un compito che, al di là degli scarsi mezzi e risorse attualmente a disposizione, intendiamo portare avanti con impegno e convinzione convinti come siamo che politica e organizzazione devono poter tornare a camminare assieme.
Quando parliamo di rilancio non pensiamo solo alla riorganizzazione della nostra soggettività politica, alla rimessa in moto dei meccanismi di direzione e funzionamento, di tesseramento, di autofinanziamento, di comunicazione interna ed esterna, di feste locali, ecc.

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di Ezio Locatelli *

Facciamo, per un attimo, un tuffo nel passato. “L’unione fa la forza” scriveva Marx nel 1847 rivolgendosi non solo ai proletari, ai comunisti ma ai gruppi della sinistra borghese nella comune lotta contro la tirannia e l’oppressione della monarchia tedesca. “Bisogna rivolgere tutte le forze contro il nemico comune e non ridursi in frantumi…” scriveva ancora Marx in feroce polemica contro le “battaglie idilliache” aggiungendo che, al di là di volere nell’immediato le stesse cose, – uno stato democratico, di diritto – i comunisti lottano anche per una prospettiva di radicale cambiamento sociale. Ancor oggi, a distanza di tanto tempo, al tempo del finanzcapitalismo, di una inaudita concentrazione di ricchezza di potere nelle mani di pochi, in cui l’oligarchia prende il posto della democrazia, il cambiamento più che mai chiede unità e autonomia. Unità come esigenza, per le forze di cambiamento che sono rimaste, di non farsi ghettizzare, di tornare in campo con la necessaria forza organizzata. Autonomia come necessità, per chi è e continua a dirsi comunista, non solo di condurre una sacrosanta battaglia di resistenza civile e democratica al liberismo, ma per una rinnovata critica del capitalismo e una prospettiva di trasformazione sociale.

Sempre più i governi nazionali si sono trasformati in meri esecutori di un’Europa liberista che punta dritta all’affossamento di tutto il quadro democratico, dei diritti sociali e del lavoro. Guai a chi osa fare diversamente come nel caso del popolo greco e del governo Tsipras. I reprobi devono essere cancellati. Renzi, in Italia, è il degno interprete ed esecutore, dell’operazione di tabula rasa chiesta e imposta dai padroni dell’Europa. Jobs Acts, Italicum, Sblocca Italia, Buona Scuola, questi alcuni dei titoli immaginifici di un’operazione rovinosa contro cui bisogna muovere una massa critica, un contro movimento che abbia una qualche possibilità di incidere. La sproporzione delle forze attualmente in campo è tale che diventa impossibile invertire la tendenza andando avanti in ordine sparso. Da qui il tema cruciale, urgente, dell’unità delle forze sociali e della sinistra sulla base della condivisione di punti programmatici essenziali, unità plurale non invenzione a tavolino di nuovi partiti, come possibilità e condizione stessa per guadagnare un terreno più avanzato di lotta per il cambiamento. Unità, beninteso, da costruire fuori dal recinto della governabilità, dai dettami della politica economica dell’Unione Europea.

Detto ciò pensiamo anche che non basta declamare una volontà, pure necessaria, di ricostruzione di uno spazio sul terreno della rappresentanza politico istituzionale perché questo si inveri. Tanto più in considerazione di un terreno disastrato che non garantisce più partecipazione e decisionalità democratica. In una situazione in cui l’apparato statuale e l’agenda politica sono chiamati ad essere artefici e garanti del capitalismo finanziario e mercantile, non più strumento di tutela e redistribuzione di risorse, cambia radicalmente il compito della sinistra. Un progetto di unità e di cambiamento possono generarsi innanzitutto in rapporto ad una ripresa di lotte e di unità sociale, ad una ripresa di pensiero critico e di pratiche sociali volte a scardinare i fattori di disuguaglianza e di esclusione sociale, i fattori di sfruttamento e spoliazione del lavoro. Il che comporta il rovesciamento del quadro delle priorità circa il momento politico elettorale e il momento sociale. Quest’ultimo, in specie per quanto riguarda Rifondazione Comunista, diventa l’asse portante di un progetto di ricomposizione, nella crisi, delle forze sociali e di sinistra. A scanso di equivoci non si tratta di negare l’intreccio tra dimensione politico elettorale e intervento sociale, quanto di affermare un diverso modo di essere di sinistra, di essere forza di trasformazione che fa della pratica e del conflitto sociale il terreno centrale di risposta al precipitare del Paese in un regime di tipo aziendalistico padronale.

Questo precipitare non ha solo un risvolto negativo, ci ha fatto arrivare a un punto nel quale le implicazioni, a dir poco devastanti, delle scelte di governo cominciano ad apparire più chiare agli occhi di milioni di persone. E’ già accaduto in Grecia, è destinato ad accadere in Italia. Cresce il risentimento sociale e insieme a ciò il numero di coloro che girano le spalle a Renzi e al Pd, alla faccia di quella che era stata dipinta come la marcia trionfale del nuovo che avanza. Un nuovo che si sta rivelando per ciò che è: una colossale montatura giocata contro gli interessi e i diritti della maggioranza dei cittadini, in specie della classe lavoratrice. Questa maggioranza si colloca ormai fuori e contro il sistema politico. Da questo dato macroscopico si può e si deve ricominciare per agire la forza di un contrasto e di una possibile alternativa alle politiche liberiste e di austerità. Vanno superati i particolarismi. Va riempito un vuoto di presenza, se non si vuole regalare la lotta al disagio sociale ai populismi vari né di destra né di sinistra, peggio ancora alla destra leghista e neofascista. Il tempo della ricostruzione sociale e dell’unità della sinistra è ora.

Torino, 26 giugno 2015

* segreteria nazionale Prc

Contributi alla Conferenza di Organizzazione 2015

I contributi vanno inviati a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Calendario di articolazione e svolgimento della Conferenza Nazionale di Organizzazione

-dal 14/2 al 7/3 Conferenze di Circolo

-dal 8/3 al 21/3 Conferenze di Federazione

-dal 22/3 al 4/4 Conferenze Regionali

-11 e 12/4 Conferenza Nazionale

Programma della Conferenza

Sabato 11 aprile

ore 10.00
Relazione introduttiva
Giovanna Capelli
Responsabile Nazionale Organizzazione

ore 10.45 - 18.00
Dibattito / Interventi

ore 18.00 - 21.00
Seminario europeo Prc/Gue
Eurosolidarity! Pretiche sociali, mutualismo e forme della politica contro l'austerità

Domenica 12 aprile

ore 10.00 - 14.00
Dibattito / Interventi

ore 14.00
Conclusioni del Segretario nazionale
Paolo Ferrero

ore 15.00 - 16.30
Votazione documento e ordini del giorno

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Sede nazionale - Sala "Bianca"

in ricordo di Bianca Bracci Torsi

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Sede nazionale - Sala "Bianca"

in ricordo di Bianca Bracci Torsi

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Sede nazionale - Sala archivio

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Sede di Borgo San Lorenzo (FI)

sede borgo san lorenzo

Sede di Empoli (FI)

sede empoli

Sede di Venezia Mestre

sede venezia mestre

Sede di Roma Tufello

sede roma tufello

Sede di Parma Via Solari

sede parma viasolari

Sede di Monza

sede monza

Sede di Cave - Castelli Romani

cave castelliromani

Sede di Trieste via Masaccio

trieste viamasaccio

Sede di Trieste Ponziana

trieste ponziana

Sede di Trieste Servola

trieste servola

Sede di Trieste Muggia

trieste muggia

Sede di Piombino

piombino

Sede di Rosignano (LI)

rosignano li

Sede di Napoli

sede napoli

Sede di Viterbo Via Cesare Dobici 57

sede viterbo

Sede di Moiano (PG)

sede palazzolo

Sede di Civita Castellana (VT)

Civita Castellana

Sede di Perugia

sede perugia

Sede di Francoforte Siracusa

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Sede di Cosenza centro storico

cosenza centro storico

Sede di Palermo Via Merlo 36,38 e 40

sede palermo

Sede di Viareggio

viareggio caprili

Sede di Modena

sede modena

Sede di Pisa

inaugurazione pisa

Sede di Scisciano (NA)

scisciano

Sede di Jesi (AN)

sede jesi an

Sede Monza Brianza

monzabrianza libreria

Sede di Pietrasanta

pietrasanta

Sede di Venezia Castello

sede venezia castello

Sede di Solaio

Pietrasanta

Sede di Massa

circolo massa

Sede di Reggio Emilia

reggioemilia

Sede di Viareggio

sede viareggio

Sede di Imperia

imperia

Sede di Viareggio

Viareggio

Sede di Meilogu (Sassari)

meilogu sassari

Circolo "Marisa Musu" Roma

ciroclo musu roma

Sede di Bassano Romano

circolo bassano

Sede di Modena

federazione modena

Sede di Campobasso

campobasso

Sede di Crema (Cremona)

crema

Sede di Calci (Pisa)

calci pisa

Sede di Vaiano Cremasco (Cremona)

vaiano cremasco

Sede di Ravenna

ravenna

Federazione di Savona

federazione savona

Circolo di Francavilla (Brindisi)

francavilla br

Circolo di Pavia

pavia

Circolo di Casalmaggiore (Cremona)

casalmaggiore cr

Circolo di Buti (Pisa)

buti pisa

Circolo di Lanuvio (Roma)

circolo lanuvio 2

Circolo "A. Lissi" di Rebbio e Federazione di Como

federazione como

Circolo di Cremona

cremona

Federazione di Trento

federazione trento

Circolo "Mariano Mandolesi" di Gaeta Itri (Latina)

sezione gaeta itri

Circolo di Piadena (Cremona)

piadena cr

Federazione di Brescia

BRESCIA FOTO

Circolo "A. Lombardo" di Favara (AG)

FAVARA AGRIGENTO

Federazione di Parma

PARMASEDE

Circolo di Pontedera (Pisa)

PONTEDERASEDE

Circolo "Che Guevara" Roma

cheguevararoma

Circolo di Catania "Olga Benario"

circolocatania

Circolo di San Giuliano Milanese (MI)

sangiuliano milanese

Circolo "Viro Avanzati" di Siena

Siena

Federazione di Imola

fed imola

Circolo "R. Iezzi" di Manoppello (Pescara)

manoppello pescara

Circolo "Antonio Casaletti" di Paderno Dugnano (Milano)

paderno dugnano

San Giuliano Terme (Pisa) 

sangiulianoterme pisa

Circolo di San Martino a Ulmiano (Pisa)

sanmartinoulmiano pisa

Assemblee segretariSe vogliamo attrezzarci alla difficilissima fase politica che ci aspetta in Italia e in Europa per sconfiggere le politiche di austerità, di precarizzazione e di smantellamento delle Costituzioni nate dalla Resistenza dopo il secondo conflitto mondiale dobbiamo curare il Partito, garantirgli l'esistenza e intensificare nel Partito le occasioni di dibattito, di confronto di verifica della linea politica.

Il nostro Partito vive da ora in poi senza alcun finanziamento pubblico. Le argomentazioni con cui questo è stato azzerato sono state la lotta contro la casta e il risparmio del denaro pubblico, ma in realtà il risultato finale è un'altra somma ingiustizia politica perchè la classe operaia e le classi impoverite dalla crisi economica partono in questo contesto ultrasvantaggiate economicamente, direi azzerate nel loro necessario processo di riorganizzazione della propria presenza politica e anche della propria rappresentanza.

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milano fotodi Dino Greco -
Milano. Hanno risposto i 260, dalle federazioni e dai circoli del Nord, alla chiamata a confronto decisa dalla segreteria nazionale di Rifondazione per aprire, senza rete, una fase di ascolto della propria “base”, dio sa quanto necessaria, dopo il rovinoso capitombolo elettorale di febbraio e di fronte all’urgenza di mettere in moto uno sforzo eccezionale di ricostruzione del partito, di rinnovamento della sua strategia, delle sue politiche, dei suoi gruppi dirigenti ad ogni livello. Cimento che troverà il suo approdo conclusivo nel congresso, ma che deve fare i conti, qui ed ora, con la necessità di condurre un’opposizione forte e intelligente al governo Letta e alle forze che lo sostengono, determinate a proseguire nelle politiche di austerità inaugurate da Berlusconi e portate sino alle estreme conseguenze da Monti, con gravissime conseguenze per le condizioni di vita di milioni di lavoratori, di cittadini e per la stessa tenuta della democrazia.

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Responsabile organizzazione

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